{"id":10217,"date":"2007-07-02T12:00:00","date_gmt":"2007-07-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-026\/italiano-lindagine-della-global-digital-age\/"},"modified":"2020-10-25T09:29:25","modified_gmt":"2020-10-25T08:29:25","slug":"italiano-lindagine-della-global-digital-age","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-026\/italiano-lindagine-della-global-digital-age\/","title":{"rendered":"L&#8217;indagine Della Global Digital Age"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Uno dei meriti del lavoro <span class=\"testoscuro\">Territory, Authority, Rights <\/span> di <span class=\"testoscuro\">Saskia Sassen<\/span> \u00e8 di riuscire a proporre un&#8217;analisi dei mutamenti moderni che parte dal periodo medievale per arrivare a quella che definisce la &#8220;global digital age&#8221;. In poche parole, la Sassen riprende &#8220;le grandi narrazioni sociologiche&#8221; di un tempo. Per fare ci\u00f2 ha utilizzato innanzitutto la storia come fonte di intelligibilit\u00e0 dei cambiamenti sociali, in particolar modo ha tracciato e indagato un campo di analisi ai cui vertici possiamo trovare le categorie politiche di <em>territorio <\/em>, <em>autorit\u00e0 <\/em> e <em>diritti <\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sassen ha saputo infatti reinterpretare le vicende di generazione e degenerazione dello stato moderno (cfr. P. Schiera, <em>Lo stato moderno : origini e degenerazioni <\/em>, Clueb, 2004) attraverso tre momenti fondamentali della sua storia: la costruzione (intesa come &#8220;montaggio&#8221; o &#8220;assemblaggio&#8221;, in inglese <em>assembling <\/em>) del nazionale, la sua decostruzione e la nuova costruzione dell&#8217;<em>era digitale globale<\/em>. La prima fase, quella medievale, \u00e8 caratterizzata soprattutto dall&#8217;emergere di un potere che va oltre la semplice sovranit\u00e0: \u00e8 l&#8217;autorit\u00e0 statale una forma di astrazione del potere che pu\u00f2 esercitarsi su un territorio non pi\u00f9 ristretto a quello della sovranit\u00e0 feudale, ma che ha il potere di attivare network comunicativi, quali quelli delle citt\u00e0, delle norme e dei diritti e doveri che riescono ad avvicinare territori compositi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tale fase di assemblaggio del nazionale trova il suo massimo compimento tra la fine dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento, nel periodo che la Sassen definisce di <em>Hypernationalism and Imperialism<\/em>, ovvero in quel fenomeno, sottovalutato spesso dagli studiosi delle scienze della comunicazione, della prima globalizzazione. E&#8217; il periodo storico dello sviluppo di scale economiche mondiali: le multinazionali operano in una logica capitalistica internazionale che per\u00f2 trova le sue ricadute politiche a livello nazionale (es. si sviluppano, nazionalmente, i sistemi finanziari, postali, telegrafici, le ferrovie, le organizzazioni meteorologiche, ecc.).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/ia_gigighezzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; un &#8220;capitalismo regolato&#8221;, nel senso che le multinazionali poggiano le loro solide basi sul potere politico nazionale, sebbene coordino le loro attivit\u00e0 secondo una logica capitalistica internazionale. Lo spazio geografico mondiale si trasforma in questo periodo in territorio di conquista della nazione e per questo motivo le economie nazionali non potevano che essere indirizzate al dominio militare, attraverso un meccanismo crescente di istituzionalizzazione formale del privato e del pubblico (questa \u00e8 l&#8217;essenza del nazionalismo secondo la Sassen, l&#8217;individuo, anche nella sua sfera simbolica e cognitiva, assoggetta i propri bisogni e aspirazioni alla grandezza sempre crescente della nazione-stato).<\/p>\n<p align=\"justify\">La seconda fase, definita di &#8220;decostruzione del nazionale&#8221; \u00e8 contraddistinta dalla crescita della distanza tra cittadini e stato-nazione e micro-mutamenti del concetto di cittadinanza che per\u00f2 hanno forti ricadute nel medio-lungo periodo. Tale distanza \u00e8 un fenomeno interno agli stati-nazione ed \u00e8 determinata dal &#8220;restringersi&#8221; delle interazioni tra cittadino e stato, ad esempio l&#8217;aumento dei problemi legati alla doppia nazionalit\u00e0, oppure, attraverso la professionalizzazione dell&#8217;esercito, quindi il venir meno di quel rapporto fondamentale di partecipazione allo stato attraverso la sua difesa. A partire dagli anni Ottanta, lo stesso governo \u00e8 stato eroso nei suoi poteri dietro spinte neoliberiste, quando ha subito un processo di privatizzazione del potere.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/ia_gigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Nell&#8217;era digitale globale, la pi\u00f9 interessante per noi, il processo di decostruzione della nazione raggiunge il suo apice.<\/span> Lo stato-nazione, sebbene non venga eliminato, si arricchisce, o meglio, si complica, con una serie di nuove dimensioni spazio-temporali che ne determinano una nuova configurazione in scale subnazionali con originali rapporti tra autorit\u00e0 e territori. Tra le maggiori cause di questo mutamento troviamo la digitalizzazione dei saperi e delle pratiche sociali che contribuisce a creare appunto &#8220;territori di potere&#8221; al di fuori dello spazio nazionale. La Sassen si chiede fin da subito quanto siano autonomi questi nuovi campi globali, individuandone le attivit\u00e0 dominanti: i mercati finanziari e le forme di attivismo realizzate attraverso i network comunicativi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per definire il rapporto tra la societ\u00e0 attuale e il fenomeno di digitalizzazione, la Sassen utilizza il termine di <span class=\"testoscuro\">imbricazione<\/span>, ovvero un fenomeno biologico grazie al quale un componente di una coppia ha origine dall&#8217;altro, realizzando quindi una trasformazione che sebbene imprevista negli esiti, ha per\u00f2 dei vincoli sequenziali e relazionali con il componente originario (\u00e8 questa forse ancora l&#8217;autopoiesi luhmaniana?). In questo senso il digitale e il sociale sarebbero fortemente correlati, tanto da non riuscire spesso a distinguerli; al contrario di quello che fanno le scienze della comunicazione o la sociologia che pongono, esagerandone il peso, gli accenti sull&#8217;uno o sull&#8217;altro termine.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;ipermobilit\u00e0 e la dematerializzazione, tipici processi delle nuove tecnologie, sono prodotti di variabili collocate in una dimensione temporale stabilissima e concentrata in determinate zone fisiche, quale ad esempio le <em>corporate <\/em> e la stabilit\u00e0 dei loro capitali realizzata attraverso monopoli finanziari. Non dobbiamo dimenticare che Internet, il protagonista della digitalizzazione (protagonista ma non unico attore del fenomeno digitale), sebbene venga spesso celebrato come il mondo della libert\u00e0 e della creativit\u00e0, \u00e8 oggi fortemente &#8220;infrastrutturato&#8221; e attraversato da pilastri di propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/ia_gigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">A tali fenomeni si aggiungono nell'&#8221;era digitale globale&#8221; quelli dell&#8217;emergere di nuovi attori e modi politici che la Sassen definisce come informali e transnazionali perch\u00e9 non utilizzano i confini dell&#8217;ordinamento stato-nazione e i canali formali del sistema politico (i tipici canali formali della politica sono il voto e la possibilit\u00e0 di eleggere un governo), ma ne moltiplicano il vocabolario e le alleanze che hanno ora uno spazio transnazionale. Tra i nuovi attori politici informali troviamo i migranti che, appunto perch\u00e9 privi di voto nella maggior parte dei casi e sottoposti spesso a trattamenti di &#8220;sospensione dei diritti civili&#8221;, spingono gli stati-nazione a ripensare i propri canali politici formali e di cittadinanza. Ci\u00f2 avviene soprattutto nelle citt\u00e0 (Cfr. S. Sassen, Le citt\u00e0 nell&#8217;economia globale, Il Mulino, 2004) che come i borghi nelle citt\u00e0 medievali, costituiscono la risorsa per un esercizio produttivo di ripensamento del potere politico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per concludere, ammessa la peculiarit\u00e0 dei mutamenti moderni (che alcuni come John A. Hall del Dartmouth College non suffragano), la Sassen ha il merito di argomentare le caratteristiche dell&#8217; <em>era globale digitale <\/em>senza scadere nella retorica della rivoluzione (digitale). Sar\u00e0 certamente necessario prestare maggiore attenzione alla categoria dei &#8220;nuovi attori politici informali&#8221; &#8211; quali i mercati finanziari e gli attivisti di network \u0096 per la quale non troviamo convincenti approfondimenti nel testo.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;informale politico del digitale rimane insomma una zona oscura che la Sassen lascia grigia, ma che ci indica come campo dove puntare in futuro il fascio di luce dell&#8217;indagine.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei meriti del lavoro Territory, Authority, Rights di Saskia Sassen \u008f di riuscire a proporre un&#8217;analisi dei mutamenti moderni che parte dal periodo medievale per arrivare a quella che definisce la &#8216;global digital age&#8217;. In poche parole, la Sassen riprende &#8216;le grandi narrazioni sociologiche&#8217; di un tempo. 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