{"id":10213,"date":"2007-07-02T12:00:00","date_gmt":"2007-07-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-026\/sonar-2007-electronic-music-for-the-masses\/"},"modified":"2020-10-25T09:27:51","modified_gmt":"2020-10-25T08:27:51","slug":"sonar-2007-electronic-music-for-the-masses","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-026\/sonar-2007-electronic-music-for-the-masses\/","title":{"rendered":"Sonar 2007: Electronic Music For The Masses"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Se pure ogni citt\u00e0 del mondo ha ormai le sue musiche, i suoi club e i suoi festival, per gli appassionati di musiche avanzate e\/o elettroniche il <span class=\"testoscuro\">Sonar<\/span> rimane un evento catalizzante.<\/p>\n<p align=\"justify\">E se pure quelli che vanno poi realmente al festival sono ormai solo una parte di quelli che arrivano a Barcellona (ai due estremi: alcuni non hanno nemmeno la possibilit\u00e0 di comprare il biglietto e cercano concerti e party alternativi, altri hanno perfino i pass ma non la voglia di immergersi nella folla, e ugualmente preferiscono fare gli alternativi\u0085), \u00e8 l&#8217;aria che si respira durante il <span class=\"testoscuro\">Sonar<\/span> che rende tutto comunque speciale, dentro e fuori il festival.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa edizione, poi, per me \u00e8 stata pi\u00f9 interessante e divertente delle ultime. La line up mi appassionava di pi\u00f9 gi\u00e0 sulla carta, e cos\u00ec, superando snobismi e pigrizie, mi sono comunque dedicata. Nell&#8217;arco di soli 3 giorni sono passata attraverso epoche e atmosfere diverse, stili e linguaggi lontani tra loro ma vicini a me, artisti che conosco da sempre e altri che non avevo mai incontrato prima. E ne sono uscita felice e contenta. Ovviamente, non sono mancate alcune perplessit\u00e0. (una su tutte: perch\u00e9 Fangoria!?!), ma nel complesso \u00e8 stato un Sonar che ricorder\u00f2 con piacere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Procedo in ordine cronologico, e sfioro solo quello che sono riuscita a vedere\/sentire.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Gioved\u00ec, giorno.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; stato difficile apprezzare lo show case <span class=\"testoscuro\">Accidental nel Village<\/span>, di cui mi sono piacute solo alcune melodramatic popular songs (come le autodefiniscono) dei <span class=\"testoscuro\">The Invisible<\/span>. Il resto forse non era adatto al contesto, o forse non a me in quel contesto. Comunque non mi ha convinto. Bello, bellissimo, per\u00f2, il dj set di 2 ore di <span class=\"testoscuro\">James Holden<\/span>, che, dalla consolle piccola del Village, quella dietro gli alberi, con la sua sequenza di tracce allo stesso tempo acide, basse, melodiche, spezzate, atmosferiche e ovviamente ipnotiche, ha fatto gioire proprio tutti, perfino chi non si \u00e8 nemmeno reso conto di cosa stava accadendo.<\/p>\n<p align=\"justify\">E invece deludente, purtroppo, il live dei <span class=\"testoscuro\">Night of the Brain<\/span>, il nuovo progetto collaborativo e strumentale di <span class=\"testoscuro\">Cristian Vogel<\/span>: rock elettronico un po&#8217; dark e un po&#8217; dimesso, perfino prevedibile, la sua voce non particolarmente graffiante e gli arrangiamenti non esattamente memorabili\u0085Peccato, eravamo arrivati al Dome in tanti, e pieni di aspettative. Evidentemente eccessive.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per la<span class=\"testoscuro\"> Station 55<\/span>, per\u00f2, ci ha poi pensato la performance di <span class=\"testoscuro\">Burbuja<\/span> a riconquistare almeno un po&#8217; di fans: un mix di musica concreta, voce angelica e liriche di fantasia, ma soprattutto di staticit\u00e0 e teatralit\u00e0\u0085 che ha conquistato i pochi appassionati presenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel frattempo, per le anime post-industrial, almeno un po&#8217; dark ma con un gusto per l&#8217;ambient, glitch o noise che sia, sono stati intriganti i live presentati dallo show case <span class=\"testoscuro\">Capsule nel Complex<\/span>: per quanto sono riuscita a sentire, <span class=\"testoscuro\">Black Galaxy; Burning Star Core e Jazzfinger<\/span>, pur se ognuno in modo diverso, con un gusto antico per l&#8217;invenzione, l&#8217;improvvisazione, la manipolazione, hanno scomposto, ricomposto e sovrapposto i linguaggi ormai classici dell&#8217;elettroacustica, dell&#8217;industrial, del noise e sono riusciti a intrattenere, stupire\u0085 innovare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Perfino ovvio, ma non per questo criticabile, lo speciale sulla Cina nell&#8217;Escenario Hall, che dopo il live dei <span class=\"testoscuro\">White<\/span> (che purtroppo ho perso, ma che immagino potente\u0085), si \u00e8 concluso con <span class=\"testoscuro\">FM3 e Blixa Bargeld<\/span>, in bianco loro e ovviamente in nero lui, per un insieme imprevisto e ispirato di suono elettronico e voce elettrificata. Anche in questo caso: bello.<\/p>\n<p align=\"justify\">E per concludere, al Village, <span class=\"testoscuro\">Gus<\/span> ha suonato un po&#8217; di seria techno. Tanto seria da essere al limite dell&#8217;hard core. Un ottima fine giornata e un buon inizio festival!<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Gioved\u00ec, notte.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Beastie Boys e Narod Niki<\/span>. Che dire? Non sono un esegeta dei<span class=\"testoscuro\"> BB<\/span>, ma una appassionata si\u0085 Per\u00f2 il loro live non mi ha appassionato. Non so argomentare il motivo del mio sconforto, per cui non lo far\u00f2. O meglio: mi aspettavo di pi\u00f9 dalla musica, per quanto, o forse proprio in quanto, concerto strumentale; non mi aspettavo che &#8220;strumentale&#8221; significasse solo basso, chitarra e batteria\u0085e alla fine ho sentito la mancanza dei vinili sui piatti e delle basi elettroniche, perch\u00e8 il loro mcing, invece, non mi convince pi\u00f9. Ma probabilmente anche questo \u00e8 stato un caso di aspettative esagerate, perch\u00e9 la folla, invece, era in delirio\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Narod Niki<\/span>, il progetto collettivo di improvvisazione diretto da <span class=\"testoscuro\">Villalobos<\/span>, un altro dilemma: ho amato la techno minimale, in tutte le sue declinazioni, ma, molto banalmente, ora non ne posso pi\u00f9. Per cui, che ci sia uno di loro o siano in sei, che sia un live o un dj set, che sia tutto improvvisato o preprogrammato, non mi emoziono pi\u00f9. Fine. Anche in questo caso, attorno ci sono migliaia di maniaci in estasi, ma per noi \u00e8 una buonanotte anticipata&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Anzi no, gi\u00e0 che ci siamo (la notte infatti \u00e8 sempre meno solitaria del giorno\u0085) passiamo alla festa di<span class=\"testoscuro\"> Vice<\/span>, che con tutti i freak rock&#8217;n&#8217;rave del caso, da <span class=\"testoscuro\">Para One a Surkin<\/span>, insieme ai litri di birra nella stiva o ai fiumi di cocktail sul ponte della <span class=\"testoscuro\">Naumon<\/span> (la nave\/stato libero della Fura del Baus attraccata nel Porto e prestata per una sera ai quei buontemponi di Vice, appunto), ci ha permesso di percepire qualche vibra non diluita\u0085 Bene, ora davvero buonanotte, siamo solo all&#8217;inizio e abbiamo gi\u00e0 fatto un bel pieno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Venerd\u00ec, giorno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel Village risuonano soul, disco ed electro della Hot as Hel, ma non mi trattengono mai a lungo\u0085 Sar\u00e0 sempre perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un via vai eccessivo per godere di qualunque cosa. O perch\u00e9 so che, nel frattempo, nella Hall i <span class=\"testoscuro\">Sunn O)))<\/span> devastano i corpi stanchi e le menti felici con frequenze disumane prodotte da chitarra, basso e voce distorti a creare scuri, acidi e monolitici drones, e con questa sorta di rito riescono sempre ad incantare una piccola folla di folli\u0085 tra cui, questa volta, anche me.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alla fine, gi\u00e0 provata, decido per un passaggio al <span class=\"testoscuro\">Complex<\/span>, che mi fa scoprire <span class=\"testoscuro\">Haswell &amp; Hecker<\/span>: i due disturbano ad arte con una delle perfomance pi\u00f9 immersive del festival, ovviamente basata tanto sui suoni sintetici quanto su laser, strobo e fumo. Il loro tributo a <span class=\"testoscuro\">Xenakis<\/span> e al suo sistema di traduzione audiovisiva del disegno digitale \u00e8 scuro, acido, industriale. Serio. Il Sonar colpisce cos\u00ec.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ora per\u00f2 <span class=\"testoscuro\">Clark<\/span> \u00e8 iniziato e la Hall \u00e8 chiusa, c&#8217;\u00e8 troppa gente. Disdetta e rabbia. E il bello \u00e8 che non fanno entrare ma nemmeno uscire! Solo dopo numerose rimostranze finalmente capiscono che lasciare la gente fluire \u00e8 forse la soluzione migliore, tanto quando \u00e8 murato nessuno (soprattutto, nessuno di quelli capitati l\u00ec per caso, e sono sempre tanti) resiste pi\u00f9 di 5 minuti\u0085Per cui dopo un po&#8217; riaprono. Meno male: il live di Clark \u00e8 un mix di strumentale ed elettronica ruvido e raffinato, \u00e8 un tessuto di suoni e ritmi su cui lui ricama trame e disegni, e si fa ascoltare, ballare, e un po&#8217; amare. Per alcuni, sar\u00e0 il miglior live del Sonar. Forse anche per me.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al Dome questa volta non ci arrivo nemmeno. Il Village non mi interessa. Andiamo a immergerci in <span class=\"testoscuro\">Feed<\/span>, la perfomance di <span class=\"testoscuro\">Kurt<\/span> <span class=\"testoscuro\">Hentschlager<\/span> al Centro Santa Monica. La conosciamo gi\u00e0, ma fa sempre piacere essere scossi fino in fondo. Ci sono dei problemi tecnici, ma comunque noi usciamo, come le altre volte, con un vero sorriso. E iniziamo davvero a pensare che questo Sonar \u00e8 di nuovo generoso.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Venerd\u00ec, notte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Purtroppo perdiamo <span class=\"testoscuro\">Signal<\/span> speriamo ad una prossima occasione. E perdiamo anche i <span class=\"testoscuro\">Beastie Boys<\/span>. Invece, ci dedichiamo all&#8217;inizio di <span class=\"testoscuro\">Cornelius<\/span>, che, come previsto, \u00e8 pop e psichedelico allo stesso tempo, a tratti anche geniale, proprio come i suoi video\u0085 Ma poi corriamo fuori per la fine di <span class=\"testoscuro\">Kode 9 &amp; the Spaceape<\/span>, che per noi sono comunque imperdibili. Dopo di che, un po&#8217; di <span class=\"testoscuro\">Modeselektor<\/span>: che sia dub roots, dark hip hop, electro o techno, con il loro &#8216;permanent party spirit&#8217; sono la cosa migliore con cui -finalmente!- aprire le danze. E per concludere la serie torniamo a <span class=\"testoscuro\">Skream<\/span>. In sintesi, il dub step ci piace davvero assai, e pi\u00f9 ascoltiamo quei ritmi sincopati, quei bassi profondi e quei suoni acidi e spezzati, e pi\u00f9 ci piacciono. No doubt: \u00e8 la nostra braindance per questo inizio di XXI secolo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel frattempo, per\u00f2, \u00e8 iniziato il circo <span class=\"testoscuro\">Ed Banger<\/span>, e anche questo rock&#8217;n&#8217;rave, nelle sue forme migliori, nonch\u00e9 nei contesti giusti e con le compagnie adatte, a noi piace assai: \u00e8 la nostra bodydance dell&#8217;inizio XXI secolo! Per cui, non resistiamo e ci dedichiamo anche a <span class=\"testoscuro\">DJ Mehdi<\/span>, che poi rock&#8217;n&#8217;rave non \u00e8, perch\u00e9 \u00e8 molto pi\u00f9 blackish e soulful, deep and dirty\u0085 ma pur sempre estremamente happy. Uffie invece non convince in questa sua versione live, per cui proviamo con <span class=\"testoscuro\">Richie Hawtin<\/span>, ma la questione minimal \u00e8 sempre la stessa: non ne possiamo pi\u00f9. Ci riposiamo, e poi passiamo direttamente ai Justice. I <span class=\"testoscuro\">Justice<\/span> possono essere tutto e niente. Sono stati tutto. Un dj set electro e techno, pop e weird, suonato e ballato senza mai prendere fiato, con tracce nuove (poche) mischiate a quelle che ormai fanno parte nel nostro <span class=\"testoscuro\">DNA<\/span> (molte, ma suonate sempre in versioni, o comunque con manipolazioni, inedite). Un ora e mezza di delirio. Che festa! Magari prevedibile, ok\u0085 Ma la festa pu\u00f2 anche essere cos\u00ec. L&#8217;importante \u00e8 che sia festa. No?<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ci vogliamo perdere nemmeno la fine dei <span class=\"testoscuro\">Digitalism<\/span>, per cui proviamo ad andare verso il Park e per fortuna stanno ancora suonando. Anche per loro: possono essere tutto e niente, dipende dall&#8217;intorno e dall&#8217;atmosfera. Sono stati tutto pure loro: potenti, seri, grandi. Passiamo poi dai <span class=\"testoscuro\">Simian Mobile Disco,<\/span> ma in questa versione da Club non ci convincono. O meglio: chiudere le serate al Fabric significa anche poter mettere cose psichedeliche e retr\u00f2, e in questo sono perfetti, ma chiudere il Club al Sonar significa techno, e l&#8217;esperimento non sembra riescire altrettanto bene (per\u00f2, solo chi l&#8217;ha ascoltato tutto potr\u00e0 dire qualcosa di davvero sensato\u0085).<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ci rimane che <span class=\"testoscuro\">Timo Maas<\/span>, che se pure non \u00e8 tra i nostri preferiti, comunque \u00e8 un professionista, e ci fa ballare fino alla fine\u0085 e, per la gioia di grandi e piccini, conclude con il suo mix di Personal Jesus dei Depeche Mode. Improvvisamente sono le 7 e per fortuna si va verso casa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Sabato, giorno.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; dura uscire dal letto, \u00e8 dura uscire di casa. Ma comunque non c&#8217;\u00e8 fretta: niente live dei Various Production nella Hall, perch\u00e9 li ho appena visti e sentiti a Dissonanze (ho poi colto i commenti, e anche qui erano entusiasti). Invece, devo arrivare per i <span class=\"testoscuro\">Wolf Eyes<\/span>. Noise come piace a chi ama il noise, per cui so che il loro muro di suono elettrico sar\u00e0 un altro momento di dura prova delle mie capacit\u00e0 di resistenza. Arrivo tardi nel <span class=\"testoscuro\">Complex<\/span>, ma quel che ascolto, invece, mi aiuta a risvegliare i sensi. Totali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Passo poi a sentire <span class=\"testoscuro\">Claro Intelecto e Andy Stott<\/span> al Dome, ma sono entrambi pi\u00f9 minimal di quanto mi aspetto, o di quanto io sia disposta a sentire in quel momento, per cui in entrambi i casi non mi fermo. Forse sono io che sono un po&#8217; troppo impaziente, per\u00f2, perch\u00e9 sento poi che i due live hanno fatto muovere menti e corpi. Va b\u00e8. Mi sono comunque fatta un giro alla <span class=\"testoscuro\">Redbull Academy Lounge<\/span>, che \u00e8 sempre un ottima alternativa, con ottima musica e ottime feste, e poi rilassata con i <span class=\"testoscuro\">Lovemonk nel Village<\/span>, e va bene cos\u00ec. Per\u00f2 poi\u0085via! prima delle prime note dei Junior Boys, perch\u00e9 ho una strana repulsione per il loro live, troppo debole e fake per i miei gusti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Meno male che ci sono i <span class=\"testoscuro\">KTL<\/span>, e meno male che in questa occasione sono anche pi\u00f9 sporchi, ruvidi e fumosi che in altre precedenti (vedi Dissonanze), per cui in pochi minuti completano l&#8217;opera iniziata dai colleghi WY: volumi incredibili, abissi di suoni, nebbia impossibile, darkness infinita. Bello. Non mi fermo nel Complex per<span class=\"testoscuro\"> Planningtorock <\/span>perch\u00e9 anche lei l&#8217;ho gi\u00e0 vista pi\u00f9 volte, e pure niente Mira Calix e niente Khan, perch\u00e9 non ce la posso pi\u00f9 fare a stare non solo al chiuso, ma anche sottoterra\u0085 Barcellona effect: let&#8217;s go open air!<\/p>\n<p align=\"justify\">Decidiamo perci\u00f2 di lasciare il campo di battaglia e ci dirigiamo verso un bar, e poi al Centro Santa Monica, dove come ultimo spettacolo \u00e8 previsto il <span class=\"testoscuro\">Black Out Concert di Tres<\/span>. Idea interessante e stimolante quella di farci ascoltare il silenzio una volta spenti tutti i motori (di condizionatori, di centraline telefoniche, di computer, di video\u0085), ma realizzato in modo bizzarro (cio\u00e8 parlando in continuazione con chi eseguiva questi comandi), per cui alla fine una performance non esattamente riuscita. Rimane per\u00f2 una buona idea e la voglia di riprovare. Chiss\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Sabato, notte<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Cristian Vogel <\/span>all&#8217;arrivo nel Park prende subito bene: questa volta, infatti, \u00e8 ai piatti. E poi i <span class=\"testoscuro\">Devo<\/span>. Chiss\u00e0 come saranno\u0085c&#8217;\u00e8 l&#8217;ovvio timore della delusione. E invece spaccano. Un live ispirato e tirato, senza un ammiccamento di troppo o un cedimento imprevisto, con i pezzi storici riarrangiati che sembrano scritti ieri, suonati con una grinta incredibile che non fa rimpiangere il tempo passato, anzi, e con un atteggiamento convinto ma non presuntuoso, assolutamente ironico e per\u00f2 non comico\u0085 Che dire? Bravi! Un piacere davvero vederli e sentirli per la prima e, probabilmente, l&#8217;ultima volta! Il Sonar colpisce anche cos\u00ec, appunto\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\">E poi: un po&#8217; di <span class=\"testoscuro\">Tractile al Lab<\/span>, che ci piace perch\u00e9 \u00e8 techno ma, nonostante sia <span class=\"testoscuro\">M_nus<\/span>, \u00e8 ancora sexy, deep and dirty. Un po&#8217; di <span class=\"testoscuro\">Matthew Dear&#8217;s Big Hand<\/span> al Pub, che rivela una voce dark incredibile, oltre che la solita magia al laptop, e una intesa con basso e batteria che rendono lo show davvero eccezionale nel suo genere: come si legge, \u00e8 techno for rock lovers e vice versa. E poi inizia lo showcase della Innervision, con <span class=\"testoscuro\">Dixon, Chateau Flight e Ame<\/span>, ma noi non siamo in quel mood house, o tutt&#8217;al pi\u00f9 tech house, e preferiamo dedicarci ad altro. Tipo la Lo Recordings, con i grandi (ma esteticamente squallidi\u0085) <span class=\"testoscuro\">Black Devil Disco Club<\/span> (da ascoltare ma da non guardare!), e il super <span class=\"testoscuro\">Cursor Miner<\/span>, uno dei live pi\u00f9 incastranti della serata, se non del festival. Nel frattempo, al Club \u00e8 il momento di <span class=\"testoscuro\">Jeff Mills<\/span>. Entriamo superando ogni ostacolo (avete presente il Club Sonar pieno come non mai???), riconosciamo che ha sempre stile, ma non resistiamo troppo nemmeno con lui, perch\u00e9 la monotonia e la malinconia ci assalgono\u0085 Meglio tornare al Lab: ci sono gli Altern8, che ricreano un atmosfera techno hard core d&#8217;altri tempi, e la cosa ci diverte di pi\u00f9!<\/p>\n<p align=\"justify\">E poi inizia <span class=\"testoscuro\">Dave Clarke<\/span>: electro ma soprattutto techno potente in questa occasione (\u00e8 al Club\u0085), che \u00e8 ovviamente un insieme di classici e novit\u00e0, ma senza celebrazioni, e tantomeno autocelebrazioni, perch\u00e9 lui \u00e8 tutto qui e ora per noi che siamo qui e ora. Clarke si d\u00e0 senza limiti e non ci fa rimpiangere il passato, tutt&#8217;al pi\u00f9 ce lo fa rivivere. Diverso dal set pi\u00f9 electro e rock dello scorso anno al Park, ma altrettanto bello.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La curiosit\u00e0 per\u00f2, nel frattempo ci porta di nuovo al <span class=\"testoscuro\">Lab per Radioslave<\/span>, che ci appassiona per un po&#8217; ma non ci trattiene fino in fondo\u0085 Per non finire al buio, decidiamo di andare verso la <span class=\"testoscuro\">Miss (Kittin)<\/span> al Pub, che per\u00f2 ci delude con le sue egomanie e i suoi gorgeggi. Ultimo scatto di volont\u00e0 e torniamo al Club giusto in tempo per l&#8217;ultima sequenza di cassa acida e basso profondo di Clarke. E siamo felici di averlo fatto. Gran finale! Un ultimo giro al Pub per un po&#8217; di note alla luce dell&#8217;alba, e poi si torna a casa. Peccato, questo festival ci stava piacendo\u0085 Mi sa che torneremo anche il prossimo anno.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; stato un <span class=\"testoscuro\">Sonar<\/span> di emozioni nuove ed emozioni confermate (e col tempo si inizia a capire che queste sono forse le pi\u00f9 importanti\u0085), che, con meno snobismo o pigrizia (vale anche per gli organizzatori) \u00e8 tornato a considerare i gusti della gente e le mode, perch\u00e9 no! (post-industrial, dubstep, rock&#8217;nrave\u0085) rendendo davvero felici gli 85mila presenti. Non a caso, per chi ha saputo dove cercare, l&#8217;atmosfera, \u00e8 stata bella dall&#8217;inizio alla fine \u0085 perch\u00e8 la proposta era interessante, divertente e diversa, appunto. Perfino coraggiosa in alcuni casi. E il pubblico lo sa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/elettronica_giuliabaldi10.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E poi, \u00e8 ovvio, \u00e8 stato anche un festival che ha provocato qualche perplessit\u00e0. Per esempio: la Spagna va rappresentata, ok\u0085 ma non troppo, please, se non ne vale la pena! Fangoria, appunto, perch\u00e9? E poi\u0085il Village e il Pub, cio\u00e8 l&#8217;aria aperta e le ultime note: a quando dei set davvero funny and happy come quando eravamo piccoli? Questi sono interrogativi a cui non troviamo risposta\u0085Ma comunque: un Sonar che chi ha vissuto dal di dentro ha potuto di nuovo godere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Bene lo stesso per chi si \u00e8 fatto solo i party al di fuori, ma secondo noi quest&#8217;anno \u00e8 stata un&#8217; occasione sprecata. Barcellona \u00e8 incredibile ma pu\u00f2 esserlo anche il Sonar. E se non \u00e8 pi\u00f9 incredibile per chi ormai lo conosce bene, rimane comunque unico. No?.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.sonar.es\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.sonar.es<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se pure ogni citt\u0088 del mondo ha ormai le sue musiche, i suoi club e i suoi festival, per gli appassionati di musiche avanzate e\/o elettroniche il Sonar rimane un evento catalizzante.<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":29065,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,179],"tags":[32,39,40],"class_list":["post-10213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-026","tag-clubbing","tag-electronic-music","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sonar 2007: Electronic Music For The Masses &#8226; 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