{"id":10210,"date":"2007-07-02T12:00:00","date_gmt":"2007-07-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-026\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/"},"modified":"2020-10-25T09:24:42","modified_gmt":"2020-10-25T08:24:42","slug":"sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/","title":{"rendered":"Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p style=\"text-align: start;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"line-height: normal;\">S<\/span><\/span>e dovessi scegliere una bandiera per tutta la parte multimediale del Sonar 2007 sceglierei decisamente <span class=\"testoscuro\">FEED di Kurt Hentschlager<\/span>, performance presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2005 e che si avvia a diventare un classico della media art internazionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Immaginate una sorta di brain-machine totale in cui e&#8217; l&#8217;intero corpo a finire avviluppato nel tessuto della rappresentazione. Una realizzazione geniale dell&#8217;idea di Immersione basata su una amputazione della vista e su un dispositivo totale che incarna meglio di qualunque altra performance la declinazione tecnologica del sublime come spettacolo di una nuova natura. Non e&#8217; un caso che tutte le performance siano state super affollate e che nei giorni del festival si sia diffuso un vero e proprio buzz sul &#8216;cubo nero del <span class=\"testoscuro\">SantaMonica<\/span>. Perfetto controcanto di questa performance il <span class=\"testoscuro\">Black Out concert di Tres,<\/span> un concerto del silenzio in cui progressivamente venivano disarticolati e &#8216;spenti&#8217; i vari tessuti che compongono l&#8217;ambiente sonoro quotidiano fino ad arrivare ad una assenza totale di stimolazioni percettive.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tutto di FEED e il nulla del BlackOut Concert, sostanzialmente le forme speculari della stessa cosa: l&#8217;immersione, per iperstimolazione il primo, per deprivazione sensoriale la seconda. Concept super interessante, anche perche&#8217; la spoliazione del suono di Tres non parte da una musica o da suoni generati dall&#8217;artista ma dallo spegnimento progressivo dei suoni dell&#8217;ambiente in cui avviene la performance. Rendersi conto della ricchezza e dell&#8217;invasivita&#8217; del default sonoro del reale attraverso la sua progressiva disarticolazione e&#8217; forse il momento piu&#8217; entusiasmante della performance. C&#8217;e&#8217; da dire che la realizzazione dell&#8217;idea ha delle pecche, soprattutto in termini di gestione della presenza dell&#8217;artista nello spazio della performance e per alcuni accorgimenti tecnici che avrebbero potuto conservare e amplificare la magia e l&#8217;efficacia della performance stessa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/design_francescodorazio02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Detto questo, le cose interessanti da vedere erano molte e il concept del <span class=\"testoscuro\">Sonarmatica 2007<\/span> centrato sui rapporti tra magia e tecnologia, le rendeva davvero imperdibili.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;La postmodernita&#8217; e&#8217; la sinergia di arcaico e tecnologico. Ribaltando l&#8217;idea weberiana della tecnica come disincanto del mondo, dico che oggi la tecnica e&#8217; il reincanto del mondo&#8221;. La frase di <span class=\"testoscuro\">Maffesoli <\/span>e&#8217; il contraltare perfetto della frase di <span class=\"testoscuro\">Arthur C. Clark<\/span>, &#8220;Ogni tecnologia sufficientemente avanzata e&#8217; indistinguibile dalla magia&#8221;, che ha ispirato i curatori dell&#8217;edizione 2007 del Sonarmatica. Entrambe sintetizzano bene le due anime del concept di <span class=\"testoscuro\">Et Voila&#8217;<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci sono in effetti due punti di vista per leggere il rapporto tra magia e tecnologia, o se volete, la natura magica delle tecnologie. Da un lato la tecnologia come strumento artificiale di potenziamento delle capacita&#8217; umane, nella loro interazione con l&#8217;ambiente naturale e con la realta&#8217; in generale, introduce nuovi livelli di complessita&#8217; che deve necessariamente dissimulare per poter essere quotidianamente utilizzata (da qui per esempio tutto il filone della ricerca sulle interfacce &#8220;naturali&#8221;). Una necessita&#8217; che produce quel senso di magia, l&#8217;occultamento del &#8216;trucco&#8217; dietro il funzionamento del dispositivo tecnologico. D&#8217;altro canto pero&#8217;, proprio questa continua operazione di dissimulazione e &#8216;naturalizzazione&#8217; restituisce l&#8217;incanto a cio&#8217; che la scienza e la tecnica hanno progressivamente dissezionato, svelato e disincantato. Un doppio movimento di disincanto\/reincanto che produce fascinazione, mistero e meraviglia. Esattamente quello che la fantasmagoria, come effetto visivo strabiliante proprio perche&#8217; apparentemente inspiegabile, ha introdotto nell&#8217;Occidente postrinascimentale che scopriva le meraviglie della scienza moderna. E proprio alla fantasmagoria era in un certo senso ispirato il concept del Sonarmatica 2007.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/design_francescodorazio03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Un concept geniale e assolutamente azzeccato che mette a fuoco un aspetto centrale del nostro rapporto con la tecnologia, ed era affiancato da focus altrettando azzeccati come l'&#8221;immersione&#8221; o la &#8220;societa&#8217; aurale&#8221; che descrivono bene il modo in cui la tecnologia ha ridefinito progressivamente il nostro ambiente naturale. Un <span class=\"testoscuro\">Sonarmatica<\/span> sul quale personalmente avevo quindi riposto grandi aspettative che in parte sono state ampiamente soddisfatte, in parte no.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di fronte alla grande ricchezza delle varie sezioni multimediali del Sonar, che cresce ogni anno e rende sempre piu&#8217; arduo il compito di raccontarle, quello che mi e&#8217; mancato forse e&#8217; stato proprio quel senso di inquietante meraviglia e re-incanto del mondo che la mostra voleva evocare. Intendiamoci, di cose interessanti ne ho viste decine e la programmazione di quest&#8217;anno ha avuto il merito di avvicinare un pubblico piu&#8217; ampio alla media-art, per esempio attraverso le fantastiche performance di magia di artisti come <span class=\"testoscuro\">Julien Maire, Mago Julian\/Zachary Lieberman e Nemonico<\/span> che hanno aggiunto una dimensione live al Sonarmatica. L&#8217;area &#8216;stage&#8217; di Et Voila&#8221; era sempre affollata e un pubblico piu&#8217; ampio del solito ha visitato i sotterranei del CCCB con entusiasmo. Tuttavia, rispetto alle aspettative, direi che il concept della mostra e&#8217; stato piu&#8217; entusiasmante della sua realizzazione pratica, proprio perche&#8217; e&#8217; mancato quel senso di magia\/mistero\/inquietudine che ha reso mitiche le performance sperimentali del diciottesimo secolo a cui i curatori di &#8220;Et Voila'&#8221; si sono ispirati.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/design_francescodorazio04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Come dice uno dei curatori, <span class=\"testoscuro\">Jorge Luis Marzo<\/span>, la &#8220;magia si basa sull&#8217;idea che il pubblico non riesca a soprire il trucco. E&#8217; questo il segreto principale del suo successo. Se il pubblico sapesse quale trucco c&#8217;e&#8217; dietro o lo scoprisse durante la performance, l&#8217;intero spettacolo cesserebbe di esistere&#8221;. Be&#8217; in un certo senso quello che e&#8217; accaduto al Sonar e&#8217; un po&#8217; il fatto che il trucco della magia delle varie installazioni sembrasse &#8216;svelato&#8217;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non credo pero&#8217; che il limite stia nella selezione delle opere presentate, tutte assolutamente valide e interessanti come <span class=\"testoscuro\">Shadow Monsters di Philip Worthington, Tools Life di minim++, Portray the Silhouette di Masaki Fujiata, Delicate Boundaries di Christine Sugrue o AR_Magic System di Diego Diaz e Clara Boj<\/span>. Tutte condividevano in un certo senso la volonta&#8217; di suscitare nel pubblico lo stupore e la meraviglia per le conseguenze inaspettate e apparentemente inspiegabili dell&#8217;interazione umana con un dispositivo tecnologico. Credo che il concept fosse tanto geniale quanto ambizioso e difficile da realizzare pienamente anche perche&#8217; il rapporto che abbiamo con la tecnologia oggi e&#8217; piu&#8217; ispirato alla naturalita&#8217; che alla magia, piu&#8217; alla quotidianita&#8217; che alla eccezionalita&#8217;, piu&#8217; alla normalita&#8217; che alla meraviglia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le performance tecnoscientifiche che avvenivano nei gabinetti di fisica del diciottesimo secolo erano considerate alla stregua di performance di magia, e gli esperimenti scientifici per un certo periodo sono stati effettivamente trasformati in veri e propri spettacoli di magia. Le tecnologie che venivano utilizzate e le ipotesi scientifiche che venivano dimostrate (dall&#8217;esistenza del vuoto alla persistenza dell&#8217;immagine ecc.) avevano un livello di sviluppo talmente avanzato rispetto al senso comune del tempo da essere &#8216;aliene&#8217; al contesto e da non lasciar intendere minimamente il modo in cui gli esperimenti-spettacoli funzionavano effettivamente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/design_francescodorazio05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi il rapporto con la tecnologia e&#8217; chiaramente diverso. La radice di questo rapporto e&#8217; assolutamente magica ma ormai abbiamo metabolizzato un livello di complessita&#8217; senza precedenti che in un certo senso ha trasformato la meraviglia nell&#8217;ingrediente piu&#8217; comune del nostro panorama cognitivo quotidiano (la banalita&#8217; dell&#8217; &#8220;effetto speciale&#8221; ne e&#8217; un esempio). La chiave dell&#8217;entertainment di massa piu&#8217; avanzato contemporaneo e&#8217; proprio l&#8217;estetica della fantasmagoria neobarocca, una sensazione di stupore e meraviglia a cui dalla Modernita&#8217; in poi le strategie spettacolari occidentali ci hanno abituato.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo senso le installazioni presentate nell&#8217;ambito del Sonarmatica per quanto complesse e interessanti facevano uso pero&#8217; di tecnologie e modalita&#8217; espressive fondate sullo schermo, piu&#8217; o meno interattivo, che abbiamo ampiamente metabolizzato. Molto interesse, molto entusiasmo ma poca meraviglia e nessuna trascendenza! In questo senso credo che Sonarmatica abbia presentato opere interessanti, aperto nuove finestre su scenari poco esplorati ma non sia riuscita fino in fondo a riprodurre nel pubblico quel senso di mistero\/meraviglia, proprio perche&#8217; il tecnologico e&#8217; ormai il nostro naturale e non &#8216; piu&#8217; una dissonanza magica nel tessuto della normalita&#8217; quotidiana.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/design_francescodorazio07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; chiaro che parlare a posteriori e&#8217; come fare il tiro al bersaglio con una mitragliatrice automatica. Proviamo a fare qualche ipotesi allora. Forse un concept del genere si sarebbe prestato meglio a una ricognizione storica del nostro rapporto con la tecnologia e di come storicamente sia stata investita di significati esoterici, proprio per mettere in luce la radice magica di quello che oggi consideriamo naturale e quotidiano. Forse sarebbe stato interessante tentare di raccontare la storia della rappresentazione magica della tecnologia, dalla mistica del mesmerismo che prolifera intorno alla diffusione dell&#8217;elettricita&#8217; nel sedicesimo secolo alle manifestazioni techno-gnostiche che <span class=\"testoscuro\">Erik Davis<\/span> descrive nel suo <span class=\"testoscuro\">Techngnosis<\/span>, ai culti religiosi che si sviluppano attorno alla tecnologia tout-court. Certo, probabilmente non sarebbe stata una mostra di media-art, ma negli anni i curatori del Sonar hanno dimostrato di saper privilegiare le scelte sensate rispetto alle gabbie di genere (vedi la mostra del 2004 sulle Micronazioni per esempio).<\/p>\n<p align=\"justify\">Peraltro, visto che il tema era la tecnologia come magia, come e&#8217; stata introdotta una dimensione performativa prettamente magica, forse avrebbe avuto senso introdurre anche una dimensione storico-antropologica. Ma il mio dubbio e&#8217; piu&#8217; generale: se la tecnologia magica e&#8217; quella talmente avanzata da produrre nello spettatore quel senso di inspiegabile e inquietante meraviglia, dobbiamo chiederci se nello scenario attuale la media-art sia ancora l&#8217;avanguardia tecnologica del presente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag26\/articoli\/img\/design_francescodorazio08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In altre parole e&#8217; possibile che una maggiore diffusione di tecnologie avanzate a livello consumer soprattutto nell&#8217;ambito dell&#8217;entertainment abbia in un certo senso disinnescato il potere mesmerico della media art e ne abbia banalizzato la magia distribuendola nelle case e nelle tasche di ognuno di noi? Siamo sicuri che sia proprio la media-art la forma espressiva che oggi esprime meglio la fantasmagoria del presente e il re-incanto del mondo ad opera della tecnica?<\/p>\n<p align=\"justify\">O dovremmo cominciare a guardare piu&#8217; in &#8216;basso&#8217;, laddove l&#8217;arte non e&#8217; poi cosi&#8217; di casa&#8230;?.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessi scegliere una bandiera per tutta la parte multimediale del Sonar 2007 sceglierei decisamente FEED di Kurt Hentschlager, performance presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2005 e che si avvia a diventare un classico della media art internazionale<\/p>\n","protected":false},"author":148,"featured_media":29040,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,36,179],"tags":[29,40],"class_list":["post-10210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-design","category-issue-026","tag-audiovideo","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]If I should pick a house flag for the multimedia part of the Sonar 2007, I surely choose FEED by Kurt Hentschlager , performance presented for the first time at the Venice Biennale of 2005 that is becoming more and more a classic of the international media art. [:it]Se dovessi scegliere una bandiera per tutta la parte multimediale del Sonar 2007 sceglierei decisamente FEED di Kurt Hentschlager, performance presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2005 e che si avvia a diventare un classico della media art internazionale[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2007-07-02T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-25T08:24:42+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Francesco Di Orazio\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Francesco Di Orazio\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/\",\"name\":\"Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg\",\"datePublished\":\"2007-07-02T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-25T08:24:42+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/3f813a0f05ca2a59ba938d8f5ecf7dd9\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Sonarmatica 2007: Media Art And Fantasmagoria\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/3f813a0f05ca2a59ba938d8f5ecf7dd9\",\"name\":\"Francesco Di Orazio\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/dorazio-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/dorazio-96x96.jpg\",\"caption\":\"Francesco Di Orazio\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/francesco-di-orazio\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]If I should pick a house flag for the multimedia part of the Sonar 2007, I surely choose FEED by Kurt Hentschlager , performance presented for the first time at the Venice Biennale of 2005 that is becoming more and more a classic of the international media art. [:it]Se dovessi scegliere una bandiera per tutta la parte multimediale del Sonar 2007 sceglierei decisamente FEED di Kurt Hentschlager, performance presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2005 e che si avvia a diventare un classico della media art internazionale[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2007-07-02T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-25T08:24:42+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Francesco Di Orazio","twitter_misc":{"Scritto da":"Francesco Di Orazio","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/","url":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/","name":"Sonarmatica 2007: Media Art O Fantasmagoria &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg","datePublished":"2007-07-02T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-25T08:24:42+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/3f813a0f05ca2a59ba938d8f5ecf7dd9"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/07\/design_francescodorazio01.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/sonarmatica-2007-media-art-and-fantasmagoria\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Sonarmatica 2007: Media Art And Fantasmagoria"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/3f813a0f05ca2a59ba938d8f5ecf7dd9","name":"Francesco Di Orazio","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/dorazio-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/dorazio-96x96.jpg","caption":"Francesco Di Orazio"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/francesco-di-orazio\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/148"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10210"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59337,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10210\/revisions\/59337"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}