{"id":10191,"date":"2007-05-31T12:00:00","date_gmt":"2007-05-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-025\/italiano-il-design-minimale-targato-raster-noton\/"},"modified":"2016-05-02T10:14:17","modified_gmt":"2016-05-02T08:14:17","slug":"italiano-il-design-minimale-targato-raster-noton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/articles\/design\/italiano-il-design-minimale-targato-raster-noton\/","title":{"rendered":"Il Design Minimale Targato Raster Noton"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p align=\"justify\">Di fronte all&#8217;intimo e raccolto <span class=\"testoscuro\">Auditorio del CCCB di Barcellona<\/span>, dove ho avuto l&#8217;occasione di suonare nel progetto audiovideo con Valentina Besegher in occasione del festival <span class=\"testoscuro\">Offf 2007<\/span>, si sono alternati le presentazioni e i workshop di importanti nomi e progetti di graphic e multimedia design, nel pi\u00f9 ampio spazio della Hall centrale. Sicuramente una delle cose pi\u00f9 interessanti a cui ho avuto l&#8217;occasione di assistere, ma anche una di quelle pi\u00f9 fuori contesto rispetto all&#8217;atmsfera generale del festival, \u00e8 stata lo showcase dell&#8217;etichetta di musica elettronica e sperimentazione audiovisiva<span class=\"testoscuro\"> Raster-Noton <\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Due ore di presentazione per l&#8217;etichetta berlinese la cui fortuna \u00e8 legata all&#8217;esplorazione sistematica e radicale del concetto di minimalismo elettronico, a partire dal packaging del catalogo fino alla composizione audiovisiva e alle opere d&#8217;arte installativa. Attitudine questa in piena sincronia con il concetto generale del festival: semplificare il messaggio per riuscire a raccontare la complessit\u00e0 della cultura creativa post digitale a un pubblico potenzialmente pi\u00f9 vasto e saturo di messaggio sonori e visivi complessi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Proprio il grande spazio dedicato ad approfondire il lavoro installativo di <span class=\"testoscuro\">Carsten Nicolai, <\/span>musicista ultra noto a livello internazionale che ricordiamo essere uno dei fondatori della seminale label tedesca, \u00e8 stato occasione per offrire al vasto pubblico presente (a dire il vero un po&#8217; in fuga dalla sala) una versione forse meno conosciuta dell&#8217;etichetta tedesca, con uno slideshow fotografico delle gallerie che espongono le numerose installazioni sonore e una preview decisamente immersiva e alienante del suo ultimo lavoro installativo; alienazione che in questo caso per\u00f2 non sembra indicare l&#8217;estraniazione da qualche contenuto ma, al contrario, rappresentare una spinta verso un esterno cosmico indefinito e tremendamente naturale, fatto di luci e suoni inafferrabili dall&#8217;impatto siderale, semplice, lontano eppure familiare.<\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"3\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag25\/articoli\/img\/design_alessandromassobrio03.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Le installazioni audovisive e multimediali di <span class=\"testoscuro\">Carsten Nicolai<\/span> hanno principalmente a che fare con la materia uditiva e visibile piuttosto che con l&#8217;idea del suono o dell&#8217;immagine e tendono spesso a configurarsi come artefatti tecnologici in grado di rendere visibile l&#8217;invisibile (ad esempio il suono) attraverso un meccanismo di rifrazioni. Cos\u00ec <span class=\"testoscuro\">Polar<\/span>, ispirata a Solaris di Tarkovsky, \u00e8 una stanza in cui il visitatore pu\u00f2 fare la singolare esperienza delle frequenze sonore e dei campi elettromagnetici creati dai suoi spostamenti nello spazio attraverso la vista e il tatto, oltre che con l&#8217;udito. O ancora <span class=\"testoscuro\">Anti<\/span><em>, <\/em> reagisce audiovisivamente ai movimenti del visitatore all&#8217;interno di una struttura geometrica dal fascino disorientante &#8211; memoria degli studi sul paesaggio architettonico del giovane Nicolai &#8211; che ricorda un po&#8217; l&#8217;idea di una navicella spaziale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Buona parte dell&#8217;intervento di <span class=\"testoscuro\">Olaf Bender, <\/span>co-fondatore con Nicolai della Raster-Noton e anch&#8217;egli raffinato musicista elettronico, \u00e8 invece dedicata all&#8217;illustrazione del catalogo Raster-Noton e alla spiegazione &#8211; uno per uno &#8211; dei processi creativi che stanno a monte del packaging di ogni album, spesso disegnato, realizzato e confezionato artigianalmente.<\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"3\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag25\/articoli\/img\/design_alessandromassobrio04.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il filo conduttore del rapporto tra arte e scienza che caratterizza tutta la produzione della Raster-Noton \u00e8 riletto e interpretato sul piano evocativo oltre che tecnico nel lungo intervento sonoro di <span class=\"testoscuro\">Frank Bretshneider, <\/span>terza e ultima colonna portante della label, ovviamente musicista anch&#8217;egli, in cui strutture sonore silenti, droneggianti e distese esplorano forme luminose che sembrano altrettante galassie. Una bellissima visione a tutto schermo del principio della meccanica quantistica, secondo cui la materia si raccoglie tra gli interstizi della griglia spaziotemporale; il suono appare organizzato in fasci di frequenze molto compatti e ritmici in cui l&#8217;elemento armonico \u00e8 in parte il risultato di un completamento gestaltico della mente. Molto coinvolgente anche il breve live cooperativo tra <span class=\"testoscuro\">Alva Noto e Olaf Bender<\/span> che tocca le corde pi\u00f9 germaniche e techno dell&#8217;etichetta, percuotendole con grande stile e capacit\u00e0 nell&#8217;atto di cogliere fino in fondo la pulsazione e l&#8217;elemento ritmico elettronico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli spazi tra uno show e l&#8217;altro sono dedicati alla presentazione delle numerose serie dell&#8217;etichetta, a partire dalla <span class=\"testoscuro\">rivista audio<\/span> <span class=\"testoscuro\">20&#8242; to 2000 <\/span>, che raccoglie 12 cd progettati da un team di designers e altrettanti artisti coinvolti sul tema della fine del millennio, fino a <em class=\"testoscuro\">Xerrox Vol. 1 <\/em>, ultimo lavoro discografico di Alva Noto e primo di una nuova serie, in cui suoni registrati e astratti dal quotidiano vengono trasfigurati attraverso l&#8217;intervento del computer nelle consuete forme ordinate e minimali.<\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"3\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag25\/articoli\/img\/design_alessandromassobrio05.jpg\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E poi ancora alcuni dei lavori degli artisti che costituiscono l&#8217;inimitabile rooster dell&#8217;etichetta: il suggestivo album <span class=\"testoscuro\">The River <\/span>di <strong class=\"testoscuro\">William Basinski<\/strong>, le collaborazioni con <span class=\"testoscuro\">Mika Vainio , Ryuichi Sakamoto, Scanner e Ryoji Ikeda<\/span>. Sicuramente un pezzo importante della storia della musica elettronica contemporanea, in grado di porre, accanto al field recording e all&#8217;esplorazione del paesaggio sonoro da un lato, e all&#8217;ebefrenia compositiva della scuola di Aphex Twin dall&#8217;altro, dei canoni fertili e al contempo inimitabili.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.raster-noton.de\/\" target=\"_blank\">www.raster-noton.de<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.frankbretschneider.de\/\" target=\"_blank\">www.frankbretschneider.de <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.alvanoto.com\/\" target=\"_blank\">www.alvanoto.com <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.carsetnnicolai.de\/\" target=\"_blank\">www.carsetnnicolai.de<\/a><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte all&#8217;intimo e raccolto Auditorio del CCCB di Barcellona, dove ho avuto l&#8217;occasione di suonare nel progetto audiovideo con Valentina Besegher in occasione del festival Offf 2007, si sono alternati le presentazioni e i workshop di importanti nomi e progetti di graphic e multimedia design, nel pi\u009d ampio spazio della Hall centrale. 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