{"id":10179,"date":"2007-04-29T12:00:00","date_gmt":"2007-04-29T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-024\/warren-neidich-between-brain-and-culture\/"},"modified":"2020-10-23T15:03:25","modified_gmt":"2020-10-23T14:03:25","slug":"warren-neidich-between-brain-and-culture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-024\/warren-neidich-between-brain-and-culture\/","title":{"rendered":"Warren Neidich, Tra Cervello E Cultura"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">L&#8217;emergere di nuove tecnologie comporta mutazioni che si riflettono profondamente sulla nostra esistenza fisica ma anche psichica. Con le tecnologie cambiano l&#8217;ambiente che ci circonda e gli stimoli ai quali siamo sottoposti. E cambia l&#8217;immaginario, facendo affiorare nuovi significati all&#8217;interno di una complessa rete di relazioni fra condizioni sociali, storiche, economiche e culturali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo la diffusione di Internet la cultura ha assunto nuove connotazioni: passando dall&#8217;essere lineare e gerarchica, all&#8217;essere rizomatica e dinamica; e le categorie di spazio e di tempo sono radicalmente mutate nel nostro sistema di esperienze, influendo sulla nascita di nuove relazioni all&#8217;interno del cervello. Nuove immagini hanno portato a estetiche differenti, ed \u00e8 stato ridefinito il nostro modo di percepire gli oggetti e il nostro rapporto col mondo. Il contesto culturale riconfigurato dalle nuove tecnologie ha dunque provocato una mutazione nell&#8217;oggetto, ma anche nel soggetto. E l&#8217;osservatore contemporaneo \u00e8 in grado di apprezzare aspetti di un lavoro artistico che prima non potevano nemmeno essere immaginati.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span> \u00e8 una figura in bilico fra arte e scienza, \u00e8 un neurologo americano che dal 1993 lavora come artista. Ha avuto una sua galleria d&#8217;arte, ha scritto diversi libri, ed \u00e8 uno dei fondatori di<span class=\"testoscuro\"> www.artbrain.org<\/span>, sito che raccoglie scritti e opere che riguardano le relazioni fra cervello e cultura.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella produzione artistica di Neidich vengono utilizzati soprattutto la fotografia e il video, fra altri mezzi espressivi. La sua ricerca si interessa agli effetti prodotti dai media sull&#8217;apparato percettivo umano e sulla memoria; e indaga inoltre su come le strutture sociali vengano ricontestualizzate a livello di cervello e di coscienza. Attraverso le sue opere l&#8217;artista cerca di stimolare una riflessione critica sulla realt\u00e0 e sui suoi meccanismi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag24\/articoli\/img\/ia_tizianagemin03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In un intervista a <span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span> ho cercato di approfondire alcuni aspetti delle relazioni fra scienza, arte, e nuove tecnologie.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>: <\/span> <span class=\"testoscuro\">Hai lavorato a lungo come neurologo, e poi negli ultimi dieci anni ti sei dedicato all&#8217;arte. Puoi spiegare come \u00e8 cominciato questo tuo interesse, e potresti dire quali sono le relazioni fra il tuo background scientifico e il tuo attuale lavoro in campo artistico? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span><\/strong>: Innanzitutto sono sempre stato un artista. Ho cominciato a fare foto seriamente all&#8217;et\u00e0 di diciassette anni. I miei genitori erano molto interessati all&#8217;arte, e nel corso della mia adolescenza ero al Whitney Museum e al Museum of Modern Art tutti i fine settimana; oppure andavo a vedere film come <em>Red Desert <\/em>, <em>Blow-up <\/em>, <em>Jules et Jim <\/em>, <em>Meprise <\/em>, <em>8 1\/2 <\/em>, <em>Satyricon <\/em>, <em>Obsession <\/em> e via dicendo. Molto presto la mia vita \u00e8 stata riempita dall&#8217;arte e molto presto ho cominciato a sognare e a fantasticare con le immagini del cinema. Ho studiato fotografia al College e l\u00ec ho fatto la mia prima mostra. Il mio primo lavoro importante \u00e8 stato il progetto <span class=\"testoscuro\">American History Reinvented <\/span> che \u00e8 poi diventato un libro pubblicato da Aperture. Ho usato alcuni attori per rappresentare cinque diversi periodi della storia americana. E ho stampato ogni scena in un diverso materiale, attinente al periodo storico, come albumina o platino. Ho fatto questo lavoro mentre svolgevo le mansioni di Tecnico Laureato in Oftalmologia, presso l&#8217;ospedale New York Eye and Ear.<\/p>\n<p align=\"justify\">Credo che la cosa stimolante nella relazione fra scienza e arte non sia la feticizzazione tecnologica delle pratiche, dei metodi o degli strumenti, ma che piuttosto l&#8217;interesse sia da porsi sul modo nel quale questa relazione diventa parte di quel &#8220;minestrone&#8221; che \u00e8 la nostra esperienza del mondo. Quello che trovo interessante, \u00e8 cio\u00e8 la modalit\u00e0 secondo la quale arte e scienza si incontrano nel panorama abitato anche dalla responsabilit\u00e0 sociale, dagli intrighi politici, dai flussi economici, dai disturbi psichici, dalle distorsioni storiche, finendo col produrre momentanee coesioni di significato. E questi significati emergenti rappresentano ci\u00f2 che ci fa desiderare di vivere e di andare avanti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag24\/articoli\/img\/ia_tizianagemin04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli artisti hanno sempre adottato le nuove possibilit\u00e0 offerte della scienza all&#8217;interno del loro armamentario. Pensiamo per esempio al modo in cui l&#8217;idea della quarta dimensione di <span class=\"testoscuro\">Poincar\u00e9<\/span> diventa importante per artisti come <span class=\"testoscuro\">Duchamp, Picasso, Van Doesburg e Breton<\/span>. E ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 interessante \u00e8 l&#8217;ambiguit\u00e0 che si crea quando gli artisti interpretano a loro modo questi risultati; nel caso della quarta dimensione, per esempio, l&#8217;hanno usata come espediente per fuggire alla tirannia della prospettiva da un unico punto di vista. La scienza apre dunque l&#8217;arte verso nuove dimensioni, e con questa apertura nuovi modi di immaginare il mondo diventano possibili.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel mio lavoro artistico la conoscenza scientifica mi \u00e8 servita per avere dei punti d&#8217;appoggio dai quali partire; talmente sono ampi e spaventosi i flussi di informazione che io registro. Io metto assieme metafore, creando campioni del contesto culturale che modifica la materia del nostro cervello all&#8217;infinito.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag24\/articoli\/img\/ia_tizianagemin05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>: Nel 1995 hai creato il termine &#8220;Neuroestetica&#8221;, cosa intendi con questa parola?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span><\/strong>: <span class=\"testoscuro\">Neuroestetica<\/span> \u00e8 il termine che avevo usato per descrivere il modo nel quale gli artisti, attraverso i loro metodi, le loro storie, i loro strumenti, fanno ricerche in prima persona sui medesimi spazi e tempi che vengono presi in considerazione all&#8217;interno della ricerca neuroscientifica. Quello che questi artisti producono \u00e8 una diffusione di coscienza, che si affianca alla mentalit\u00e0 istituzionale, al fine di ottenere l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore. E la neurobiologia estetica \u00e8 quella ricerca sull&#8217;estetica, ad opera di neuroscienziati, che mette in luce come le reti di potere abbiano a che vedere con la capacit\u00e0 di controllo e manipolazione del cervello.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Le idee di tempo e di spazio sono cambiate con l&#8217;avvento di Internet. Come influisce questo sul nostro immaginario? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span><\/strong>: Ho scritto molto riguardo l&#8217;osservatore mutato e il cervello &#8220;scolpito&#8221; dalla cultura. Nel momento in cui Internet si diffonde dal cyberspazio e inizia a cambiare la forma dell&#8217;architettura, del design ecc., cio\u00e8 del mondo reale, il cervello riflette quel processo di cambiamento. E il tempo e lo spazio digitali, non gerarchici e rizomatici, riconfigurano la materia del cervello e le sue possibilit\u00e0 dinamiche, in modo differente, secondo il loro modello.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un precedente della cultura digitale \u00e8 stato il Situazionismo, con la sua idea dello spazio urbano visto come luogo di deriva e di ricostruzione. Il Situazionismo, attraverso le azioni che promuoveva, portava ad uscire della mentalit\u00e0 istituzionale. Coloro che si dichiaravano Situazionisti camminavano per le vie urbane percorrendo strade che erano abbandonate, attraversando edifici, e cos\u00ec facendo creavano associazioni casuali, random, in vari luoghi della citt\u00e0. Queste pratiche hanno prodotto tipi diversi di memoria in vaste reti di persone, memorie che vanno al di fuori dei meccanismi coordinati dalle organizzazioni politiche egemoni, che governano la maggior parte delle nostre vite. Il Situazionismo era interessato a de-spettacolizzare il mondo, utilizzando questo metodo per resistere ala memoria mediata. E questo ha implicazioni sul cervello.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag24\/articoli\/img\/ia_tizianagemin06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>: <\/span> <span class=\"testoscuro\">In diversi tuoi lavori parli di memoria. Quali sono le relazioni fra memoria personale e memoria culturale? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span><\/strong>: Architettura, pittura, scultura, design sono depositarie di memoria culturale. Le relazioni sociali, politiche, psicologiche, economiche e spirituali che rappresentano un epoca aiutano a dare forma anche alle idee e agli stimoli che producono la cultura, e viceversa. La storia della cultura \u00e8 rappresentata nel panorama culturale che produce in molti modi. Il Pompidou Centre sarebbe impensabile, secondo i gusti e le pratiche sviluppate ai tempi del Louvre. Entrambi gli edifici riflettono differenti condizioni storiche, tecnologiche, culturali, e materiali, che li caratterizzano. Questa relazione sicuramente non \u00e8 lineare, poich\u00e9 tanto cambiano le condizioni, quanto cambia la percezione di un periodo, che dipende sempre dal momento presente nel quale lo si osserva.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma \u00e8 questa memoria culturale che &#8220;scolpisce&#8221; il cervello, anche grazie alle innate disposizioni genetiche del cervello stesso e la sua neuroplasticit\u00e0 (cio\u00e8 la malleabilit\u00e0 del cervello in formazione). E l&#8217;interazione del soggetto, con questi oggetti depositari di memoria culturale, produce nuove forme di soggettivit\u00e0; dando vita a memorie individuali uniche che si intrecciano in reti di percezione e di attenzione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni generazione si trova di fronte a un nuovo panorama di memoria culturale che interagisce con ogni singola storia personale. Oggi i metodi sono importanti quanto gli oggetti e le cose. Le strategie culturali contemporanee di networking hanno avuto effetti profondi sul modo di percepire il mondo da parte dell&#8217;individuo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag24\/articoli\/img\/ia_tizianagemin07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Tiziana Gemin<\/strong>: <\/span> <span class=\"testoscuro\">Le opere d&#8217;arte nate all&#8217;interno della cultura di Internet, sono radicalmente differenti dai lavori che venivano prodotti prima? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span><\/strong>: Voglio ripetere che gli artisti hanno sempre usato le nuove tecnologie per espandere gli orizzonti dell&#8217;arte. Il recente appiattimento di interesse nella media art \u00e8 dovuto al fatto che molti di questi artisti non hanno capito il modo nel quale il loro lavoro trovasse posto all&#8217;interno della storia dell&#8217;arte che li ha preceduti. Quella storia per\u00f2 non dovrebbe essere lineare, ma dovrebbe essere tutto ugualmente importante. I media artist non hanno inventato la ruota per la prima volta.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Tiziana Gemin: <\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Qual \u00e8 il ruolo dell&#8217;artista all&#8217;interno della societ\u00e0 contemporanea? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Warren Neidich<\/span><\/strong>: L&#8217;artista produce oggetti e relazioni che rappresentano una forma di ginnastica per il cervello. Sebbene sembrer\u00e0 molto romantico, io comunque credo ancora che gli artisti riempiano il panorama culturale, diciamo visivo, con nuove forme di oggetti, spazi, spazi nulli, performances, e azioni, che producono nuove possibilit\u00e0 per la configurazione della materia del cervello. Il processo \u00e8 continuo e incessante, e produce relazioni fra oggetti che vengono riciclate nel contesto delle condizioni culturali. I confini, e le forme, della cultura visiva sono in un perpetuo mutamento. Questo flusso attiva le potenzialit\u00e0 virtuali del cervello, virtuali in senso deleuziano. E il cervello subisce una trasformazione assieme alla mente.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;arte \u00e8 uno spazio sacro nel quale \u00e8 ancora possibile una ricerca su un oggetto, o su una relazione, che utilizzi metodologie e sistemi alternativi. Questo alla fine esalta la diversit\u00e0 neurobiologica nella quale siamo nati.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artbrain.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.artbrain.org<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;emergere di nuove tecnologie comporta mutazioni che si riflettono profondamente sulla nostra esistenza fisica ma anche psichica. Con le tecnologie cambiano l&#8217;ambiente che ci circonda e gli stimoli ai quali siamo sottoposti. 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