{"id":10168,"date":"2007-04-01T12:00:00","date_gmt":"2007-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-023\/italiano-digital-barcelona-film-festival\/"},"modified":"2020-10-23T14:48:57","modified_gmt":"2020-10-23T13:48:57","slug":"italiano-digital-barcelona-film-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-023\/italiano-digital-barcelona-film-festival\/","title":{"rendered":"Digital Barcelona Film Festival"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Dal 23 al 27 maggio 2007 a Barcellona si terr\u00e0 la terza edizione del <span class=\"testoscuro\">DiBa (Digital Barcelona Film Festival)<\/span>. Si tratta di un Festival giovane ma cresciuto rapidamente grazie alla sua originalit\u00e0 e qualit\u00e0, che si propone di presentare le ultime tendenze audiovisuali nell&#8217;ambito di una vasta gamma di generi (lungometraggi, documentari, animazione, videoclip, cortometraggi), ma soprattutto vuole essere un&#8217;occasione per entrare in azione e fare cinema condividendo questa esperienza con chi \u00e8 animato dalla stessa passione.<\/p>\n<p>Come dice il nome stesso del Festival, tutti i film selezionati sono realizzati in digitale e vengono inoltre proiettati digitalmente da un server centrale. L&#8217;evento si articola in diverse sezioni. Nell&#8217;ambito del <span class=\"testoscuro\">DiBa Screen<\/span>, vengono proiettate creazioni cinematografiche in digitale di registi affermati o di nuovi talenti, selezionate tra le produzioni dell&#8217;ultimo anno e di tutto il mondo. Nel corso della prima edizione, nel 2005, sono state presentate pi\u00f9 di 90 produzioni, per lo pi\u00f9 spagnole, e il numero \u00e8 salito a 211 l&#8217;anno successivo.<\/p>\n<p>Il <span class=\"testoscuro\">DiBa Club <\/span>propone una selezione di cortometraggi, animazione, motion graphics, &#8220;machinima&#8221; (film realizzati con software per videogiochi) e videoclip, che si distinguono per l&#8217;innovazione e la trasgressione, mentre nell&#8217;ambito del <span class=\"testoscuro\">DiBa Air<\/span>, si pu\u00f2 assistere a proiezioni di lungometraggi a entrata libera e all&#8217;aria aperta. Il <span class=\"testoscuro\">DiBa Express <\/span> \u00e8 invece un concorso che invita a realizzare un cortometraggio in sole 72 ore, basandosi su una parola chiave che viene comunicata dall&#8217;organizzazione. Tutti i cortometraggi vengono poi mostrati nel corso del Festival e i premi consistono in somme di denaro e in videocamere digitali offerte da Canon, uno dei principali sponsor del Festival. Ogni anno viene sfidato a partecipare anche un regista ospite (Juanma Bajo Ulloa, Julio Wallovits, Joaqu\u00edn Oristrell).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nel 2005 sono stati realizzati pi\u00f9 di 30 corti, mentre nel corso della seconda edizione 76 e si \u00e8 contato che, includendo attori e tecnici, hanno partecipato a quest&#8217;esperienza circa 500 persone. Tutti i cortometraggi saranno presto visibili nel sito web <span class=\"testoscuro\">www.dibaexpress.com<\/span>, dove si aggiungeranno ogni anno i risultati delle nuove edizioni.<\/p>\n<p>Le atre due sezioni altamente partecipative del Festival sono il <span class=\"testoscuro\">DiBa Clip<\/span>, che si articola in un workshop tenuto da un regista di prestigio nel corso del quale si realizza un videoclip musicale, e il <span class=\"testoscuro\">DiBa Doc<\/span>, workshop sul cinema documentale quest&#8217;anno in relazione con la mostra di Peter Menzel &#8220;Familias del mundo&#8221;, che si inaugurer\u00e0 presso la sede di Caja Madrid Obra Social di Barcelona il 22 Marzo 2007.<\/p>\n<p>Infine, il <span class=\"testoscuro\">DiBa Film <\/span> consiste nella realizzazione di un lungometraggio con attori e registi di riconosciuto prestigio nell&#8217;ambito del Festival, che viene presentato durante la festa di chiusura. Durante l&#8217;edizione del 2006, il DiBa ha prodotto &#8220;Lo bueno de llorar&#8221;, di Mat\u00edas Bize (rappresentante cileno agli Oscar e ai Goya con il suo film &#8220;En la cama&#8221;), che \u00e8 stato molto apprezzato sia dai media che dal pubblico. I partecipanti previsti per quest&#8217;anno (6000 nel corso della prima edizione, 8000 nella seconda) sono tra i 10000 e i 15000.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Abbiamo intervistato uno dei fondatori e organizzatori del Festival, <span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span>, sociologo ed esperto di cinema che, con l&#8217;aiuto dei suoi collaboratori, \u00e8 riuscito a canalizzare la sua passione in questo progetto meritatamente fortunato.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Come \u00e8 nata l&#8217;idea del festival e da chi?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Nestor Dom\u00e8nech e io alcuni anni fa abbiamo voluto fare un film, usando una videocamera mini DV e un Mac per il montaggio. Le nuove possibilit\u00e0 tecnologiche in questo campo cominciavano ad affacciarsi e generavano le naturali inquietudini rispetto all&#8217;accessibilit\u00e0. Grazie a questa esperienza abbiamo toccato con mano che stava diventando possibile per tutti realizzare un film, senza dover essere registi affermati, procurarsi apparecchiature proibitive e accedere a centri di produzione e post-produzione altamente selettivi. L&#8217;idea \u00e8 rimasta a sedimentare per anni, fino a concretizzarsi quattro anni fa nel progetto di un Festival incentrato proprio su questo argomento. Ci siamo quindi impegnati a cercare degli sponsor, l&#8217;appoggio delle istituzioni e contributi nel mondo del cinema. Il gruppo era allora costituito da noi due, dotati rispettivamente di esperienza nella realizzazione di documentari in televisione e di permessi di produzione, e da Montse Mart\u00ed, professoressa di comunicazione visuale presso l&#8217;Universit\u00e0 Pompeu Fabra.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Quali sono gli ostacoli pi\u00f9 alti da superare per organizzare un Festival di questa portata?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: La cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 la concezione del progetto, il suo design: l&#8217;idea e la filosofia che stanno alla base devono essere corretti e coerenti, per poter davvero proporre qualcosa di nuovo alla citt\u00e0. L&#8217;altra difficolt\u00e0 \u00e8 la ricerca di supporto economico e di collaborazioni.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Quanta gente lavora in questo Festival e cosa fa?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Il nucleo \u00e8 attualmente costituito da quattro persone: <span class=\"testoscuro\">Nestor Dom\u00e8nech, Alexis Borr\u00e0s, Montse Mart\u00ed e Annachiara Sechi<\/span>. Durante il Festival il team supera i 100 partecipanti, tra professionisti, realizzatori, chi lavora alla produzione, chi alla comunicazione. Per\u00f2 il circuito \u00e8 ancora pi\u00f9 ampio, se si calcolano le tante persone che contribuiscono offrendo servizi di vario genere e che rientrano nella categoria degli sponsor. Un gruppo numeroso e variegato, una sinergia interessante, che per\u00f2 si traduce anche in un&#8217;enorme responsabilit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Perch\u00e9 il cinema?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Perch\u00e9 \u00e8 una manifestazione artistica che ci piace e che sta vivendo un momento molto vivo, per via delle trasformazioni in ambito tecnologico che \u00e8 in grado di assorbire.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Perch\u00e9 in digitale?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Perch\u00e9 \u00e8 appunto lo sviluppo tecnologico che pi\u00f9 sta rendendo accessibili le varie discipline. Stiamo assistendo a un processo di concretizzazione del cinema, che oggi pu\u00f2 essere l&#8217;hobby di chiunque, come gi\u00e0 era successo poco prima con la fotografia. Non per questo vogliamo trasmettere il messaggio che tutti possono ormai fare un film vero e proprio: si tratta sempre di un processo lungo, difficile e costoso (anche se meno di prima), che richiede non solo creativit\u00e0, ma anche competenze tecniche specializzate. L&#8217;altro aspetto che ci interessa sono le potenzialit\u00e0 offerte dalla tecnologia, che permettono di fare sempre di pi\u00f9, di tradurre in fotogrammi il nostro illimitato immaginario.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Il fatto che sia a Barcellona cosa cambia? Il fatto che qui ci siano gi\u00e0 molte proposte culturali \u00e8 un vantaggio o uno svantaggio?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Aiuta! Qui le proposte culturali hanno molto pubblico e danno alla citt\u00e0 prestigio a livello internazionale. Quindi viene dato molto spazio e i nuovi progetti sono ben accolti. L&#8217;importante \u00e8 appunto che siano progetti sensati, che apportino qualcosa di nuovo e originale, e che si abbia la coscienza del fatto che, cos\u00ec come \u00e8 possibile dar loro il via, un giorno pu\u00f2 anche succedere di dover chiudere bottega perch\u00e9 il pubblico decide di dare pi\u00f9 attenzione ad altre proposte.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Cosa ti piace di pi\u00f9 di questo lavoro?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: La variet\u00e0; il fatto che offra l&#8217;opportunit\u00e0 di conoscere un sacco di gente matta (nel senso buono del termine), creativa; l&#8217;entrare in contatto con quello che succede sulla strada, opportunit\u00e0 che ci offre soprattutto il DiBa Express, proponendo ai concorrenti di realizzare un cortometraggio in appena 72 ore; il mettere insieme tante persone che condividono la stessa sensibilit\u00e0. Il Festival si propone come un punto di incontro, di scambio. Pi\u00f9 di tutto vuole essere una festa, un ambiente. Il contatto, l&#8217;aspetto umano sono quelli che lo rendono pi\u00f9 speciale e che si stanno andando rafforzando nel corso delle varie edizioni. Dell&#8217;idea originale del progetto, alcuni aspetti pi\u00f9 creativi, quelli che si rivelavano pi\u00f9 vincenti, si stanno sviluppando, mentre quelli che ottenevano meno feedback sono andati cadendo lungo il cammino.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: I tuoi criteri di scelta sono pi\u00f9 tecnici o pi\u00f9 emozionali?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Pi\u00f9 narrativi che formali. Ci piace la filosofia del &#8220;Make yourself&#8221;: prendi una camera e fai quel che puoi. Ci piace quello che \u00e8 immediato, diretto, che osa. Nel Festival mettiamo l&#8217;accento soprattutto su questo. Poi ovviamente presentiamo anche registi di prestigio, grandi nomi, ma quello che pi\u00f9 ci interessa \u00e8 appunto l&#8217;intraprendenza in ambito narrativo. Nell&#8217;ambito del DiBa Club, invece, c&#8217;\u00e8 ovviamente pi\u00f9 controllo sugli aspetti tecnici.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Come arriva il materiale per il Festival? Quanto ne arriva?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Ogni anno si fa una call e parallelamente si fa una ricerca in diversi ambiti, primi fra tutti i collettivi creativi come Partesan o OneDotZero. In entrambi i casi siamo aiutati da collaboratori perch\u00e9 il materiale da visionare \u00e8 moltissimo: l&#8217;anno scorso sono arrivati 500 film, quest&#8217;anno ancora non lo sappiamo ma si prevede che saranno ancora di pi\u00f9. Tutto ci\u00f2 che arriva viene visionato, catalogato secondo la sua natura (cortometraggio, lungometraggio, documentario, videoclip,&#8230;) e selezionato. Grazie al digitale chiunque pu\u00f2 realizzare un film ma questa accessibilit\u00e0 ovviamente abbassa il livello e ogni volta che selezioniamo qualcosa ci dobbiamo chiedere se quello che stiamo vedendo merita il grande schermo. Ma in realt\u00e0 nel secondo anno, rispetto al primo, la qualit\u00e0 di ci\u00f2 che abbiamo ricevuto \u00e8 salita, forse perch\u00e9 il Festival era gi\u00e0 pi\u00f9 noto e hanno cominciato a interessarsene pi\u00f9 persone provenienti anche dal mondo professionale. Noi stessi stiamo ricercando di pi\u00f9. La programmazione \u00e8 sempre difficile perch\u00e9 dobbiamo proporre un po&#8217; di tutto e spesso abbiamo molte scelte di qualit\u00e0 nello stesso ambito o poco o niente in altri generi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Che tipo di persone invia materiale?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Oltre alle nostre aspettative, fin dall&#8217;inizio ci sono arrivati film anche di professionisti. Per esempio il premio alla miglior regia del DiBa Express dell&#8217;anno scorso \u00e8 andato a <span class=\"testoscuro\">Joan Riedweg<\/span>. Questo ci lusinga, ma ci costringe anche a rivedere alcuni dettagli, per evitare che la competizione risulti gi\u00e0 persa in partenza per chi non ha gi\u00e0 alle spalle un pari background. Per questo, quest&#8217;anno abbiamo cambiato i premi: invece che cercare la migliore regia o il miglior montaggio, premieremo per esempio l&#8217;originalit\u00e0, in modo da mettere tutti i partecipanti sullo stesso piano.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Le tre stagioni dell&#8217;anno del DiBa: cosa succede in queste fasi?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Durante la prima fase, la pi\u00f9 lunga e tranquilla, facciamo un ripasso di quello che \u00e8 successo al Festival, per migliorare e per focalizzare dove orientare le nostre ricerche. Poi curiosiamo in altri Festival e ci occupiamo dei contatti. Questa \u00e8 la fase della preparazione del terreno per l&#8217;edizione successiva a livello organizzativo. Durante la seconda fase, quella di questi giorni, ci occupiamo della selezione, della programmazione e della produzione. Poi ci sono i giorni del Festival: se tutto \u00e8 stato ben programmato, in teoria va avanti da solo, anche se insorgono sempre dei piccoli contrattempi dell&#8217;ultimo minuto da fronteggiare.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Quali sono i ricordi migliori che hai delle edizioni passate?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Ricordo particolarmente la premiazione del DiBa Express durante l&#8217;edizione dell&#8217;anno scorso. I partecipanti hanno lavorato da soli e duramente per realizzare un corto in 72 ore e all&#8217;improvviso si trovano circondati da un sacco di gente, si vedono in faccia tra loro, si guardano proiettati sul grande schermo. \u00c8 un momento di grande emozione e condivisione, di incontro di fruitori e realizzatori. L&#8217;altro momento particolarmente positivo \u00e8 quando si fanno le prove di proiezione, nella sala vuota, e tutto (specialmente il server centrale) funziona: si pu\u00f2 partire! Un gran sollievo dall&#8217;ansia dei problemi tecnici che possono sempre insinuarsi senza preavviso.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Fate anche produzione?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: S\u00ec, avevamo l&#8217;idea gi\u00e0 da tempo e l&#8217;anno scorso, finalmente, abbiamo prodotto un film, il mese prima del Festival. Si tratta di <span class=\"testoscuro\">&#8220;Lo bueno de llorar&#8221; del regista cileno Mat\u00edas Bize<\/span> (gi\u00e0 noto per il suo &#8220;En la cama&#8221;). Gli abbiamo fatto trovare un team di professionisti pronto ad aiutarlo e si \u00e8 girato in 12 giorni. I montatori lavoravano assiduamente quando il regista andava a dormire. Al suo ritorno, lui visionava i risultati e lasciava le indicazioni sulle modifiche che desiderava prima di recarsi nuovamente sul set. Dopo un&#8217;ulteriore settimana di montaggio si \u00e8 presentato il film nel corso del Festival. Successivamente, si \u00e8 tornati al lavoro con i tagli finali, la post-produzione, il suono. Quest&#8217;anno produrremo un altro film. La produzione \u00e8 legata al Festival per varie ragioni, non ultimo il voler celebrare il fatto che in digitale un film si pu\u00f2 realizzare anche in modo pi\u00f9 rapido e fresco di prima.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Come vedi il rapporto tra il cinema e le altre discipline (artistiche, culturali, tecnologiche)?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: ll cinema \u00e8 un&#8217;arte tecnologica fin dalle sue origini. E siccome racconta, narra, ha un inevitabile legame con tutte le discipline del pensiero, come la sociologia o l&#8217;antropologia. Direi che la tecnologia condiziona il modo in cui si realizzano i film (in termini di tempi, di possibilit\u00e0, di effetti), mentre le discipline del pensiero hanno relazione con il cinema nel suo aspetto di arte narrativa. E questa relazione pu\u00f2 esprimersi in vari modi, come dimostrano anche la videoarte e il documentario.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Non credi che il cinema, anche quando realista o drammatico, contribuisca a creare nello spettatore un mondo ideale che poi gli rende pi\u00f9 difficile il rapporto con la realt\u00e0, decisamente molto meno poetica di quando viene vista sul grande schermo?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Io rovescerei il punto di vista. Il cinema \u00e8 una costruzione soggettiva della realt\u00e0: il nome del regista stampato sul cartellone \u00e8 la firma di un individuo, di un essere umano che ti ha voluto trasmettere un messaggio. Il cinema dimostra che siamo capaci di creare, che \u00e8 la nostra percezione di soggetto creatore che definisce il mondo. Fuori dal cinema forse siamo molto pi\u00f9 di quello che crediamo: probabilmente quello che riusciamo a fare l\u00ec possiamo a farlo anche nella realt\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Il cinema fatto con poco e gli effetti speciali: cosa ti piace di pi\u00f9 e perch\u00e9?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Per me non \u00e8 tanto importante che gli effetti speciali siano presenti o meno, pi\u00f9 o meno evidenti e con quanto peso. A me piace l&#8217;immaginazione e quindi penso che gli effetti visuali debbano avere una relazione con l&#8217;immaginazione dell&#8217;autore, essere coerenti con l&#8217;idea, servire per trasmettere un messaggio o una visione. L&#8217;importante \u00e8 come si utilizzano gli artefatti. Dopo di che, mi piace l&#8217;idea che permettano di fare cose incredibili, come creare distese di gente che nella realt\u00e0 non \u00e8 mai stata raccolta e filmata.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Il cinema (come la musica), in una forma o nell&#8217;altra, piace a tutti. Perch\u00e9 secondo te?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Non saprei, la necessit\u00e0 di rappresentazione visuale \u00e8 documentata fin dai primi giorni dell&#8217;umanit\u00e0. Nei nostri tempi se n&#8217;\u00e8 fatta una forma di intrattenimento, di consumo e purtroppo quello che arriva alla maggior parte della gente \u00e8 solo la parte pi\u00f9 commerciale di tutto quello che si fa. E c&#8217;\u00e8 anche poca educazione in questo senso: pochi conoscono la grammatica di un film, lo sanno realmente leggere. Ma non so se ho risposto alla tua domanda: tu cosa risponderesti?<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Che \u00e8 perch\u00e9 ci permette di evadere, di uscire da noi stessi, di impossessarci di altre storie, di identificarci in qualcun altro o in pezzi di personalit\u00e0 di diversi personaggi. Insomma di assumere nuove identit\u00e0 e vivere altre storie, fenomeno che nel cinema \u00e8 in un certo senso &#8220;passivo&#8221; e si sta diffondendo in forme sempre pi\u00f9 esplicite e interattive nel mondo del Web. Pensa a chi si inventa di essere qualcun altro nelle chat o agli ambienti di vita virtuale come&#8230;<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: &#8230;come SecondLife! Che divertente! Ho rischiato di diventarne dipendente. Questa parola &#8220;virtuale&#8221;, per\u00f2, mi lascia un po&#8217; perplesso. Tu sei sempre tu e puoi mentire ovunque. Io stesso, qui, adesso, con te, potrei fingere di essere quello che non sono. Non vedo la ragione di eligere la Rete come il regno della menzogna per eccellenza: puoi essere te stesso anche l\u00ec e vivere esperienze nuove, diverse, parallele, simultanee.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/videoart_barbarasansone09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Vorrei infine commentare l&#8217;aggettivo che hai usato per definire l&#8217;esperienza del cinema: &#8220;passivo&#8221;. Si tratta di un concetto che per noi \u00e8 molto importante nel senso che uno dei principali obiettivi del nostro Festival \u00e8 proprio superare questo limite. Con il DiBa abbiamo voluto creare un punto di incontro per chi ama vedere ma anche fare cinema: lo spettatore sta diventando attivo e il nostro Festival vuole mettere l&#8217;accento proprio su questo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Barbara Sansone<\/strong>: Il futuro del DiBa?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Alexis Borr\u00e0s<\/span><\/strong>: Non ne ho idea. Spero che continui a essere il punto di incontro di chi ama vedere e fare cinema, di chi in generale si interessa delle nuove tendenze audiovisive digitali.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.dibaFestival.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.dibaFestival.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.dibaexpress.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.dibaexpress.com<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lobuenodellorar.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.lobuenodellorar.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 23 al 27 maggio 2007 a Barcellona si terr\u0088 la terza edizione del DiBa (Digital Barcelona Film Festival). Si tratta di un Festival giovane ma cresciuto rapidamente grazie alla sua originalit\u0088 e qualit\u0088, che si propone di presentare le ultime tendenze audiovisuali nell&#8217;ambito di una vasta gamma di generi (lungometraggi, documentari, animazione, videoclip, cortometraggi), ma soprattutto vuole essere un&#8217;occasione per entrare in azione e fare cinema condividendo questa esperienza con chi \u008f animato dalla stessa passione.<\/p>\n","protected":false},"author":159,"featured_media":29343,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,176],"tags":[65,71],"class_list":["post-10168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-023","tag-report","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Digital Barcelona Film Festival &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-023\/italiano-digital-barcelona-film-festival\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Digital Barcelona Film Festival &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:it]Dal 23 al 27 maggio 2007 a Barcellona si terr\u0088 la terza edizione del DiBa (Digital Barcelona Film Festival). 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