{"id":10166,"date":"2007-04-01T12:00:00","date_gmt":"2007-04-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-023\/8bitpeoples-research-and-development-in-8bit\/"},"modified":"2020-10-23T14:45:30","modified_gmt":"2020-10-23T13:45:30","slug":"8bitpeoples-research-and-development-in-8bit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-023\/8bitpeoples-research-and-development-in-8bit\/","title":{"rendered":"8bitpeoples, Ricerca E Sviluppo In 8bit"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Abbiamo avuto modo lo scorso numero di parlarvi del <span class=\"testoscuro\">Blip Festival<\/span>, probabilmente il pi\u00f9 importante raduno internazionale di artisti 8bit mai organizzati fin&#8217;ora. A New York Monica Ponzini aveva avuto modo di assistere all&#8217;evento raccontandolo nel relativo <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=725\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo<\/a> del numero di 21 di Digimag di Febbraio con supporto <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.stategrezzi.com\/stategrezzi_2.0\/video\/BlipFestival2006_podcast.m4v\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">video<\/a> di State Grezzi Productions<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Blip Festival \u00e8 uno dei progetti attivi del collettivo <span class=\"testoscuro\">8bitpeoples<\/span>, anima multiforme e polifunzionale composta da oltre 9 artisti, collettivo artistico aperto dedito all&#8217;estetica 8bit audiovisiva di matrice videoludica. Il messaggio \u00e8 chiaro sin dalla loro presentazione: <em>&#8220;Our primary interests were to provide quality music for free and most importantly to have fun&#8221;. <\/em>Come dire, il messaggio \u00e8 chiaro: non rompeteci troppo con le vostre analisi sul fenomeno estetico low bit, noi siamo qui per prendere il meglio di ci\u00f2 che \u00e8 stato lasciato indietro e divertirci nel modo pi\u00f9 semplice e genuino possibile, condividendo tutto questo con quanta pi\u00f9 gente possibile, in modo gratuito.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora curiosamente escluso dalla maggior parte dei festival internazionali pi\u00f9 importanti (tranne rari e lungimiranti casi), il movimento 8bit \u00e8 ormai diventato un fenomeno artistico e di costume di tutto rispetto, legato ma non troppo seriamente alla diffusione della game art come fenomeno socio-culturale. 8bitpeople rappresenta una vera e propria community di creativi capace di lavorare collettivamente a vari progetti, live performances, release online e grafiche di vario tipo: spingendo al massimo i limiti audiovisivi delle consolle arcade di prima e seconda generazione (dai Game Boy aglia atari ai Commodor) i ragazzi di 8beatpeople forniscono attraverso il loro sito copie dei loro album, covers in qualit\u00e0 di stampa, release audio di alta qualit\u00e0, bonus tracks e ultimamente softwares, hardwares e documenti di lavoro di vario tipo all&#8217;interno della sezione R&amp;D del loro sito web, una vera miniera per tutti coloro che si occupano di sperimentazione audiovisiva in 8 bit.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/softwareart_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ho avuto occasione di parlare con uno dei membri di 8bitpeople (mancando di poco <span class=\"testoscuro\">Nullspleep<\/span> per un suo viaggio in Giappone): <span class=\"testoscuro\">Joshua Davis aka Bit Shafter<\/span>, dopo la recente release della prima compilation del colletivo<span class=\"testoscuro\"> 8BP050<\/span>, progetto supportato dallo spazio artistico no-profit di <span class=\"testoscuro\">The Tank,<\/span> che ha avuto la sua presentazione proprio durante il Blip Festival<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: mi volete raccontare quando e come \u00e8 nato il progetto 8bitpeople?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Josh<\/span><\/strong>: Io personalmente, a differenza di Jeremiah (aka <span class=\"testoscuro\">Nullsleep<\/span>), sono arrivato dentro 8bit people quando il collettivo era gi\u00e0 attivo. In breve, Jeremiah e Mike Hanlon (aka <span class=\"testoscuro\">Mesu Kamai, Tangibile<\/span> e molti altri aliases) hanno fondato la netlabel nei tardi anni novanta per focalizzarsi sull&#8217;estetica low bit computing e per produrre musica creata in questo spirito. Da l\u00ec \u00e8 nato tutto, un collettivo aperto di musicisti, grafici e creativi di ogni sorta che negli anni \u00e8 cresciuto ed \u00e8 diventato un punto di riferimento per molti.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: come avete unito le vostre single esperienze all&#8217;interno del progetto? Quanto, le vostre singole esperienze sono importanti oggi nel collettivo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Josh<\/span><\/strong>: penso che semplicemente sia stato un fruttuoso processo paritario. Siamo tutti arrivati dentro 8bitpeople con le stesse esperienze creative, comprendenti progetti musicali, live performances e cos\u00ec via. Ma lavorando insieme abbiamo sviluppato idee pi\u00f9 ambiziose, un paio di tour, il Blip Festival, una compilation con oltre 70 artisti, progetti la cui dimensione era nuova per noi. Questo ha molto a che vedere con la nostra tendenza a lasciare andare liberamente le idee che mettiamo inizialmente su carta, incapaci di renderci conto quando un&#8217;idea \u00e8 totalmente ireealizzabile<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: cosa ne pensate della crescente attenzione dei media e del pubblico attorno all&#8217;estetica 8bit? Intendo dire, il Blip Festival penso sia stato un momento molto importante per tutti gli artisti che fanno musica e video e lavori software low bit\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Josh<\/span><\/strong>: per me questo interesse \u00e8 del tutto naturale e probabilmente inevitabile. Penso sia la funzione di ogni estetica dimenticata quella di essere ri-scoperta da una generazione di persone troppo giovani quando quell&#8217;estetica era dominante. Quindi ha senso che, dopo essere stata soppiantato da un&#8217;incredibilmente migliore (e quindi pi\u00f9 cool) estetica grafica e sonora, questo stile sia stato riscoperto proprio per i suoi meriti estetici. In generale, lo scopo della tecnologia \u00e8 quello di spingere macchine sempre pi\u00f9 sofisticate a proporre esperienze che siano sempre pi\u00f9 simili alla realt\u00e0: per questo, in questo contesto, l&#8217;estetica low bit presenta un&#8217;astrazione veramente interessante e appealing. E sebbene si possano vedere tutti questi stili arrivare alla superficie della pubblicit\u00e0, dei mass media e del pubblico di massa, il Blip Festival \u00e8 stato qualcosa diretto proprio al cuore di questa specifica scena. Sappiamo bene che possa aver attratto molta attenzione, ma le nostre motivazioni erano molto pi\u00f9 egoistiche: volevamo solo vedere le persone esibirsi e diffondere il loro merchandise.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/softwareart_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: siete in grado di individuare delle differenze nel movimento di musica&amp;video in 8bit tra Europa e Stati Uniti o Giappone? Se s\u00ec, queste differenze provengono da differenti approcci socio-culturali o pensate che il movimento 8bit possa essere considerato come una forma di espressione artistica unitamente internazionale?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Josh<\/strong>:<\/span> penso che lavorare su un&#8217;estetica 8 bit abbia lo stesso appeal attraverso differenti culture, ma l&#8217;applicazione dello stile pu\u00f2 essere sicuramente specifica di una certo tipo di cultura. Il movimento Giapponese per esempio \u00e8 sempre stato un buon riferimento per me, per il suo sperimentalismo tipicamente nipponico. E&#8217; piuttosto difficile per me capirlo completamente, ma si pu\u00f2 veramente percepire un certo tipo di tradizione realmente interessante per chi proviene dal mondo occidentale. Kplecraft per esempio \u00e8 un duo da Tokyo che usa Game Boys, Famicom, sassofoni, congas e digeridoo\u0085non penso tu possa trovare molte persone negli States che fanno questo. Coova \u00e8 un altro ottimo esempio, con le sue lunghe e complesse composizioni con il Game Boy. Ci sono poi gli Svedesi per esempio, che sembrano geneticamente predisposti ad essere meticolosi, intricati e melodici; ebbene se senti un pezzo con una galleria celebrale contorta di melodie e sapori serrati e molto ben arrangiati, nove volte su dieci sei in presenza di un artista Svedese. Negli States, sembra esserci meno enfasi su questo tipo di virtuosismi.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: voi prestate molta attenzione alle grafiche dei vostri eventi, ai packaging dei prodotti e ai visual dei live. Siete tutti in grado di lavorare sia sui suoni che sulle immagini o lavorate tutti insieme collettivamente a un singolo progetto?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Josh<\/strong>:<\/span> Dipende dal progetto, ma moltissime cosec he facciamo le sviluppiamo in termini di collettivo. I live shows spesso coinvolgono un musicista in team con un visual artist, per uno spettacolo complementare; gli artwork degli album sono spesso fatti da grafici coinvolti ovviamente in questa estetica. C&#8217;\u00e8 una vera e propria comunit\u00e0 di persone coinvolta, che entra nel collettivo quando serve o se ne \u00e8 capace, e mi piace pensare che 8bitpeople \u00e8 diventata una delle tante community di riferimento l\u00ec fuori. Sembra che attragga persone di talenti, sia musicalmente che graficamente\u0085\u00e8 un cosa cool di cui far parte.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/softwareart_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: tutte le vostre produzioni sono sotto licenza Creative Commons. State riuscendo a creare qualche forma di modello di business sui vostri lavori o pensate di crearlo nel prossimo futuro? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Josh<\/strong>:<\/span> le licenze Creative Commons che usiamo non sono una stretgia di business di alcun tipo. Sono solo una strada per garantire esplicitamente agli ascoltatori il permesso di downloadare e ascoltare musica gratis e di scambiarla con altri. 8bitpeople non \u00e8 ancora un business in alcun modo formale. E&#8217; stato creato unicamente per divertimento e con poche aspettative, per cui tutto \u00e8 reso disponibile senza pagare. Noi ci lavoriamo nel nostro tempo libero e il progetto \u00e8 essenzialmente senza sovvenzioni di alcun tipo. Non penso che nessuno di noi abbia mai pensato troppo a sviluppare un possibile modello di business sul progetto: \u00e8 un lavoro di amore e sebbene non si auto-mantenga finanziariamente, la cosa non ci interessa troppo. C&#8217;\u00e8 un vero momento creativo in cui tutti quanti noi crediamo e da cui siamo eccitati, per cui non \u00e8 un sacrificio tenere il tutto in movimento attraverso i nostri sforzi<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: ti capisco benissimo\u0085.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.8bitpeoples.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.8bitpeoples.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo avuto modo lo scorso numero di parlarvi del Blip Festival, probabilmente il pi\u009d importante raduno internazionale di artisti 8bit mai organizzati fin&#8217;ora. 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