{"id":10165,"date":"2007-04-01T12:00:00","date_gmt":"2007-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-023\/italiano-valdoca-concerto-delite\/"},"modified":"2020-10-23T14:47:28","modified_gmt":"2020-10-23T13:47:28","slug":"italiano-valdoca-concerto-delite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-023\/italiano-valdoca-concerto-delite\/","title":{"rendered":"Valdoca, Concerto D&#8217;elite"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Al <span class=\"testoscuro\">Teatro del Parco di Mestre<\/span>, nell&#8217;ambito di <span class=\"testoscuro\">Fuori Contesto 2007, <\/span> si respira un&#8217;aria quasi spirituale, interiore, aspettando l&#8217;aprirsi del sipario, consapevole riparo onorato che sveler\u00e0 la quiete scenografica. In un attimo il pianoforte, i fiori distesi, i palchetti sui quali vedremo corpi femminili salire e brandire lance insanguinate mostrano gi\u00e0 la staticit\u00e0 coreutica, la centralit\u00e0 drammaturgica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Muna Mussie <\/span>fa il suo ingresso, quasi nuda, accompagnata al pianoforte da <strong class=\"testoscuro\">Dario Giovannini<\/strong>, e inizia la sua sequenza vocale, evocando lontane suggestioni, spalancando la porta a lei, <span class=\"testoscuro\">Mariangela Gualtieri<\/span>, protagonista struggente, quasi inquietante, intima e determinata. <span class=\"testoscuro\">Misterioso Concerto Trio <\/span>pi\u00f9 che uno spettacolo \u00e8 un concerto per parole, per musica e silenzi, tutto da ascoltare e sognare, da capire e immaginare, sulle scene del video di <span class=\"testoscuro\">Simona Diacci<\/span>, sulla ricerca del suono di <span class=\"testoscuro\"> Luca Fusconi e Dario Giovannini <\/span>nonch\u00e9 di <span class=\"testoscuro\">Cesare Ronconi<\/span> vero e instancabile direttore d&#8217;orchestra, fondatore storico insieme a Mariangela del <span class=\"testoscuro\">Teatro Valdoca<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Compagnia nata gi\u00e0 non ufficialmente nel 1979 a Cesena, nella Romagna, futura fucina di talenti performativi della post-avanguardia, oggi punto di riferimento del nuovo teatro sperimentale, &#8220;toccando con mano&#8221; il lavoro di <span class=\"testoscuro\">Kantor , Grotowski <\/span> e del <span class=\"testoscuro\">Bread and Puppet Theatre<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Scrive <span class=\"testoscuro\">Mariangela Gualtieri <\/span> nelle note allo spettacolo: <em>&#8220;Abbiamo dedicato un lungo tempo di prova a questo concerto e siamo ancora in cammino: tutto pu\u00f2 ancora accadere. Siamo dentro un viaggio avventuroso e pericoloso, nel bel mezzo di un mare sconosciuto: c&#8217;\u00e8 il prodiere, il cartografo, il capitano e poi, in questa metafora marinara che il regista ci racconta, le parole sono il vento. Vorrei entrare nella musica dei miei versi e tenere le parole nel loro stato di nascita. Impresa che pare semplice ed \u00e8 invece immensa. Vorrei entrare negli abissi della mia voce, nei miei otto anni, nei secoli della mia voce, entrare in quell&#8217; antico respiro, nell&#8217;antica fiamma che ha tenuto vivi altri. E non per virtuosismo (la mia voce \u00e8 davvero piccola), quanto piuttosto per caduta, per visitazione, per sprofondamento. Siamo nel reame della sottigliezza, certo, l\u00ec dove si sa che uno spostamento di millimetri cambia l&#8217;orbita di una cometa. Siamo in quattro. Dario che compone al pianoforte ed entra nelle cavit\u00e0 della mia voce, sostiene il respiro con delicatezza e poi, con le sue note magistrali, ripulisce la stanza dall&#8217;ingombro di senso che a volte fa peso. Luca alla fonica, attento e instancabile, come al banco di volo di una navicella spaziale. Io al microfono. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>E poi Cesare, che questa volta \u00e8 molto pi\u00f9 un maestro e un direttore d&#8217;orchestra che un regista: col suo orecchio sismografico mi guida nei segreti del suono, ci richiama spessissimo all&#8217;attenzione piena, alla dedizione, alla libert\u00e0 (tre stati difficili da tenere insieme), lega ogni elemento visibile e invisibile, udibile e inaudibile, in ci\u00f2 che dovr\u00e0 essere in fine il nostro Misterioso Concerto. Abbiamo sostato a lungo sull&#8217;ascolto, sul sodalizio fra parola e musica, fra parola e silenzio, in un&#8217;attenzione plenaria a ci\u00f2 che portava Clemente Rebora a scrivere: &#8220;e non sapendo ero certo\/del misterioso concerto&#8221;. Tutto per &#8216;fare cuore&#8217; con chi ascolta, farsi suo talismano.&#8221; <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Questa chicca teatrale del <span class=\"testoscuro\">Teatro Valdoca <\/span> non pu\u00f2 non accostarsi alla tradizione di <span class=\"testoscuro\">Ronconi e Gualtieri <\/span>, non pu\u00f2 non fondersi con la pulsazione di un rapporto totale con lo spazio, ben studiato, evocando allo <span class=\"testoscuro\">Spazio della quiete <\/span> del 1983, nato in una stanza, stile mantenuto; chiusura e delimitazione per eccellenza. Un Concerto questo che avvolge lo spettatore, lo circonda e lo accarezza, si sente e si \u00e8 sentita la spinta emotiva che dal &#8220;consueto tappeto&#8221; steso a terra si innalzava prepotente. Un po&#8217; arte povera un po&#8217; musica da camera, sacro e filosofico, un semplice esistere aggrappato alla poesia scandita di getto, e poi emozioni e colori costanti e ripetuti come il rosso, il bianco ed il nero: due cifre stilistiche antichissime. Riecco i simboli dipinti, la maschera ed il trucco; riecco le note, pianoforte e chitarra, suono artificiale e naturale, pathos ed ethos persuasivi, un vivere dentro la semantica, suono e ritmo scanditi costantemente, interattivo senza connessioni, totale senza pesantezze.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un ritorno al testo senza malinconie, un ritorno alla poesia senza ambizioni, \u00e8 ora di sederci, forse, per ascoltare guardando, per vedere udendo. Anche se il video \u00e8 teatralizzato, la musica \u00e8 trasposta alla drammaturgia e la coreutica minimalista si muove intorno al logos, l&#8217;essenza rimane la parola come voce, suono, corde vocali, lingua, masturbazione mandibolare, maturazione consapevole di ridondante sperimentalismo. Rigenerata tradizione del testo come sintesi e dosata presenza non invasiva sulla scena. Ermicit\u00e0 esaurita, happening poetico, monologo destrutturato e appiattimento evitato. Sinestesia senza virtuale, percezione senza reale. E&#8217; qui il ritorno, finalmente, al presente, all&#8217;anima, al godimento sintattico semplice ed umano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo nel 1986. Con <span class=\"testoscuro\">Ruvido umano <\/span> comincia una ricerca drammaturgica a ridosso della parola poetica, ricerca che avr\u00e0 piena e matura espressione nella trilogia <span class=\"testoscuro\">Antenata <\/span> (1991\/93). In questi anni la Compagnia d\u00e0 vita ad una Scuola di Poesia che coinvolge i maggiori poeti italiani, fra cui <em>Luzi, Fortini, Bigongiari, Conte, De Angelis, Loi, Maiorino, Cucchi <\/em>. Il lavoro pedagogico si apre poi all&#8217;incontro con numerosi giovani allievi attori, attraverso una vera e propria Scuola Nomade, che sfocia in due grandi spettacoli <span class=\"testoscuro\">Ossicine <\/span> (1994) e <span class=\"testoscuro\">Fuoco Centrale <\/span>(1995). Nel 1997 <span class=\"testoscuro\">Nei leoni e nei lupi <\/span>riunisce sulla scena attori storici della Valdoca ed allievi della Scuola Nomade, secondo una scrittura drammaturgica che li impegna in una grande prova d&#8217;attore.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Parsifal Piccolo <\/span>(1998) e infine <span class=\"testoscuro\">Parsifal <\/span>(1999), prodotto insieme al festival di Santarcangelo, segnano la prima impegnativa prova di riscrittura di un testo della tradizione. Del 2001 <span class=\"testoscuro\">Predica ai pesci <\/span>, operetta magica e popolare per due acrobate, una cantante e un&#8217;attrice. Il 2002 \u00e8 dedicato alla <span class=\"testoscuro\">Scuola d&#8217;attore<\/span> e a <span class=\"testoscuro\">Non-splendore rock <\/span>, concerto di rock e poesia. Nel gennaio 2003 i versi per la scena di Mariangela Gualtieri sono editi da <strong class=\"testoscuro\"> Giulio Einaudi<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dalla Scuola d&#8217;attore nasce l&#8217;opera corale <span class=\"testoscuro\">Imparare \u00e8 anche bruciare <\/span>(2003). Esce, nella collana diretta da Valentina Valentini per Rubbettino Editore, la monografia <span class=\"testoscuro\">Teatro Valdoca<\/span>, a cura di <span class=\"testoscuro\">Emanuela Dallagiovanna<\/span>, dedicata alla poetica della Compagnia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dal 2004 inizia il percorso di creazione di <span class=\"testoscuro\">Paesaggio Con Fratello Rotto<\/span>, un&#8217;opera in tre parti, compiuta nel 2005: una trilogia di affreschi contemporanei, rappresentata anche come unico, grande evento teatrale in tre atti, con dieci interpreti coinvolti e musica dal vivo. Continua il lavoro pedagogico, con la direzione di una seconda Scuola, <span class=\"testoscuro\">Ero bellissimo avevo le ali<\/span>. Dopo <span class=\"testoscuro\">Misterioso concerto <\/span> sono da poco usciti nelle librerie <span class=\"testoscuro\">Senza polvere, senza peso <\/span>, raccolta di versi di Mariangela Gualtieri edita da Giulio Einaudi e <span class=\"testoscuro\">Sermone ai cuccioli della mia specie <\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">I prossimi appuntamenti per godere del <span class=\"testoscuro\">Misterioso Concerto <\/span>del <span class=\"testoscuro\">Valdoca <\/span> sono il 19, 20, 21 Aprile al Teatro delle Passioni di Modena , il 5 Maggio al Teatro San Giorgio di Udine ed il 7 luglio ad <em>Itinera <\/em> alla Corte della Perla di Terrazze in San Martino Buonalbergo (Verona).<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.teatrovaldoca.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.teatrovaldoca.it<\/a><\/strong><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Teatro del Parco di Mestre, nell&#8217;ambito di Fuori Contesto 2007, si respira un&#8217;aria quasi spirituale, interiore, aspettando l&#8217;aprirsi del sipario, consapevole riparo onorato che sveler\u0088 la quiete scenografica. 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