{"id":10156,"date":"2007-04-01T12:00:00","date_gmt":"2007-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-023\/critical-art-ensemble\/"},"modified":"2020-10-23T14:50:14","modified_gmt":"2020-10-23T13:50:14","slug":"critical-art-ensemble","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/","title":{"rendered":"&#8230;Critical Art Ensemble&#8230;"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Recombinant Theatre <\/span>\u00e8 la definizione data dal collettivo statunitense <span class=\"testoscuro\">Critical Art Ensemble<\/span> al proprio lavoro performativo. Nato nel 1987 a Talahasse in Florida il Critical Art Ensemble fondato da <span class=\"testoscuro\">Hope e Steve Kurtz, Steve Barnes, Dorian Burr, Beverly Schlee<\/span>, a cui ha collaborato a lungo <span class=\"testoscuro\">Beatriz da Costa<\/span>, si autodefinisce un collettivo di artisti dediti all&#8217;esplorazione delle intersezioni tra arte, tecnologia, attivismo politico radicale e teoria critica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Azioni e installazioni quelle del <span class=\"testoscuro\">CAE<\/span> connesse con i media tattici, con la tematica del plagiarismo, del boicottaggio e della riappropriazione creativa e sovversiva dei mezzi di comunicazione; <em>recombinant <\/em> \u00e8 un aggettivo caro alla generazione dei media attivisti ed \u00e8 riconducibile al valore di rifunzionalizzazione semantica e di <em>d\u00e9tournement <\/em> situazionista. I loro testi tra cui <span class=\"testoscuro\">Disobbedienza Civile Elettronica <\/span> (con il famoso motto Cyber rights now!) pongono l&#8217;accento sul fatto che una tecnocultura alternativa possa nascere da un movimento organizzato (il <em>tactical media movement <\/em>) e da una pratica reale di socializzazione dei saperi tecnologici e di &#8220;interventismo&#8221; (parola che il collettivo preferisce ad &#8220;impegno&#8221;), di &#8220;digital resistence&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma cosa intende il CAE per <em>recombinant theatre<\/em>? Un teatro tecnoattivista che unisce le pratiche del teatro di guerriglia , del teatro sociale, alle tecnologie pi\u00f9 attuali di trasmissione delle informazioni e alle operazioni di sabotaggio elettronico, di net strike, di <em>virtual sit in <\/em>. Le loro ultime performance riguardano le biotecnologie e approntano per questo dei veri e propri laboratori mobili per contestare le modalit\u00e0 di ricerca della biologia attuale e gli eccessi delle sperimentazioni relative al DNA ricombinante umano, vegetale e animale, denunciandone le speculazioni economiche ad opera di multinazionali farmaceutiche e di grandi catene di distribuzione alimentare. In questa forma di &#8220;teatro-scienza&#8221; lo spettatore si trova di fronte a conferenze scientifiche e a veri e propri test sulla fertilizzazione in vitro e sugli organismi geneticamente modificati. Di questi temi parla il libro <span class=\"testoscuro\">Molecular Invasion <\/span>edito in copyleft da Autonomedia e liberamente scaricabile dal loro sito (da poco tradotto e pubblicato anche in Italia).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In <span class=\"testoscuro\">Free Range Grains <\/span> viene allestito un open lab per verificare se alcuni prodotti alimentari distribuiti nei grandi magazzini e portati dal pubblico in occasione della performance, contengono o meno OGM. Perch\u00e9 \u00abil processo scientifico non appare mai pubblicamente, appaiono solo i suoi miracolosi prodotti. Vogliamo portare i processi di routine della scienza al pubblico. Farglieli vedere e toccare&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Recentemente il Cae sta rivolgendo la propria attenzione sugli effetti devastanti degli storici esperimenti batteriologici inseriti nei programmi di guerra britannici e statunitensi. In <span class=\"testoscuro\">Germs of Deception <\/span> (2005) il CAE riproduce (in modi evidentemente non dannosi per l&#8217;ambiente e per il pubblico) le condizioni di un esperimento batteriologico realizzato dagli USA nel 1949 quando un gruppo di militari addestrati rilasci\u00f2 nell&#8217;aria un battere <em>Serratia marcescens <\/em> con l&#8217;obiettivo di contaminare completamente l&#8217;ambiente circostante. Identica simulazione per <span class=\"testoscuro\">Marching plague<\/span>, riferita invece agli esperimenti britannici per testare la peste come arma batteriologica nell&#8217;isola di Lewis nel 1952-1953.<\/p>\n<p align=\"justify\">In <span class=\"testoscuro\">GenTerra <\/span> il <span class=\"testoscuro\">Critical Art Ensemble<\/span> stimola il pubblico a creare nuove forme di batteri modificati geneticamente del tipo &#8220;e-coli&#8221; ma completamente innocui, liberarli nell&#8217;aria o portarseli a casa. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di &#8221; demistificare l&#8217;intera procedura di ingegneria genetica, provare ad alleggerire la paura inopportuna per la scienza transgenica e ridirigere l&#8217;attenzione verso le implicazioni politiche della ricerca&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Steve Kurtz<\/span> a seguito di un&#8217;indagine su colture batteriche non tossiche rinvenute in casa sua dopo la morte per arresto cardiaco della giovane moglie Hope, viene accusato prima di bioterrorismo poi di frode postale. La ben nota vicenda \u00e8 spiegata dal collettivo in questa intervista: a causa del provvedimento federale contro il terrorismo (la famigerata <em>Patrioct Act <\/em>promossa dopo l&#8217;11 settembre 2001 che proibisce il possesso di &#8220;qualsiasi agente biologico o tossina in una quantit\u00e0 non giustificata da una ricerca preventiva, protettiva o per altri scopi pacifici&#8221; ) Kurtz rischia adesso 20 anni di carcere. La comunit\u00e0 artistica internazionale si \u00e8 mobilitata ed \u00e8 stato aperto un sito dove \u00e8 possibile aderire alla campagna di solidariet\u00e0 internazionale .<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: I membri della Critical Art Ensemble chiamano s\u00e9 stessi professionisti dei media tattici. Potete spiegarci cosa intendete con questo termine e come avete iniziato ad utilizzare questo modello di produzione culturale?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Media tattico \u00e8 un termine che ha origine in Olanda nella met\u00e0 degli anni 90. La parte &#8220;tattica&#8221; del termine deriva parzialmente dalle teorie sulla vita quotidiana di <span class=\"testoscuro\">Certeau.<\/span> Il media tattico \u00e8 anti-monumentale, deterritorializzante e auto-definito. Non cerca di colonizzare sites of meaning. E&#8217; effimero, emerge rapidamente per creare sovversioni ideologiche, per poi sciogliersi molto rapidamente. La parte &#8220;media&#8221; del termine si riferisce al fatto che CAE non lavora con alcuni mezzi in maniera specifica. Usiamo gli strumenti o le combinazioni dei media che risponderanno al meglio in una determinata situazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa \u00e9 una delle ragioni per la quale lavoriamo collettivamente, in questo modo avremo un insieme di abilit\u00e0 diverse per i nostri progetti. CAE lavora sempre in questo modo, anche prima che avessimo un termine per descriverlo. Usiamo il metodo perch\u00e9 ci sembra il mezzo pi\u00f9 democratico per produrre cultura.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Molto del vostro ultimo lavoro e numerosi vostri libri sono indirizzati alla resistenza elettronica o digitale. Scioperi della rete , attivismo online e virtuale sono le nuove forme di comunicazione e performative. Qual \u00e9 la filosofia dietro alle vostre performance e quali sono gli scopi di tali azioni?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Il filo comune del lavoro del CAE \u00e9 stato quello di mostrare come gli strumenti dell&#8217;oppressione possano essere usati per la liberazione. Alla fine degli anni &#8217;80 fino alla met\u00e0 degli anni &#8217;90 eravamo molto interessati a dimostrare come ci si poteva appropriare delle nuove informazioni e delle tecnologie comunicative attraverso la resistenza culturale, usate poi in modi per i quali esse non erano state designate o create. Attualmente stiamo cercando di mostrare come la scienza della vita possa essere utilizzata per scopi di resistenza. Questo compito \u00e8 molto pi\u00f9 difficile poich\u00e9 il livello di persone alienate da questi strumenti \u00e8 molto pi\u00f9 elevato. Le persone tendono ad essere molto scettiche e paurose delle biotecnologie perch\u00e9 a differenza di un computer non sono molto adatti ad interagire con queste tecnologie. Allo stesso tempo, essi possono vedere quanti danni questa tecnologia sta causando all&#8217;ambiente e alla sfera sociale. Molti dei nostri recenti scritti e progetti sono stati concepiti per abbassare questo livello di alienazione e farle conoscere alla gente, per farli sperimentare con la tecnologia. Noi non possiamo permettere che questi strumenti di potere diventino di sola propriet\u00e0 militare e delle corporazioni.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Ci sono precedenti modelli teatrali\/estetici che hanno influenzato il collettivo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Non ci sono recenti modelli che sono esattamente come noi, perch\u00e9 abbiamo dovuto adattarci a una differente e recente emergente tecnosfera, ma ci sono alcuni con i quali abbiamo diviso un DNA culturale e che hanno influenzato il nostro modo di pensare come per esempio il <span class=\"testoscuro\">San Francisco Diggers, Augusto Boal and Theater of the Oppressed<\/span>, elementi del <span class=\"testoscuro\">Living Theater<\/span>, e alcune delle performance emerse dall&#8217;arte del movimento femminista degli anni 70. In generale i <span class=\"testoscuro\">Diggers, i Situationists, e Provos<\/span> hanno avuto grande influenza su di noi, sono stati tra i primi ad accorgersi che l&#8217;azione culturale aveva un valore causale e che un movimento politico non resistente (o essi pensavano rivoluzionario) potesse accadere senza un parallelo culturale. Certamente uno degli storici apogei di questo tipo di modellatura \u00e8 avventuo in Italia negli anni 70, e fortunatamente noi siamo al punto dove tale modello pu\u00f2 interamente fiorire per un movimento globale contro le culture e le economie neoliberali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: I vostri ultimi lavori sono veri esempi di Teatro-Scienza (come GenTerra o Free Range Grains) e le vostre performance sono collegate alla biologia contestazionale. Il dibattito socio-politico sulla manipolazione genetica \u00e8 maturo. Ma come pu\u00f2 una performance mostrare aspetti specifici della ricerca scientifica? Ci potete fare un esempio tratto dal vostro lavoro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Questo \u00e8 il bello della qualit\u00e0 del digitale. Puoi avere una marea di informazioni messe in un pacchetto divertente che li riordina in modo &#8220;digeribile&#8221;. Il trucco \u00e8 quello di fare in modo che i partecipanti vogliano guardarlo. Questo significa che noi dobbiamo convincerli rapidamente a partecipare alla questione che stiamo presentando. Nei progetti come <span class=\"testoscuro\">Free Range Grains o Molecular Invasion <\/span>noi possiamo portare le persone ad avere una grande discussione del tutto piuttosto facilmente, perch\u00e8 il progetto ha a che vedere con il cibo e ognuno di noi deve mangiare. Con un progetto come <span class=\"testoscuro\">GenTerra<\/span>, in cui CAE cerca di discutere metodi sulla valutazione del rischio di organismi geneticamente modificati, il problema \u00e8 pi\u00f9 difficile. In questo caso dobbiamo creare una &#8220;minaccia&#8221; minore chiedendo alle persone di rilasciare batteri geneticamente modificati che abbiamo creato noi. Il battere \u00e9 completamente innocuo per l&#8217;ambiente e per gli esseri viventi, ma sembra molto spaventoso. Le persone diventano molto interessate a valutare il rischio quando sono messe di fronte alla scelta di rilasciare o no i batteri.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: I laboratori mobili del CAE sono apparente progettati far aumentare la consapevolezza sui problemi sociali riguardo l&#8217;ambiente, i transgenici, le tecnologie riproduttive e le guerriglie biologiche. Cosa speri che le persone si portino con s\u00e9 quando vedono uno dei vostri progetti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Speriamo in poche cose: per primo, che la tecnologia verr\u00e0 demistificata; secondo che un partecipante avr\u00e0 una relazione pi\u00f9 ragionevole (piuttosto che emotiva) verso pubblicazioni critiche sociali sulle biotecnologie; terzo, che attraverso esperienze partecipative, si accorgeranno del peso che essi avranno riguardo a una determinata pubblicazione, sia individualmente che socialmente, e alla fine l&#8217;esperienza li incoragger\u00e0 a diventare politicamente attivi riguardo a determinate conclusioni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Qual \u00e9 la reazione del pubblico quando chiedete ai componenti di esibirsi come &#8220;biologi&#8221; o come &#8220;cavie umane&#8221;? Usate particolari strategie di intervento per queste azioni?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> La maggior parte delle persone non esita. La strategia \u00e8 quella di esibirsi in posti dove le persone si aspettano di partecipare a un evento. Pu\u00f2 essere in un museo di storia naturale, un mercato di una fattoria o un bar locale: o in qualsiasi posto purch\u00e9 le persone ci vadano per fare qualcosa e non solo per guardare qualcosa.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: I nuovi sviluppi nella scienza della vita offrono potenziali positivi o pongono minacce pi\u00f9 grandi? E anche, come riuscite a unire gli atti artistici, politici e scientifici in una performance?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Lo sviluppo della scienza della vita non pu\u00f2 essere fermato, ma pu\u00f2 essere guidato. Se un prodotto o un processo \u00e8 una minaccia o un fortuna dovr\u00e0 essere esaminato caso per caso. Non esiste una posizione generale. Il problema principale non \u00e8 solitamente la mancanza di conoscenza del proprio prodotto, ma il modo in cui esso viene utilizzato secondo le vigenti correnti politico-economiche. Data la natura predatoria del capitalismo, quasi ogni cosa pu\u00f2 essere una minaccia: il sistema \u00e8 quello che necessita di essere cambiato e non la scienza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ibridazione \u00e8 un processo semplice poich\u00e9 \u00e9 lo stato permanente del diventare, di cui tutti facciamo parte. Tutti gli oggetti e i processi hanno elementi di scienza, politica e arte in essa o collegati tra di loro. Noi attiriamo solo l&#8217;attenzione verso tutti gli elementi in varie proporzioni che compongono questo miscuglio, piuttosto che ignorare alcune categorie e favorirne altre.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Solitamente vi esibite in musei o in festival su temi che coinvolgono le scienze naturali o i media digitali. Siete mai stati invitati a festival teatrali? Pensate che il teatro tradizionale sia una forma retrograda perch\u00e9 isola ogni ibridazione con la tecnologia?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Siamo stati invitati a festival teatrali e a conferenze. Non molti ma \u00e8 successo. Agli eventi a cui abbiamo partecipato le presentazioni tendono a essere piuttosto normalizzate, ma ho trovato che i produttori degli eventi sono pronti a presentare solo qualche cosa di quello che avevamo proposto al momento dell&#8217;invito. I teatri tendono ad avere alcuni tra i migliori strumenti tecnologici disponibili per le performance, \u00e9 solo che solitamente non vengono utilizzati per scopi radicali o per esperimenti. Il teatro in generale \u00e9 senza alcun dubbio tecnofobico.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Siete stati accusati di essere &#8220;bioterroristi&#8221; Potete dirci qualcosa in pi\u00f9 sul tragico evento che ha coinvolto Steve Kurtz?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> L&#8217;esperienza traumatica di Steve \u00e8 stata una delle tragedie patite come risultato delle linee di condotta dei neoconservatori e della rapida crescita della sicurezza americana sostenuta dalla funzione del 911, che include la politica della &#8220;giustizia preventiva&#8221;. L&#8217;11 maggio del 2004 la moglie ventenne di Steve e membro CAE, Hope, mor\u00ec di un attacco di cuore nella loro casa di Buffalo. Steve chiam\u00f2 il 911. La polizia di Buffalo che risponde insieme alle chiamate di emergenza fu allarmata dalla presenza di materiale artistico presente nella loro casa, che era stato esposto in musei e gallerie di tutta Europa e Nord America. Convinti che questi materiali \u0096 che consistevano in numerosi petri contenenti forme di batteri nocivi, e apparecchiature scientifiche per testare cibi geneticamente modificati &#8211; fossero il lavoro di un terrorista, la polizia chiam\u00f2 l&#8217;FBI. Il giorno successivo mentre Steve stava andando al funerale di sua moglie fu arrestato e illegalmente detenuto per 22 ore dagli agenti dell&#8217;FBI e dalla Task Force anti terrorismo, i quali lo informarono di essere sotto inchiesta per &#8220;bioterrorismo&#8221;. Nel frattempo, agenti provenienti da numerosi enti governativi di giustizia federale piombarono a casa di Steve con tute antibatteriologiche . Circondando un isolato e mezzo intorno alla sua casa, facendo la cernita di gatto, cane, computers manoscritti, libri, attrezzatura e perfino del corpo di sua moglie.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo una settimana, solo dopo che il commissario della salute pubblica dello stato di New York aveva analizzato campioni prelevati dalla casa e aveva annunciato che non c&#8217;erano minacce per la pubblica sicurezza, gli fu permesso di ritornare a casa e riprendersi il corpo di Hope. Adesso lui e <span class=\"testoscuro\">Robert Ferrel<\/span>, collaboratore CAE da molto tempo (primo presidente del Dipartimento di Genetica all&#8217;Universit\u00e0 di Pittsburgh Graduate School of Public Health) affrontano l&#8217;accusa di &#8220;frode fiscale&#8221;, grazie all&#8217;Usa Patriot Act, con cui rischiano una possibile sentenza di 20 anni, lo stesso peso che avrebbe avuto l&#8217;iniziale &#8220;bioterrorismo&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il caso minacci\u00f2 di creare precedenti molto pericolosi intaccando il confine tra diritto civile e criminale e criminalizzando coloro che osavano giudicare la politica governativa. Se il Dipartimento di Giustizia avesse vinto questo caso, avrebbe sicuramente raddoppiato il potere del Governo Federale. A causa di questo caso, molti dei produttori indipendenti che un tempo fornivano amatori o hobbisti scientifici non lo avrebbero pi\u00f9 fatto per paura di possibili vertenze. Quindi il caso minaccia di interrompere la ricerca indipendente e danneggia seriamente la capacit\u00e0 pubblica di criticare corporazioni e militari, i quali eserciteranno un sempre pi\u00f9 ristretto controllo della conoscenza scientifica.<\/p>\n<p align=\"justify\">(Per ulteriori informazioni sul caso, e su come tu possa dare un aiuto, puoi visitare il nostro sito <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.caedefensefund.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.caedefensefund.org<\/a>\u00a0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/hackart_annamariamonteverdi10.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Quali altri gruppi stanno lavorando in un modo simile al vostro negli Stati Uniti e in Europa?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Per quanto ne sappiamo non ci sono molti gruppi che lavorano sul teatro-scienza. <span class=\"testoscuro\">subRosa<\/span> \u00e8 uno dei pochi. Tuttavia, ci sono in tutto il mondo molti gruppi che lavorano sui media tattici &#8211; I<span class=\"testoscuro\">nstitute for Applied Autonomy, The Yes Men, Carbon Defense League, Finishing School, Temporary Services, Preemptive Media Collective, My Dad&#8217;s Strip Club, Space Hijackers, Conglomco.org, irational.org, Bureau of Inverse technology<\/span>, e via via..<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Anna Maria Monteverdi<\/strong>: Siete mai stati in Italia a presentare il vostro lavoro, e avete ricevuto inviti per il futuro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Critical Art Ensemble<\/strong>:<\/span> Hanno scritto di noi riviste italiane, giornali e altre pubblicazioni e la maggior parte dei nostri libri sono stati tradotti in italiano ma sfortunatamente CAS non \u00e9 stato mai richiesto per fare un progetto in Italia.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.critical-art.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.critical-art.net<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ecn.org\/thingnet\/reviews\/cae_int.html%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ecn.org\/thingnet\/reviews\/cae_int.html <\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recombinant Theatre \u008f la definizione data dal collettivo statunitense Critical Art Ensemble al proprio lavoro performativo. Nato nel 1987 a Talahasse in Florida il Critical Art Ensemble fondato da Hope e Steve Kurtz, Steve Barnes, Dorian Burr, Beverly Schlee, si autodefinisce un collettivo di artisti dediti all&#8217;esplorazione delle intersezioni tra arte, tecnologia, attivismo politico radicale e teoria critica.<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":29331,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,176],"tags":[48,53],"class_list":["post-10156","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-023","tag-hacking","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>...Critical Art Ensemble... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"...Critical Art Ensemble... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:it]Recombinant Theatre \u008f la definizione data dal collettivo statunitense Critical Art Ensemble al proprio lavoro performativo. Nato nel 1987 a Talahasse in Florida il Critical Art Ensemble fondato da Hope e Steve Kurtz, Steve Barnes, Dorian Burr, Beverly Schlee, si autodefinisce un collettivo di artisti dediti all&#039;esplorazione delle intersezioni tra arte, tecnologia, attivismo politico radicale e teoria critica. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2007-04-01T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-23T13:50:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Annamaria Monteverdi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Annamaria Monteverdi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"26 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/\",\"name\":\"...Critical Art Ensemble... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg\",\"datePublished\":\"2007-04-01T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-23T13:50:14+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"&#8230;Critical Art Ensemble&#8230;\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1\",\"name\":\"Annamaria Monteverdi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg\",\"caption\":\"Annamaria Monteverdi\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/annamaria-monteverdi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"...Critical Art Ensemble... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"...Critical Art Ensemble... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:it]Recombinant Theatre \u008f la definizione data dal collettivo statunitense Critical Art Ensemble al proprio lavoro performativo. Nato nel 1987 a Talahasse in Florida il Critical Art Ensemble fondato da Hope e Steve Kurtz, Steve Barnes, Dorian Burr, Beverly Schlee, si autodefinisce un collettivo di artisti dediti all'esplorazione delle intersezioni tra arte, tecnologia, attivismo politico radicale e teoria critica. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2007-04-01T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-23T13:50:14+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Annamaria Monteverdi","twitter_misc":{"Scritto da":"Annamaria Monteverdi","Tempo di lettura stimato":"26 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/","url":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/","name":"...Critical Art Ensemble... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg","datePublished":"2007-04-01T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-23T13:50:14+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/hackart_annamariamonteverdi06.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/critical-art-ensemble\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"&#8230;Critical Art Ensemble&#8230;"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/7320be6cf4e6c79ca01e0b4018ca83c1","name":"Annamaria Monteverdi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/monteverdi-96x96.jpg","caption":"Annamaria Monteverdi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/annamaria-monteverdi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10156"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10156\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59306,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10156\/revisions\/59306"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}