{"id":10153,"date":"2007-04-01T12:00:00","date_gmt":"2007-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-023\/deaf-2007-interact-or-die\/"},"modified":"2020-10-23T14:49:33","modified_gmt":"2020-10-23T13:49:33","slug":"deaf-2007-interact-or-die","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/","title":{"rendered":"Deaf 07: Interact Or Die"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">L&#8217;assioma pi\u00f9 importante della Scuola di Palo Alto recita: &#8220;Non si pu\u00f2 non-comunicare&#8221;. E&#8217; pertanto probabile che, quando la comunicazione \u00e8 mediata dai nuovi mezzi e dalla tecnologia, non si possa nemmeno non-interagire, a meno di non voler rischiare la pelle.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Interact Or Die<\/span> \u00e8 infatti il monito della nona edizione del <span class=\"testoscuro\">Dutch Electronic Art Festival (DEAF)<\/span>, Biennale internazionale di arte e nuovi media organizzata da <span class=\"testoscuro\">V2_Institute of Unstable Media<\/span> che si terr\u00e0 a <span class=\"testoscuro\">Rotterdam dal 10 al 29 aprile<\/span>. L&#8217;accento sull&#8217;imprescindibilit\u00e0 dell&#8217;interazione, <em>conditio sine qua non <\/em> dell&#8217;agire umano, fornisce lo spunto per proporre e affrontare nuovi modelli interattivi flessibili, le cui caratteristiche sfuggono da definizioni rigide, privilegiando al contrario una costante modulabilit\u00e0 delle &#8220;regole di ingaggio&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo tipo di forme dell&#8217;interazione godono infatti di una maggiore longevit\u00e0 e di un&#8217;intrinseca capacit\u00e0 di adattamento rispetto ai modelli di interazione classica: la considerazione \u00e8 che le attuali problematiche relative agli equilibri economici, ecologici e sociali \u0096 dal surriscaldamento terrestre ai flussi migratori, dalle dinamiche cross-culturali ai processi di globalizzazione \u0096 non siano risolvibili mediante schemi predefiniti di ragionamento deduttivo e di causalit\u00e0 lineare. Nuovi modelli cognitivi di interazione fluida, malleabile permettebbero invece di gestire rapporti cause\/effetto di natura circolare, in cui le deduzioni mettono in discussione ci\u00f2 che precedentemente si era dato come assunto e indicano soluzioni altre.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/design_saratirelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il <span class=\"testoscuro\">DEAF07<\/span> si propone di mostrarci le diverse applicazioni di questi modelli, non solo in ambito artistico, ma anche in quello sociale, scientifico e cognitivo attraverso un fitto programma che porter\u00e0 artisti, ricercatori e scienzati a discutere insieme di questi temi. Dalla ricerca tecnologica in ambito artistico alla progettazione e gestione di social network, dalle relazioni di potere e di influenza sociale, all&#8217;auto-organizzazione dei sistemi tecnologici e alle diversificazione culturale come contro-effetto secondario della spinta globalizzante verso la standardizzazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">La parte espositiva sar\u00e0 inaugurata da una performance di <span class=\"testoscuro\">Code31<\/span>, open studio attivo lungo il confine di ricerca tra arte e tecnologia, e presenter\u00e0 opere multimediali e installazioni <em>\u00e7a va sans dir <\/em>, interattive di molti artisti internazionali fra cui <span class=\"testoscuro\">Graham Smith, Marnix De Nijs, Zhou Hong Xiang e Workspace Unlimited<\/span>, fornendo uno spaccato di largo respiro sullo stato di salute della contemporanea scena new media internazionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tra le moltissime iniziative interne al festival \u0096 che comprendono numerosi seminari e workshop e un simposio tra esperti del settore \u0096 spiccano quelle legate all&#8217;ormai quadriennale collaborazione con i pi\u00f9 importanti curatori e artisti della Cina, che dovrebbe culminare nel 2008 con la prima biennale di media art a Beijing. Quest&#8217;anno a Rotterdam invece ci saranno una ventina di rappresentanti della comunit\u00e0 artistica cinese, divisi tra artisti, docenti, curatori e giornalisti specializzati, che porteranno il loro punto di vista sulle relazioni culturali tra Europa e Cina nel tentativo di facilitare il confronto e lo scambio sul mondo dell&#8217;arte e dei media. L&#8217;iniziativa gode infatti del patrocinio del Ministero degli Esteri Cinese.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/design_saratirelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra altri gli eventi, segnaliamo una serie di incontri sotto forma di <em>brunch <\/em>intitolati <span class=\"testoscuro\">Snack &amp; Surge<\/span> in cui, col conforto di primizie gastronomiche, si affronteranno argomenti complessi come il concetto di apertura mentale e culturale, il turismo metropolitano e i brand cittadini, la guerriglia mediatica e l&#8217;attivismo sociale nell&#8217;arte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre, sul versante dell&#8217;intrattenimento culturale, si svolgeranno cinque serate dedicate a cinque diversi temi, le <span class=\"testoscuro\">Evenings of <\/span>che, affidate nella programmazione a curatori ospiti di livello internazionale, presenteranno la Lunga Marcia dell&#8217;arte contemporanea cinese (Lu Jie <em>versus <\/em>Henk Oosterling), una club night sul concetto di gioco a cura della <span class=\"testoscuro\">Ludic Society<\/span>, la serata BlackBenzRace (la mercedes nera come status symbol dei migranti albanesi) a cura della <span class=\"testoscuro\">Knowbotics Research<\/span>, la performance di <span class=\"testoscuro\">Paul Koek<\/span> dedicata al poeta e compositore olandese Dick Raaijmakers, e <em>dulcis in fundo <\/em> la festa in occasione del 25 anniversario di V2 con performance di <span class=\"testoscuro\">Ryoji Ikeda, Edwin van der Heide, Mouse on Mars, Staalplaat Soundsystem, Maurice Benayoun, Jean-Baptiste Barri\u00e8re e il trio SSS<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da non perdere infine le due serate musicali rispettivamente curate da <span class=\"testoscuro\">STEIM<\/span> e <span class=\"testoscuro\">Today&#8217;s art<\/span>, che vedranno alternarsi ospiti come <span class=\"testoscuro\">DJ Sniff, Rechenzentrum, Atau Tanaka<\/span> e che promettono &#8220;<em>a true Detroit experience&#8221; <\/em> per la serata conclusiva. Se non potete andarci di persona, non disperate, in quanto l&#8217;intero festival sar\u00e0 documentato da live steaming comodamente fruibili dal sito con tanto di canale irc per dire la vostra. Sit back, watch and interact!.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/design_saratirelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Abbiamo avuto modo di intervistare <span class=\"testoscuro\">Alex Adriaansen<\/span>, direttore artistico di DEAF nonch\u00e8 direttore e fondatore di V2, una delle figure storiche pi\u00f9 importanti a livello europeo e internazionale nell&#8217;ambito dei new media, che di questi fenomeni ha visto la nascita, lo sviluppo e l&#8217;attuale esplosione a livello sociale, artistico e di comunicazione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Alex, alla luce di tanti anni di esperienza nel settore, vorrei conoscere la tua opinione sul tema sempre sentito dell&#8217;impatto delle tecnologie nella vita di tutti i giorni, nella creazione, nella produzione, nella comunicazione e nel mercato<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alex Adriaansen<\/strong>:<\/span> Oggi, specialmente i pi\u00f9 giovani, guardano al mondo e interagiscono attraverso i nuovi media, internet, cellulari, piattaforme mobile, creando la realt\u00e0 iperconnessa nella quale viviamo. Per i pi\u00f9 giovani spesso non \u00e8 chiaro come lavorano i media, dato che ancora non lo imparano a scuola. Se quindi i media creano la realt\u00e0 nella quale viviamo, noi dobbiamo essere in grado di trasformarli, di giocare con essi, di interagire con loro, in modo da poter offrire una via per lavorare e comprendere. Il centro V2 offre quindi diversi livelli di lavoro con i media, offrendo ricerca e progetti, creando conoscenza al punto che grosse aziende utilizzano tecnologie e conoscenze sviluppate da noi, con una base open source nella quale i software sono disponibili anche per altri gruppi che possono cos\u00ec implementarli.<\/p>\n<p align=\"justify\">In V2 sviluppiamo grandi progetti per grandi compagnie private, ma nello stesso tempo sviluppiamo conoscenza specifica grazie alla collaborazione con gli artisti e con altre organizzazioni culturali., universit\u00e0 e programmi di ricerca. In V2 e al DEAF seguiamo poi da anni tutta una serie di progetti legati alla diffusione della banda larga: in Olanda molte persone usano infatti la banda larga e questo obbliga eventi come il DEAF a fornire download veloci, streaming di eventi, presentazioni, musica e video. Senza in questo dimenticare la possibilit\u00e0 per il pubblico di interagire, ponendo domande e ricevendo risposte. Per noi infine, gli archivi sono molto importanti, tutti i nostri contenuti sono organizzati in gradi archivi di ricerca di metadata: questi archivi sono condivisi mediante il nostro sito web.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/design_saratirelli07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Per quanto riguarda musei, istituzioni e centri culturali. Perch\u00e9 V2 \u00e8 importante per loro e perch\u00e9 loro sono importanti per una struttura come V2?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alex Adriaansen<\/strong>:<\/span> Teatri e musei sono consapevoli che le tecnologie e i media hanno permesso un cambiamento della abitudini, delle relazione e dei gusti delle persone soprattutto quelle pi\u00f9 giovani e si devono quindi necessariamente confrontare con questi cambiamenti. Si domandano come possono innovarsi tramite i nuovi media, sia i musei, che i teatri che gli organi istituzionali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un progetto molto interessante lo abbiamo seguito nella piazza di San Peter a Rotterdam, in cui abbiamo allestito un muro di 90 metri in cui gli artisti hanno proiettato delle immagini di persone provenienti da diverse parti del mondo, in modo tale che quando le persone passavano davanti al muro venivano proiettate le loro ombre sul muro stesso in modo che esse potessero interagire con le immagini gi\u00e0 proiettate sulla parete.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Tante compagnie e aziende private collaborano con V2 e con il DEAF: quale \u00e8 la sua esperienza in questo senso?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alex Adriaansen<\/strong>:<\/span> Bisogna separare due aspetti: uno \u00e8 la sponsorship e una una forma di partnership pi\u00f9 complessa. La prima si ottiene attivando un cliente per un certo evento, anche se non \u00e8 facile da ottenere sia perch\u00e8 richiede una relazione delicata con le aziende e sia perch\u00e8 non \u00e8 facile da ottenere da compagnie pi\u00f9 piccole e con meno soldi. Noi oggi abbiamo compagnie dalla Germania e dall&#8217;Austria, dall&#8217;Inghilterra che fanno da sponsor a un festival come il Deaf. La seconda \u00e8 per\u00f2 il nostro principale interesse, quello cio\u00e8 di condividere i research departments con i nostri clienti. Ed \u00e8 una cosa che funziona moltissimo. Le compagnie private sono abituate a lavorare sui prodotti, senza pensare all&#8217;uso finale del prodotto stesso, alle sue potenzialit\u00e0 effettive e non pensano ai possibili contenuti ospitabili in un certo oggetto. V2 offre un database di contenuti vastissimo: questo vale per le compagnie private, ma anche per le universit\u00e0 e per gli istituti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag23\/articoli\/img\/design_saratirelli08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Chi sviluppa le idee di questi progetti?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alex Adriaansen<\/strong>:<\/span> Abbiamo un meeteing interno ogni due mesi e questo \u00e8 il momento in cui mettiamo idee e artisti che collaborano con noi su un tavolo e, sulla base di vari parametri, creiamo un contenuto specifico. Il festival Deaf in novembre permette poi alle persone di vedere fisicamente questi progetti, per cui il festival \u00e8 molto importante per l&#8217;ampiezza di contatti che riesce a creare e per la possibilit\u00e0 di visibilit\u00e0 che offre a tutti noi.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.v2.nl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.v2.nl<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.deaf07.nl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.deaf07.nl\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;assioma pi\u009d importante della Scuola di Palo Alto recita: Non si pu\u0098 non-comunicare. \u00e9 pertanto probabile che, quando la comunicazione \u008f mediata dai nuovi mezzi e dalla tecnologia, non si possa nemmeno non-interagire, a meno di non voler rischiare la pelle. 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Interact Or Die \u008f infatti il monito della nona edizione del Dutch Electronic Art Festival (DEAF), Biennale internazionale di arte e nuovi media organizzata da V2_Institute of Unstable Media che si terr\u0088 a Rotterdam dal 10 al 29 aprile.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2007-04-01T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-23T13:49:33+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/design_saratirelli02.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Sara Tirelli","twitter_misc":{"Scritto da":"Sara Tirelli","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/","url":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/","name":"Deaf 07: Interact Or Die &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/design_saratirelli02.jpg","datePublished":"2007-04-01T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-23T13:49:33+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/d1f0353cf244ceb86552182ab5fd07d1"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/design_saratirelli02.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/04\/design_saratirelli02.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/design\/deaf-2007-interact-or-die\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Deaf 2007: Interact Or Die"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/d1f0353cf244ceb86552182ab5fd07d1","name":"Sara Tirelli","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/tirelli-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/tirelli-96x96.jpg","caption":"Sara Tirelli"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/sara-tirelli\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/85"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10153"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59303,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10153\/revisions\/59303"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}