{"id":10140,"date":"2007-03-01T12:00:00","date_gmt":"2007-03-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-022\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/"},"modified":"2020-10-23T14:36:20","modified_gmt":"2020-10-23T13:36:20","slug":"biodoll-women-and-manipulated-technoinfos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/","title":{"rendered":"Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Milano, centro storico, un luned\u00ec pomeriggio di inizio settimana. Fuori dalle metropolitane le edizioni serali e gli avanzi dei freepress. Avanti e indietro le persone nella routine. Questo luned\u00ec uscite dalla metropolitana e ad avvicinarvi sono tre (belle) ragazze che indossano cappotti colorati, accompagnate dal ritmo di tamburi; distribuiscono una freepress piuttosto particolare: un cut-up di quattro pagine di testi, disegni e fotografie nella cui trama si cela un&#8217;operazione artistica al confine con la tecnologia. <span class=\"testoscuro\">Il freepress si chiama Bloki\/Angel_f, ed \u00e8 l&#8217;ultimo artefatto nel percorso dell&#8217;artista Franca Formenti. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;azione si \u00e8 svolta luned\u00ec 19 febbraio e ha visto in due ore la distribuzione di duemila copie della freeprees. Un meccanismo di distribuzione fondato attorno all&#8217;interazione diretta con le persone, con l&#8217;intento di creare una situazione di avvicinamento e attenzione che a giudicare dall&#8217;atmosfera ha funzionato. Le ragazze hanno spiegato ai passanti la natura artistica del Bloki, il fatto cio\u00e8 che fosse un artefatto composto con narrazioni (testuali, visive, grafiche) di artisti e che dietro di esso c&#8217;\u00e8 un mondo digitale di dialoghi in cui trovare le storie complete. Queste storie sono state composte durante i viaggi virtuali di una serie di personaggi attraverso famosi blog di attualit\u00e0 e giornalismo, sfruttando il potenziale relazionale che la cosiddetta blogosfera fa emergere.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma per comprendere la natura del Bloki dobbiamo fare qualche passo indietro nel lavoro di Franca Formenti. \u00c8 il 2002, Franca crea la <span class=\"testoscuro\">Biodoll<\/span>, una performance concettuale che descrive una donna affascinante in un futuro in cui le donne non hanno bisogno di utero e la biotecnologia ha superato la creazione. Tramite questa figura femminile Franca Formenti avvia un percorso di sperimentazione attraverso le tecnologie di rete, facendo vivere la Biodoll in diversi spazi digitali.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/netart_francescavalsecchi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il primo passo \u00e8 uno spazio di dialoghi online tra la Biodoll e diversi personaggi della cultura e della societ\u00e0, che vengono composte tramite uno strumento:<em> il wiki<\/em>. Sono coinvolti teorici come <span class=\"testoscuro\">Derrick De Kerchove<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.utoronto.ca\/mcluhan\/derrickdekerckhove.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.utoronto.ca\/mcluhan\/derrickdekerckhove.htm<\/a>), artisti come <span class=\"testoscuro\">Marcel.l\u00ed Ant\u00fanez Roca<\/span> (Fura del Baus <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.marceliantunez.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.marceliantunez.com<\/a>), il politico <span class=\"testoscuro\">Franco Grillini<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.grillini.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.grillini.it<\/a>) nonch\u00e8 l&#8217;antropologo <span class=\"testoscuro\">Massimo Canovacci<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.avatarxl.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.avatarxl.com<\/a>).<\/p>\n<p align=\"justify\">Questi dialoghi sono il primo nutrimento di bloki, creatura ibrida che nasce da De Kerchove (gentilmente lasciatosi coinvolgere sia con la scrittura di contributi sulla rete che nella costruzione della rete di interlocutori) e miss Biodoll, libera nella rete che interagisce, pubblica, stuzzica il dibattito in maniera sexy quanto libertaria. Ad andare a scorrere i blog coinvolti e a tracciare un filo tra le numerose tappe digitali emerge un fantasioso percorso, sicuramente un modo originale di interagire con il mondo informazionale; un modo che ridiscute linguaggio, estetica e dinamiche di relazione. I racconti che si sovrappongono tessono una trama di parole e significati scomposti: il ricomporli sta nel percorrere la lettura secondo il proprio orientamento.<\/p>\n<p align=\"justify\">Franca Formenti utilizza software, video, grafica, fotografi, videomaker, artivisti, performance, oggetti. Linguaggio multimodale e cooperazione descrivono il suo processo artistico. I testi di <span class=\"testoscuro\">biodollsmouse.org<\/span> diventano video, frammenti di interviste, post nei blog, una borsetta (reale) che nasconde un sex toys.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;anima biodoll \u00e8 quindi in questi frammenti. E mentre l&#8217;interazione continua, bloki si nutre di testi e li manipola fino a trasformarli in carta. Il freepress vuole quindi essere una escursione nel reale, che documenta gli interventi di Biodoll in rete, e li accompagna con delle narrazioni grafiche. La creatura bloki diventa carta nelle mani delle persone, e dalla rete riporta una linea narrativa (i testi) e una linea grafica, tra loro intrecciate e articolate affinch\u00e9 la lettura sia puro girovagare.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/netart_francescavalsecchi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La realizzazione del freepress ha visto la collaborazione di <span class=\"testoscuro\">Franca Formenti<\/span> con altri artisti attivi sulla rete; il concept della freepress \u00e8 di <span class=\"testoscuro\">Salvatore Iaconesi<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artisopensource.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artisopensource.org<\/a>), i disegni di <span class=\"testoscuro\">VRU (Bruno Nemei)<\/span>; a lui ho chiesto di spiegare l&#8217;intenzione di bloki e questo esperimento di trasferimento su carta dei contenuti della rete: <em>&#8220;La linea estetica e narrativa della freepress di <span class=\"testoscuro\">BloKi\/angel_f<\/span><\/em> <em>&#8211; ci dice Salvatore Iaconesi &#8211; \u00e8 stata scelta per far riferimento a un immaginario preciso, ma questo \u00e8 un elemento totalmente secondario. Esteticamente la freepress \u00e8 un oggetto di design, nulla pi\u00f9. Narrativamente \u00e8 (e sar\u00e0) l&#8217;assemblaggio strutturato di alcuni miei racconti cyberpunk scritti in diverse occasioni, utilizzati per contribuire all&#8217;intreccio capace di integrare il contenuto generato dalla rete di persone che interagiscono con Angel_f e con la Biodoll. <span class=\"testoscuro\">Angel_f \u00e8 il figlio della Biodoll<\/span>, \u00e8 un essere digitale software i cui motori vitali sono l&#8217;interazione e l&#8217;hacking. Angel_f vive di interazioni: la sua intelligenza \u00e8 il linguaggio, e viene sintetizzata a partire dalle interazioni della Biodoll con i suoi amanti, con gli utenti di blog e siti web. Pi\u00f9 interazioni ci sono, pi\u00f9 angel_f cresce. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>L&#8217;esserino digitale &#8211; prosegue Salvatore Iaconesi &#8211; vive di interazioni e di hacking: va in giro autonomamente per il web, lasciando commenti e tracce del suo passaggio. La freepress \u00e8 una materializzazione cartacea di angel_f. Le modalit\u00e0 con cui \u00e8 stato creato il contenuto sono identiche: persone, artisti, intellettuali e politici che hanno interagito con la Biodoll sono diventati parti di una struttura narrativa, le immagini e i contenuti della freepress sono scaricati da internet, da siti web con licenza creative commons. Tutto \u00e8 assemblaggio, creazione di sensazioni, intelligenza e ricordo: questo, nel caso del bloki\/angel_f online, si manifesta attraverso il linguaggio e la presenza su web, nel caso della versione editoriale si manifesta come contenuto grafico e narrativo. Il sito web \u00e8 strutturato per essere una sintesi, un collegamento tra i due ambiti: \u00e8 una struttura che potremmo definire un wiki sensoriale. Con Bloki\/angel_f si va verso una realt\u00e0 che \u00e8 veramente democratica e libera: esseri digitali nascono e conducono una propria vita; interagiscono, socialmente e per informazioni, con gli esseri umani; crescono, aumentando in corpo (l&#8217;interfaccia) e intelligenza (il sistema di intelligenza artificiale); si rendono presenti dentro e fuori dai contesti digitali, su blog, siti web, produzioni editoriali e di oggettistica. E sono sempre espressione di una mente collettiva: una mente collettiva che rappresenta la sintesi di tutte le menti che, direttamente o indirettamente, hanno interagito con angel_f o con la Biodoll, proprio come un bimbo impara interagendo con i suoi genitori o con le persone che, comunque, ha vicino, nel proprio campo di percezione&#8221;. <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/netart_francescavalsecchi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il gioco artistico di <span class=\"testoscuro\">Franca Formenti<\/span> che viene espresso dalle azioni e manifestazioni del bloki manipola il linguaggio, e in particolare i discorsi generati sulla rete, trasformandoli in nodi di significato, da cui far partire esplorazioni (visive, cartacee, allusivamente erotiche). Il gioco \u00e8 ai confini di terreni come moda, comunicazione, editoria, arte, e Biodoll gioca (e a volte seduce) negli spazi virtuali formali con interventi di disordine linguistico.<\/p>\n<p align=\"justify\">A questo punto vorrei discutere direttamente con l&#8217;artista alcuni concetti che riguardano il suo lavoro e i temi dai quali questo percorso artistico emerge e sui quali prende forma.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Francesca Valsecchi<\/strong>: Inanzitutto \u00e8 centrale il ruolo della donna. \u00c8 evidente che questo gioco artistico si costruisce attorno a una figura femminile. Non canonica per\u00f2, una donna trasformata, o forse mutata. Una donna madre di figli digitali, figli che nascono da relazioni di parole e pensiero e non da atti fisici. Un&#8217;idea artistica in cui sesso e femminilit\u00e0 hanno nuovi ruoli. Che femminilit\u00e0 si nasconde dietro alla donna biotech? \u00c8 poi \u00e8 davvero una donna biotech?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Franca Formenti<\/strong>:<\/span> ll mio primo lavoro che affrontava il tema della clonazione era rivolto alla figura del bambino e nel 2001 avevo ideato in modo immaginario e provocatorio un Centro di Clonazione Contemporanea, che permetteva di creare con un apposito kit un bio bambino, non geneticamente modificato ma assolutamente naturale. Sembra un paradosso ma la biodoll \u00e8 nata dopo, cio\u00e8 nel gennaio 2002. Volevo rappresentare una sorta di figura femminile del futuro, proiettata in un mondo fantastico in cui i bambini non vengono concepiti in modo naturale ma attraverso delle macchine. La biodoll nasceva come una sorta di prostituta futuristica, creata appositamente per il piacere sessuale, ma completamente sterile, non avendo l&#8217;utero. Il mio lavoro \u00e8 pensato come un inno alla creativit\u00e0 femminile che \u00e8 sempre capace di inventarsi e di adattarsi a qualsiasi situazione, anche negativa. Concepire una creatura digitale attraverso il linguaggio e la parola scritta \u00e8 anche un modo per enfatizzare tutte quelle forme di vita artificiale che si stanno via via moltiplicando, partendo dal computer come strumento e dall&#8217;alfabeto come punto zero di sviluppo del linguaggio, sia in forma di codice che testo scritto. Non credo che l&#8217;uso di una macchina sia vissuto come un rapporto asettico ma piuttosto come un mezzo per ampliare la possibilit\u00e0 di trasmettere delle emozioni, delle pulsioni e degli input in modo inedito. Ho usato la crittografia (con il tuo aiuto come mezzo di seduzione, giocando sul concetto di identit\u00e0 per invitare l&#8217;utente a scoprire quale potesse essere il messaggio &#8220;nascosto&#8221;. Ultimamente ho usato la steganografia (con l&#8217;aiuto Frank Synapsi) per nascondere delle ricette segrete dietro immagini erotiche, ma queste si possono decodificare solo online. La biodoll \u00e8 quindi una donna biotech, non perch\u00e9 ha mutato il suo istinto di seduzione, ma perch\u00e9 ha cambiato il suo modo di metterlo in pratica, utilizzando strumenti nuovi, pur se gli ingredienti principali sono sempre gli stessi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/netart_francescavalsecchi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Francesca Valsecchi<\/strong>: Il tuo lavoro artistico si intreccia con la cybercultura. L&#8217;elemento tecnologico \u00e8 centrale, a volte ridondante. \u00c8 ci\u00f2 che consente e abilita l&#8217;atto di creazione materno \u00e8 l&#8217;ambiente in cui la tua signora si muove: la tecnologia \u00e8 il mezzo con cui biodoll interagisce con le persone. Cosa significa per te la rete, la cultura della rete e che tipo di ispirazioni hai ricavato dalle culture digitali? In che modo biodoll interpreta i concetti di pubblico, libero, condiviso che sono centrali nelle riflessioni e nelle pratiche artistiche che emergono dalla rete?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Franca Formenti<\/strong>:<\/span> Credo che l&#8217;uso della rete e la conoscenza degli strumenti per usarla siano uno strumento in pi\u00f9 per fare arte, non l&#8217;unico chiaramente. Recentemente ho realizzato un video, USE CONDOMS ( <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.biodollsmouse.org\/qblog\/index.php?a=static&amp;what=video\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.biodollsmouse.org\/qblog\/index.php?a=static&amp;what=video<\/a>), che ho diffuso in modo provocatorio in rete. La rete semplifica la diffusione e supera qualsiasi barriera di selezione istituzionale permettendoti di arrivare dove vuoi: qui ritorna la metafora della sottile psicologia femminile capace di insinuarsi in infiniti spazi in modo disturbante o completamente trasparente, a seconda delle sue decisioni. I concetti di pubblico e condivisione li ho appresi frequentando mailing-list, da semplice spettatrice, almeno per i primi tempi, e con curiosit\u00e0 morbosa. A differenza di altri luoghi dove si pratica arte, percepivo il desiderio di mettersi in gioco in prima persona tralasciando l&#8217;iter classico dell&#8217;artista &#8220;tradizionale&#8221;, ormai abbastanza superato, considerando che il collezionismo di arte contemporanea vacilla. Soprattutto mi entusiasmava (e mi entusiasma) vivere la rete come un oganismo cyber contenitore di relazioni, scambi, collaborazioni, superando la formalit\u00e0 classica e ormai datata che pervade negli ambienti istituzionali dell&#8217;arte.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Francesca Valsecchi<\/strong>: Bloki \u00e8 un essere a suo modo ibrido. Generato da una madre digitale e un padre reale, addirittura professore, figlio di una relazione di dialogo e parole. Due anime compongono il bloki, l&#8217;anima del sapere e della diffusione di conoscenza e l&#8217;anima della strada, del desiderio, della seduzione. Cos&#8217;\u00e8 per te questo figlio ibrido? E come descrivi quest&#8217;anima multipla che lo compone?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Franca Formenti<\/strong>:<\/span> Be&#8217; io non ho scoperto nulla, ho cambiato solo l&#8217;abito a uno dei simboli pi\u00f9 antichi e cioe&#8217; lo ying (in questo caso Derrick de Kerckhove) e lo yang (la biodoll), traducendo le loro interazioni in qualcosa destinato a diventare autonomo, ma soprattutto mantenendo viva l&#8217;attitudine sovversiva e dissacrante della madre e quella relativa alla produzione e diffusione di conoscenza del padre. Il gioco delle informazioni che devono alimentare il bloki in cui il padre e la madre interagiscono, affinch\u00e9 il bloki-bambino si stacchi dalla figura materna con l&#8217;aiuto del padre \u00e8 una metafora antica come il mondo. Mi affascina l&#8217;esperienza della maternit\u00e0, non intesa solo come relazione fra la mamma e il figlio, ma come concetto puro di accudire una creatura che ami e che vuoi rendere autonoma. E&#8217; chiaro che sguinzagliare la biodoll in rete per provocare \u00e8 un elemento di disturbo, ma il fatto che alle sue spalle vi sono l&#8217;avvocato Giovanni Ziccardi (http:\/\/www.ziccardi.org) che controlla ogni suo passo e De Kerckhove che la aiuta a diffondere conoscenza, rappresenta una conquista della volonta femminile di essere riuscita a mettere due figure maschili autorevoli e accademiche al servizio di una creatura della strada. Una creatura che ha anche qualcosina da comunicare, cio\u00e8 la sua esperienza come prostituta e la battaglia per il riconoscimento dell&#8217;esistenza di suo figlio, angel.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/netart_francescavalsecchi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Francesca Valsecchi<\/strong>: Il tuo fare artistico e la natura dell&#8217;arte sulla quale lavori e ricerchi \u00e8 ben lontana da una natura accademica. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato altre volte e l&#8217;abbiamo definita un&#8217;arte che viene dalla pancia. Un&#8217;arte poco interessata al riconoscimento da parte del pubblico o della critica, e pi\u00f9 orientata alla generazione di reazioni, sensazioni anche, da parte di chi vi si trova a interagire. Perch\u00e9 hai scelto queste forme d&#8217;arte e questo agire? Cosa ti interessa dire ed esprimere?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Franca Formenti<\/strong>:<\/span> Non \u00e8 che io sia poco interessata al riconoscimento accademico o alle istituzioni, tutt&#8217;altro, il mio problema \u00e8 semplicemente il tempo. Io dedico la mia giornata al mio lavoro, alla mia ricerca e alle mie relazioni con chi progetta con me. Il progetto \u00e8 partito tra me e Derrick ma molte persone sono subentrate sia per portare supporto tecnico che artistico. Tutta questa rete di relazioni, contatti, progettazione porta via moltissimo tempo, ma d\u00e0 degli input fantastici, \u00e8 un continuo creare, pensare, cambiare idea, inventarsi. A queste si aggiunge tutta una serie di contatti &#8220;reali&#8221; per la messa a punto degli ultimi dettagli, per cui spesso mi dimentico completamente che esiste anche un mondo accademico; sono stata invitata pi\u00f9 volte in un paio di universit\u00e0, ma era sempre in momenti inopportuni, quando ero proprio in procinto di finire. Poi per\u00f2 il mondo accademico con calma zen arriva a me, come \u00e8 successo con l&#8217;antropologo Massimo Canevacci, il quale dopo aver ricevuto il comunicato stampa di gam-E-zone mi ha risposto dicendomi che trovava interessante il progetto e ne avrebbe parlato nel suo prossimo libro. Ma io in quel momento ero cos\u00ec concentrata sul lavoro che se lui mi chiedeva una cosa io ne rispondevo un&#8217;altra e infatti alla fine si \u00e8 trovato coinvolto nel progetto e io non ho pi\u00f9 pensato al suo libro&#8230;speriamo si ricordi lui \ud83d\ude09 Tutto questo per dire cosa intendo come &#8220;un&#8217;arte che viene dalla pancia&#8221;, dato che in certi momenti creativi il mio flow \u00e8 cosi&#8217; forte che sono completamente rapita dall&#8217;arte.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Francesca Valsecchi<\/strong>: Quali sona gli strumenti di quest&#8217;arte, i tuoi pennelli, i tuoi colori?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Franca Formenti<\/strong>:<\/span> Quelli di tutti gli artisti, e cio\u00e8 partire da pulsioni ed emozioni vissute per poi tradurle in ci\u00f2 che mi si addice di pi\u00f9 in quel momento. Ci\u00f2 che mi ha completamente rapito \u00e8 la conoscenza di alcune dinamiche che si possono oltrepassare attraverso l&#8217;uso della legge o meglio dell&#8217;etica del diritto. Infatti, non credo che un artista oggi debba ridursi solo a trasmettere delle emozioni o dei concetti vissuti, ma soprattutto deve essere in grado di saperli comunicare e diffondere. Qui subentra la figura del legale, in questo caso Giovanni Ziccardi che tutela sia la Biodoll che angel, il bloki-bambino. Insomma&#8230;la bio doll con gli intellettuali e i critici ci ha fatto ben altro.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/biodollsmouse.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/biodollsmouse.org<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, centro storico, un luned&#8221; pomeriggio di inizio settimana. Fuori dalle metropolitane le edizioni serali e gli avanzi dei freepress. Avanti e indietro le persone nella routine. Questo luned&#8221; uscite dalla metropolitana e ad avvicinarvi sono tre (belle) ragazze che indossano cappotti colorati, accompagnate dal ritmo di tamburi; distribuiscono una freepress piuttosto particolare: un cut-up di quattro pagine di testi, disegni e fotografie nella cui trama si cela un&#8217;operazione artistica al confine con la tecnologia. Il freepress si chiama Bloki\/Angel_f, ed \u008f l&#8217;ultimo artefatto nel percorso dell&#8217;artista Franca Formenti.<\/p>\n","protected":false},"author":104,"featured_media":29365,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,239,175],"tags":[48,53],"class_list":["post-10140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-articles","category-issue-022","tag-hacking","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Milan , Historical centre, Monday afternoon. Outside the tube the evening edition and the remainder of the free press. In and out people in their routine. This Monday outside the metro you&#039;ll be approached by three (beautiful) girls wearing coloured coats, accompanied by drum rhythm. They&#039;re distributing a particular free press: a cut-up of four pages, paints and photos in which is hidden an artistic operation at the borders of technologies. The free press is called Bloki\/Angel_f. and it&#039;s the last artefact of Franca Formenti. [:it]Milano, centro storico, un luned&quot; pomeriggio di inizio settimana. Fuori dalle metropolitane le edizioni serali e gli avanzi dei freepress. Avanti e indietro le persone nella routine. Questo luned&quot; uscite dalla metropolitana e ad avvicinarvi sono tre (belle) ragazze che indossano cappotti colorati, accompagnate dal ritmo di tamburi; distribuiscono una freepress piuttosto particolare: un cut-up di quattro pagine di testi, disegni e fotografie nella cui trama si cela un&#039;operazione artistica al confine con la tecnologia. Il freepress si chiama Bloki\/Angel_f, ed \u008f l&#039;ultimo artefatto nel percorso dell&#039;artista Franca Formenti. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2007-03-01T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-23T13:36:20+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"210\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Francesca Valsecchi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Francesca Valsecchi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"25 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/\",\"name\":\"Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg\",\"datePublished\":\"2007-03-01T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-23T13:36:20+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ac3d3706ce295db726eda5037843a646\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg\",\"width\":280,\"height\":210},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Biodoll: Women And Manipulated Technoinfos\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ac3d3706ce295db726eda5037843a646\",\"name\":\"Francesca Valsecchi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/valsecchi-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/valsecchi-96x96.jpg\",\"caption\":\"Francesca Valsecchi\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/francesca-valsecchi\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Milan , Historical centre, Monday afternoon. Outside the tube the evening edition and the remainder of the free press. In and out people in their routine. This Monday outside the metro you'll be approached by three (beautiful) girls wearing coloured coats, accompanied by drum rhythm. They're distributing a particular free press: a cut-up of four pages, paints and photos in which is hidden an artistic operation at the borders of technologies. The free press is called Bloki\/Angel_f. and it's the last artefact of Franca Formenti. [:it]Milano, centro storico, un luned\" pomeriggio di inizio settimana. Fuori dalle metropolitane le edizioni serali e gli avanzi dei freepress. Avanti e indietro le persone nella routine. Questo luned\" uscite dalla metropolitana e ad avvicinarvi sono tre (belle) ragazze che indossano cappotti colorati, accompagnate dal ritmo di tamburi; distribuiscono una freepress piuttosto particolare: un cut-up di quattro pagine di testi, disegni e fotografie nella cui trama si cela un'operazione artistica al confine con la tecnologia. Il freepress si chiama Bloki\/Angel_f, ed \u008f l'ultimo artefatto nel percorso dell'artista Franca Formenti. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2007-03-01T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-23T13:36:20+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Francesca Valsecchi","twitter_misc":{"Scritto da":"Francesca Valsecchi","Tempo di lettura stimato":"25 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/","url":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/","name":"Biodoll:donne E Technoinformazione Manipolata &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg","datePublished":"2007-03-01T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-23T13:36:20+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ac3d3706ce295db726eda5037843a646"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/netart_francescavalsecchi01.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/hacktivism\/biodoll-women-and-manipulated-technoinfos\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Biodoll: Women And Manipulated Technoinfos"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ac3d3706ce295db726eda5037843a646","name":"Francesca Valsecchi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/valsecchi-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/valsecchi-96x96.jpg","caption":"Francesca Valsecchi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/francesca-valsecchi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/104"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10140"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59288,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10140\/revisions\/59288"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}