{"id":10137,"date":"2007-03-01T12:00:00","date_gmt":"2007-03-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-022\/slum-tv-street-tv-in-nairobi\/"},"modified":"2020-10-23T14:35:51","modified_gmt":"2020-10-23T13:35:51","slug":"slum-tv-street-tv-in-nairobi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/slum-tv-street-tv-in-nairobi\/","title":{"rendered":"Slum Tv, Tv Di Strada A Nairobi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Tutto ha inizio con una mostra collettiva d&#8217;artisti austriaci all&#8217;Alliance Francaise di Nairobi nel marzo 2006, <span class=\"testoscuro\">Economy Class<\/span>. Qui si incontrano prospettive e attitudini di un gruppo di artisti provenienti da Vienna <span class=\"testoscuro\">(Barbara Husar, Michael Lampert, Alexander Nikolic, Lukas Pusch<\/span>), di un artista residente a Nairobi, <span class=\"testoscuro\">Sam Hopkins<\/span>, con la vita di uno slum di quasi 700 mila abitanti di Nairobi,<span class=\"testoscuro\"> Mathare<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il risultato \u00e8 <span class=\"testoscuro\">Slum-TV<\/span>, un progetto di televisione di strada per raccontare vita e identit\u00e0 di questa citt\u00e0 nella citt\u00e0, secondo un punto di vista lontano dal buonismo dei mezzi di informazione occidentali e con l&#8217;idea di usare tecnologie povere e basiche per mettere in circolo formazione, autonarrazione e lo sviluppo di un&#8217;economia di autofinanziamento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Alexander Nikolic<\/span>, artista di origine serba residente a Vienna gi\u00e0 abituato alla realizzazione di progetti collettivi di intervento negli spazi pubblici (fisici e mediatici),<span class=\"testoscuro\"> Lukas Pusch<\/span>, artista viennese dalla forte un&#8217;attitudine politica e critica, e <span class=\"testoscuro\">Sam Hopkins<\/span>, artista formato e residente a Nairobi che ha all&#8217;attivo diversi progetti di intervento \u0096 secondo diverse forme e media \u0096 in comunit\u00e0 locali problematiche e periferiche, raccontano la nascita ed i possibili sviluppi di <span class=\"testoscuro\">Slum TV<\/span>. La mostra all&#8217;Alliance francaise, l&#8217;avvicinamento, attraverso Sam Hopkins, alla comunit\u00e0 di Mathare, una performance intitolata <span class=\"testoscuro\">Vienna Voodoo <\/span> di Lukas Pusch e la sua documentazione, <span class=\"testoscuro\">Making of Vienna Voodoo <\/span>, curata da Alexander Nikolic con l&#8217;idea di farne un video pilota del nascente progetto di <em>Slum-TV<\/em>, risalgono alla primavera 2006. Ora, grazie anche ai contatti costruiti con un&#8217;associazione sportiva locale, <span class=\"testoscuro\">Mathare Youth Sports Association (MYSA)<\/span>, e con una sua sottosezione culturale, Shootback, in cui lavorano cinque fotografi tra cui Julius Mwelu e Fred Otienu che si sono uniti al gruppo per la realizzazione di <em>Making of Vienna Voodoo <\/em>, il progetto \u00e8 pronto a partire.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Dalla documentazione della performance <em>Vienna Voodoo <\/em>e la produzione del video pilota a Slum TV: raccontatemi qualcosa di pi\u00f9 sul processo di costruzione di questa televisione di strada.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Lukas Pusch<\/strong>:<\/span> Si trattava della mia prima volta in Africa, cos\u00ec ho pensato che la cosa migliore sarebbe stata giocare proprio su questo. Pensai: \u0084Sii solo ci\u00f2 che sei&#8221;. Un bianco mitteleuropeo con una famiglia borghese alle spalle, cosa che non aiuta. Cos\u00ec ho comprato uno smoking bianco e sono andato a Mathare indossandola. Il pi\u00f9 grande slum di Nairobi, con 700 mila abitanti che vivono senza fognature, elettricit\u00e0 ed acqua. Durante la performance, i bambini di una scuola sono saltati in piedi gridando \u0084Benvenuto!&#8221; e \u0084Grazie per visitare la nostra classe!&#8221;, quando mi vedevano indossare lo smoking. Gli ho regalato delle caramelle mentre il direttore mi faceva visitare le classi sotterranee e senza finestre. Abbiamo visitato le baracche illegali vicino al fiume Nairobi, in cui spesso l&#8217;unica sorgente idrica sono i canali di scorrimento della mondezza, che portano alle malattie ed alla cecit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma io sono arrivato in Africa come artista e non come operatore sociale. Volevo mostrare due mondi in una sola immagine: qualcosa di simile a quello che Polke o Kippenberger hanno chiamato \u0084Kapitalistischer Realismus&#8221; (Realismo Capitalista).La mia prima idea era solo di fare una serie di foto che sarebbero state parte del mio progetto <em>Vienna Voodoo <\/em>. In seguito con Alex abbiamo sviluppato l&#8217;idea di combinarle con un video. La prospettiva cambiava: Realismo Capitalismo. Due realt\u00e0 si uniscono laddove normalmente sarebbero separate in aree chiuse ben definite da confini. Gli abitanti di Mathare erano felici vedendomi elegantemente vestito, non erano scioccati, ma al contrario rappresentavo per loro la normalit\u00e0, perch\u00e9 nella loro realt\u00e0 ogni bianco \u00e8 ricco. Il vestito elegante era pi\u00f9 un espressione di rispetto che una provocazione. La nostra visione dell&#8217;Africa \u00e8 al contrario compassionevole: bambini che muoiono di fame, guerra, AIDS. Non appariamo se non come Buoni Samaritani, Aiuti umanitari o Medici senza Frontiere. Operatori sociali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mentre filmavamo, Fred e Julius ci dicevano che avevano partecipato alla produzione di un documentario tedesco un anno prima: dopo la prima proiezione erano tristi e commossi perch\u00e9 un terzo delle persone filmate erano nel frattempo morte. Cos\u00ec abbiamo avuto l&#8217;idea di <em>Slum-TV <\/em>: ci\u00f2 che era iniziato come <em>Making of Vienna Voodoo <\/em>, sviluppato con interviste agli abitanti di Mathare su prospettive e problemi del quartiere, \u00e8 stato il test generale per <em>Slum-TV. <\/em><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Sam Hopkins<\/strong>:<\/span> La performance di per s\u00e9 mi ha lasciato molto scettico ma sono rimasto sorpreso per le reazioni cos\u00ec differenti che ha suscitato. Dalle risate delle persone, che sembravano capire l&#8217;assurdit\u00e0 della reazione, forse comprendendo che si trattava di una performance, a quelli che \u0096 come il direttore della scuola semisotterranea che abbiamo visitato \u0096 sembravano colpiti dal simbolo della salute e della <em>grandeur <\/em> e dal fascino spettacolare dell&#8217;europeo. Poich\u00e9 eravamo in due a fare le foto, mi \u00e8 capitato qualche volta di riprendere anche Alex in uno scatto: riguardando queste immagini sono rimasto sorpreso dal fatto che stavamo tutti performando.Penso che quest&#8217;elemento ha dato alla performance una dinamica cruciale: sottolineando lo spettacolo dell&#8217;uomo bianco ricco a Mathare pi\u00f9 che documentarne la presenza e nient&#8217;altro, abbiamo presentato agli spettatori locali un&#8217;immagine diversa. Anche se non \u00e8 inusuale per i locali vedere stranieri che girano per il quartiere con attitudine da giornalista, credo che noi abbiamo dato un&#8217;immagine differente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sono pi\u00f9 interessato dalla questione della fruizione primaria e secondaria del progetto. Credo che prima di tutto <em>Slum-TV <\/em> deve avere senso in relazione al MYSA, ai membri di Shootback ed all&#8217;audience che guarder\u00e0. I nostri fini sono vari: dare la possibilit\u00e0 alla gente di Mathare di documentare le loro vite, piuttosto che lasciare che siano imposte da un esterno con la sua struttura mentale prestabilita; preservare una documentazione della vita a Mathare; costruire un archivio digitale con alcune delle storie della valle; organizzare delle proiezioni sicure negli spazi pubblici, cosa che sarebbe pi\u00f9 un&#8217;eccezione che una consuetudine per quartiere. Io sento inoltre un&#8217;esigenza forte di non perdere l&#8217;audience locale e rispondere alle loro richieste. In caso contrario, se diventasse la consuetudine per noi controllare i contenuti perch\u00e9 sarebbe pi\u00f9 interessante per la piattaforma web che ospiter\u00e0 i video (audience secondaria), sentirei che il progetto rasenterebbe lo sfruttamento.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alexander Nikolic<\/strong>:<\/span> Ci siamo resi conto che lavorare con i media era qualcosa di inevitabile per questo spazio. Tutto ci\u00f2 che avevo in mente \u0096 lavorare con archivi, media, andare l\u00ec tutti insieme \u0096 aveva perfettamente senso per Mathare. Per questo abbiamo inventato <em>Slum-TV <\/em>, pi\u00f9 con l&#8217;idea di un archivio e di uno spazio di produzione di notiziari che una televisione di strada. La gente del quartiere guarda la televisione in forma pubblica: calcio inglese e bolckbusters hoollywoodiani. Abbiamo dunque pensato che sarebbe stato pi\u00f9 semplice applicare le strategie della televisione delle origini, in cui qualsiasi broadcast o proiezione nei cinema era sempre accompagnato da un notiziario. Quindi aggiungere il notiziario a un archivio perch\u00e9 non si perda, finch\u00e9 nel futuro, quando i cellulari avranno delle telecamere migliori, i video potranno essere uploadati da dovunque.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Finora avete trovato i fondi per portare gli strumenti alla comunit\u00e0 di Mathare e condividere con loro per un periodo strumenti, skills e metodo di lavoro e produzione. Quali sono i piani per il futuro? Avete parlato dell&#8217;intenzione di muovervi nell&#8217;ambito del \u0084Realismo Capitalista&#8221;, la cui possibile lettura mi interessa per il suo significato specifico\/locale (leggi: il contesto di Mathare), ma anche a pi\u00f9 ampia scala perch\u00e9 \u00e8 un concetto che potrebbe essere trasposto senza problemi a realt\u00e0 di natura diversa, non necessariamente \u0084non occidentali&#8221; o \u0084non europee&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Lukas Pusch<\/strong>:<\/span> &#8220;Kapitalistischer Realismus&#8221; \u00e8 un termine inventato da Sigmar Polke e Gerhard Richter nei primi anni Sessanta in opposizione al \u0084Realismo Socialista&#8221;. Kippenberger lo ha usato anche pi\u00f9 tardi, ma la mia idea \u00e8 di mostrare il capitalismo cos\u00ec come \u00e8, ma senza insegnare o fare moralismi come Brecht. Nella performance <em>Vienna Voodoo <\/em> project poso con uno smoking bianco davanti a una macchina fotografica&#8230; Non critico i cattivi capitalisti, ma mostro noi stessi come parte di un sistema.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alexander Nikolic<\/strong>:<\/span> Nel contesto locale la performance di Lukas funzionava perfettamente: una giacca bianca \u00e8 comune a Nairobi, perch\u00e9 riflette il sole. Puoi vedere parecchi bianchi ricchi indossarla a Nairobi, ma non a Mathare. Il direttore della scuola che ci ha accolto dimostra che lo smoking funzionava anche localmente. Il \u0084Capitalismo Realista&#8221; funziona ovunque ed anche nello stesso periodo in cui ha funzionato il \u0084Realismo Socialista&#8221;, ed in origine giocava con le immagini dell&#8217;American way of live: pubblicit\u00e0, video musicali, Hollywood e tutto il resto delle promesse utopiche, negli anni Sessanta come nei 2000. I robot ci sostituiranno nel lavoro, nessun umano far\u00e0 mai pi\u00f9 lavori fisici, il mondo sar\u00e0 un paradiso. Io vorrei che il \u0084Realismo Capitalista&#8221; mostrasse questo paradiso.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Cos&#8217;\u00e8 la sovversione e come pu\u00f2 un artista confrontarsi con essa?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Lukas Pusch<\/strong>:<\/span> Non esiste sovversione in arte. L&#8217;Arte \u00e8 borghese. L&#8217;arte non pu\u00f2 cambiare il mondo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Alexander Nikolic<\/span><\/strong>: Sono in parte d&#8217;accordo con Lukas, eccetto che credo esista la sovversione in arte. L&#8217;arte pu\u00f2 avere un impatto nella percezione che ogni individuo a del mondo. L&#8217;arte esiste anche laddove normalmente non potrebbe esistere. Non \u00e8 la funzione dell&#8217;arte cambiare il mondo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Un&#8217;altro punto di vista attraverso cui parlare di <em>Slum-TV <\/em> \u00e8 il contesto della &#8220;new media art&#8221;: servirsi di nuove tecnologie e in particolare di strumenti digitali per la produzione e distribuzione. Io credo invece che la vera potenza del progetto risieda piuttosto nell&#8217;uso di tecnologie basiche ed economiche come medium di costruzione, di autorappresentazione ed autonarrazione, molto al di l\u00e0 di ogni argomentazione teorica su nuovi media, risomi ecc. Come accettate il fatto di essere coinvolti in questo &#8220;new media milieu&#8221;, spesso pi\u00f9 focalizzato sugli strumenti e sulle teorie? E vi piace essere definiti &#8220;new media artists&#8221;?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Alexander Nikolic<\/span><\/strong>: Non c&#8217;\u00e8 New Media Art. La New Media Art non esiste.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Lukas Pusch<\/strong>:<\/span> No. <em>Slum-TV <\/em> \u00e8 un progetto di media sociali. Non arte. Non credo nel romanticismo di Josef Beuys alla &#8220;soziale plastik&#8221; (arte plastica sociale) in cui chiunque \u00e8 un artista.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Sam Hopkins<\/span><\/strong>: Sono d&#8217;accordo con te sul fatto che spesso &#8220;new media&#8221; riguarda pi\u00f9 la tecnologia che il loro uso. La tecnologia precede il suo uso, in un certo senso. Credo che nel nostro caso la differenza stia nel fatto che ci focalizziamo su finalit\u00e0 e concettualit\u00e0 a cui poi applichiamo le tecnologie adeguate.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag22\/articoli\/img\/hackart_lucreziacippitelli07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Lucrezia Cippitelli<\/strong>: Nikolic, hai detto che sei un artista pi\u00f9 interessato nel processo che nella produzione d&#8217;oggetti estetici, sempre focalizzato in assunti politici che coinvolgono interventi negli spazi del reale e pratiche collaborative. Prima di <em>Slum-TV <\/em> ricordo i progetti <em>Under the bridge <\/em> and <em>Serious Pop<\/em>. Parlami meglio del processo che ti ha portato a muoverti in progetti simili.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Alexander Nikolic<\/strong>:<\/span> Sono pi\u00f9 interessato al processo essendo una persona che si nutre di teorie. Credo che l&#8217;opera d&#8217;arte deve rendere visibile il processo, ma come artista sono anche interessato nel prodotto. <em> Serious Pop <\/em> \u00e8 stato un progetto di ricerca focalizzata sul tema dell&#8217;appropriazione dell&#8217;Europa sud orientale: una specie di analisi dell&#8217;impatto dell&#8217;arte e della musica nella cultura popolare, collegata con un archivio digitale online gi\u00e0 costruito, che conteneva musica e testi di diversi gruppi musicali collegati a loro volta a diversi movimenti. Gruppi come Laibach, NSK negli anni Ottanta, o Darkwood Dub da Belgrado negli anni Novanta, che hanno suonato di fronte a cento mila persone durante manifestazioni contro Slobodan Milosevic ed il suo regime in Serbia. L&#8217;intento era anche analizzare il fatto che spesso l&#8217;arte esista proprio nei contesi in cui sembrerebbe pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Under the brigde <\/em> \u00e8 consistito in una serie di interventi a Belgrado nel novembre 2004, che si sono concluse l&#8217;ultimo giorno con un raduno illegale e performances. L\u00ec vivono circa due mila persone senza elettricit\u00e0 ed acqua, come a Mathare. Penso che un giorno, se avremo pi\u00f9 soldi, potremo costruire anche a Belgrado una sezione di <em> Slum-TV <\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Sam Hopkins<\/strong>:<\/span> Anche io sono pi\u00f9 interessato nel processo che nel prodotto, ma credo ancora nel &#8220;produrre&#8221;, non nel senso di produrre per consumare ma pi\u00f9 nel senso di &#8220;mettere in forma&#8221;. Ho capito che cercando una forma per vari progetti processuali in cui mi sono impegnato, ho capito meglio lo stesso processo in cui mi sono impegnato. I processi possono essere molto difficilmente visualizzati e capiti se sono senza forma.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.slum-tv.info\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.slum-tv.info<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.slum-tv.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.slum-tv.org\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/biro.modukit.com\/UTB01\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/biro.modukit.com\/UTB01\/index.html <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/seriouspop.com\/SeriousPop\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/seriouspop.com\/SeriousPop <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.seriouspop.com\/SeriousPop\/aktivesarchiv-sr-yu\/albums-sr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.seriouspop.com\/SeriousPop\/aktivesarchiv-sr-yu\/albums-sr <\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto ha inizio con una mostra collettiva d&#8217;artisti austriaci all&#8217;Alliance Francaise di Nairobi nel marzo 2006, Economy Class. 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