{"id":10128,"date":"2007-02-01T12:00:00","date_gmt":"2007-02-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-021\/evil-evolution\/"},"modified":"2020-10-23T11:21:54","modified_gmt":"2020-10-23T10:21:54","slug":"evil-evolution","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-021\/evil-evolution\/","title":{"rendered":"Evoluzione Maligna"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"titoloscuro\">I prodigi del progresso tecnologico generano da sempre utopie e incubi. Visioni speranzose di un futuro migliore, ma anche predizioni cupe e catastrofiche. Il rischio insito nell&#8217;uso sconsiderato delle scoperte scientifiche e dei loro prodotti \u00e8 un tema che, sin dai tempi della prima Rivoluzione Industriale, quando il panorama delle citt\u00e0 e dei sobborghi cominciava a mostrare i segni di una decisa invasione &#8220;artificiale&#8221;, anima i dibattiti sociologici non meno delle visioni di artisti, scrittori e registi.<\/span><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p>Da Frankenstein a Blade Runner -dove l&#8217;innesto pericoloso era tra uomo e metallo, tra natura e robotica- fino ai nuovi scenari aperti dalle bio e dalle nano-tecnologie, il tema della ribellione, e della conseguente perdita di controllo da parte dell&#8217;uomo, di una delle due parti in gioco (sia la natura stessa o la tecnologia maturata a sufficienza da diventare una <em>seconda natura <\/em>) \u00e8 ormai un topos.<\/p>\n<p>Si ricollega a questa gloriosa e frequentatissima tradizione il recente corto <span class=\"testoscuro\">Metalosis Maligna <\/span>, firmato dal giovane film-maker olandese <span class=\"testoscuro\">Floris Kaayk (1982), fondatore insieme al coetaneo e collega Sil van der Woerd (1982) della Microbia Films <\/span>, una piccola casa di produzione che riunisce sia i lavori firmati singolarmente che quelli realizzati in coppia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/videoart_valentinatanni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Metalosis Maligna (2006) pu\u00f2 essere definita una docu-fiction <\/span>. Il cortometraggio, infatti, ricalca, stilisticamente e iconograficamente, la forma del documentario televisivo, raccontando la storia di una misteriosa, spettacolare e inquietante malattia. Totalmente immaginaria, ma incredibilmente verosimile. L&#8217;infezione del batterio <em>streptococcus metalomaligna <\/em> attacca le persone che hanno subito impianti di protesi metalliche. E se finora il rigetto da parte dell&#8217;organismo ospitante era l&#8217;unico rischio, il film immagina un futuro in cui la protesi si mostra viva e pericolosa, invadente e pronta a crescere, ramificandosi dentro e fuori dai tessuti organici. Arrivando in alcuni casi a sostituirsi completamente alla carne, in un groviglio arborescente di escrescenze metalliche.<\/p>\n<p>La fiction \u00e8 efficace e ben costruita, gli stilemi del documentario ricalcati alla perfezione, l&#8217;unione di riprese tradizionali e grafica computerizzata non mostra scarti. Lo scenario descritto, naturalmente privo di qualsiasi fondamento scientifico, riesce ad essere inquietante proprio perch\u00e9 ricostruito con rigore e controllo del linguaggio utilizzato.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/videoart_valentinatanni03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta, tra l&#8217;altro, che i due registi di Microbia si confrontano con la tematica dell&#8217;incontro-scontro tra naturale e artificiale. Mentre van der Woerd in <em>Swim <\/em> (2005) affrontava il tema della fecondazione con uno stile asciutto ed evocativo (non senza derive fantascientifiche), Kaayk, con <em>The Order Electrus <\/em> (2005) aveva gi\u00e0 dimostrato il suo interesse per i meccanismi di adattamento dell&#8217;ambiente naturale all&#8217;invasione tecnologica. In questo cortometraggio i protagonisti della distopia di turno sono gli insetti. Una nuova specie di bestioline &#8220;elettriche&#8221; nate spontaneamente all&#8217;interno di strutture industriali abbandonate e ormai in grado di riprodursi, difendersi e attaccare.<\/p>\n<p>Anche qui, le riprese, il montaggio e la voce recitante sono quelli di un comune documentario divulgativo, magari trasmesso da Discovery Channel. La minaccia, come in <span class=\"testoscuro\">Metalosis Maligna <\/span>, viene dal potere straordinario dei meccanismi evolutivi. Capaci di combattere e vincere qualsiasi intervento umano, per quanto invadente possa sembrare. \u00c8 un&#8217;voluzione che non \u00e8 solo autodifesa, ma prende a tratti le sembianze della vendetta&#8230;<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.microbia.nl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.microbia.nl<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I prodigi del progresso tecnologico generano da sempre utopie e incubi. Visioni speranzose di un futuro migliore, ma anche predizioni cupe e catastrofiche. 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