{"id":10113,"date":"2007-01-31T12:00:00","date_gmt":"2007-01-31T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-021\/italiano-ladytron-e-di-nuovo-lora-delle-streghe\/"},"modified":"2020-10-23T11:27:38","modified_gmt":"2020-10-23T10:27:38","slug":"italiano-ladytron-e-di-nuovo-lora-delle-streghe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-021\/italiano-ladytron-e-di-nuovo-lora-delle-streghe\/","title":{"rendered":"Ladytron, E&#8217; Di Nuovo L&#8217;ora Delle Streghe"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">C&#8217;era una volta l&#8217;electro-clash. Questo articolo potrebbe iniziare cos\u00ec, come l&#8217;attacco di uno di quei racconti un po&#8217; favoleggianti e con il sapore un po&#8217; retr\u00f2 delle cose gi\u00e0 viste e vissute. Nel grande show business della musica elettronica di oggi per\u00f2, che brucia velocemente mode e personaggi, etichette e stili tra i pi\u00f9 fantasiosi e creativi, alcuni artisti riescono a staccarsi dal gruppo e a raggiungere ambiziosi traguardi.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; questo il caso, decisamente, dei <span class=\"testoscuro\">Ladytron<\/span>, fenomeno pop degli ultimi anni grazie alla pubblicazione nel 2001 e nel 2002 di due album folgoranti per gli amanti del genere come <span class=\"testoscuro\">604 e Light and Magic<\/span> nonch\u00e9 di alcune vere e proprie hit come <span class=\"testoscuro\">Playgirl o Seventeen o True Mathematics<\/span>. Il quartetto di Liverpool (<span class=\"testoscuro\">Daniel Hunt, Reuben Wu, e le vocalist Helen Marnie e la bellissima Mira Aroyo<\/span>) ha appena dato alle stampe il suo terzo album, <span class=\"testoscuro\">Witching Hour<\/span>, dopo una lunghissima assenza durata quasi 4 anni, dovuta prima a una interminabile attivit\u00e0 live in giro per il mondo e poi a problemi contrattuali con relativo cambio di etichetta.<\/p>\n<p align=\"justify\">In un mondo cos\u00ec frenetico come quello della produzione musicale attuale, soprattutto in area dance e synth-pop, sembra quasi che questa pausa sia stata di aiuto a Daniel Hunt e compagni: in primo luogo per riuscire a uscire dall&#8217;etichetta di &#8220;padri dell&#8217;electroclash&#8221; che \u00e8 sicuramente restrittiva per il loro lavoro, in secondo luogo per aver lasciato il giusto spazio a un processo creativo altrimenti costretto da logiche produttive troppo frenetiche. Non \u00e8 che lo stile dei Ladytron sia radicalmente cambiato al primo ascolto di <span class=\"testoscuro\">Witching Hour<\/span>. Presenti sono sempre gli ingredienti che li hanno fatti grandi: sapori retr\u00f2 di atmosfere sinth-pop altamente melodiche, melodie algide e coinvolgenti accompagnate da ritmiche dance ora divertenti ora quasi acide, reminiscenze di<span class=\"testoscuro\"> New Order e My Bloody Valentine<\/span> che per\u00f2 dimostrano quale possa essere il sentiero della musica pop-dance elettronica di domani. Un giusto ed equilibrato mix di suoni digitali e attitudine rock, con una componente live molto solida in cui l&#8217;elettronica si fonde e accompagna, integrandoli, i suoni di chitarra, synth e batteria. Il tutto condito con la giusta attenzione alla parte visuale, sia grazie alla produzione di videoclip di qualit\u00e0 che grazie all&#8217;utilizzo di visual sempre pi\u00f9 curati e coinvolgenti integrati all&#8217;interno dei loro live show.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ho avuto il piacere di incontrare Daniel Hunt (che mi ha raccontato di essersi appena trasferito a vivere a Milano) e di scambiare quattro chiacchiere con lui sul progetto Ladytron 2006.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Daniel, Witching hour\u00e8 il vostro terzo album che giunge a quasi 4 anni di distanza dall&#8217;album precedente Light and Magic. Cosa \u00e8 accaduto nel corso di questi 4 anni, nella vostra vita privata e in ambito pi\u00f9 professionale, cosa \u00e8 cambiato eventualmente?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Dopo il successo del secondo album, siamo stati in tour per molto tempo. Quando siamo tornati indietro nel settembre 2003 siamo tornati a casa a lavorare, con l&#8217;aiuto di tutti gli amici e dei nostri affetti, ma personalmente non avevo idea di cosa sarebbe successo a quel punto. Ma ci siamo messi al lavoro lo stesso e con grande sorpresa il processo lavorativo e creativo \u00e8 venuto fuori in modo molto veloce. Dopo un paio di settimane siamo tornati in studio, avevamo materiale tecnico nuovo, un nuovo G5, abbiamo fatto progressi molto veloci anche da un punto di vista tecnico e tecnologico. A quel punto per\u00f2 abbiamo cambiato etichetta, e questo \u00e8 successo 3 volte: tutto ci\u00f2 ha rallentato tutto, soprattutto dopo che avevamo il disco praticamente pronto. Era il 2004, e siamo giunti fino a oggi. Siamo molto orgogliosi di questo album, in termini di produzione soprattutto, e anche perch\u00e9 suono ancora fresco nonostante in realt\u00e0 sia stato scritto e prodotto ormai due anni fa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Siete considerati, vostro malgrado, uno dei primi pionieri di quello stile passato agli annali con l&#8217;etichetta electroclash. Come pensi che questa scena sia cambiata in questi anni, vi ci ritrovate oggi e come vi sentite ad essere arrivati al terzo album, che per un momento storico come questo sembra quasi un successo?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> E&#8217; folle essere arrivati al terzo album e al contempo considerare questo traguardo come un successo, fa riflettere. Il primo album sembrava quasi essere arrivato dal nulla, mentre quando preparavamo il terzo album eravamo quasi spaventati da questa evoluzione che Ladytron aveva attraversato. Noi siamo stati da sempre associati alla scena electroclash, ma la cosa non ci \u00e8 mai piaciuta molto e ci siamo sempre difesi da questa etichetta. Del resto, alla fine cosa importa? E soprattutto, la scena electroclash \u00e8 fatta di tracce dance, eventualmente di remix, ma non di album veri e propri come quelli che ha prodotto Ladytron negli ultimi anni. Questo tipo di scene musicali sono spesso isteriche, composte sempre dalle stesse persone, stressate dai media e da quello che deve essere giusto o che deve essere detto e fatto al momento giusto. Lo stesso Tiga un giorno mi disse: complimenti ragazzi per essere riusciti a uscire dalla scena electroclash.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come questo terzo album pu\u00f2 essere considerato come uno step ulteriore nel progetto Ladytron rispetto ai due lavori precedenti? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Con Witchinh Hour abbiamo voluto fare una sorta di progresso ulteriore soprattutto per noi stessi. Il secondo album non aveva questa necessit\u00e0 rispetto al primo, era pi\u00f9 simile in un certo qual modo. Per noi \u00e8 diventato impossibile essere una band e fare lo stesso album ogni volta, lo troviamo cos\u00ec noioso. Abbiamo suonato live ogni notte per 3 anni, e nche l\u00ec le dinamiche dopo un po&#8217; erano sempre le stesse. Questo album \u00e8 quindi pi\u00f9 complesso rispetto ai primi, e in esso abbiamo sperimentato con elementi elettronici e analogici molto di pi\u00f9 che in passato.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> Come avete lavorato a Witching Hour? Come funziona il vostro processo creativo e di lavoro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Beh, da traccia a traccia le cose cambiano. In alcune ci sono pi\u00f9 melodie, pi\u00f9 liriche, c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 immediatezza sin dal processo creativo di scrittura della canzone: in generale ci sono molte poche ripetizioni, \u00e8 difficile che le tracce abbiano la stessa forma ed \u00e8 in generale difficle trovare e descrivere un vero e proprio processo creativo e compositivo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Ad oggi vi considerate pi\u00f9 musicisti elettronici che fanno dance music o musicisti pi\u00f9 classici che usano l&#8217;elettronica come strumento per creare musica?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Ho pensato molto a questo elemento. Quando abbiamo iniziato la band, io ero stato gi\u00e0 in una paio di band prima in cui usavo molta elettronica, cosa che mi ha permesso di creare tantissimo material, che era archiviato in casa mia come in una sorta di museo. Quando \u00e8 uscito il Mac G3 e i primi software piratati per fare musica nel 1997-1998, mille possibilit\u00e0 si aprirono. Oggi facciamo tantissime cose con il laptop, seguendo una generale sorta di democratizzazione della musica, con delle possibilit\u00e0 compositive incredibili. Quindi in questo senso possiamo essere considerato come musicisti elettronici, ma al contempo siamo una vera e propria band che si appoggia all&#8217;elettronica per suonare e creare musica. Oggi le cose sono cambiate molto, anche il modo in cui gli artisti programmano la loro musica, il modo in cui lavorano con i softwares&#8230;..<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_mk05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Foto di Paolo Proserpio<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come \u00e8 il lavoro all&#8217;interno del gruppo?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Anche qui il discorso \u00e8 differente da traccia a traccia. Tutti scriviamo le tracce e tutti interveniamo a diversi livelli sul processo compositivo. E&#8217; un processo organico, non molto logico in realt\u00e0. Questo terzo album \u00e8 come un&#8217;idea, figlio del fatto che ci conosciamo molto di pi\u00f9 che in passato, frutto di una sorta di sincronia che \u00e8 venuta fuori con il tempo. L&#8217;elettronica oggi \u00e8 un vero e proprio medium di produzione, tantissime persone ormai producono una serie di cose completamente inutili solo per produrle e metterle sul mercato. L&#8217;elettronica \u00e8 quasi un template che tutti possono usare oggi, e questo \u00e8 sicuramente un problema dal quae cerchiamo di rimanere lontani.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Cosa mi puoi dire sulle tue influenze e input riguardo a questo album? Al di l\u00e0 di quello che dicono giornalisti e critici di ogni sorta, voglio sapere quali sono state le tue esperienze di vita che hanno portato a questo album <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Come ti ho detto, l&#8217;album \u00e8 nato dopo un lungo viaggiare attorno al mondo, e sicuramente ne riflette le emozioni. Abbiamo fatto grandi esperienze, umane e professionali, incontrato tantissime persone differenti, abbiamo condiviso conoscenza. Musicalmente sono tornato ad ascoltare molte cose che ascoltavo a 18 anni, per esempio i My Bloody Valentie le cui influenze sono molto presenti nell&#8217;album.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Parlaimo del vostro live show. Avete speso quasi 3 anni suonando tantissimo in giro per il mondo, portando avanti un discorso preciso di musica elettronica dance unita a sapori rock e pop che dal vivo hanno acquisito una forma sempre pi\u00f9 definita e precisa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Noi amiamo suonare dal vivo anche se all&#8217;inizio non lo consideravamo una cosa importante, sbagliando. Nel tempo \u00e8 diventato un processo sempre pi\u00f9 importante, noi siamo diventati molto pi\u00f9 bravi e lo amiamo molto di pi\u00f9. La dimensione di studio \u00e8 pi\u00f9 intima, sei pi\u00f9 influenzato da elementi esterni, dal mood del momento e quindi un album raccoglie veramente le esperienze umane delle persone che lo compongono. Quando suono dal vivo \u00e8 tutto molto pi\u00f9 fisico, \u00e8 come lavorare in fabbrica, e ricevi sempre tantissimo da quelle esperienze, sia dalle migliori che dalle peggiori. E&#8217; una simbiosi con il pubblico, con cui interagire; anche perch\u00e9 a noi piace soprattutto cos\u00ec.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"7\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Foto di Paolo Proserpio<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Avete sempre prestato molta attenzione all&#8217;aspetto visivo del progetto Ladytron. Sto parlando della produzione dei videclip, ma anche della grafica del vostro sito, del vostro look, delle immagini ufficiali e anche dell&#8217;aspetto live dei vostri show in cui usate spessissimo i visual&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Daniel Hunt<\/strong>:<\/span> Penso che la visualizzazione della nostra musica sia stato un processo del tutto naturale sin da quando siamo partiti. Usare i video legati alla nostra musica, sia nei videoclip che nei live show, \u00e8 comunque un processo molto costoso che all&#8217;inizio dovevamo fare con i nostri soldi. Mi piacciono molto i video che abbiamo fatto anche se \u00e8 sempre l&#8217;interpretazione di qualcun altro che \u00e8 molto difficile coniugare con la tua. E lo stesso vale per i nostri show dal vivo&#8230;ma l&#8217;effetto risultante \u00e8 spesso esaltante ed emotivamente coinvolgente, e questo per noi \u00e8 importante.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ladytron.com\/site.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ladytron.com\/site.php<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00e9 questo il caso, decisamente, dei Ladytron, fenomeno pop degli ultimi anni grazie alla pubblicazione nel 2001 e nel 2002 di due album folgoranti per gli amanti del genere come 604 e Light and Magic nonch\u00e9 di alcune vere e proprie hit come Playgirl o Seventeen o True Mathematics. 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