{"id":10112,"date":"2007-01-31T12:00:00","date_gmt":"2007-01-31T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-021\/no-signal-overseas-music\/"},"modified":"2020-10-23T11:23:37","modified_gmt":"2020-10-23T10:23:37","slug":"no-signal-overseas-music","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-021\/no-signal-overseas-music\/","title":{"rendered":"No Signal: Musiche D&#8217;oltre Mare"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Che cosa sarebbero i film di Fellini senza le musiche di Nino Rota? Il muto di Chaplin senza il contrappunto musicale che talvolta era egli stesso a comporre anche dopo l&#8217;avvento del sonoro? Chaplin, che credeva che l&#8217;essenza del cinematografo fosse il silenzio, ci ha insegnato che il sonoro non \u00e8 fatto di parole, ma di note.<\/p>\n<p align=\"justify\">A pi\u00f9 di un secolo dall&#8217;invenzione del cinematografo il legame tra musica e immagine in movimento impera in ogni sistema di comunicazione senza mai smettere di stupirci e reinventarsi. Molto \u00e8 cambiato certo, senz&#8217;altro grazie anche alle nuove tecnologie, ma \u00e8 la creativit\u00e0, il bisogno incessante di esprimere visioni e percorsi alternativi che sappiano farsi interpreti lucidi e sognanti di questa incredibile realt\u00e0, a guidare le nostre esperienze. In altre parole Arte, ricerca, passione, innovazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo perlomeno in un&#8217;interessante lettura del contemporaneo a cura di <span class=\"testoscuro\">TiConZero<\/span>, associazione culturale e centro di ricerca musicale da circa un decennio, attivo sul territorio sardo nell&#8217;organizzazione e promozione di performance, incontri, laboratori, nel segno della sperimentazione e dell&#8217;innovazione tra musica e teatro. Nasce cos\u00ec <span class=\"testoscuro\">Signal,<\/span> festival isolano dal piglio sicuro, che punta tutto sulla trasversalit\u00e0 dei linguaggi e si rivolge in particolare a quel pubblico che avverte la necessit\u00e0 di nuovi percorsi, che desidera espressioni di segno innovatore, che ambisce a percorsi mentali originali e prospettive alternative a quelle preconfezionate dalle logiche del consumo culturale. <span class=\"testoscuro\">Dal 13 gennaio al 18 febbraio un calendario ricco e originale di serate-evento tra musica sperimentale e video, ma non solo.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_miriampetruzzelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Marc Ribot, Victor Nubla, Paolo Angeli, Elio Martusciello, \u00d8kapi<\/span>: sono alcuni dei protagonisti di SIGNAL (Teatri del suono), accanto ai quali scorrono proiezioni e installazioni video, vj set ed esposizioni di videoart. <span class=\"testoscuro\">Signal, Segnali video, una rassegna dentro la rassegna che propone i lavori di Nico Vascellari, Michael Fliri, Shoggoth, Fluid Video Crew, Nark BKB, Sabrina Mezzaqui, mercoled\u00ec, Bulba, Francesco Lauretta, Al:Arm!, Dafne Boggeri, Andrea Dojmi<\/span>. Artisti che operano con il video e la performance, trovando nell&#8217;esperienza sonora un elemento indispensabile per la loro ricerca.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ad aprire la rassegna quindi <span class=\"testoscuro\">Tessuti, progetto solista di Paolo Angeli dedicato alle composizioni di Bjork e Fred Frith <\/span>arrangiate per chitarra sarda preparata, insieme ad un video degli <span class=\"testoscuro\">Shoggoth<\/span>. Tra avanguardia extra-colta e tradizione popolare Paolo Angeli suona questa sorta di strumento orchestra &#8211; ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria \u0096 dotato di martelletti, pedaliere, 7 eliche, 14 pick up. Con questa singolare propaggine Paolo rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_miriampetruzzelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tutta dedicata al video invece la seconda serata con la presentazione dei lavori selezionati per il festival. Una carrellata eclettica e irriverente con la partecipazione speciale di <span class=\"testoscuro\">Andrea Dojmi, Al:Arm! e Bulba<\/span>. Il festival riprende il 20 gennaio con la coppia <span class=\"testoscuro\">Moex e Vj Signorafranca<\/span>. I Moex spaziano dal minimal, noise, attraverso fitte tessiture poliritmiche e guizzi timbrico-industriali con l&#8217;obiettivo di proporre nuovi rapporti tra musica e spazio, tra suono e immagine. Contrabasso, chitarra, sampler si accostano a utensili, graticole, molle, secchi e altri oggetti di uso quotidiano per ricreare, de-strutturato e rielaborato, un magma sonoro amplificato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le <span class=\"testoscuro\">Audiomacchine del desiderio di Elio Martusciello e \u00d8kapi<\/span>, in scena il 23 gennaio, sono strumenti che consentono di rivisitare, recuperare, decostruire oggetti sonori gi\u00e0 esistenti, segni-audio del nostro tempo. Ridotti in ulteriori frammenti, mutati di senso, accostati secondo una diversa e per un verso inaccessibile cartografia del suono questi segnali trasformano la musica in puro con-tatto dei sensi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora \u00d8kapi suona venerd\u00ec 26 sulle sequenze video di <span class=\"testoscuro\">Pintaycolorea<\/span>, videoperformer del collettivo di vj <span class=\"testoscuro\">Flxer.net,<\/span> le cui ultime performance si sono svolte al SONAR ed ENZIMI.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_miriampetruzzelli05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il duo <span class=\"testoscuro\">OOFOURO, al secolo Alessandro Carboni e Danilo Casti<\/span>, si esibisce invece i primi di febbraio all&#8217;Ex vetreria con <span class=\"testoscuro\">Au Bo: Towards Etimo<\/span>, esercizio di combinazione e capitolo finale del <span class=\"testoscuro\">Progetto Climax<\/span>. Etimo rappresenta il processo di Anagenesi del Sistema, cio\u00e8 la sua rigenerazione, intesa come aumento della complessit\u00e0, perfezionamento delle sue strutture e graduale adattamento di esso ad altri sistemi gi\u00e0 esistenti. A partire da questa idea, Etimo intende esplorare l&#8217;universalit\u00e0 del Sistema Trilite, trovando una sua collocazione nel contemporaneo, cio\u00e8 nel reale. La serata propone inoltre le sperimentazioni video di <span class=\"testoscuro\">Dafne Boggeri<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">A 24 ore di distanza, <span class=\"testoscuro\">Modular Ensemble presenta invece Drumming<\/span>, un capolavoro della seconda met\u00e0 del 900, un classico e nel contempo un&#8217;esperienza ancora densa di futuro, a cui attingere per pensare e ri-pensare la musica oggi e domani. Drumming \u00e8 un viaggio al centro del ritmo e del tempo. E&#8217; un&#8217;esplorazione profonda delle possibilit\u00e0 materiche del suono. Il pezzo \u00e8 diviso in quattro parti suonate di seguito senza pause. Nella prima parte quattro percussionisti costruiscono e decostruiscono le trame sonore del brano sulle pelli dei bongos. Nella seconda parte il suono delle pelli trasmigra sul legno: nove percussionisti alle marimbe e due voci femminili stratificano progressivamente il materiale sonoro. Nella terza parte, affidata a quattro percussionisti sui glockenspiels e all&#8217;ottavino, il legno modula nel metallo. Nella quarta parte tutti i materiali esposti nelle sezioni precedenti si fondono nel m\u00e9lange finale, estatico e pulsante.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_miriampetruzzelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Nella stessa serata scorrono le immagini di <span class=\"testoscuro\">Sabrina Mezzaqui,<\/span> tutte giocate sulla materializzazione dello scorrere del tempo, che registra variazioni di luce o semplici fenomeni naturali come il pulviscolo nei pressi di una finestra socchiusa o i riflessi del sole sulle onde o la neve che cade. <span class=\"testoscuro\">AIX\u00d2NO\u00c9SP\u00c0NIC \u00e8 un progetto di Victor Nubla, Quicu Sams\u00f3 e Albert Guitart<\/span>. Il trio, batteria, basso elettrico e clarinetto elaborati elettronicamente, si prefigge di creare e liberare energia musicale per mezzo di una struttura compositiva \/ improvvisativa di una certa complessit\u00e0, rivestita da un&#8217;aura di mistero, e di operazioni combinatorie casuali chiaramente irrazionali e maldisposte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il contraltare video \u00e8 per questa serata affidato a <span class=\"testoscuro\">Michael Fliri<\/span>, presente anche all&#8217;ultima edizione di Transart. Il 10 febbraio alla Chiesa di Santa Chiara \u00e8 la volta di <span class=\"testoscuro\">Jet\u00e8e, omaggio sonoro a Chris Marker<\/span>. Una reinterpretazione musicale delle immagini del film La jet\u00e9e, considerato uno degli esempi pi\u00f9 alti di cinema della modernit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ai <span class=\"testoscuro\">Mercoled\u00ec,<\/span> formazione milanese operante dal 1999, il contrappunto audio video con <span class=\"testoscuro\">Isola<\/span>, una miscellanea di montaggi video di materiali di repertorio e cinema d&#8217;autore attraverso i quali vengono riletti fenomeni storici e culturali, contaminati da linguaggi altri (televisione, pubblicit\u00e0) e dai contributi pi\u00f9 disparati. I video fanno parte di performances in cui in cui i membri di mercoledi suonano dal vivo fornendo la colonna sonora mediante sampling e strumentazione sia acustica che digitale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag21\/articoli\/img\/elettronica_miriampetruzzelli07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La serata conclusiva ha il carattere del grande evento con <span class=\"testoscuro\">Marc Ribot<\/span>, uno dei chitarristi pi\u00f9 acclamati degli ultimi 20 anni, celebre artista dallo stile personale ed innovativo tra punk, jazz e blues. Noto per le sue numerose e prestigiosissime collaborazioni tra cui quella con Jhon Zorn. La serata prosegue con i <span class=\"testoscuro\">Syntax Error,<\/span> il cui &#8220;sound&#8221; \u00e8 ispirato alla musica per immagini. Nei loro brani sono presenti riferimenti al mondo del cinema e incroci fra generi e stili, ma anche campionamenti che riciclano fonti sonore preesistenti con l&#8217;obiettivo di mettere a contatto musiche molto distanti fra loro. Per Segnali video nella stessa serata <span class=\"testoscuro\">Nico Vascellari <\/span>presenta uno dei suoi lavori pi\u00f9 recenti in cui tramite l&#8217;uso dei media pi\u00f9 vari, performance, scultura, disegno e collage, reinterpreta e personalizza l&#8217;approccio estetico del fashion system.<\/p>\n<p align=\"justify\">Negli intenti degli organizzatori, SIGNAL punta a diventare un appuntamento stabile: quello in programma fra gennaio e febbraio si presenta infatti come un banco di prova per un festival di arti performative, musicali e visive, ancora pi\u00f9 ampio e articolato, previsto gi\u00e0 per il prossimo autunno.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ticonzero.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.ticonzero.org<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.signal-festival.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.signal-festival.org<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa sarebbero i film di Fellini senza le musiche di Nino Rota? 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