{"id":10104,"date":"2006-12-06T12:00:00","date_gmt":"2006-12-06T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-020\/mil-i-una-veos-sound-landscape\/"},"modified":"2020-10-23T10:55:14","modified_gmt":"2020-10-23T09:55:14","slug":"mil-i-una-veos-sound-landscape","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-020\/mil-i-una-veos-sound-landscape\/","title":{"rendered":"Mil I Una Veos: Paesaggi Sonori"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">In occasione del novantesimo anniversario della nascita del <span class=\"testoscuro\">Cabaret Voltarie<\/span>, <span class=\"testoscuro\">Sonoscop\/Orquestra del Caos<\/span>, il 3 e 4 novembre 2006 presso l&#8217;auditorio del <span class=\"testoscuro\">CCCB di Barcellona<\/span>, ha presentato <span class=\"testoscuro\">Mil i una Veus<\/span> (Le mille e una voce).<\/p>\n<p align=\"justify\">Si \u00e8 trattato di una breve rassegna di grande intensit\u00e0, che aveva come tema le scritture sonore contemporanee, dalla poesia fonetica alla poesia sonora, senza trascurare le varie tappe storiche, le influenze e le contaminazioni, gli sviluppi e i percorsi personali che diversi artisti internazionali hanno proposto e stanno proponendo. Si \u00e8 cominciato con l&#8217;elegante concerto\/performance <span class=\"testoscuro\">Objectos Perdidos (Lost &amp; Found)<\/span>, che ha portato sulla scena <span class=\"testoscuro\">Jos\u00e9 Iges<\/span> con <span class=\"testoscuro\">Pilar Subir\u00e0<\/span> e <span class=\"testoscuro\">Pedro L\u00f3pez<\/span>. L&#8217;opera propone un ascolto comparabile al paesaggio astratto e dissolto che si guarda attraverso il finestrino viaggiando il treno: cambia la percezione del tempo, il suono si interpreta in modo sensuale, se ne moltiplica il significato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec rivelavano le mani che il burattinaio Jos\u00e9 Iges di tanto in tanto lasciava intravedere, spiegando come se volesse dar luogo a una conferenza, ma facendo ben presto delle sue frasi puri pretesti verbali, materia da distorcere, modificare, moltiplicare, sovrapporre, scomporre, trasfigurare, ricombinare con espedienti vocali, musicali ed elettronici.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/performing_barbarasansone02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ottima dimostrazione di come parole comuni e apparentemente non poetiche possono diventare poesia, spettacolo, espressivit\u00e0; di come il linguaggio pu\u00f2 allontanarsi da se stesso e farsi comunicazione con la sola musicalit\u00e0 della voce, con la pura espressione del corpo. E all&#8217;ironia di Iges, che tra il resto si prendeva gioco della sua ambigua e indefinita identit\u00e0, oscillando tra l&#8217;essere musicista e l&#8217;essere poeta, facevano da equilibrato contrappunto le percussioni e gli oggetti di Pilar Subir\u00e0, capaci di creare atmosfere sonore di forte suggestione, e le elaborazioni elettroniche di Pedro L\u00f3pez, che permettevano alle tracce poetiche di ritorcersi contro se stesse.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il sabato hanno avuto luogo due interessanti conferenze, tenute da <span class=\"testoscuro\">Eduard Escoffet<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/propost.org\/escoffet\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/propost.org\/escoffet\/<\/a>), esperto, poeta e organizzatore, e di <span class=\"testoscuro\">Bartolom\u00e9 Ferrando<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bferrando.%20net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.bferrando. net<\/a>), uno dei pi\u00f9 importanti performer e poeti visuali spagnoli. Eduard Escoffet ha chiarito i punti che distinguono la poesia fonetica, rivoluzionaria proposta dadaista che mirava alla rottura e alla perdita del valore semantico della sillaba, e la poesia sonora, che comincia nel dopoguerra grazie all&#8217;avvento del magnetofono, recupera il significato, non fa uso di partiture (per quanto si stiano proponendo modalit\u00e0 di trascrizione), non pu\u00f2 essere letta ma solo udita o meglio ancora vista.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/performing_barbarasansone01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;ossessione principale della poesia sonora \u00e8 la molteplicit\u00e0 della voce, il tentativo di raggiungere un livello di complessit\u00e0\/simultaneit\u00e0 possibile solo grazie alla registrazione e alla riproduzione meccanica. Permette inoltre di recuperare l&#8217;idea (precedente al sec. XVI) che la poesia non \u00e8 legata al medium cartaceo, ma per lo pi\u00f9 all&#8217;ascolto e si presta molto bene alle avanguardie grazie alla sua natura assolutamente aperta e flessibile. La poesia fonetica permette di superare le barriere linguistiche, dimostrando che \u00e8 l&#8217;espressione della voce a contenere gran parte del messaggio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Escoffel ha curato anche una delle selezioni dell&#8217;archivio pubblico sonore dell&#8217;Orquestra del Caos che si potevano consultare nel mirador del CCCB durante la manifestazione. La postazione da lui curata proponeva quattro itinerari di 6 autori ciascuno, che andavano dallo spazio barocco all&#8217;influenza delle musiche popolari, dal superamento delle frontiere linguistiche all&#8217;ultraecologismo. In quest&#8217;ultima sezione, non poteva mancare tra i rappresentanti Henri Chopin, musicista e poeta radicalista, assolutamente contrario all&#8217;uso della carta, che esplora il corpo e lo processa in modo da farne una fonte sonora inaspettata.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/performing_barbarasansone04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Altre postazioni permettevano di consultare e ascoltare molti altri interessanti materiali del database dell&#8217;Orquestra del Caos e in una comoda sala all&#8217;ultimo piano era possibile adagiarsi ad ascoltare <span class=\"testoscuro\">Octofonia para voz<\/span> (Simon Frazer Univerisity), con brani di <span class=\"testoscuro\">Barry Truax, Ben Wilson, Hildegard Westercamp<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">La conferenza di Bartolom\u00e9 Ferrando ha regalato fortunatamente moltissimi momenti performativi, che hanno accompagnato il suo inno alla frammentariet\u00e0. Un pezzo sa essere espressivo come la totalit\u00e0? Il frammentario non \u00e8 pi\u00f9 reale del corpo illusorio della continuit\u00e0 in cui abita, che non \u00e8 altro che un collage di particelle in movimento? La realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 intensa e viva di quel complesso articolato e costruito che crediamo pi\u00f9 vicina alla nostra esperienza? La discontinuit\u00e0 e la ripetizione non sono tipici dei nostri gesti e dei nostri pensieri? Queste le domande e le basi teoriche che lo hanno spinto ad addentrarsi nel mondo della ricerca e della sperimentazione vocale, di cui \u00e8 oggi illustre rappresentante.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/performing_barbarasansone05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">E, per concludere, gran finale con l&#8217;esplosivo e inossidabile <span class=\"testoscuro\">David Moss<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.davidmossmusic.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.davidmossmusic.com<\/a>), che ha fatto immediatamente innamorare il pubblico con il suo carisma e il suo umorismo. Sulla trama di una storia semplice che raccontava in maniera esilarante, intesseva sfondi sonori, stratificava interventi vocali (la cui complessit\u00e0 non era sempre merito dei supporti elettronici, ma a volte solo e semplicemente dei due &#8220;piccoli muscoli&#8221; che ha in gola e di cui si divertiva a manifestare le incredibili possibilit\u00e0), costruiva oggetti che suonava o di cui simulava i rumori, interagiva con chi in platea rideva, tossiva o scattava foto. C&#8217;\u00e8 poco da dire di un personaggio tanto noto e di cui non si possono ridurre a parole la presenza sul palco e il talento artistico e Barcellona non ha mancato di manifestargli il suo apprezzamento con applausi interminabili che lo hanno costretto a un bis.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Mil i una Veus<\/span> \u00e8 stato un evento forse un po&#8217; di nicchia, per via del tema trattato e per il fatto che la promozione e le conferenze (e il catalogo) in catalano, nonostante l&#8217;entrata gratuita, non hanno attirato pubblico che non avesse confidenza con questa lingua; ma l&#8217;organizzazione ha saputo curare ogni dettaglio e creare un ambiente accogliente e amichevole proponendo un argomento complesso in termini accessibili e performance gradevolissime.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.sonoscop.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.sonoscop.net\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione del novantesimo anniversario della nascita del Cabaret Voltarie, Sonoscop\/Orquestra del Caos, presso l&#8217;auditorio del CCCB di Barcellona, ha presentato Mil i una Veus. 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