{"id":10099,"date":"2006-12-06T12:00:00","date_gmt":"2006-12-06T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-020\/suguru-goto-new-perception-methods\/"},"modified":"2020-10-23T10:53:55","modified_gmt":"2020-10-23T09:53:55","slug":"suguru-goto-new-perception-methods","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-020\/suguru-goto-new-perception-methods\/","title":{"rendered":"Suguru Goto: Nuovi Modi Di Percezione"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p>L&#8217;incontro milanese con <span class=\"testoscuro\">Suguru Goto<\/span> di fine novembre 2006 (il 27 concerto presso il <span class=\"testoscuro\">Teatro Arsenale<\/span>, a cura di \u00a0<span class=\"testoscuro\">Federation of electronic music in Ital<\/span>y e poi il giorno dopo il workshop presso <span class=\"testoscuro\">Accademia Internazionale della Musica<\/span>) ha mostrato tutto il fascino sottile di questo artista, cui DigiMag aveva gi\u00e0 dedicato spazio nel numero 12 dello scorso Marzo 2006 con un&#8217;intervista di Elena Vairani: <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=312<\/a>.<\/p>\n<p>Ho avuto modo di seguire entrambi i momenti a Milano, ma vorrei approfondire in particolare il workshop, perch\u00e9 l&#8217;incontro pi\u00f9 informale e rilassato della seconda giornata si \u00e8 rivelato una ulteriore chiave sia per comprendere non solo le tecnologie usate e spiegate, ma soprattutto il percorso stesso dell&#8217;artista. <span class=\"testoscuro\">Suguru<\/span> ha iniziato il workshop con la descrizione tecnica del<span class=\"testoscuro\"> SuperPolm<\/span>, una sorta di violino controller che in realt\u00e0 \u00e8 muto, ma che serve come interfaccia che raccoglie il gesto del performer per pilotare quindi i generatori del suono (definiti in <span class=\"testoscuro\">MAX-MSP<\/span>). La forma del &#8220;violino&#8221; , le resistenze variabili con il tatto, gli interruttori, i sensori di pressione ma anche di posizione servono a comunicare il gesto musicale.<\/p>\n<p>Con <span class=\"testoscuro\">BodySuite<\/span> invece lo strumento diventa &#8220;wearable&#8221;, indossabile: il gesto non \u00e8 quindi pi\u00f9 solo musicale (non si deve dimenticare che Goto \u00e8 compositore per formazione e membro del centro accademico <span class=\"testoscuro\">Irkam di Parigi<\/span>). La ventina di sensori tracciano i movimenti, gli angoli descritti dal corpo del performer. Suguru puntualizza che di per s\u00e9 questo non basta a farne una danza, anche se un danzatore potrebbe benissimo usarlo e pilotare suoni e immagini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/ia_motor02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il performer dunque, attraverso il movimento, esplora per s\u00e9 ma anche per lo spettatore, una serie di mondi, di luoghi. Pi\u00f9 che narrare fatti o emozioni, l&#8217;attenzione \u00e8 nel rendere possibile la percezione di questi spazi. Il non porre il focus sull&#8217;emozione non \u00e8 un volgersi verso il &#8220;not human&#8221;, ma \u00e8 un approccio zen, attraverso la percezione (alla fine di s\u00e9). Immagine e suono non sono per\u00f2 in una relazione descrittiva e rigida con il gesto. Spesso le relazioni sono anche spostate nel tempo, ad esempio attraverso lenti inviluppi sui suoni. L&#8217;ambiguit\u00e0 stessa di questi mondi ne costituisce il fascino.<\/p>\n<p>Il lavoro di <span class=\"testoscuro\">Suguru Goto<\/span> non \u00e8 free form, caotico, ma gioca sulla tensione tra la struttura del progetto e l&#8217;indeterminazione legata al player e alla risposta degli algoritmi di sintesi. In <span class=\"testoscuro\">SuperPolm<\/span> \u00e8 visibile il gesto con cui il performer seleziona le scene (da intendersi anche come insieme di algoritmi di sintesi audio e video) e insieme in ognuna di queste scelte i gesti possono tradursi (attraverso gli stessi dati trasmessi) in modulazioni diverse. Il performer stesso nel caso del BodySuite non conosce le logiche del codice, ma esplora e apprende dall&#8217;esperienza.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/ia_motor03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>A Suguru lo sviluppo tecnico interessa poco. Sul palco porta con s\u00e9 lo stretto necessario: i laptop, qualche pedale di controllo, una vecchia interfaccia IRCAM analogico-digitale. Potete trovare molto di pi\u00f9 nel bagaglio di molti dj dilettanti. Lo strumento vale in quanto mezzo di esplorazione di nuovi modi della percezione. Percezione quindi significa esserci e percepire con i sensi, non solo attraverso l&#8217;udito o l&#8217;occhio, ragione per cui a Suguru le registrazioni non interessano (e infatti non pubblica cd).<\/p>\n<p>Il passaggio alla musica robotica avviene attraverso una paradossale inversione: il gesto stesso diventa controllato. E cambiano quindi le possibilit\u00e0. Suguru, il compositore, \u00e8 affascinato dalla possibilit\u00e0 di concepire e realizzare partiture &#8220;inumane&#8221;, difficilmente eseguibili da musicisti. La capacit\u00e0 di un robot di ripetere lo stesso gesto con la stessa forza per ore o giorni, la possibilit\u00e0 di seguire partiture particolarmente complesse, anche nel ritmo apre un ulteriore spazio di ricerca.<\/p>\n<p>Anche la percezione umana ne viene cos\u00ec influenzata. La ripetizione meccanica \u00e8 meccanica solo nella generazione, ma poi l&#8217;ascolto cambia, muta nel tempo. Influenze zen evidenti in questo passaggio, ma anche conoscenze di bio-elettronica e neurologia confermano questa intuizione (ma anche l&#8217;esperienza del rave ha questa componente nella mistica della <span class=\"testoscuro\">tr909<\/span>).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/ia_motor05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nei lavori pi\u00f9 recenti invece la tensione nasce dal confronto. Il corpo diventa &#8220;augmented body&#8221; oppure &#8220;virtual body&#8221; ; a tratti il performer conduce , a tratti \u00e8 condotto dalla macchina , anche meccanicamente (come anche in alcuni lavori di <span class=\"testoscuro\">Marcel L\u00ec Antunez<\/span>). Lo spettacolo non \u00e8 mai narrativo, ma si muove attraverso queste energie, queste tensioni, cercando di capire dove siano, se ci sono, i limiti. Alla fine \u00e8 un problema di identit\u00e0, di definizione del limite tra umano e non umano.<\/p>\n<p>Per esplorare nuovi spazi occorrono strumenti (non di necessit\u00e0 hw-sw): la seconda parte della giornata \u00e8 stata quindi dedicata ad una introduzione a Max-Msp, ambiente di sviluppo preferito da Suguru (e da molti altri sperimentatori). L&#8217;idea alla base \u00e8 che questo ambiente di sviluppo permette la creazione di strumenti virtuali. I normali sw audio commerciali (Logic, Cubase, Ableton Live) in realt\u00e0 seguono rigidamente dei paradigmi, dei modi precisi di concepire il suono e la musica. Ambienti che, a uno come Suguru Goto, interessano sicuramente poco.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/suguru.goto.free.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/suguru.goto.free.fr\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;incontro milanese con Suguru Goto di fine novembre 2006 ha mostrato tutto il fascino sottile di questo artista, cui DigiMag aveva gi\u0088 dedicato spazio nel numero 12 dello scorso Marzo 2006 con un&#8217;intervista di Elena Vairani. Ho avuto modo di seguire entrambi i momenti a Milano, ma vorrei approfondire in particolare il workshop, perch\u00e9 l&#8217;incontro pi\u009d informale e rilassato della seconda giornata si \u008f rivelato una ulteriore chiave sia per comprendere non solo le tecnologie usate e spiegate, ma soprattutto il percorso stesso dell&#8217;artista<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":29580,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,173],"tags":[28,53,66],"class_list":["post-10099","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-020","tag-a-i","tag-interviews","tag-robotics"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Suguru Goto: Nuovi Modi Di Percezione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-020\/suguru-goto-new-perception-methods\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Suguru Goto: Nuovi Modi Di Percezione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The Milanese meeting with Suguru Goto at the end of November 2006 (on the 27 th concert at Teatro Arsenale , organised by the Federation of electronic music in Italy and the day after the workshop at the Accademia Internazionale della Musica ) showed the subtle charm of this artist (Digimag devoted an article to him in its 12 th number with an interview by Elena Vairani: https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=312 . 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