{"id":10097,"date":"2006-12-06T12:00:00","date_gmt":"2006-12-06T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-020\/cimatics-the-relation-between-form-frequency\/"},"modified":"2020-10-23T10:53:26","modified_gmt":"2020-10-23T09:53:26","slug":"cimatics-the-relation-between-form-frequency","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-020\/cimatics-the-relation-between-form-frequency\/","title":{"rendered":"Cimatics, Nel Rapporto Tra Forma E Frequenza"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Qualche settimana fa si \u00e8 svolto in quel di Bruxxel, il festival <span class=\"testoscuro\">Cimatics<\/span>, uno dei pi\u00f9 interessanti appuntamenti europei per tutti coloro che si interessano di sperimentazione audiovisiva elettronica.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Organizzato da un piccolo gruppo di professionisti, Nicolas Wierinck, Sam Vanoverschelde, Jurgen Van Gemert, Bram Crevits, Arne Depoorter, Pascal Courtois, Geoffroy Delobel, J\u00e9r\u00f4me Franck, Fr\u00e9d\u00e9ric della Faille, legati anche ad altre realt\u00e0 culturali della citt\u00e0 come per esempio la galleria <span class=\"testoscuro\">MediaRuimte<\/span> che ospitava una piccola ma importantissima personale dei nostri<span class=\"testoscuro\"> Limiteazero <\/span>(al secolo Paolo Rigamonti e Silvio Mondino), il Cimatics non ha deluso le aspettative ospitando al suo interno un ricco programma di performance e di installazioni audiovisive, incentrate sia sul dialogo elettronico tra suoni e immagini che sul rapporto anche strumentale e cinematografico tra le due componenti. Cimatics \u00e8 a onor del merito, questo magari non tutti lo sanno, uno dei primi festival europei ad aver intrapreso il sentiero della commistione tra l&#8217;ala pi\u00f9 proprimanete sperimentale della ricerca audio-video pi\u00f9 &#8220;alta&#8221; e quella pi\u00f9 ludica e maggiormente legata a un diffusa cultura elettronica &#8220;pop&#8221;.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Anche il programma del <span class=\"testoscuro\">Cimatics 2006<\/span>, riflette a suo modo questo tipo di confronto. Diviso infatti in due sale all&#8217;interno del bellissimo e centralissimo <span class=\"testoscuro\">Beursschouwburg<\/span>, Cimatics ha visto svolgersi nella parte del teatro le performance audiovisive pi\u00f9 colte e difficili, mentre nell&#8217;area sottostante del <span class=\"testoscuro\">Video Club<\/span> si sono svolti i progetti pi\u00f9 club e divertenti, legati se vogliamo al binomio djing\/vjing.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/audiovideo_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Molti i progetti presentati: tra quelli sicuramente pi\u00f9 efficaci ricordiamo gli ormai collaudati <span class=\"testoscuro\">Blindscape di Scanner+Tez<\/span>, la performance mixmediale del talento <span class=\"testoscuro\">Ryoichi Kurokawa<\/span>, il live set sempre coinvolgente di <span class=\"testoscuro\">Murcof<\/span>, <span class=\"testoscuro\">Rotor dei fratelli Boris&amp;Brecht Debackere<\/span>, il folle micromusic live set dei francesi <span class=\"testoscuro\">Gangpol und Mit<\/span> e il concerto minimal noise del duo <span class=\"testoscuro\">Floris Van Hoof + R.O.T. (K-RAA-K)3<\/span>. Molti dubbi sul nuovo progetto <span class=\"testoscuro\">Art of War<\/span> dei <span class=\"testoscuro\">Light Surgeon<\/span>, forse un po&#8217; troppo pretenzioso nel suo concept e comunque non cos\u00ec efficace come altri loro progetti, e sugli attesi tedeschi <span class=\"testoscuro\">Incite<\/span> con il loro bianchissimo<span class=\"testoscuro\"> How Machine Dance<\/span>. Molto interessanti invece i progetti audio-video non incentrati sull&#8217;elettronica: dai <span class=\"testoscuro\">Kilimanjaro Dark Jazz Ensamble<\/span> agli <span class=\"testoscuro\">Arden<\/span>, Cimatics dimostra il suo interesse verso qualsiasi frontiera di integrazione live tra suono e immagini, anche se non proveniente dall&#8217;area pi\u00f9 propriamente digitale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Interessanti infine le installazioni presenti nella lounge area, da <span class=\"testoscuro\">Spray di Cartsen Nicolai<\/span> a <span class=\"testoscuro\">FF Series del Telcosystems<\/span>, dalla <span class=\"testoscuro\">Multimedia Library <\/span> alla presentazione del nuovo libro dei <span class=\"testoscuro\">D-Fuse intitolato Vjing + Audio-Visual Art<\/span>, un progetto questo francamente tutto da rivedere di cui spero di avere l&#8217;occasione presto di discuterne con i diretti interessati. Abbiamo parlato di tutto ci\u00f2 e molto altro con <span class=\"testoscuro\">Bram Crevits<\/span>, fine teorico nonch\u00e8 uno degli organizzatori del festival.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/audiovideo_mk08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Quali sono i feedback su questa edizione del Cimatics? Quali erano gli obbiettivi di questa edizione e quali le differenze dalle passate edizioni?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bram Crevits<\/strong>:<\/span> L&#8217;obbiettivo di questa edizione del Cimativs festival era molto semplice: raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio con un programma che rimanesse alto in termini di qualit\u00e0, nonch\u00e9 proseguire con lo sviluppo della funzione di piattaforma del Cimatici. Durante i giorni del festival, Cimatici offre ad artisti, promoters, giornalisti o entusiasti, l&#8217;opportunit\u00e0 di incontrarsi e scambiarsi idee, fare progetti. Questa \u00e8 una funzione essenziale di un festival ed \u00e8 l&#8217;unico modo per aiutare e supportare veramente la scena del arte live audiovisiva. In tutta la storia dell&#8217;arte moderna, il dialogo e la discussione hanno dimostrato questo potenziale: gli sviluppi cruciali nella moderna storia dell&#8217;arte, hanno sempre avuto origine non solo nel controverso lavoro dell&#8217;arte in se stessa, ma anche negli scritti, negli articoli, nelle teorie, nelle lotte da bar e nelle storie d&#8217;amore. Specialmente nella scienza dell&#8217;audiovideo, in cui ci sono artisti e partecipanti dei pi\u00f9 diversi background, dai programmatori di computer ai grafici, dai musicisti classici ai performer, pensiamo che questo sia ancora pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo \u00e8 ci\u00f2 che la cultura digitale ci ha portato e ci\u00f2 che quindi il Cimatici cerca di esprimere: la connessione tra mondi completamente differenti. Sembra essere questo un punto di vista meramente concettuale. Ma veramente con Cimatcs cerchiamo di renderlo concreto: attraverso la connessione tra audio e video. Questo concep\u00ec ha anche il vantaggio di non essere limitato solo ai progetti digitali: Cimatics non \u00e8 infatti un festival multimediale nel senso classico del termine. Abbiamo un apertura che ci permette di coinvolgere anche il mondo analogico, per un approccio strutturale alla rivoluzione digitale. E quando quindi parliamo di mixare mondi differenti, l&#8217;ultima e pi\u00f9 importante maniera \u00e8 mixare il mondo analogico e quello digitale, o viceversa. Parte del nostro obbiettivo \u00e8 quindi quello di avvicinare queste persone, e quest&#8217;anno la cosa \u00e8 andata molto bene. Per quanto riguarda la qualit\u00e0 di progetti beh, penso che artisti come Ryoichi Kurokawa, Gangpol und Mit, Floris Vanhoof &amp; R.O.T. o Incite, o Scanner\/Tez, Murcof, solo per nominarne alcuni, non possano essere discussi al momento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/audiovideo_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Quali differenze noti tra le performance audiovisive elettroniche attuali e quelle di un passato anche rcente quando avete iniziato Cimatics? Come \u00e8 cambiato secondo te questo mondo negli ultimi pochi anni e cosa ti aspetti nei prossimi tempi?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bram Crevits<\/strong>:<\/span> Oggi stiamo lavorando alla quinta edizione del festival. Quindi \u00e8 difficile parlare di una graduale evoluzione. Prima di tutto perch\u00e9 \u00e8 un lasso di tempo veramente breve, e in secondo luogo perch\u00e9 quello che ormai vediamo \u00e8 veramente tantissimo. E&#8217; un territorio molto caotico, quasi impossibile individuarne una possibile evoluzione. Questa vastit\u00e0 all&#8217;interno del mondo dei live AV \u00e8 in parte dovuta a Internet: il live audiovisivo non \u00e8 qualcosa di nuovo (ho scritto a tal proposito un testo dal titolo &#8220;The roots of Vjing&#8221; nell&#8217;ultimo libro dei D-Fuse, &#8220;VJ: Audio-Visual Art + VJ Culture&#8221;), esiste da molti anni, forse secoli, ma la presenza di Internet ne ha consentito sicuramente la crescita in termini di progetti e performances.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le persone possono facilmente trovare software per comporre suono o video, oppure creare i loro software per unire audio e immagini, possono incontrare altre persone su un numero crescente di siti web specificamente dedicati ai live audiovideo, al vjing, ecc\u0085 Quindi se vogliamo parlare di rivoluzione, penso che sia quella tecnologica da sottolineare. La tecnologia si evolve molto velocemente, e sta diventando sempre pi\u00f9 accessibile, al contrario la vera evoluzione che vorremmo vedere, quella legata al linguaggio sinestetico audiovisivo, no. Ogni linguaggio ovviamente richiede il suo tempo per evolvere, o meglio, l&#8217;insegnamento o lo sviluppo di un linguaggio richiede tempo ed \u00e8 un processo lento di tentativi ed errori, di sperimentazione. Come per i metodi di apprendimento dei bambini, che hanno bisogno di giocare per imparare. Cimatics vuole quindi offrire questo nel territorio dell&#8217;audiovideo e in maniera pi\u00f9 ampia ai nuovi media e alla cultura digitale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/audiovideo_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Cosa ne pensi della recente attenzione dei media, delle compagnie private, delle istituzioni e di un pubblico pi\u00f9 vasto verso i progetti di sperimentazione artistica audivisiva?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bram Crevits<\/strong>:<\/span> S\u00ec, hai ragione, ma vorrei che fosse chiaro che avere l&#8217;attenzione dei media o trovare compagnie che vogliono sponsorizzare Cimatics, \u00e8 ancora molto duro per noi. Noi prendiamo solo un piccolo supporto, a confronto con quello che i film festival tradizionali ottengono. Anche i puri festival sui new media, sembrano avere canali pi\u00f9 facili al momento. La live audiovisual art e il vjing appartengono a un territorio pi\u00f9 oscuro e in questo senso per noi \u00e8 ancora difficile trovare dei fondi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong> <span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">I progetti multimediali possono essere considerati come la pi\u00f9 moderna forma di cultura pop del mondo occidentale, forse di pi\u00f9 delle avanguardie artistiche che si rivolgono a una nicchia di pubblico di &#8220;esperti&#8221;. Cosa pensi a tal proposito, sei d&#8217;accordo con questa mia sensazione?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bram Crevits<\/strong>:<\/span> Intendi al Cimatics? Posso immaginare che sembri cos\u00ec, ed \u00e8 sicuramente il nostro obbiettivo quello di attraversare i confini. Ma non vogliamo ragionare solo nei termini di una battagli atra arte &#8220;alta&#8221; e &#8220;cultura popolare&#8221;, vogliamo soprattutto stimolare un cross-over tra questi due mondi. Al Cimatici per esempio, abbiamo da un lato le performance a teatro di un certo tipo, per un pubblico seduto, forse pi\u00f9 sperimentali , dall&#8217;altro abbiamo il Video Club con un ambiente pi\u00f9 ludico, come un club con un pubblico pi\u00f9 dancing-drinking-standing-talking-kissing&#8230; A differenza degli altri anni, vendiamo ora un solo biglietto che da accesso ad entrambi i programmi. E quando strutturiamo il programma, non esitiamo ad andare incontro alle esigenze di un certo pubblico con progetti forse pi\u00f9 sperimentali di quelli che presentiamo al pubblico danzante. Puoi chiamarlo programma strategico questo, io preferisco chiamarlo programma illuminato. E funziona. E poi, dopo tutto, noi nati nell&#8217;era della televisione, non siamo dopo tutto esperti di cultura e linguaggi audiovisivi?<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/audiovideo_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">Come \u00e8 possibile oggi, secondo te, per i festival, i curatori, i promoter del mondo dell&#8217;arte elettronica, proseguire e implementare il dialogo con il mondo della sperimentazione e dell&#8217;arte contemporanea (intendo quella dei musei, delle gallerie d&#8217;arte, delle istituzioni culturali)?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bram Crevits<\/strong>:<\/span> Questa \u00e8 una buona domanda, difficile. Come ti ho detto, da un lato \u00e8 importante rimanere in contatto con un pubblico pi\u00f9 ampio. Ma il mondo dell&#8217;arte contemporanea al contempo offre una importante tradizione i riflessione, che unisce i progetti di elettronica alla storia dell&#8217;arte e alla filosofia, alla sociologia altres\u00ec. Questo \u00e8 altrettante importante, e penso che quindi l&#8217;unico modo per avvicinarsi o entrare in contatto con questo mondo sia quello di stimolare la riflessione dall&#8217;interno. Comunque, il mio interesse primario non \u00e8 quello di spingere le dinamiche della cultura popolare nella cosiddetta &#8220;arte alta&#8221;, ma bens\u00ec concentrarmi sulla connessione tra i live av sperimentali e la cultura di massa, rappresentata dalle industrie media e dalla scienza.<\/p>\n<p align=\"justify\">I vjing sono stati influenzati grandemente dall&#8217;arte contemporanea, ma da qui a dire che la televisione \u00e8 stata influenza dai vjs o dai progetti audiovisivi, beh ancora ne passa. Questo \u00e8 un link mancante ed essenziale, nella moderna e globale societ\u00e0 occidentale. Si tratta di etica, di dare riconoscimento alle visioni che provengono da un punto di vista culturale e umanistico. Invece di lasciare che si sviluppino nuovi media audiovisivi solo sulla base di strategie di business, abbiamo forse bisogno oggi di un approccio artistico-culturale a questo sviluppo, che dia priorit\u00e0 al medium di per se stesso. Pensa anche al concetto di economia dell&#8217;informazione e all&#8217;importantissimo ruolo che riveste la creativit\u00e0 al suo interno. Questa creativit\u00e0 funzioner\u00e0, nel breve futuro dell&#8217;economia europea, come materiale di partenza, come l&#8217;acciaio fece in passato.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/audiovideo_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso:<\/span> <\/strong><span class=\"testoscuro\">In conclusione, siete legati ad alter realt\u00e0 della citt\u00e0, come il MediaRuimte. Quanto \u00e8 importante per voi lavorare insieme nella stessa citt\u00e0? Quali sono i vostri eventuali progetti futuri insieme?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Bram Crevits<\/strong>:<\/span> S\u00ec, penso che sia molto importante cooperare con altre istituzioni. Riguardo al MediaRuimte abbiamo con loro un ottimo rapporto che in ultima analisi garatisce la necessaria diversit\u00e0 del programma. Loro sono esperti in un certo campo dell&#8217;arte con i nuovi media che \u00e8 estremamente importante per il focus del Cimatics sul suono e sulle immagini. Penso che anche le eventuali collaborazioni con altre istituzioni in Belgio sarebbero importanti, ma ci piace pensare a Bruxxel non solo come una citt\u00e0 belga. Anche per il fatto che non \u00e8 solo la capitale dei Fiamminghi e dei Belgi, ma anche d&#8217;Europa, quando inizia a collaborare con questa o quella istituzione, questo innesca anche delle competizioni o divisioni con altri potenziali partners. Quindi, preferiamo essere cauti e considerare l&#8217;ambiente nel quale viviamo come Europeo: in questo senso \u00e8 importante la collaborazione con l&#8217;organizzazione Foton, per la musica e i media elettronici. Questo progetto si focalizza sulla sciena audiovisiva di Bruxxel, ma non \u00e8 interpretato come una competizione con altre citt\u00e0 del Belgio o Fiamminghe. Brussels \u00e8 un luogo internazionale, \u00e8 l&#8217;incarnazione dell&#8217;Europa, per cui ogni nostro progetto \u00e8 da considerardi come un progetto Europeo, o internazionale che dir si voglia.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/cimaticsfestival.com\/festival2006\/program\/friday\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/cimaticsfestival.com\/festival2006\/program\/friday\/index.php<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa si \u008f svolto in quel di Bruxxel, il festival Cimatics, uno dei pi\u009d interessanti appuntamenti europei per tutti coloro che si interessano di sperimentazione audiovisiva elettronica. 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