{"id":10093,"date":"2006-12-06T12:00:00","date_gmt":"2006-12-06T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-020\/alterated-states-of-perception\/"},"modified":"2020-10-23T10:59:37","modified_gmt":"2020-10-23T09:59:37","slug":"alterated-states-of-perception","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-020\/alterated-states-of-perception\/","title":{"rendered":"Stati Alterati Di Percezione"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Il teatro <span class=\"testoscuro\">Palladium di Roma<\/span> \u00e8 stato scena fino al 20 ottobre di <span class=\"testoscuro\">Sensi Sotto Sopra<\/span>, mostra curata dal francese <span class=\"testoscuro\">Richard Castelli<\/span> e compresa nel programma 2006 del <span class=\"testoscuro\">Romaeuropa Festival<\/span>.<\/p>\n<p>Attraverso opere interattive e immersive il curatore ha voluto offrire una sperimentazione delle modalit\u00e0 percettive con le quali ci si rapporta all&#8217;arte, al cinema e ai mezzi di comunicazione, ma anche evidenziare lo stravolgimento del rapporto opera-spettatore innescato dall&#8217;uso del digitale, tema divenuto ormai un classico dell&#8217;intreccio tra arte e tecnologie. Caratteristica interessante della mostra l&#8217;aver accostato opere di grande impatto sensoriale a lavori pi\u00f9 concettuali, che provocano piccoli cortocircuiti percettivi, momenti di riflessione sulle dinamiche sensoriali standardizzate.<\/p>\n<p>Al primo gruppo appartiene sicuramente la <span class=\"testoscuro\">Hemisphere <\/span>, installazione di <span class=\"testoscuro\">Ulf Langheinrich<\/span> costituita da una cupola del diametro di dieci metri posta nella platea del Palladium, sotto la quale lasciarsi andare a un bagno di granuli audiovisivi in divenire costante, lenta catarsi che allontana dal corpo ed espande udito e visone; immersiva e quasi ludica <span class=\"testoscuro\">Helikopter <\/span>di <span class=\"testoscuro\">Holger F\u00f6rterer<\/span>, installazione costituita da proiezioni a terra che interagiscono con il movimento degli spettatori, creando l&#8217;illusione di camminare su un&#8217;acqua di pixel rimescolati; stesso tipo di interazione visivo-motoria nell&#8217;opera di <span class=\"testoscuro\">Du Zhenjun &#8211; Cancello la tua traccia<\/span> , nella quale lo spettatore \u00e8 invitato a percorrere un tappeto di corpi intenti a cancellare le tracce del suo passaggio. L&#8217;opera ricorda molto i lavori del gruppo italiano <span class=\"testoscuro\">Studio Azzurro<\/span>, presente a Sensi Sotto Sopra con un estratto da <span class=\"testoscuro\">Il Soffio sull&#8217;angelo<\/span>: presentato come un&#8217;installazione emisferica al centro della sala superiore del Palladium, ha sofferto di questo allestimento che ha castrato la leggerezza e l&#8217;interattivit\u00e0 dell&#8217;opera originale, fatta di corpi fluttuanti su una cupola di velo sospesa sul pubblic.<\/p>\n<p>L&#8217; opera\u00a0The scream\u00a0di\u00a0Gregory Barsamian, \u00e8 invece basata su una sperimentazione concettuale oltre che sensibile del fenomeno della persistenza retinica: l&#8217;artista ha realizzato una sequenza di sculture in gesso che, grazie a un sistema meccanico, creano l&#8217;illusione del movimento davanti all&#8217;occhio dello spettatore, una sconvolgente metamorfosi di un oggetto reale, uno sfasamento tra ci\u00f2 che vediamo e ci\u00f2 che crediamo di vedere. Un crack delle nostre abitudini percettive \u00e8 anche l&#8217;installazione\u00a0<em>TV\u00a0<\/em>Predator\u00a0di\u00a0S\u00e9bastien N\u00f6el @ Tro\u00efka, congegno in agguato all&#8217;interno di un ambiente che riproduce il classico spazio domestico: un divano, qualche quadro alla parete e un televisore, disturbato improvvisamente dal predatore invisibile. Abbiamo intervistato il curatore della mostra\u00a0Richard Castelli.<span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\"><span style=\"color: #333333; font-size: 13px;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/videoart_claudiadalonzo03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>: Qual \u00e8 l&#8217;idea dalla quale sei partito nella progettazione della mostra Sensi Sotto Sopra? Che tipo di lettura hai voluto proporre dell&#8217;arte digitale?<\/p>\n<p><strong>Richard Castelli<\/strong>: Quando\u00a0Monique Veaute e Fabrizio Grifasi\u00a0mi hanno proposto di realizzare la prima mostra nella storia del Roma Europa, desideravano farlo in un luogo legato in modo particolare al festival: il teatro Palladium. Questo teatro ha molte particolarit\u00e0: \u00e8 molto intimo, la platea \u00e8 circolare ed \u00e8 inoltre un teatro frontale classico. Mi \u00e8 sembrato appropriato eliminare le poltrone dalla sala per rompere il carattere frontale della rappresentazione e sviluppare questa rottura attraverso delle opere che stravolgessero la relazione tipica tra spettatore e opera, che rompessero quindi il quadro della scena invadendolo. Sensi Sensi Sotto Sopra \u00e8 il risultato di un incontro tra un&#8217;architettura e un&#8217;idea che sfrutta al massimo questa stessa architettura.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come hai scelto gli artisti presenti?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Richard Castelli<\/span><\/strong>: La loro partecipazione \u00e8 derivata da quanto ho detto prima: la gigantesca cupola di <span class=\"testoscuro\">Ulf Langheinrich<\/span> si adatta perfettamente allo scrigno della sala e offre al pubblico sottostante una nuova dimensione visiva occupata dal vortice, o dal lato inverso, la cupola \u00e8 contemporaneamente una bella scultura sulla quale giocano gli angeli di Studio Azzurro, visibili dal balcone. Sulla platea, tre opere di <span class=\"testoscuro\">Du Zhenjun, Holger F\u00f6rterer e Marie Maquaire<\/span> che sembrano controllate dal pubblico; qualche allusione al pre-cinema di Gregory Barsamian e Christian Partos, un&#8217;epoca nella quale il quadro non aveva ancora condizionato l&#8217;immagine in movimento. Quattro televisori poi di <span class=\"testoscuro\">Pierrick Sorin<\/span> in omaggio al teatro dei fantasmi fiorito nel XIX secolo. Un altro omaggio, quello di <span class=\"testoscuro\">David Moises,<\/span> al genio di un inventore degli anni 60&#8242; che ide\u00f2 la prima televisione in rilievo. L&#8217;interfaccia pi\u00f9 interattiva e immersiva del mondo, quella di <span class=\"testoscuro\">Time&#8217;s Up<\/span>. Un manipolatore del panorama e del tempo proposto da <span class=\"testoscuro\">Romy Achitur<\/span>. Uno strip-tease integrale senza corpo del reato, opera anche questa di <span class=\"testoscuro\">Christian Partos<\/span>. E l&#8217;installazione pi\u00f9 aggressiva della mostra: la <span class=\"testoscuro\">TV Predator di S\u00e9bastien No\u00ebl@troika<\/span>, che attacca il quadro pi\u00f9 invadente della nostra epoca, la televisione.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo bisogna fare attenzione a non ridurre mai le opere presenti al ruolo di semplici illustrazioni di un concept complessivo: queste opere restano delle potenti e autosufficienti anche al di fuori del concept di questa mostra. Se un&#8217;opera dovesse illustrare fedelmente un concept, ma fosse di per s\u00e9 debole, non la presenterei .<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/videoart_claudiadalonzo04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Parlando delle opere esposte: in alcune si nota un coinvolgimento sensoriale provocato da un alto coefficiente tecnologico, come in <em>Hemisphere<\/em>, altre invece fanno uso di strumentazioni di tipo meccanico, penso ad esempio a <em>Step motion animation <\/em>o <em> The Scream <\/em>. Queste due differenti tipologie di opere implicano modi di coinvolgimento diversi dello spettatore?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Richard Castelli<\/span><\/strong>: Il coefficiente tecnologico non indica affatto una direzione nella modalit\u00e0 di partecipazione del pubblico, questo \u00e8 un fattore indipendente: due opere con una grande differenza tecnica posso coinvolgere il pubblico nello stesso modo, come pure due opere con un livello tecnico equivalente possono coinvolgere in maniera diametralmente opposta.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Mi parleresti della tua esperienza personale come curatore? Come hai iniziato ad occuparti di new media art? <\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Richard Castelli<\/span><\/strong>: Ero destinato d una carriera di biologo molecolare ma ho iniziato a maturare l&#8217;dea che l&#8217;orizzonte di una tale professione si limitasse socialmente a essere o un ricercatore di stato che sta dietro alla sovversione e all&#8217;ascesa di una gerarchia dalla legittimit\u00e0 tutta da dimostrare, oppure un membro di una societ\u00e0 che fa del business genetico. Le due opzioni mancavano di glamour e di spirito di avventura, e questo \u00e8 il colmo per una materia che gi\u00e0 in procinto di rivoluzionare l&#8217;essere umano e la sua societ\u00e0. Visto che mi interessavo di musica elettroacustica dall&#8217;et\u00e0 di dodici anni, ho trovato questa via pi\u00f9 interessante. Da l\u00ec sono passato alla produzione di musica sperimentale, alla quale si \u00e8 aggiunta la programmazione e la produzione di spettacoli, installazioni e film, di volta in volta sempre pi\u00f9 incentrati sui new media. Infine sono giunto all&#8217;organizzazione di esposizioni caratterizzate dall&#8217;uso di nuove tecnologie, ma non solo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag20\/articoli\/img\/videoart_claudiadalonzo05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Pensi che l&#8217;utilizzo di nuove tecnologie nell&#8217;arte stia cambiando il ruolo ed il lavoro del curatore?<\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Richard Castelli<\/span><\/strong>: E&#8217; chiaro che una preparazione tecnica e un modo di pensare che non sia refrattario alla tecnologia sono consigliabili poich\u00e9, malgrado una buona preparazione generale, tale compito necessita anche capacit\u00e0 di sintesi e la costante capacit\u00e0 di anticipare i risultati tanto dal lato artistico che scenico. Una migliore conoscenza delle tecnologie permette anche di non essere facilmente mistificato dai ciarlatani che pullulano ovunque. Allo stesso tempo, bisogna lasciarsi prendere, affascinare il pubblico con le opere presentate come anche dalle tecnologie che le animano.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Claudia D&#8217;Alonzo<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Dalla met\u00e0 degli anni novanta circa, le installazioni interattive hanno iniziato a caratterizzarsi per un uso di tecnologie sempre pi\u00f9 sofisticate ma allo stesso tempo pi\u00f9 discrete, meno visibili. Pensi che questa tendenza si sia consolidata attualmente in maniera stabile o credi ci siano altre tendenze nella progettazione degli ambienti interattivi? <\/span><\/p>\n<p><strong><span class=\"testoscuro\">Richard Castelli<\/span><\/strong>: La miniaturizzazione dell&#8217;elettronica e l&#8217;accelerazione della velocit\u00e0 di elaborazione permettono di fatto alle tecnologie di essere pi\u00f9 discrete, se necessario. Tanto meglio, ma se ci\u00f2 obbliga gli artisti alla discrezione, allora ci troveremo davanti ad una regressione. Penso soprattutto che l&#8217;essere passati dall&#8217;interesse per le macchine visibili a un interessere per le tecnologie invisibili dia man forte ai discorsi pseudo filosofici detti o scritti da persone che non pensano le loro. Entrambe, sono cose di poco interesse.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.romaeuropa.net\/Sensi_sotto_Sopra\/Sensi_Home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.romaeuropa.net\/Sensi_sotto_Sopra\/Sensi_Home.html<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.epidemic.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.epidemic.net\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il teatro Palladium di Roma \u008f stato scena fino al 20 ottobre di Sensi Sotto Sopra, mostra curata dal francese Richard Castelli e compresa nel programma 2006 del Romaeuropa Festival.Attraverso opere interat tive e immersive il curatore ha voluto offrire una sperimentazione delle modalit\u0088 percettive con le quali ci si rapporta all&#8217;arte, al cinema e ai mezzi di comunicazione, ma anche evidenziare lo stravolgimento del rapporto opera-spettatore innescato dall&#8217;uso del digitale, tema divenuto ormai un classico dell&#8217;intreccio tra arte e tecnologie.<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":29622,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,173],"tags":[53,71],"class_list":["post-10093","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-020","tag-interviews","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Stati Alterati Di Percezione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-020\/alterated-states-of-perception\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Stati Alterati Di Percezione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The show managed by Richard Castelli called Sensi Sotto Sopra have been present at the Palladium in Rome since last 20 th October and included in the 2006 program of the Romaeuropa Festival. 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