{"id":10077,"date":"2006-11-01T12:00:00","date_gmt":"2006-11-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-019\/the-archimedes-project-insists-on-the-net\/"},"modified":"2020-10-23T10:38:36","modified_gmt":"2020-10-23T09:38:36","slug":"the-archimedes-project-insists-on-the-net","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-019\/the-archimedes-project-insists-on-the-net\/","title":{"rendered":"L&#8217;archimedes Project Fa Leva Sulla Rete"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">E&#8217; singolare come spesso le esperienze &#8220;concrete&#8221; della Rete vengano trascurate dall&#8217;attenzione pubblica a scapito di teorie fumose che profetizzano chiss\u00e0 quale paradiso in Internet e nella sua sublimazione sociale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno dei casi di ingiustificata inosservanza \u00e8 l&#8217;<span class=\"testoscuro\">Archimedes Project<\/span>, parte della <span class=\"testoscuro\">Digital Libraries Initiative Phase 2<\/span>, un programma della <span class=\"testoscuro\">National Science Foundation<\/span>, supportato anche dal <span class=\"testoscuro\">Classic Department della Harvard Univerisity<\/span>, dal <span class=\"testoscuro\">Max Planck Institute f\u00fcr die Wissenschaftsgeschichte <\/span> di Berlino e da altre facolt\u00e0 americane e inglesi. Una rete istituzionale che unita al network scolastico del <span class=\"testoscuro\">Programme International de Coop\u00e9ration Scientifique (PICS) <\/span> rende l&#8217;iniziativa digitale di primaria importanza nel panorama internazionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il progetto consiste in una libreria digitale aperta che raccoglie i lavori pi\u00f9 importanti e conosciuti della scienza meccanica. La meccanica \u00e8 considerata oggi una parte della fisica, nasce da intuizioni e speculazioni filosofiche gi\u00e0 tra i mesopotami, trova una base matematica in <span class=\"testoscuro\">Archimede<\/span> e alcune teorie in <span class=\"testoscuro\">Aristotele<\/span>, mentre diventa principale protagonista del pensiero scientifico con le leggi fondamentali della fisica che si occupano del movimento dei corpi e dell&#8217;azione delle forze grazie a <span class=\"testoscuro\">Galilei<\/span> e <span class=\"testoscuro\">Newton<\/span>. Il Max Planck Institute for the History of Science ha messo a disposizione un vasto patrimonio di testi che vanno dal III millennio a. C (preistoria della meccanica) fino all&#8217;aristotelismo rinascimentale, ma \u00e8 previsto un ampliamento del patrimonio librario fino al periodo del declino della meccanica classica, con l&#8217;avvento della meccanica quantistica e della teoria della relativit\u00e0 generale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/ia_gigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La suddivisione temporale focalizza giustamente l&#8217;attenzione sulla scienza come pratica di sapere piuttosto che sulla cultura come forma identitaria di civilt\u00e0 antiche come quella della Mesopotamia, dell&#8217;Antica Grecia e della Cina, il mondo arabo e quello latino antico. Innumerevoli le innovazioni della meccanica nell&#8217;arco di tempo preso in considerazione e soprattutto incalcolabili le loro applicazioni pratiche: dalla navigazione agli armamenti, dall&#8217;edilizia alla costruzione di strumenti musicali.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;enorme corpus digitale rimarrebbe materia inerte se non fosse sottoposto a una validazione empirica innovativa; ci\u00f2 \u00e8 possibile grazie ad un &#8220;sistema aperto di consultazione&#8221; che rende i testi stessi di nuovo produttivi in base alle ricerche effettuate. In un primo momento il modello informatico <span class=\"testoscuro\">MPIWG (un software utilizzato, tra l&#8217;altro da progetti come l&#8217;European Cultural Heritage Online, ECHO)<\/span> registra i risultati dei termini ricercati attingendo da dizionari storici, enciclopedia, memorie, ecc. La potenzialit\u00e0 del motore di ricerca (interfaccia DonatusXML-RPCI) risiede per\u00f2 nella possibilit\u00e0 di esecuzione di una ricerca morfologica: non solo necessari vocaboli (scientifici) interi quindi, ma bastano le radici etimologiche (nelle loro varianti). In questo modo si limita un grosso problema linguistico che si presenta quando colleghiamo testi classici occidentali con quelli arabi (una fonte indispensabile per opere con un sistema di scrittura diverso dal nostro e per la riscoperta degli originali greci, perch\u00e9 spesso sono le ultime opere tradotte rimaste).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/ia_gigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">I risultati delle ricerche sono solo il punto di partenza di una successiva rielaborazione. Infatti il progetto, oltre ai gi\u00e0 accennati database e motori di ricerca, offre uno <em>user agent <\/em> arboreale di organizzazione, ovvero un&#8217;applicazione per l&#8217;annotazione di testi XML che permette agli utenti di lavorare con versioni parallele di testi (supportati in alfabeto latino, greco, arabo, cinese con scritti anche in cuneiforme), in modo da ridisegnare il percorso del concetto scientifico ricercato per priorit\u00e0, affinit\u00e0, devianze o parallelismi; il tutto inserendo semplicemente dei metatag per identificare meglio alcuni nodi rispetto ad altri.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si vengono cos\u00ec a creare di volta in volta nuove mappe concettuali (i cosiddetti <span class=\"testoscuro\">Archimedes Bundle<\/span>), che nella loro sedimentazione (ci sono bundle primari, cio\u00e8 pi\u00f9 resistenti alle riconfigurazioni e bundle secondari, dalla struttura pi\u00f9 flessibile) sono capaci di riflettere i modelli mentali della storia della meccanica, alla base delle teorie e delle pratiche scientifiche che hanno accompagnato il lavoro dei classici. Queste strutture di pensiero &#8220;ridisegnate tecnologicamente&#8221; possono spiegare meglio come sono stati possibili innanzitutto alcuni fenomeni precursori delle teorie e delle scoperte scientifiche, come ad esempio l&#8217;atomismo, gi\u00e0 dibattuto nell&#8217;Antica Grecia prima ancora che si avesse la certezza dell&#8217;esistenza di atomi. Allo stesso tempo le mappe concettuali potrebbero anche chiarire come la meccanica sia diventata un elemento centrale della produttivit\u00e0 sociale grazie alla realizzazione di complicate opere architettoniche o di macchine anche senza la base scientifica e tecnologica di oggi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/ia_gigighezzi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Gli obiettivi dell&#8217;utilizzo di un tale modello di libreria digitale sono tanto semplici quanto nobili: gli studenti delle scienze umanistiche, in particolar modo di storia della scienza, devono poter lavorare con interfacce flessibili ed accessibili, la strada imboccata \u00e8 quella della <span class=\"testoscuro\">linguistic middleware<\/span>, metasoftware (o user agent) che sono in grado di far comunicare tra loro diversi software per sfruttare al massimo le potenzialit\u00e0 di diverse applicazioni che devono trattare un patrimonio eterogeneo di dati linguistici.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma i risultati del progetto non si fermano allo sviluppo delle interfacce. La ricerca, la diffusione e l&#8217;accrescimento del sapere rimangono l&#8217;obiettivo primario: si tratta cio\u00e8 di riuscire in qualche modo a proseguire il modo di operare collaborativo della pratica scientifica nel web e ci\u00f2 \u00e8 possibile grazie alla realizzazione di un sistema comunicativo di testi che permetta link semantici multipli (e quindi non unidirezionali come i tradizionali del web), la contemporanea creazione e consultazione di contenuti (e non una rigida separazione come negli attuali siti web) e un metodo di scambio di idee pi\u00f9 fluido, dove ogni studente pu\u00f2 comunicare con altri che lavorano ad un progetto affine.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"mailto:elena@pigmagazine.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/archimedes2.mpiwg-berlin.mpg.de\/archimedes_templates<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei casi di ingiustificata inosservanza \u008f l&#8217;Archimedes Project, parte della Digital Libraries Initiative Phase 2, un programma della National Science Foundation, supportato anche dal Classic Department della Harvard Univerisity, dal Max Planck Institute f\u00fcr die Wissenschaftsgeschichte di Berlino e da altre facolt\u0088 americane e inglesi. 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