{"id":10072,"date":"2006-11-01T12:00:00","date_gmt":"2006-11-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-019\/laurent-marques-electro-head-world\/"},"modified":"2020-10-23T10:42:13","modified_gmt":"2020-10-23T09:42:13","slug":"laurent-marques-electro-head-world","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/laurent-marques-electro-head-world\/","title":{"rendered":"Laurent Marques: Electro Head World"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;I miei corti d&#8217;animazione sono come sogni, trasformati in un dipinto a colori. Mi piace esplorare metodi e strumenti diversi. Il digitale combinato al video, al suono, al 3D, in forma artistica, mi d\u00e0 un modo unico per esplorare l&#8217;inconscio, con il tocco della sensibilit\u00e0 e dell&#8217;emozione. La luce e la trama sono le mie matite, come nell&#8217;imprimersi di una pellicola 16mm&#8221;. \u0096 Laurent Marques<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Laurent Marques<\/span> \u00e8 nato a Bordeaux in Francia, nel 1971. Ha lavorato nella grafica pubblicitaria per oltre 12 anni. Nel 1996 ha iniziato a collaborare con l&#8217;artista e sound designer <span class=\"testoscuro\">Patrick Malinguaggi<\/span>. Nel 2002, dopo molti esperimenti 3D e audio, dall&#8217;idea di un demo \u00e8 nata l&#8217;animazione video <span class=\"testoscuro\">Subsynchronous Whirl<\/span>. Nel 2006 \u00e8 arrivato <span class=\"testoscuro\">Subsynchronous 2: Reloaded<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Marques sta attualmente esplorando le possibilit\u00e0 degli ActionScript di Flash legati all&#8217;uso dell&#8217;interattivit\u00e0. Ho avuto modo di contattare Laurent e scambiare due chiacchiere con lui riguardo a questi temi, dai suoi esordi come graphic designer e ai suoi primi studi sulle immagini fisse e alle prime collaborazioni, fino ad arrivare ai progetti pi\u00f9 recenti e allo studio apprfondito di un linguaggio ormai comune come quello di Flash per ottenere rislutati sorprendenti, a livello tecnico ma anche a livello di comunicazone emotiva, nell&#8217;ambito dell&#8217;interaction design. Parlando con Marques emergono chiaramente i suoi riferimenti artistici e culturali, fatti di rimandi cinematografici a grandissimi autori quali Linch, Lang, Kubrick, Tarkowski, ma anche i suoi interessi progettuali, che rimandano non solo a uno studio sempre p\u00ec\u00f9 approfondito del dialogo tra suono e immagini, ma anche e soprattutto a un&#8217;analisi di quello che \u00e8 il futuro dei film, della cinematografia sul web o via sowftare, della possibilit\u00e0 di dialogo interattivo con lo spettatore.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/design_silviascaravaggi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Partendo dal principio, dalla collaborazione con l&#8217;artista e musicista Patrick Malinguaggi, come avete iniziato a lavorare insieme? Che cosa vi ha ispirato?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Conosco Patrick da quando eravamo bambini. Nel 1983 io ho iniziato a dipingere e Patrick a suonare (la tastiera), ma ancora non avevamo alcuna idea delle implicazioni che avremmo trovato tra le due arti. Ho studiato anche informatica, programmazione, grafica, ma la tecnica era cos\u00ec immatura che non riuscivo a trovare dei collegamenti tra pittura, musica e computer. Pi\u00f9 tardi iniziai a studiare biologia ed ecologia all&#8217;universit\u00e0, ma non ero soddisfatto. Allora decisi di fare quello che preferivo: pittura e informatica. Mia madre trov\u00f2 un collegamento con la grafica pubblicitaria. Era proprio la mia strada. Cos\u00ec studiai 2 anni in accademia, e trovai velocemente un lavoro. Ero diventato un <span class=\"testoscuro\">graphic designer. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ho lavorato sull&#8217;immagine fissa per un lungo periodo, ma un giorno il movimento mi affascin\u00f2: avevo visto <span class=\"testoscuro\">EraserHead <\/span> di <span class=\"testoscuro\">David Lynch<\/span> alla televisione. Cos\u00ec mi misi a lavorare sul &#8220;tempo&#8221;. After Effects divent\u00f2 cos\u00ec il mio strumento per la <span class=\"testoscuro\">motion graphic<\/span>. Sapevo che il suono pu\u00f2 stare su un&#8217;immagine, ma non sapevo come realizzarlo. Patrick mi suon\u00f2 un giorno qualche suo pezzo: un concerto classico. Lavorammo su un midi con un <span class=\"testoscuro\">Atari ST e Cubase<\/span>. Quel giorno gli parlai del mio lavoro e iniziammo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Era il 1996. La prima collaborazione con Patrick fu come il demo di un gioco, con grafica, pittura, fotografia\u0085non sapevamo nemmeno cosa stessimo facendo!! Pi\u00f9 tardi, quando scoprii il cinema d&#8217;autore, mi ricordai della magia delle immagini e del suono, soprattutto nel lavoro di Lynch, che mi ha sempre influenzato, cos\u00ec come <span class=\"testoscuro\">Akira Kurosawa, Stanley Kubrick<\/span> ( <em>2001. Odissea nello spazio <\/em> \u00e8 il mio fetish film, a proposito di sperimentazione su immagini e sonoro), <span class=\"testoscuro\">Fritz Lang, Win Wenders<\/span>, e pi\u00f9 tardi <span class=\"testoscuro\">Andrei Tarkovsky.<\/span> Tarkovsky \u00e8 per me il genio, con un film come <em>Solaris<\/em>, la risposta sovietica a <em>2001 <\/em> di Kubrick. Entrambi qusti registi credono in qualcosa, a una cosa segreta, nelle profondit\u00e0 della mente. Personalmente io ho fatto questa esperienza con Patrick, perch\u00e9 il suono comunica qualcosa di astratto e l&#8217;immagine \u00e8 l&#8217;opposto, ma a volte accade il contrario, e quando accade \u00e8 magico.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/design_silviascaravaggi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Mi piacerebbe parlare del lavoro che stai portando avanti in questo momento\u0085<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Al momento sto studiando i nuovi media, soprattutto <span class=\"testoscuro\">Flash Actionscript<\/span>, per poter comunicare in tutto il mondo, superare i confini francesi. Per quanto riguarda l&#8217;interattivit\u00e0, sto testando varie possibilit\u00e0 e costruendo.. Ho sempre avuto molte difficolt\u00e0 in Francia, soprattutto al sud, nel mostrare il mio lavoro o condividere esperienze sul film, il 3D e l&#8217;art design. Vivo in un posto turistico, d&#8217;altronde. L&#8217;unico scambio veramente positivo \u00e8 stato a Parigi con <span class=\"testoscuro\">Michael Roulier <\/span> (alias <span class=\"testoscuro\">cinematicfilm.com<\/span>), il mio video <span class=\"testoscuro\">Subsynchronous <\/span> si trova sul suo sito. Questa collaborazione \u00e8 ovviamente libera, underground, perch\u00e9 questa \u00e8 la situazione che si trovano a vivere molti che come me si occupano di una cultura che in Francia ancora non \u00e8 stata riconosciuta.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Anche in Italia, credo, ci sia molto da fare in questo senso, per le nuove ricerche e i nuovi media. Comunque, nel panorama europeo qualcosa sta cambiano, o no?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Nell&#8217;arte c&#8217;\u00e8 un nuovo scambio di idee, un nuovo approccio, ma credo che l&#8217;arte di oggi sia maggiormente trasversale rispetto al passato. Voglio dire che, prima, ogni arte esplorava l&#8217;interesse del momento. Con l&#8217;arrivo della fotografia, i pittori si chiesero: perch\u00e9 dovremmo continuare con il realismo? Perch\u00e9 non tradurre l&#8217;impressione della luce, anzich\u00e9 limitarci ad un disegno realistico. Sempre di pi\u00f9 la pittura divenne sensibile all&#8217;ambiente, al mondo, alla politica, l&#8217;oggetto dell&#8217;arte era diventato pi\u00f9 concettuale o propagandistico. Nel mondo d&#8217;oggi, \u00e8 internet che sta rivoluzionando la nostra vita, ora e nel futuro.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/design_silviascaravaggi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Subsynchronous in che modo, in che condizioni \u00e8 nato?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Io e Patrick abbiamo creato <span class=\"testoscuro\">Subsynchronous <\/span> per generare una simbiosi tra immagine e suono. Abbiamo lavorato molto su questo concetto, in cui il suono ha una posizione privilegiata. Cos\u00ec, io lavoravo in base al suono che udivo, e chiedevo a Patrick di creare suoni su richiesta in base alle mie idee. Prima arrivano le immagini nella mia mente, poi si costruisce la storia. L&#8217;influenza della musica mi \u00e8 rimasta da quando dipingevo, il suono mi parla del movimento e della narrazione. \u00c8 un concetto rarissimo nell&#8217;industria del cinema, solo pochi autori \u0096 quelli di cui parlavo prima \u0096 lavorano cos\u00ec. Eravamo anche molto influenzati dal <span class=\"testoscuro\">doom metal<\/span>, nel senso delle atmosfere, delle ambientazioni. Sperimentazioni elettroniche, frequenze limbiche: il suono, il rumore, traducono quello che non si pu\u00f2 rappresentare, ad esempio uno stiramento, una pressione. Ambientazione dark e una splendida poesia sulla quale si basa tutto: &#8220;<em>Wide awake right now&#8230;\/when I should be,\/need to be&#8230;\/unconscious&#8221; <\/em>. ( \u00a9 Toby Thain &#8211; 21 Feb 2000, 3.25am).<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Come si \u00e8 evoluta la tua tecnica nel lavoro con Subsynchronous?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Ho lavorato sulla tecnica per 6 anni prima di iniziare <span class=\"testoscuro\">Subsynchronous<\/span><em>, <\/em> e lavoro ancora sull&#8217;animazione. \u00c8 un continuo imparare, ma la tecnica non basta. Se guardo i film di Hollywood, mi accorgo che non sono film eterni; se guardo <span class=\"testoscuro\">Metropolis (1972) di Fritz Lang <\/span>, invece, non penso sia qualcosa di sorpassato. Lang ha creato davvero la Settima Arte, il linguaggio del cinema, ha lavorato sulla visione del futuro (immaginando il regime che avrebbe sottomesso la Germania, con la II Guerra Mondiale, di l\u00ec a poco). Tutte le sue idee sul futuro delle tecnologie ci sono realmente: il robot, la citt\u00e0, la produzione. Ed egli chiude il suo film con un meraviglioso messaggio: &#8220;il cuore \u00e8 il medium tra la mano e la mente&#8221;. Ovviamente il film di Fritz Lang sarebbe stato tecnicamente migliore con gli strumenti di oggi, ma io non cambierei davvero nulla.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 per questo che la mia tecnica su <em>Subsynchronous <\/em> \u00e8 come un&#8217; anti-tecnica : con il vecchio, lo sporco, gli aloni. L&#8217;unico elemento tecnicamente alto \u00e8 il 3D, ma ho lavorato un sacco per spezzarne la perfezione che lo rende irreale. Dico sempre: &#8220;io odio il 3D&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 troppo prevedibile, logico e non permette la casualit\u00e0. Perci\u00f2 \u00e8 stata una sfida per me lavorare in questo modo. La composizione mi ha aiutato molto, per i disturbi, la luce, la profondit\u00e0, il tocco delle vecchie lenti, la trama da pellicola. In fondo, la tecnica mi d\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di realizzare le mie idee e non il contrario.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/design_silviascaravaggi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: E come sei arrivato all&#8217;idea di interattivit\u00e0? \u00c8 questa la tua nuova direzione?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Avrei sempre voluto fare un film, ma era troppo complicato, perch\u00e9 produrlo significava avere attori, scene, niente di astratto, parti di idee o sensazioni. Invece, il mondo dei games aveva molte pi\u00f9 prospettive, i giovani amano i videogiochi. Ma a me non piacciono. Quando ho visto <span class=\"testoscuro\">Lost Highway <\/span> di <span class=\"testoscuro\">David Lynch<\/span> ho capito come doveva essere un film per me, una nuova direzione. Le scene sono come un labirinto con svariate possibilit\u00e0, pezzi di idee, immagini astratte che si compongono come in un puzzle. Ma il genio di Lynch non gli ha mai detto: guarda, \u00e8 una storia vera. No, Lynch pensa che ogni spettatore possa interpretare il film come vuole. Cos\u00ec ho pensato che se un film dev&#8217;essere interpretato, ognuno pu\u00f2 vedere una storia diversa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9, dunque, non interagire con la storia e crearla come vuoi, come nella vita. Se faccio quello, vado l\u00e0, se faccio quell&#8217;altro, arrivo l\u00ec\u0085Diventa qualcosa di molto potente, ogni persona pu\u00f2 raccontare quello che succede nella sua storia. Flash \u00e8 lo strumento per iniziare a creare un <span class=\"testoscuro\">film interattivo<\/span>. Vorrei rendere interattivi il cambio d&#8217;immagine e il suono, con l&#8217;uso del mouse. Vorrei qualcosa di organico e liscio. L&#8217;interattivit\u00e0 potr\u00e0 dare informazioni ad alcuni, e non ad altri, dipende dalla sensibilit\u00e0 di ognuno. Mi piacerebbe tenere traccia del percorso di queste persone per capire come reagiscono, cosa provano. Non so ancora se inizier\u00f2 da una scena o da un&#8217;animazione interattiva, con poesia, luce e ambiente particolari. \u00c8 semplicemente un&#8217;ispirazione personale, la sperimentazione mi insegner\u00e0 come tradurre questi concetti in lavoro per un sito nuovo ed interattivo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag19\/articoli\/img\/design_silviascaravaggi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Che utilit\u00e0 pu\u00f2 avere l&#8217;interattivit\u00e0 nell&#8217;arte e nella vita reale? Se pensi che ne abbia una&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Artisticamente parlando, nessuna. \u00c8 una nuova arte, come l&#8217;animazione. Avr\u00e0 un codice artistico, e il codice stesso generer\u00e0 arte. Gli sviluppatori IMHO hanno bisogno di essere artisti prima che codificatori. \u00c8 qui che la scienza sfocia nell&#8217;arte, come con Leonardo Da Vinci. Nella vita, invece, l&#8217;interattivit\u00e0 \u00e8 sicuramente utile, perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;arte vitale, che ci permette di interpretare il mondo reale per crearne uno nuovo, attraverso la nostra mente. La gente pu\u00f2 condividere e interagire con mondi differenti, artisticamente parlando. Queste sperimentazioni possono essere usate anche nella psicoterapia, nell&#8217;analisi dell&#8217;inconscio, nella scienza\u0085<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Silvia Scaravaggi<\/strong>: Una volta mi hai detto che credi che la tv e i film interattivi siano il futuro dei media. Allora ti chiedo: come vedi il futuro dei nostri media?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Laurent Marques<\/strong>:<\/span> Vedo schermi LCD diventare carta e comunicare in continuo con internet, telefono, televisione. Uno schermo LCD come un libro su cui muovere le dita. Potrai inventare il tuo film su di un LCD e vederne il risultato sul tuo televisore al plasma! In tempo reale!.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.electroheadfilms.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.electroheadfilms.com<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cinematicfilm.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.cinematicfilm.com<\/a><\/strong>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laurent Marques \u008f nato a Bordeaux in Francia, nel 1971. Ha lavorato nella grafica pubblicitaria per oltre 12 anni. Nel 1996 ha iniziato a collaborare con l&#8217;artista e sound designer Patrick Malinguaggi. Nel 2002, dopo molti esperimenti 3D e audio, dall&#8217;idea di un demo \u008f nata l&#8217;animazione video Subsynchronous Whirl. 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Impiegata da dicembre 2015 presso l'Ufficio Cultura del Comune di Crema, ha lavorato per dieci anni presso l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Cremona, principalmente per la realizzazione del Distretto Culturale locale. Laureata all'Universit\u00e0 di Pisa in Teoria e Tecniche dei Media Audiovisivi, dal 2004 scrive per riviste d'arte: Digicult, Artribune e precedentemente Exibart. 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