{"id":10061,"date":"2006-10-04T12:00:00","date_gmt":"2006-10-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/"},"modified":"2020-10-23T10:22:04","modified_gmt":"2020-10-23T09:22:04","slug":"semantic-vjing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/","title":{"rendered":"Semantic Vjing"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Guardandoci intorno non possiamo non osservare che la quantit\u00e0 di immagini in cui siamo immersi aumenta di giorno in giorno all&#8217;interno di eventi di ogni sorta. In particolar modo, all&#8217;interno di mondo come l&#8217;elettronica audiovisiva live e il vjing, qualcuno di voi si sar\u00e0 forse chiesto attraverso quale percorso vengono alla luce le immagini che passano sugli schermi di club e festival di tutto il mondo, se hanno un qualche significato, se un filo conduttore si nasconde dietro a quel flusso incontrollabile di impulsi visivi.<\/p>\n<p align=\"justify\">La risposta a questa domanda probabilmente \u00e8 no, o almeno non nel senso canonico di narrazione a cui siamo stati abituati da cinema e tv. L&#8217;esigenza di costruire una narrazione attraverso le immagini non accomuna tutti i lavori di vjing, anzi \u00e8 spesso messa da parte per lasciar spazio a un ricerca estetica mirata alla produzione di sensazioni ed emozioni piuttosto che di idee.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il <span class=\"testoscuro\">vjing semantico<\/span> \u00e8 quindi una forma di narrazione visiva che si interroga sulla necessit\u00e0 di dare un significato alle immagini nelel paratiche di vjing appunto, nonch\u00e8 di costruire un percorso nella narrazione anche in assenza di una vera e propria sceneggiatura. I vari progetti attinenti a questo settore performativo in rapida espansione, sperimentano modi differenti per giocare con le immagini a partire dalle parole, e non viceversa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/netart_silviabianchi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In questa rassegna, la prima del suo genere in Italia, partiamo dal lavoro di <span class=\"testoscuro\">Eugenio Tisselli<\/span>, artista di origine messicana con base a Barcellona, autore del software <span class=\"testoscuro\">Semantic Vj<\/span>. Noto nell&#8217;ambiente della net art come fondatore del gruppo interdisciplinare <span class=\"testoscuro\">Vaina Systems,<\/span> Eugenio Tisselli si \u00e8 guadagnato, insieme a <span class=\"testoscuro\">Marcel\u00ec Antunez Roca<\/span>, una menzione onoraria nell&#8217;edizione del 2003 di Ars Electronica con l&#8217;installazione <span class=\"testoscuro\">POL<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Semantic VJ &#8211; ci spiega l&#8217;artista &#8211; appartiene a una serie di progetti chiamata <span class=\"testoscuro\">The motorhueso net experience<\/span>, di cui fanno parte diversi esperimenti che ruotano attorno alla ricerca di immagini e collegamenti sinonimici attraverso i motori di ricerca presenti in rete. Il primo progetto, <span class=\"testoscuro\">Dada newsfeed<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.motorhueso.net\/newsfeed\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.motorhueso.net\/newsfeed<\/a>), lavora raccogliendo in un primo momento le notizie &#8220;fresche&#8221; provenienti dal server, poi ricercando un&#8217;immagine che sia correlata a una delle parole di questa notizia e infine presenta il tutto sullo schermo. Facendo click sul testo della notizia, le parole vengono sostituite dai loro sinonimi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Senza in questo dimenticare <span class=\"testoscuro\">Building from words: earth, space<\/span> <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/dcr\/building\/city.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(http:\/\/motorhueso.net\/dcr\/building\/city.htm<\/a>) e ancora<span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/dcr\/buildspace\/building.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> http:\/\/motorhueso.net\/dcr\/buildspace\/building.htm<\/a><\/span>, due progetti, earth and space per l&#8217;appunto, che permettono di costruire un mondo 3d navigabile, nel quale le immagini provengono tutte da una parola che il software ci richiede di digitare all&#8217; inizio. Infine <span class=\"testoscuro\">Synonymovie<\/span> (<span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/dcr\/synonymovie\/synonymovie.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/motorhueso.net\/dcr\/synonymovie\/synonymovie.htm<\/a><\/span>) produce una sorta di film composto da immagini che si collegano successivamente: la prima immagine corrisponde alla parola originale, la seconda immagine corrisponde a un sinonimo della parola succesiva, e cos\u00cc via.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/netart_silviabianchi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ultimo della serie viene quindi <span class=\"testoscuro\">Semantic VJ<\/span>, che si configura come una piccola &#8220;software tool&#8221; definita ironicamente come &#8220;a tool for lazy VJs&#8221;, lo strumento per VJ pigri. L&#8217;artista che utilizza questo software infatti, deve solo scrivere una parola che corrisponda alle immagini che vuole mostrare, e poi le immagini appaiono sullo schermo e si muovono da sole.<\/p>\n<p align=\"justify\">Apparentemente il VJ sembra fare un minimo sforzo, ma sotto questo processo facilitato si nasconde un&#8217;idea potente: quella di manipolare la sequenza di immagini semanticamente in tempo reale. &#8220;Fino a oggi &#8211; continua Eugenio &#8211; ho visto moltissimi VJ che proiettano immagini molto complesse, con effetti speciali veramente interessanti, ma quasi nessuno di loro mostra neanche una minima intenzione alla costruzione di una sequenza narrativa&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il lavoro di Tisselli si concentra quindi sulla sovversione del modello di produzione del vjing canonico, andando a lavorare prima sul processo di creazione del significato e solo successivamente sulla ricerca di immagini, in un cammino guidato dalla presenza della rete semantica del web. C&#8217;\u00e8 un doppio livello di costruzione del significato che prevede in un primo momento l&#8217;interazione dello user, a cui viene richiesto di digitare le parole con cui azionare la narrazione, e in un secondo momento l&#8217;intervento della rete, come infinito pozzo di significanti, il cui collegamento alla parola digitata dipende dall&#8217;arbitrariet\u00e0 originale che lega significato e significante, nonch\u00e8 dall&#8217;intervento dei tag come motori responsabili della scelta informatica del dato.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/netart_silviabianchi03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con un software come Semantic VJ oltre alla generazione di un continuo flusso di impulsi visivi, il Vj pu\u00f2 lavorare anche alla costruzione di un livello narrativo in modo semplice ed immediato. Ovviamente, \u00e8 impossibile creare un film in tempo reale: i film seguono una struttura lineare nella quale, eccetto nei film sperimentali, la concatenazione di immagini genera una storia, nel senso classico del termine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nonostante questo, mantenere una certa intenzionalit\u00e0 narrativa resta possibile secondo Tisselli, anche se si percorrono altri cammini che non prevedono fasi proprie della cinematografia quale la sceneggiatura. &#8220;A mio parere &#8211; prosegue l&#8217;arista messicano &#8211; non bisogna mai rinunciare totalmente alla creazione di significati, come fanno normalmente i VJ che &#8220;sparano&#8221; effetti e immagini in maniera frammentata e non facilmente riconducibile a una dimensione significante.&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\">Semantic VJ \u00e8 stato ispirato in parte dalle idee di <span class=\"testoscuro\">Lev Manovich<\/span> sulla narrativit\u00e0 digitale e il database di immagini e significati, nonch\u00e8 ovviamente dal suo conosciutissimo progetto <span class=\"testoscuro\">Soft Cinema<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/netart_silviabianchi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Lev Manovich sostiene che, in un database di frammenti audiovisuali ben organizzati in cui ciascun frammento ha i propri &#8220;tag&#8221;, o &#8220;metadata&#8221;, si possono creare &#8220;assi narrativi emergenti&#8221; introducendo parole che descrivono ci\u00f2 che dovr\u00e0 essere il risultato finale. Per esempio, se si introducono le parole iniziali &#8220;macchina&#8221; e &#8220;notte&#8221;, il database dovrebbe rispondere con una sequenza di immagini, video o suoni in cui ci siano, effettivamente, macchine nella notte.<\/p>\n<p align=\"justify\">La precisione di questo processo dipende dell&#8217;algoritmo che opera la selezione nel database, nonch\u00e8 chiaramente dall&#8217;ottimizzazione dei contenuti presenti in esso. Se pensiamo a Internet come a un&#8217;immenso database, possiamo trovare algoritmi di ricerca molto sofisticati, come quelli utilizzati da <span class=\"testoscuro\">Google<\/span> per esempio. Ma che cosa sucede se scriviamo &#8220;cane&#8221; nella ricerca di immagini? Otteniamo sicuramente alcune immagini di cani, ma al contempo troviamo immagini legate alla parola &#8220;cane&#8221; che in inglese vuol dire bastone . Questo succede perch\u00e8 i criteri di organizzazione dei contenuti in Internet non sono ancora standarizzati in maniera ottimale. Le immagini in Internet non hanno &#8220;tag&#8221; associati a esse e non si pu\u00f2 quindi sapere in quale lingua sono state classificate. Ci sono delle eccezioni, come il caso di <span class=\"testoscuro\">Flickr<\/span>, dove ogni immagine ha i suoi tag o metadata: ma Flickr, anche se molto conosciuto, rappresenta solo una piccolo esempio di tutto quello che \u00e8 disponibile nella rete a livello di immagini.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00cc, Tisselli reputa che in un futuro non troppo remoto, sar\u00e0 interessante esplorare il collegamento tra <span class=\"testoscuro\">VJ e image search engines<\/span> su Internet.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/netart_silviabianchi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Fino a oggi &#8211; ci spiega ancora Eugenio &#8211; ho fatto pochi VJ-set utilizzando Semantic VJ, ma questo \u00e8 dovuto in parte al fatto che la maggior parte dei club non hanno un collegamento con Internet qui a Barcelona. La piu recente sessione e stata a Helsinki, in un evento associato al festival <span class=\"testoscuro\">Pixelache<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.pixelache.ac\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.pixelache.ac<\/a>). Semantic VJ \u00e8 solo uno schizzo di quello che su cui mi piacerebbe concentrarmi in futuro: sto gi\u00e0 pensando di lavorare a un <span class=\"testoscuro\">Semantic VJ 2.0<\/span>, che lasci al VJ maggiori possibilit\u00e0 di controllo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La ricerca su Internet st\u00e0 diventando un elemento importante per certi VJ: un esempio \u00e8 il software <span class=\"testoscuro\">Satellite Jockey<\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/satellitejockey.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/satellitejockey.net<\/a>\/), del brasiliano <span class=\"testoscuro\">Rick Silva<\/span>, che utilizza il materiale ricavato da Google maps per i suo set. Vedere in questo senso l&#8217;intervista di <span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso<\/span> su <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=395\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Digimag 16 &#8211; Luglio\/Agosto 2006, <\/a>senza in questo dimenticare il progetto <span class=\"testoscuro\">WJ-S di Anne Roquigny<\/span> intervistata sempre da <span class=\"testoscuro\">Marco Mancuso<\/span> su <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=316\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Digimag 12 &#8211; Marzo 2006<\/a>. Prima di Semantic VJ, io stessa come VJ avevo gi\u00e0 utilizzato <span class=\"testoscuro\">MIDIPoet<\/span>, un programma che ho sviluppato nel 2002 (anche se la prima versione era del 1999), che permette di manipolare testi e immagini in tempo reale, utilizzando la tastiera del pc o uno strumento MIDI.<\/p>\n<p align=\"justify\">MIDIPoet \u00e8 un &#8220;free software&#8221;, e si pu\u00f2 scaricare da <span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/www.motorhueso.net\/midipoet\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/www.motorhueso.net\/midipoet<\/a><\/span>. L\u00ec potete trovare documentazione sul software, esempi e tutorial. MIDiPoet ha il suo proprio linguaggio visuale per costruire configurazioni di manipolazione di immagini e testi. Ho utilizzato MIDIPoet non solamente in sessioni di VJing (<span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/vj\/vj.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/motorhueso.net\/vj\/vj.htm<\/a><\/span>), ma anche in una serie di vere e proprie istallazioni interattive audiovisive (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/vainasystems\/flower.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/motorhueso.net\/vainasystems\/flower.htm<\/a>) e recital poetici (<span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/poetry.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/motorhueso.net\/poetry.htm<\/a><\/span>) e (<span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/midipeng\/pics.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/motorhueso.net\/midipeng\/pics.htm<\/a><\/span>). Ho scritto un <span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/motorhueso.net\/textjockeyeng.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Manifesto Text Jockey<\/a><\/span> nel 2002; li si possono leggere alcune delle idee dietro MIDIPoet. Buona lettura.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardandoci intorno non possiamo non osservare che la quantit\u0088 di immagini in cui siamo immersi aumenta di giorno in giorno all&#8217;interno di eventi di ogni sorta. 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In particolar modo, all'interno di mondo come l'elettronica audiovisiva live e il vjing, qualcuno di voi si sar\u0088 forse chiesto attraverso quale percorso vengono alla luce le immagini che passano sugli schermi di club e festival di tutto il mondo, se hanno un qualche significato, se un filo conduttore si nasconde dietro a quel flusso incontrollabile di impulsi visivi.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2006-10-04T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-23T09:22:04+00:00","og_image":[{"width":280,"height":210,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/netart_silviabianchi04.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Silvia Bianchi","twitter_misc":{"Scritto da":"Silvia Bianchi","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/","name":"Semantic Vjing &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/netart_silviabianchi04.jpg","datePublished":"2006-10-04T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-23T09:22:04+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ea4500c9c7aa1116d6a9ba979e76084f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/netart_silviabianchi04.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/netart_silviabianchi04.jpg","width":280,"height":210},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/semantic-vjing\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Semantic Vjing"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/ea4500c9c7aa1116d6a9ba979e76084f","name":"Silvia Bianchi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/silvia-bianchi-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/silvia-bianchi-96x96.jpg","caption":"Silvia Bianchi"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/silvia-bianchi\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/152"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10061"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59166,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10061\/revisions\/59166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}