{"id":10058,"date":"2006-10-04T12:00:00","date_gmt":"2006-10-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-018\/body-in-the-21st-century-more-than-skin-deep\/"},"modified":"2020-10-23T10:21:31","modified_gmt":"2020-10-23T09:21:31","slug":"body-in-the-21st-century-more-than-skin-deep","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-018\/body-in-the-21st-century-more-than-skin-deep\/","title":{"rendered":"Il Corpo Nel Xxi Secolo: Oltre L&#8217;epidermide"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">La mostra <span class=\"testoscuro\">K\u00f6rper, Gesicht und Seele (Corpo, viso e anima<\/span>) che giunge al termine al <span class=\"testoscuro\">Leopold Museum di Vienna<\/span>, \u00e8 l&#8217;ultimo dei tanti eventi degli ultimi anni che hanno come tema il corpo. I contenuti riguardano soprattutto la tipizzazione della femminilit\u00e0 dal XVI al XXI secolo, attraverso l&#8217;immaginario pittorico rinascimentale fino ai soggetti androgini delle performance contemporanee.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;altra esperienza artistica che ha portato sicuramente alla ribalta il tema &#8220;corpo&#8221; \u00e8 stata la mostra <span class=\"testoscuro\">K\u00f6rperwelten\/ Body Worlds<\/span>, una summa medico-ingegneristica delle riflessioni sulla materia-corpo. La mostra ideata dal professor <span class=\"testoscuro\">Gunther von Hagen<\/span>, giunta ora alla sua seconda edizione, ha voluto mostrare le potenzialit\u00e0 del <span class=\"testoscuro\">processo di plastinazione<\/span>: tale procedimento, attraverso l&#8217;immersione dei tessuti corporei in una miscela di polimeri, arresta (o rallenta all&#8217;estremo) il processo di decomposizione organica. Un ulteriore vantaggio della plastinazione \u00e8 che il corpo pu\u00f2 essere trattato successivamente come una materia plastica, ovvero pu\u00f2 essere sezionato e modellato in tutte le sue parti (all&#8217;interno del ventre possiamo ricavare piccoli cassetti, dalle cosce alcuni ripiani e cos\u00ec via, con un inimmaginabile sguardo anatomico).<\/p>\n<p align=\"justify\">Negli ultimi quarant&#8217;anni il corpo \u00e8 stato per cos\u00ec dire rivisitato dai saperi della societ\u00e0; \u00e8 avvenuta una radicale presa di coscienza che lo ha trasformato in un topos della realt\u00e0 quotidiana (pubblicit\u00e0 e sport), delle comunit\u00e0 scientifiche, ma anche di quelle filosofiche, antropologiche e pi\u00f9 prettamente umanistico-artistiche.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/ia_gigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La problematica maggiore, un quesito millenario della filosofia, \u00e8 certamente la circolarit\u00e0 della riflessione sul corpo: come posso riflettere oggettivamente su quello che \u00e8 il soggetto della nostra esperienza (ovvero il corpo)? Sebbene sia sempre riduttivo ricondurre un clima di cos\u00ec vasta portata ad alcuni fattori principali, \u00e8 innegabile che le radici di tale caso siano da rintracciare principalmente in ambito politico-culturale e medico-scientifico. Il primo rappresentato dagli studi sul &#8220;biopotere&#8221; di Foucault, il secondo a tutto il clima biogenetico (e biotecnologico, termine indivisibile dal precedente) che si \u00e8 sviluppato a partire dagli anni Sessanta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli studi di Foucault sulla storia della sessualit\u00e0 (<em>Sessualit\u00e0 e verit\u00e0 <\/em>) hanno descritto quel nuovo meccanismo di potere che viene configurandosi a partire dalla seconda met\u00e0 del XVII secolo: mentre il potere precedente si concentrava sulla morte, quello di biopotere si concentra sulla vita, da una forza che decideva sul frenare la vita o sull&#8217;uccidere, si passa a una forza di regolamentazione della vita stessa, attraverso strutture normalizzanti, quali la scuola, gli ospedali e la chiesa.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/ia_gigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In ambito scientifico sono state soprattutto le scoperte sul DNA avvenute a fine anni Cinquanta ad opera di <span class=\"testoscuro\">Watson e Crick e di Shapiro<\/span> (1969, con l&#8217;isolamento del primo gene) ad accelerare le possibilit\u00e0 di intervento sul corpo, impensabili in epoche passate. I progetti applicativi che hanno preso avvio da tali scoperte sono tra i pi\u00f9 impressionanti per la nostra societ\u00e0:<span class=\"testoscuro\"> l&#8217;ingegneria proteica, la terapia genica, la procreatica, l&#8217;utilizzo di cellule staminali<\/span>. Gli interrogativi inquietanti che si sono aperti sul futuro dell&#8217;umanit\u00e0 hanno scosso le priorit\u00e0 del pensiero filosofico: la bioetica e la filosofia della medicina sono state istituzionalizzate per permettere l&#8217;evolversi di questi ambiti di ricerca in modo non distruttivo per gli esseri umani.<\/p>\n<p align=\"justify\">A partire dagli anni Sessanta il corpo viene in questo modo &#8220;annodato&#8221; da discorsi e diventa un &#8220;oggetto di concentramento metaforico&#8221;, amplificato dalle attivit\u00e0 di marketing e dalla cultura visiva della pubblicit\u00e0. Le pi\u00f9 serie riflessioni derivano per\u00f2 da quello che \u00e8 stato definito il paradigma della propriet\u00e0 sul corpo, o meglio della disponibilit\u00e0 o meno di prestare parti del proprio corpo \u0096 che si possono ridurre anche a poche cellule \u0096 per la ricerca scientifica o la sperimentazione farmaceutica: una propriet\u00e0 che \u00e8 per\u00f2 direttamente correlata con la possibilit\u00e0 della sua commercializzazione e sfruttamento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/ia_gigighezzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Argomento di vasta e radicale portata se pensiamo che quando parliamo di <span class=\"testoscuro\">ingegneria genetica<\/span>, al contrario della tradizionale espressione di &#8220;vendere il proprio corpo&#8221; che richiama fenomeni sociali antichi (es. prostituzione), ci troviamo di fronte a un superamento dell&#8217;epidermide, a un&#8217;intrusione \u0096 o capacit\u00e0 di intervento \u0096 nel pi\u00f9 profondo livello finora conosciuto della vita, quello del DNA.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questi casi, senza auspicare un intervento paternalistico istituzionale, il paziente, seppur disponibile a sperimentare direttamente sulla propria persona, non \u00e8 spesso consapevole del grado di incertezza scientifica che tocca direttamente l&#8217;integrit\u00e0 fisica, i diritti, la privacy, la personalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se molte istituzioni sono d&#8217;accordo nel condannare il perseguimento del maggiore profitto dalle scoperte scientifiche in ambito biotecnologico, non tutti concordano sul loro limite, ovvero sull&#8217;utilizzo di materiali umani utilizzati per conseguire risultati utili a problemi medici ancora insoluti (disabilit\u00e0, rigetto di organi trapiantati, malattie croniche e degenaritive). Illuminante in questo senso \u00e8 il volume di H.A. Ten Have, J.W. Welie, <em>Ownership of the Human Body : Philosophical Considerations on the Use of the Human Body and its Parts in Healthcare <\/em>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/ia_gigighezzi06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da un punto di vista pi\u00f9 operativo abbiamo bisogno pi\u00f9 che mai di una cultura dell&#8217;errore ovvero di capacit\u00e0 di previsione commisurate alle conseguenze della devianza (un auspicio questo di <span class=\"testoscuro\">Wolf Singer<\/span> in <em>Das Design des Menschen <\/em>). Ci\u00f2 \u00e8 possibile naturalmente dopo una profonda confutazione dell&#8217;utopia della pianificazione e una presa di coscienza dei nostri limiti \u0096 limiti che hanno sempre pi\u00f9 bisogno di una formalizzazione istituzionale, aperta tuttavia alle istanze che provengono dalla societ\u00e0 e dai movimenti sociali che si battono per una alfabetizzazione del rischio e delle possibilit\u00e0 scientifiche.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.leopoldmuseum.org\/exhibitions.php?nav=2&amp;id=1&amp;sub=15&amp;zaehler=2&amp;total=2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.leopoldmuseum.org\/exhibitions.php?nav=2&amp;id=1&amp;sub=15&amp;zaehler=2&amp;total=2<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bodyworlds.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bodyworlds.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra K\u00f6rper, Gesicht und Seele che giunge al termine al Leopold Museum di Vienna, \u008f l&#8217;ultimo dei tanti eventi degli ultimi anni che hanno come tema il corpo. 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