{"id":10055,"date":"2006-10-04T12:00:00","date_gmt":"2006-10-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-018\/floating-gender-travel-notes-from-etc\/"},"modified":"2020-10-23T10:28:36","modified_gmt":"2020-10-23T09:28:36","slug":"floating-gender-travel-notes-from-etc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/floating-gender-travel-notes-from-etc\/","title":{"rendered":"Floating Gender: Appunti Di Viaggio Dall&#8217;etc"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Un testo in italiano e&#8217; un esercizio quasi zen per un&#8217;emigrante. La concentrazione giunge scrivendo a mano, sul retro di una pagina stampata. L&#8217;inglese occupa il pensiero, il cervello impastato dai suoni di un lungo viaggio: spagnolo, ungherese, rumeno, e infine olandese, a me familiare e incomprensibile quanto il lombardo. Carta e penna sono strumenti magici, basici e fondamentali. L&#8217;evocazione scorre tranquilla attraverso il &#8216;soggetto normale&#8217;, io qualunque. Poiche&#8217; la storia e&#8217; sempre storia di qualcuno, e il fatto personale sgocciola e trapassa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno scritto, percorso soggettivo nella memoria e gioco di associazioni. Non un resoconto completo ed esaustivo, ma i prodromi di una riflessione. La Romania e&#8217; un paese curioso. Non solo per il fascino della comunita&#8217; Gipsy, proveniente dall&#8217;India e insediatasi nel territorio un millennio fa. E neppure esclusivamente per i vampiri, Dracula e la Transilvania. La Romania rappresenta anche il Comunismo, e l&#8217;inizio della Rivoluzione, che scoppio&#8217; appunto a Timisoara.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un&#8217;immagine di questo paese, come un&#8217;icona, si e&#8217; formata nella mia testa non so quanti anni fa&#8217;: una prateria molto assolata, erba e cielo particolarmente accesi, come i filmini Super8 dei bimbi di un tempo. Quasi al centro dell&#8217;immagine tre soggetti camminano da destra a sinistra: un uomo, una donna ed un tozzo cavallo. La donna porta un immenso peso sulla testa, avvolto in una sorta di giara di stoffa; braccia tese a prevenire i contraccolpi. A cavalcioni della bestia, con un cappello a falde larghe per proteggersi dal sole, siede leggiadro l&#8217;Uomo, naso rosso e pancia gonfia dal vino. La donna precede, non per dettami di cavalleria, bensi&#8217; per sventare col suo corpo eventuali mine nel campo. Silenzio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La Romania: matrice culturale latina, senso dell&#8217;umorismo sferzante, sentimento di irreversibilita&#8217; del reale che a volte caratterizza i paesi dell&#8217;est. Ricordo un viaggio verso Timisoara nel 1999, in autobus, in compagnia di un ragazzo inglese dal nome da eroe dei fumetti. Non abbiamo mai attraversato il confine. L&#8217;autobus ci abbandono&#8217; durante la notte nella terra di mezzo, e risalimmo in autostop l&#8217;Ungheria, alla volta di Budapest. Gli inglesi non erano i benvenuti, ecco la mia esperienza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infine, dopo sette anni, ho suggerito la possibilita&#8217; di fare l&#8217;<span class=\"testoscuro\">Eclectic Tech Carnival<\/span> in quella stessa citta&#8217;. Questa volta ci sarei andata sola. Ero in viaggio da piu&#8217; di un mese, avendo sfidato, con sandali e zainetto, l&#8217;Europa infuocata di fine luglio. Una liberta&#8217; improvvisamente ritrovata, il piacere della solitarieta&#8217;. Ultima meta, o quasi, la Romania. Il mio rapporto con le donne, il sesso femminile intendo, e&#8217; stato, durante l&#8217;estate, a dir poco drammatico. Ho visto scenate, birre volare e mi sono anche ritrovata a piedi nella notte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nascosta nella periferia deserta di Milano, laddove i marciapiedi, secondo l&#8217;antica tradizione di marmisti e tombaroli, sono impestati di lapidi, passeggiavo pensierosa con Ubik, il quale depositava escrementi veri accanto a questi finti morti, morti da esposizione come manichini. Finche&#8217;, dopo un salto all<span class=\"testoscuro\">&#8216;Hackmeeting<\/span>, sono saltata su un volo Milano-Timisoara.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Grossi interessi economici legano il Nord-Est Italia alla Romania, e i collegamenti tra i due paesi ne sono prova. Tutti i miei compagni di viaggio erano rappresentanti di un qualche prodotto, tipo laminati plastici. Nessuno capiva come mai il mio concetto di lavoro non includesse la vendita di qualcosa. All&#8217;ingresso dell&#8217;areoporto, arrivando dalla pista di atterraggio, tre linee colorate segnano l&#8217;ingresso nel paese, a un passo dal &#8216;botteghino-controllo-documenti&#8217;: una rossa, una bianca ed una verde. Decido di non fare domande.<\/p>\n<p align=\"justify\">Estraggo il mio passaporto e mi metto in coda presso la fila &#8216;Residenti EU&#8217;. L&#8217;addetta mi indica sorridente il passaggio adiacente: Non-EU. Mi dispiace, ma mi tocca insistere per dimostrare la mia appartenenza a questa comunita&#8217;. Ci siamo: sono in Romania, a Timisoara. Dimentico la mia identita&#8217; legale, ora sono Xname.<\/p>\n<p align=\"justify\">Incontrero&#8217; donne provenienti da luoghi altri, con storie simili e diverse. Frammenti di spazio lanciati in aria come coriandoli. A un carnevale nomade si accede infatti attraverso un varco, un viaggio. Il tempo del transito, la sospensione del quotidiano, il passaggio in luoghi e non luoghi funziona come una maschera rituale, mette a nudo il soggetto e da&#8217; inizio al rapporto con l&#8217;Alterita&#8217;, la trasformazione. Secondo Rosi Braidotti, lo stile \u00abnomadico\u00bb \u00e8 quello che meglio si presta alla ricerca delle figurazioni femministe, intese come adeguate rappresentazioni dell&#8217;esperienza femminile. &#8220;Nel mio lavoro sul nomadismo come concetto filosofico mi sono soffermata sulle differenze tra una condizione di mobilit\u00e0\u0096 scelta o imposta- come nel caso dell&#8217;emigrazione, e altre figurazioni della soggettivit\u00e0 come l&#8217;esilio, la precariet\u00e0 del lavoratore all&#8217;interno del mercato del lavoro cosiddetto &#8216;flessibile&#8217; o il nomadismo.&#8221; <span class=\"testoscuro\">[Nicotra, Mary (14 Luglio 2002) Filosofe del nostro tempo: intervista a Rosi Braidotti].<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il nomadismo e&#8217; una filosofia che cerca forme di resistenza, modi di utilizzare la logica del sistema contro se stesso. La spazialita&#8217; effimera, il cambio di posizioni e il tempo semantico (fatto di concatenazioni logiche o aleatorie) sono figurazioni in cui un soggetto puo&#8217; autorappresentarsi come minoranza sociale (ma non necessariamente numerica).<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;<span class=\"testoscuro\">Eclectic Tech Carnival<\/span> e&#8217; un incontro tra donne e tecnologia, un &#8216;carnevale nomade&#8217; dedicato alle attivita&#8217; &#8216;tecniche&#8217;. Il progetto, ideato dalle <span class=\"testoscuro\">Gender Changer<\/span>, e&#8217; organizzato da un collettivo internazionale di donne. Il gender-changer e&#8217; un dispositivo, un adattatore che cambia il sesso di un connettore e permette che due estremita&#8217; dello stesso tipo si incastrino per comunicare. La <span class=\"testoscuro\">Gender Changer Academy<\/span> e&#8217; un&#8217;organizzazione nonprofit gestita da donne e per donne, il cui primo obiettivo e&#8217; promuovere la sviluppo di conoscenze in ambito informatico-tecnologico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il gruppo, nato ad Amsterdam nel 2000 attorno all&#8217; hacker cafe&#8217; <span class=\"testoscuro\">ASCII<\/span> (acronimo per <span class=\"testoscuro\">Centro Sovversivo per lo Scambio di Informazioni di Amsterdam<\/span>), si caratterizza per un&#8217;attenzione specifica alle basi dell&#8217;hardware e per metodi didattici volti a risolvere problematiche di genere. L&#8217;Eclectic Tech Carnival ha avuto luogo, a partire dal 2002, a Pula, Atene, Belgrado e Graz. La quinta edizione e&#8217; avvenuta quest&#8217;anno in Romania, a Timisoara, dal 4 all&#8217;8 Settembre.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;evento e&#8217; stato organizzato in collaborazione con <span class=\"testoscuro\">D MEDIA<\/span>, organizzazione non governativa che promuove l&#8217;accesso libero e la produzione di informazione, e <span class=\"testoscuro\">H.arta<\/span>, spazio gestito dalle artiste <span class=\"testoscuro\">Maria Crista, Anca Gyemant e Rodica Tach<\/span>, che, dal 2001, propone mostre ed eventi nella citta&#8217; di Timisoara.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;incontro organizzativo si e&#8217; invece tenuto in Giugno a Roma, ospitato da <span class=\"testoscuro\">Feramenta<\/span>, attivo collettivo hacker femminile la cui nascita ha radici nell&#8217;entusiasmo scaturitosi all&#8217;ETC del 2005. Quest&#8217;anno, per la prima volta, l&#8217;evento ha aperto le porte, durante due serate, allo Spettatore Maschio. A Roma esponevo le mie ragioni a favore di questo rimescolamento.Innanzitutto io non sono una donna, o, almeno , cosa mi definisce come tale?<\/p>\n<p align=\"justify\">Non parlavo di gusti sessuali, ideologia Queer o mutazioni chirurgico-genetiche. Mi riferivo alla complessita&#8217; del reale, all&#8217;identita&#8217; come deformazione costante. Alla differenza che si discerne nella relazione e nelle sfumature. L&#8217;anno precedente, a Graz, avevo percepito questo separatismo come destabillizzante, mi ero sentita deprivata. Perso ogni punto di riferimento, la mia bussola era in tilt.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure, al ritorno dal carnevale, dopo diciassette ore di treno Graz-Amsterdam, mi ero riconciliata con un uomo. Stare fra donne fa bene, ho pensato, poiche&#8217; infatti lo desideravo molto. Ridevamo. Io non dormivo da giorni. Lui non percepiva la mia disperazione. &#8216;Ora ti capisco, ora si che ci capiamo&#8230;&#8217;<\/p>\n<p align=\"justify\">D&#8217;accordo, si, ma quando? Sentivo che la distanza si poteva colmare solo con altra distanza. O con la fusione. Che cosa capiranno mai gli uomini? E, soprattutto, chi sono loro? Quanto poco li capiamo noi? La distinzione esiste, ed e&#8217; importante riconoscerla. Distinzione genetica, storica, sociale. Forse anche psicologica, se la psicologia ha senso. Eppure il confine e&#8217; instabile. Siamo esseri fluttuanti. Siamo soggetti che disegnano cartografie differenti. Le nostre modalita&#8217; di costituzione e posizione si fondano sulla non unita&#8217;, il flusso ed i movimenti. E il movimento non e&#8217; soltanto spostamento fisico ma anche migrazione identitaria, metamorfosi, riconoscimento.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">A Roma abbiamo definito il separatismo come uno spazio di sperimentazione. Non come un traguardo, o una differenza sostanziale ed ideologica. Ho proposto il concetto di <span class=\"testoscuro\">Floating Gender<\/span> e si e&#8217; giunte a riflettere sulle minoranze ed i gruppi. Si dice ci siano sette donne per ogni uomo, eppure la donna e&#8217; una minoranza nel sistema delle forze sociali. Minore e maggiore sono segni complessi. Si puo&#8217; essere in tanti senza avere alcun valore. Curioso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo la visione &#8216;Gender Changer&#8217;, le donne hanno un approccio all&#8217;apprendimento diverso da quello maschile. Io non sono d&#8217;accordo. Se dovessi definire la differenza fondamentale tra donna e uomo, una sola riflessione, tra quelle che ho sentito o pensato finora, mi sembra interessante. Le donne vivono un tempo ciclico, una curva che torna, spirale sinusoide. ll tempo dell&#8217;uomo e&#8217; invece lineare e direzionale, il tempo vettore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto riguarda l&#8217;insegnamento, vi e&#8217; un preconcetto di fondo rispetto ai ruoli, ed all&#8217;idea di macchina. La macchina e&#8217; uno strumento progettato dall&#8217;uomo, di caccia e non di raccolta. Dunque si presuppone l&#8217;uomo sia naturalmente piu&#8217; abile e socialmente destinato a tale utilizzo. Ma quale tipo di essere sessuale siamo noi umani di fronte ad una macchina? Definita la sessualita&#8217; come &#8216;Genere Fluttuante&#8217;, sistema di posizioni e ruoli mutevoli e mutanti, cosa succede quando ci troviamo di fronte all&#8217;Animato della macchina? Non si tratta del sesso delle macchine o della vita che c&#8217;e&#8217; in loro. La riflessione verte sull&#8217;identita&#8217; che noi possiamo assumere quando entriamo in relazione con la tecnologia, i media, le protesi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Lo spazio macchina e&#8217; un luogo di autodefinizione, di scivolamento del genere. Per questo motivo, specialmente in campo tecnologico, ritengo poco producente insistere su un rigido separatismo. Gli spazi esclusivamente femminili sono sempre esistiti, ed e&#8217; oggi secondo me piu&#8217; interessante immaginare la cancellazione dei confini di genere. L&#8217;ubiquita&#8217; deforma lo spazio nella rete, le azioni vengono compiute dalla distanza e il gender puo&#8217; essere autodeterminato.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;ambiente informatico rompe il binomio uomo vs donna, femminile vs maschile, introducendo un terzo elemento, di trasformazione e confronto, dietro al quale e&#8217; possibile nascondersi, trovarsi, o semplicemente perdersi (allargo qui il concetto di macchina a quello di Intelligenza Artificiale). Ed in relazione a questo si puo&#8217; essere Altro.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tuttavia le donne hanno vissuto e vivono limitazioni nel rapporto con la tecnologia. Spesso l&#8217;accesso alle macchine e&#8217; negato, e molti ambienti professionali sono prevalentemente maschili. A sei anni, quando ho manifestato il desiderio di toccare un computer (cosa che a mio fratello era permessa), mi e&#8217; stato risposto che le ragazze hanno bisogno di &#8216;quella macchina&#8217; solo quando e&#8217; tempo di scrivere la tesi di laurea. E ho subito, invece, anni di lezioni di danza classica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per imparare ci vuole coraggio, il coraggio di manifestare un interesse, di non capire e di non sapere nulla a proposito dell&#8217;argomento. Il coraggio di sbagliare o di non essere capaci. A volte l&#8217;idea di poter apprendere da un&#8217;altra donna genera confidenza e fiducia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;<span class=\"testoscuro\">Etc 06<\/span> e&#8217; stato un evento stimolante, ricco sotto molti punti di vista. Abbiamo insegnato varie materie, con una specifica attenzione alle tematiche open source e software libero, e una certa coscienza della carenza di strutture nella realta&#8217; in cui queste conoscenze venivano trasmesse. Vi e&#8217; stata una riflessione sul computer come strumento di espressione ed enunciazione, ma anche come possibilita&#8217; di emancipazione ed indipendenza. Queste possibili bacchette magiche trasformano il piombo in oro, o, in parole meno esoteriche, permettono ad una donna di avere un lavoro, guadagnare e non dipendere da nessuno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Vi e&#8217; stata attenzione alle esigenze ed al livello delle donne presenti. Le ragazze di Feramenta hanno preparato una guida pratica per sopravvivere alle diverse piattaforme, un elenco di trucchi e generiche per utilizzare al meglio le risorse su qualsiasi tipo di sistema. Oltre ai classici HTML, CSS e Hardware, vi sono stati corsi insegnati da remoto, come ad esempio <span class=\"testoscuro\">UpStage<\/span>, programma che permette di gestire performances in real time attraverso la rete.<\/p>\n<p align=\"justify\">Vi e&#8217; stata una dimostrazione di mapping con GPS, e un&#8217;introduzione all&#8217;acquisto intelligente in un negozio di informatica.La sezione audiovisiva e&#8217; stata molto seguita, a partire dalle basi dell&#8217;audio digitale, all&#8217;uso del mixer ed alla sovrapposizione di tracce. Il concetto di layer, o livello, e&#8217; stato il punto di sutura tra la manipolazione sonora e quella visiva. <span class=\"testoscuro\">Gimp, Audacity<\/span> ed ogni altro programma di editing non lineare utilizzano un sistema di stratificazione del senso e del contenuto che e&#8217; un punto chiave per capire come muoversi entro questi domini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag18\/articoli\/img\/hackart_eleonoraoreggia08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;intento e&#8217; stato quello di promuovere una comprensione generale delle macchine e dei processi di funzionamento e creazione, che possano fare da trama e spina a un sano processo di autoapprendimento. Insegnare a imparare dunque, dando le basi di una conoscenza e gli stimoli riflessivi necessari. Rendere l&#8217;apprendista maestro di se&#8217; stesso, questa la chiave.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre insegnare significa sempre anche imparare, e&#8217; uno scambio, un punto di passaggio dai limiti non ben definiti. Quest&#8217;anno ho provato una sensazione di agio, calma diffusa e benessere durante questo ritrovo al femminile. Ho visto il valore del confronto, culturale e di esperienze, fra donne. In questo stato economico sovra-nazionale che e&#8217; il mondo, e&#8217; molto importante che le minoranze, i diversi, le realta&#8217; locali mantengano aperta la comunicazione tra loro ed alzino la voce verso l&#8217;esterno. Il passaggio di conoscenza tra donne e&#8217; dunque interessante non perche&#8217; il metodo di apprendimento sia sostanzialmente differente, quanto per la complicita&#8217; che si crea nel rapporto e per i risvolti sociali che il contatto tra donne genera. La conoscenza non e&#8217; un elenco di dati o una lista dinamica.<\/p>\n<p align=\"justify\">La conoscenza e&#8217; un fluido. Durante i pomeriggi &#8216;audiovisivi&#8217; dell&#8217;ETC, c&#8217;e&#8217; stato un momento in cui la vista mi si e&#8217; annebbiata, ho sentito gli zuccheri nel mio sangue finire, ed il mio corpo scivolare al di sotto della mia coscienza. Non era il morso di un vampiro. Eppure qualcosa stava accadendo: avevo passato ad altre donne la mia sete, la curiosita&#8217; passionale, il morbo macchinico. Avevo aperto delle fessure e instillato il germe di un desiderio che non si puo&#8217; placare.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8216;Ci fermiamo cinque minuti, eh?&#8217; Esco a prendere un po&#8217; d&#8217;aria, ma la luce del sole mi ferisce gli occhi.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/eclectictechcarnival.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/eclectictechcarnival.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.genderchangers.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.genderchangers.org\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un testo in italiano e&#8217; un esercizio quasi zen per un&#8217;emigrante. La concentrazione giunge scrivendo a mano, sul retro di una pagina stampata. 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