{"id":10044,"date":"2006-09-06T12:00:00","date_gmt":"2006-09-06T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-017\/italiano-zero-one-immersione-nellavanguardia-digitale\/"},"modified":"2020-10-23T09:51:39","modified_gmt":"2020-10-23T08:51:39","slug":"italiano-zero-one-immersione-nellavanguardia-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/italiano-zero-one-immersione-nellavanguardia-digitale\/","title":{"rendered":"Zero One: Immersione Nell&#8217;avanguardia Digitale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">San Jose<\/span>, la capitale della <span class=\"testoscuro\">Silicon Valley,<\/span> \u00e8 stata quest&#8217;anno la sede del <span class=\"testoscuro\">Simposio Internazionale delle Arti Elettroniche (ISEA2006)<\/span>.La manifestazione ha dato vita ad un nuovo interessante Festival biennale, <span class=\"testoscuro\">ZeroOne<\/span>, che quest&#8217;anno ha accolto a San Jose il lavoro di pi\u00f9 di 200 artisti digitali provenienti da 24 nazioni.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Inaugurazione<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;inaugurazione del festival avvenuta giovedi 8 agosto \u00e8 culminata nell&#8217;accensione dell&#8217;installazione <span class=\"testoscuro\"><em>D-K <\/em> (Digital Kakejiku<\/span> \u0096 &#8220;Rotolo mobile di pergamena digitale&#8221;) dell&#8217;artista giapponese <span class=\"testoscuro\">Akira Hasegawa<\/span>. La proiezione puntata sulla nuovissima e futuristica <em>City Hall (opera di Richard Meier)<\/em> ha ridisegnato il panorama architettonico a colpi di scalpello digitale, con forme e colori in lenta, quasi impercettibile, transizione. Con questa installazione l&#8217;artista ha invitato lo spettatore a cogliere il &#8220;Presente Vivente&#8221;, a percepire cio\u00e8 il fluire del tempo attraverso la sottile migrazione da forma a forma e da colore a colore. Un concetto semplice ma potente per la qualit\u00e0 della sua realizzazione: Hasegawa reinterpreta, rielabora, reiventa le luci del crepuscolo giocando con la nostra memoria e percezione del &#8220;momento&#8221;.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">I Premiati<\/p>\n<p align=\"justify\">Come ogni festival che si rispetti ZeroOne ha avuto i suoi primi premiati. <span class=\"testoscuro\">Luther Thie and Eyal Fried<\/span>, <em>alumni <\/em> dell&#8217;<span class=\"testoscuro\">Interaction Design Institute di Ivrea<\/span>, hanno vinto l&#8217;<span class=\"testoscuro\">Emerging Artist Award<\/span> con l&#8217;installazione <span class=\"testoscuro\">Acclair. <\/span> L&#8217;opera ha colpito i giurati per la qualit\u00e0 del dettaglio, dal concetto alla realizzazione, ma soprattutto per la trasgressivit\u00e0 e la perversa ironia che la contraddistigue.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_simonabrusa01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;installazione \u00e8 una finestra sull&#8217;immediato futuro e permette di provare l&#8217;esperienza di un check point <em>Acclair <\/em>all&#8217;aereoporto. Acclair \u00e8 un&#8217;azienda che grazie a una partnership con i vari governi, fornisce sicurezza e soluzioni marketing avanzate basate sulla <span class=\"testoscuro\">tecnologia neurometrica<\/span>. L&#8217;utente Acclair riceve un&#8217;amnistia immediata per i crimini passati dichiarati all&#8217;atto della registrazione, ottiene priorit\u00e0 di accesso negli aereporti saltando le lunghe procedure di sicurezza grazie al servizio <span class=\"testoscuro\">Impronta Cerebrale (Brain Fingerprint)<\/span> e capitalizza la propria attivit\u00e0 cerebrale (registrazione di risposta a stimoli marketing) accumulando punti da redimere in acquisti o amnistie per infrazioni future.<\/p>\n<p align=\"justify\">Acclair riflette sulla interconnessione tra sicurezza, marketing e consumismo in un mondo che si avvia o \u00e8 gi\u00e0 in uno stato di sorveglianza costante e ce ne regala una prospettiva unica, costruendo un&#8217;illusione pienamente credibile e immergendoci in un&#8217;esperienza da vivere in prima persona.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_simonabrusa02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Mostra Edge Condition al San Jose Museum of Art<\/p>\n<p align=\"justify\">In congiunzione con il festival, il museo dell&#8217;arte contemporanea di San Jose ha inaugurato la mostra <span class=\"testoscuro\">Edge Condition <\/span>(Condizioni liminali), una vasta esplorazione del confine uomo-macchina, intelligenza-processo digitale, parola&#8211;linguaggio. Le opere, di una dozzina di artisti, hanno occupato le gallerie del museo: dai classici e ormai mansueti lavori di <span class=\"testoscuro\">Nam June Paik ( 20th Century Man , 1996)<\/span> alle sempre affascinati visualizzazioni di <span class=\"testoscuro\">Jim Campbell (Wave Modulation and Variation , 2003 e Reconstruction #5 , 2005)<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Listening Post, di Mark Hansen and Ben Rubin,<\/span> vincitori l&#8217;anno scorso del <em>Golden Nica<\/em> <em>&#8211; Ars Electronica<\/em>, \u00e8 senza dubbio l&#8217;installazione pi\u00f9 popolare. C&#8217;\u00e8 un&#8217;insolito interesse e una lunga sosta di fronte a quest&#8217;opera. Il pubblico siede in un buio emiciclo, silenziosamente raccolto e rapito dalla magica presenza di questa installazione: file di piccoli display sospesi nel vuoto mostrano in rotazione frammenti di testo selezionati dalla rete con algoritmi diversi. Il primo ciclo raccoglie e ricombina frasi che cominciano con &#8220;Io sono&#8221; da blog e bacheche digitali. Nel sottofondo una voce sintetizzata ne legge il contenuto. Il risultato \u00e8 un insolito poema sull&#8217;identit\u00e0 globale, a tratti divertente, triste, patetico, irresistibile: un voyeuristico desiderio di conoscere il seguito di questi pensieri spezzati mesmerizza il pubblico nell&#8217;ascolto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_simonabrusa06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra le altre opere presenti merita meritano menzione le esplorazioni di <span class=\"testoscuro\">Gail Wight ( Rodentia Chamber Music , 2004)<\/span> e<span class=\"testoscuro\"> Ingo Gunther ( <em>World Processor <\/em>, 1988-2006)<\/span>. Il primo ci incanta con una intelligente e semi comica interpretazione dell&#8217;idea di &#8220;chance music&#8221; espressa da <em>John Cage<\/em>. Con <span class=\"testoscuro\">Rodentia Chamber Music <\/span>l&#8217;artista rimpiazza i musicisti con dei ratti, e costruisce un&#8217;orchestra da camera con strumenti in plexiglass funzionanti attivati dall&#8217;attivit\u00e0 degli ignari roditori vi abitano. Il legg\u00eco si trasforma in uno schermo con video performance e la folla si accalca per vedere e sentire la nuova &#8220;musica&#8221;, inaspettatamente piacevole ed affascinante.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Ingo Gunther<\/span> ci invita ad un viaggio nel tempo e nello spazio con <span class=\"testoscuro\">World Processor<\/span>. La sua installazione invoca memorie di antiche biblioteche francesi al tempo dell&#8217;Illuminismo e memorie della nostra infanzia passata a immaginare lontane nazioni su globi luminosi. Passeggiare e soffermarsi tra i suoi mappamondi diventa un esercizio di scoperta geopolitica. Le diverse visualizzazioni di dati sociali (Possesso di TV, Aspettativa di vita media, Utenti internet, ecc.), ambientali (Estensione della Foresta Pluviale, Impoverimento delle risorse naturali), politici (Numero di rifugiati politici, Terrorismo), economici (Consumo di energia procapite, G8, Numero di aziende) invitano inaspettate domande e intuizioni. All&#8217;improvviso la parola <em>globalizzazione <\/em> assume un forma e un senso diverso&#8230;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_simonabrusa07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Mostra Pacific Rim alla South Hall<\/p>\n<p align=\"justify\">I giovani artisti emergenti provenienti da tutto il mondo hanno esposto alla <span class=\"testoscuro\">South Hall del Convention Center <\/span>di San Jose. Tra questi hanno colpito la mia attenzione <span class=\"testoscuro\">Hu Jie Ming e Colin Ives<\/span> dal Canada.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Altitude Zero <\/span> di <span class=\"testoscuro\">Hu Jie Ming<\/span> \u00e8 esposto in un container metallico ed \u00e8 composto da una serie di 6 monitor camuffati da obl\u00f2, il cui video loop \u00e8 attivato al passaggio dello spettatore. La proiezione mostra una serie di rifiuti gettati nell&#8217;acqua dell&#8217;oceano che galleggiano alla deriva delle grandi citt\u00e0, visibili sullo sfondo. A tratti gli oggetti sbattono sull&#8217;obl\u00f2 opponendosi alla nostra alienazione con la loro stranezza (una bambola gonfiabile?). L&#8217;installazione \u00e8 una metafora efficace dell&#8217;interazione-relazione tra culture dominanti e culture al margine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nocturne\u00a0di\u00a0Colin Ives\u00a0\u00e8 invce un&#8217;installazione interattiva incentrata sulla presenza nascosta e silenziosa di specie animali a rischio di estinzione in ambienti suburbani. I video delle attivit\u00e0 di opossum, volpi, marmotte, registrati attraverso strumenti di sorveglianza, sono proiettati in scala alla prospettiva dell&#8217;animale che rappresentano. Lo spettatore attiva la proiezione con la propria presenza e in un paesaggio notturno scova volpi in fuga sotto paratie di metallo o opossum a caccia di cibo all&#8217;estremit\u00e0 di tubi. Una rappresentazione realistica che ridefinsce la nostra percezione del paesaggio urbano..<\/p>\n<p align=\"justify\">A partire da quest&#8217;anno il festival <span class=\"testoscuro\">ZeroOne<\/span> diventer\u00e0 un appuntamento biennale fisso nel panorama delle mostre internazionali e grazie alla presenza di importanti sponsors quali IBM, Adobe, Sun, HP promette di essere un nuovo attivo crogiolo nel raccogliere attivit\u00e0, iniziative ed energie attorno alle arti digitali. Prossimo appuntamento il 2008.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.acclair.co.uk\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.acclair.co.uk\/home.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.earstudio.com\/projects\/listeningPost.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.earstudio.com\/projects\/listeningPost.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.notochord.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.notochord.org\/ <\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.forthebirds.org\/nocturne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.forthebirds.org\/nocturne\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Jose, la capitale della Silicon Valley, \u008f stata quest&#8217;anno la sede del Simposio Internazionale delle Arti Elettroniche. 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