{"id":10043,"date":"2006-09-06T12:00:00","date_gmt":"2006-09-06T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-017\/traces-of-identity-and-memory-of-the-present\/"},"modified":"2020-10-23T09:51:26","modified_gmt":"2020-10-23T08:51:26","slug":"traces-of-identity-and-memory-of-the-present","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/traces-of-identity-and-memory-of-the-present\/","title":{"rendered":"Tracce Di Identita&#8217; E Memoria Del Presente"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Bunker Art Division <\/span> con la consulenza scientifica di <span class=\"testoscuro\">NOT gallery <\/span> ha presentato sul finire dello scorso giugno a Napoli un lavoro inedito di <span class=\"testoscuro\">Ruben Coen Cagli e IABO<\/span>, due artisti decisamente distanti con due progetti apparentemente inconciliabili, nati da una riflessione attenta sull&#8217;insicurezza che pervade l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo di oggi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\">Segni di vita, suggerimenti estetici per dare certezza alla propria esistenza<\/span> \u00e8 una mostra in cui si sperimentano autentiche strategie per lasciare una piccola traccia forse indelebile di s\u00e8, di ci\u00f2 che sta dentro e di ci\u00f2 che sta attorno a noi.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; ormai opinione comune che la tecnologia possa rappresentare l&#8217;unica occasione di riscatto, la possibilit\u00e0 ultima di un reale miglioramento delle nostre condizioni di vita e delle nostre prospettive future. Pi\u00f9 raramente si affida questa speranza all&#8217;arte. Non si crede che si possa elaborare una simbologia segnica, e dunque sviluppare un&#8217;estetica, che sia in grado di contrastare le difficolt\u00e0 di una vita sempre pi\u00f9 complessa e problematica come quella di oggi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_miriampetruzelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La realt\u00e0 globalizzata nella quale il comportamento del singolo e la sua identit\u00e0 sembrano polverizzarsi all&#8217;interno della massa, porta spontaneamente a pensare che il proprio destino sia inevitabilmente legato a quello degli altri e che dunque \u00e8 inutile compiere gesti che esulino dal comportamento collettivo. L&#8217;idea di essere dipendente dagli altri \u00e8 perci\u00f2 anche motivo di profonda insicurezza; ci\u00f2 nonostante qualcosa \u00e8 possibile fare, nel modo di vedere la vita, di rappresentarla, per affrontarla con maggiore determinazione ridimensionando le nostre paure.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per vivere meglio nel presente pu\u00f2 essere utile documentare correttamente quanto ci accade quotidianamente e nello stesso tempo prepararsi a ci\u00f2 che potrebbe accadere in futuro. Si pu\u00f2 imparare a registrare ci\u00f2 che quotidianamente compiamo nel momento stesso in cui lo facciamo e, di conseguenza, imparare a leggere quanto compiuto (passato) per comprendere il senso e la direzione dei nostri gesti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_miriampetruzelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Si pu\u00f2 imparare a mettere qualcosa da parte, soprattutto ci\u00f2 che sottovalutiamo per il fatto che ne abbiamo in abbondanza, perch\u00e9 un giorno (futuro), da un momento all&#8217;altro, potremmo esserne privi. Questo per lo meno \u00e8 quanto emerge dal lavoro di <span class=\"testoscuro\">Ruben Coen Cagli e IABO<\/span> che hanno dato vita presso il <span class=\"testoscuro\">BAD Museum<\/span> a installazioni\/performance con lo scopo di coinvolgere lo spettatore nella costruzione di rappresentazioni che consentano di vivere il presente con pi\u00f9 sicurezza e con pi\u00f9 consapevolezza.<\/p>\n<p align=\"justify\">In particolare <span class=\"testoscuro\">Ruben Coen Cagli, <\/span>giovanissimo e interessante artista napoletano, una laurea in fisica e un dottorato in materia in corso, ha presentato <span class=\"testoscuro\">Macchina per tracciare<\/span>, un progetto per un&#8217;installazione interattiva e una performance robotica che si propongono come nodi intermedi in una rete di riflessioni sulla &#8220;traccia&#8221;. Ogni gesto, ogni azione che compiamo lascia delle tracce. Un&#8217;esistenza, la nostra, che indipendentemente dalla volont\u00e0, modifica i posti e le cose, contribuendo alla memoria dei luoghi con numerosi tasselli disordinati e con alcuni altri depositati sistematicamente.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_miriampetruzelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il progetto intende coinvolgere il visitatore in un esperimento che produca un richiamo dell&#8217;attenzione sulla propria fisicit\u00e0 a volte dimenticata. I movimenti delle persone vengono trasformati nell&#8217;installazione in tracce video, e poi da un robot in tracce fisiche su fogli di alluminio che possono essere acquistati in moduli da 30&#215;30 cm.<\/p>\n<p align=\"justify\">Chi \u00e8 accorso al BAD Museum \u00e8 divenuto parte integrante della sperimentazione che Ruben Coen Cagli ha realizzato in collaborazione col <span class=\"testoscuro\">Robot Nursery Laboratory dell&#8217;Universit\u00e0 di Napoli Federico II<\/span>. Gesti che segnano un percorso compiuto attraverso la consapevolezza dell&#8217;artista, la spontaneit\u00e0 del visitatore e l&#8217;intimit\u00e0 di una relazione tra i due poetica e originale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di matrice concettual-manzoniana con retrogusto eco-sostenibile invece il lavoro di <span class=\"testoscuro\">Iabo, Acqua<\/span>, che mira a recuperare quei beni sottovalutati dalla societ\u00e0 che tuttavia si riveleranno presumibilmente fondamentali per la nostra sopravvivenza, primo fra tutti appunto l&#8217;acqua. Il progetto prevede l&#8217;acquisto di una quantit\u00e0 d&#8217;acqua che sar\u00e0 consegnata il 13 maggio 2050.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/design_miriampetruzelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;acqua\/opera sar\u00e0 custodita dal BAD Museum in un bunker appositamente costruito. L&#8217;acquisto, e la consegna nel 2050, sono certificati da un &#8220;attestato di propriet\u00e0\/opera&#8221; di IABO. L&#8217;intento \u00e8 quello di coinvolgere il partecipante in una riflessione sull&#8217;importanza dell&#8217;acqua nella nostra vita, sulla necessit\u00e0 di conservarla per garantire una possibilit\u00e0 di vita nel futuro.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;acqua, imbottigliata in una serie limitata di 400 bottiglie, \u00e8 apparsa in vendita alla modica cifra di 15 euro sui siti internet del BAD Museum e di NOTgallery e presso le sedi dei due centri. Il giorno dell&#8217;inaugurazione IABO ha curato la firma degli attestati di propriet\u00e0 e la messa in funzione del bunker. Questo artista di formazione tradizionale, ma dalla ecclettica espressivit\u00e0, ha mostrato dunque di aver assimilato la lezione di <span class=\"testoscuro\">Piero Manzoni<\/span> che del resto nel 1960 affermava : &#8220;Il verificarsi di nuove condizioni, il proporsi di nuovi problemi, comportano, con la necessit\u00e0 di nuove soluzioni, nuovi metodi, nuove misure&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo tuttavia travalica i confini stessi dell&#8217;arte e delle tecniche ponendosi come riflessione generale sulla condizione umana. Pi\u00f9 probabilmente non si tratta di vedere diversamente, ma di provare a vedere semplicemente altre cose.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bunkerart.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.bunkerart.org<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bunker Art Division con la consulenza scientifica di NOT gallery ha presentato sul finire dello scorso giugno a Napoli un lavoro inedito di Ruben Coen Cagli e IABO, due artisti decisamente distanti con due progetti apparentemente inconciliabili, nati da una riflessione attenta sull&#8217;insicurezza che pervade l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo di oggi<\/p>\n","protected":false},"author":88,"featured_media":29881,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,36,170],"tags":[80],"class_list":["post-10043","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-design","category-issue-017","tag-interaction"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Tracce Di Identita&#039; 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