{"id":10036,"date":"2006-09-06T12:00:00","date_gmt":"2006-09-06T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-017\/dave-clarke-superstar-dj\/"},"modified":"2020-10-23T10:08:42","modified_gmt":"2020-10-23T09:08:42","slug":"dave-clarke-superstar-dj","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-017\/dave-clarke-superstar-dj\/","title":{"rendered":"Dave Clarke, Superstar Dj&#8230;"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 solito ospitare all&#8217;interno di questa rivista un&#8217;intervista con un dj. Non siamo e non vogliamo essere un magazine musicale e trattatimo anche l&#8217;aspetto musicale dell&#8217;elettronica come una delle tante derivazioni offerte dalle applicazioni artistiche delle nuove tecnologie. Siamo in parte convinti che i dj spesso non abbiamo pi\u00f9 di tanto da dire in questo senso e questo ci ha pi\u00f9 volte vincolato nell&#8217;individuare musicisti e dj che andassero oltre l&#8217;immagine comune che si ha di questa tipologia di artista.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma \u00e8 chiaro che nel ricco panorama delle superstar dj a livello internazionale ci sono le felici eccezioni. <span class=\"testoscuro\">Dave Clarke<\/span> \u00e8 sicuramente una di queste, al di l\u00e0 dei gusti personali, della tecnica, della musica che suona, che \u00e8 troppo techno o poco electro, che annoia o diverte, che costituisce, quasi come un gosspi, materiale per scrivere pagine e pagine di riviste e magazine di settore. In Digimag si vuole andare oltre, si cerca di andare a cercare anche l&#8217;uomo dietro al dj, convinti che le idee e il background dell&#8217;artista si rifletta inevitabilmente nel suo approccio all&#8217;arte del djing, che rimanga in altre parole impregnato nella sequenza di beats&amp;grooves che costituiscono l&#8217;ossatura di ogni set in qualsiasi club o festival in ogni angolo del pianeta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Clarke al di l\u00e0 di tutto \u00e8 considerato uno dei migliri dj electro e techno del pianeta, capace di divertire con djset vari ed eclettici e ricchi di quelle influenze breakbeat che fanno spesso la differenza rispetto a dj set mono-toni e alla lunga piuttosto statici. Clarke al contempo \u00e8 sempre stato un outsider (un po&#8217; come quel Brinkmann di cui parlammo qualche tempo fa su Digimag), dalla sua infanzia fino al rapporto tempestoso con i media che lo caratterizza oggi, dalla pubblicazione del suo primo album (1996) Archive 1 in cui introduceva elementi di elettronica breakbeat nella purissima techno di quei tempi attirandosi gli strali di molti critici e colleghi ai molti remix per importanti artisti quali <span class=\"testoscuro\">Depeche Mode, Death in Vegas, Moby, Fisherspooner, Leftfield, Underworld, Laurent Garnier. <\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/elettronica_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Considerando come la pensa Dave Clarke su giornalisti e riviste che parlando di elettronica, l&#8217;intervista concessa in piena notte in occasione dell&#8217;ultima edizione del festival <span class=\"testoscuro\">Dissonanze a Roma<\/span> \u00e8 qualcosa di raro e prezioso. Cos\u00ec come, del resto, il successivo djset che ha scosso il Palazzo dei Congressi (e le nostre orami stanchissime membra) fino alle sette di mattina. Forse superiore a quello ripetuto qualche settimana dopo al <span class=\"testoscuro\">Sonar di Barcellona<\/span>, per chi c&#8217;era&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Tu sei ormai da qualche anno avviato a una grandissima carriera come dj, sei partito dai piccoli club di una piccola citt\u00e0 come Brighton per arrivare a suonare nei migliori club e festival del mondo. Come si cotruisce una carriera di questo tipo?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> Beh, \u00e8 importante seguire le tue passioni: ho suonato tanti stili musicali differenti, tutti quelli che il mio gusto in un certo momento stava apprezzando. E&#8217; sicuramente una decisione difficile quella di dedicare la propria vita alla musica e cercare di diventare un dj o un producer, ma la passione \u00e8 sicuramente un propellente importante soprattutto per suonare ogni sera e in posti sempre differenti. La tua struttura sociale ne pu\u00f2 risultare danneggiata, non \u00e8 possibile rilassarsi durante il weekend, vedere gli amici \u00e8 pi\u00f9 difficile per non parlare del tempo da dedicare alla propria famiglia. Qualche volta anche io sono un po&#8217; scocciato da ci\u00f2, ma ogni volta che suono e mi diverto il malessere passa. Ma non \u00e8 facile essere una superstar dj, anche se affascinante, te lo assicuro.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Tu dici di suonare musica techno ed electro, breakbeat ed elettronica, come alternativa alla musica dance in generale. Il tuo suono \u00e8 sempre stato molto vario ed eclettico, i tuoi deset pure. Hai suonato breakbeat in passato e hai una predilizione per il punk e post-punk. Pensi che questo tipo di eccletismo sia stato e sia importante nel corso della tua carriera?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> Il mio background musicale \u00e8 importantissimo e parte della mia alchimia sonora. Ascolto e sono influenzato da molti tipi di musica differente, anche se a volte sono quai confuso da quanti input ricevo. Sono stato ispirato dalla musica Mod in massato e dalla disco music, dal punk e dalla musica classica, dall&#8217; hiphop e dall&#8217;elettronica. Brighton \u00e8 stata sicuramente un ottimo luogo dove crescere nel corso degli anni ottanta, perch\u00e8 arrivava molta musica ed era interessante crescerci. L&#8217;inghilterra negli anni ottanta era una specie di ponte non solo diplomatico tra gli Stati Uniti e l&#8217;Europa, ma anche musicale: come teenager c&#8217;era molta scelta di dischi importati, potevi avere tutta la musica che volevi. Questo penso abbia fatto la differenza sin dall&#8217;inizio, sebbene alla fine degli anni novanta il mio eccletismo non era ben visto dai puristi della techno. Io non ho mai amato questa forma di purismo e penso che le mie scelte mi abbiano portato qui oggi, mentre molti dj dell&#8217;epoca si sono un po&#8217; persi per strada.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cerco oggi di non essere parte di alcuna scena, di essere quanto pi\u00f9 indipendente possibile. Non vivo a Londra ma ad Amsterdam dove tutto \u00e8 pi\u00f9 rilassato, tutto \u00e8 a cinque minuti a piedi: certo la sciena clubbing \u00e8 meno aperta e dinamica che in Inghilterra, ma allo stesso tempo penso che non sia necessario e saggio vivere cos\u00ec legato alla scena a cui appartieni. Anche ad Amsterdam mi accade lo stesso, cerco di non essere parte pi\u00f9 di tanto della scena della citt\u00e0.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/elettronica_mk01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Per l&#8217;appunto tu sei sempre stato molto radicale e critico riguardo al purismo nell&#8217;ambito della musica techno. Vorrei avere la tua opinione sulla techno di oggi e domani. Quali nuovi direzioni e quali possibili input?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> La techno ha raggiunto ormai un ottimo livello e diffusione in tutto il mondo, la gente ha passione e segue questo fenomeno musicale. La gente ha per\u00f2 bisogno di avere sempre nuove tendenze e nuovi stili nella techno, nuove mode e questo non mi piace molto. Preferisco e ho sempre cercato di non cristallizzarmi all&#8217;interno di questo genere musicale e delle sue mille derivazioni che ne sono nate, cercando sempre nuove strade e nuove direzioni, cercando maggiore eccletismo per non chiudermi alle mille influenze musicali che ho avuto e che sicuramente avr\u00f2 in futuro.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Ho letto che tu sei stato introdotto all&#8217;amore per la tecnologia da tuo pap\u00e0. Qual&#8217;\u00e8 oggi la tua relazione con le tecnologie all&#8217;interno del tuo lavoro?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> La mia relazione con la tecnologia \u00e8 cambiata molto negli ultimi tempi e si basa su un concetto molto semplce quanto affascinante: in generale, quando posso fare di tutto grazie alle tecnologie cerco di fare tutto quanto sia possibile. Quando la tecnologia invece \u00e8 limitata, cerco di fare tutto lo stesso ma sono incazzato. Mi piace l&#8217;hardware, mi stimola: al contempo il mestiere del sound designer e mi piace trovare sempre nuovi campioni e loop, software e strumentazioni che so essere state gi\u00e0 testate a pieno.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/elettronica_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Cosa mi puoi dire dei tuoi live set?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> Ho suonato live in Brasile, in Germania e in tantissime altre parti del mondo. E&#8217; molto eccitante e soprattutto molto live, senza computer sequences ad aiutarmi. Sono dei live che non faccio troppo spesso, in genere in occasione della promozione dei miei album. Ogni live set che ho suonato \u00e8 completamente differente, sotto molti aspetti, da tutti gli altri<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Tu hai avuto la chance di remixare molti artisti di assoluto valore e di fama internazionale. Quale \u00e8 stata l&#8217;esperienza che pi\u00f9 ti ha colpito?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> Il remix per i Depeche Mode sicuramente, quando venne Mr Fletcher da me a chiedermi un remix, beh in quel momento mi sentii veramente realizzato nel mio lavoro di remixer. Ma il remix migliore che ho fatto \u00e8 stato il primo, quello che suona pi\u00f9 forte, pi\u00f9 dinamico, pi\u00f9 potente. Quello per Fisherspooner pure \u00e8 stato molto valido e quello per Moby uno di quelli che ricordo meglio. Non ho mai avuto l&#8217;occasione di lavorare direttamente con questi artisti perch\u00e9 penso sia meglio non lavorare direttamente con loro: io del resto non sono un membro della band, per cui preferisco lavorare via mail con i loro materiali.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Puoi raccontarmi qualcosa della tua rapporto con l&#8217;autorit\u00e0 e i media. Ho letto che non ti piacciono. Puoi dirmi perche?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> Non sono mai stato interessato alle riviste e ai media, ai magazine per giovani che ci sono in Inghilterra. Non mi piacciono molto i giornalisti senza alcuna conoscenza del background dell&#8217;artista, che in realt\u00e0 non sanno che cosa ha quelmusicista o dj ha fatto in passato. Trovo le loro domande tediose, non interessanti intellettivamente: le domande di molti giornalisti europei e italiani, pur non essendo l&#8217;inglese la loro lingua madre, sono molto pi\u00f9 profonde e interessanti. I media inglesi sono pigri, e anche per questo motivo molte delle riviste che esistevano negli anni passati oggi non ci sono pi\u00f9. Per quanto riguarda l&#8217;autorit\u00e0 invece penso che oggi pi\u00f9 che in passato molta gente crede nell&#8217;autorit\u00e0: io preferisco credere nella democrazia, nei diritti democratici. Se mi chedo cosa ha fatto l&#8217;autorit\u00e0 per me e la mia societ\u00e0, non ci sono risposte. Penso che sia giusto che esistano delle regole in questa vita, ma se penso all&#8217;autorit\u00e0 penso necessariamente a qualcosa di corrotto. In Inghilterra la situazione \u00e8 ancora peggio, basta ricordare come l&#8217;autorit\u00e0 in carica ci ha portato alla guerra in Iraq. Questi sono i miei problemi con l&#8217;autorit\u00e0 al momento, problemi che penso hanno tutte le persone con coscienza e spirito critico di tutto il mondo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/elettronica_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Pensi che le scelte che hai fatto nella vita, il tuo modo di vivere, il tuo modo di essere un dj rifletta questo approccio alla vita e questi pensieri?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> Mah, non penso di aver fatto scelte radicali, penso piuttosto di aver cercato sempr di vivere in modo istintivo, per far s\u00ec che la mia vita fosse pi\u00f9 felice. Ho lasciato la scuola molto presto, ho lavorato in un negozio di scarpe, ho lavorato per il governo britannico, ho lavorato come software engeneer e non mi \u00e8 piaciuto: ho sempre seguito la mia passione e questo \u00e8 importante.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\">Tu eri molto amico di John Peel. Cosa ha significato la sua scomparsa per te?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> John era un vero cultore della musica, era contro l&#8217;autorit\u00e0, era la versione musicale di tutto quello che ho detto prima. Quando l&#8217;ho perso non ho pi\u00f9 sentito la radio, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente che rappresenti i miei gusti musicali come quando John era a Radio1; anche altre radio suonano buona musica, ma John Peel era un&#8217;altra cosa e io sono felice che lui sia stato mio amico, che mi rispettava come dj e producer e che veniva ai miei concerti. Ho incontrato John molte volte, avuto con lui molte discussioni, letto molti libri insieme, la pensavamo allo stesso modo su molte cose.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag17\/articoli\/img\/elettronica_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Cosa ne pensi della libera circolazione della musica in rete? Del fenomeno delle netlabel, dei podcast e della musica free, dell&#8217;integrazione dei media e dei supporti? Pensi che ci possa essere in questo contesto un futuro per gli artisti emergenti nonch\u00e8 un modo per disinnescare il monopolio delle major?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Dave Clarke<\/strong>:<\/span> All&#8217;interno di questo contesto io sono sicuramente nel mezzo. Le generazioni pi\u00f9 vecchie sono completamente sfavorevoli alla libera circolazione della musica in Internet, mentre quelle pi\u00f9 giovani sono del tutto favorevoli. C&#8217;\u00e8 da dire che gli artisti fanno musica per vivere, possono certo guadagnare facendo concerti dal vivo e facendo pagare la gente, ma se non guadagnano dalla vendita dei dischi come possono vivere e continuare a fare musica? Non penso che sia corretto che le etichette ricarichino cos\u00ec tanto alla gente sui prezzi dei cd dando inoltre cos\u00ec poco agli artisti: forse la soluzione offerta da alcuni servizi online che fanno pagare un euro o poco pi\u00f9 per una canzone sia il modo corretto per evolvere, anche se la qualit\u00e0 per il momento non \u00e8 la stessa dei cd. Io non ho problami quindi con internet, ma con le persone che operano per coltivare il peer to peer in modo scorretto per gli artisti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le netlabel invece hanno, con internet, grandi potenzialit\u00e0 e occasioni per diffondere il loro lavoro. Con una rivista online come la tua e lo stesso. Con una netlabel, posso raggiungere molta pi\u00f9 gente e con molta meno spesa rispetto a una rivista cartacea con una distribuzione normale. Il punto \u00e8 che forse il mercato non \u00e8 ancora pronto e la fatica che queste realt\u00e0 fanno \u00e8 grandissima. Ma \u00e8 sicuramente un fenomeno in crescita da tenere in debita considerazione.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.daveclarke.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.daveclarke.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Clarke al di l\u0088 di tutto \u008f considerato uno dei migliri dj electro e techno del pianeta, capace di divertire con djset vari ed eclettici e ricchi di quelle influenze breakbeat che fanno spesso la differenza rispetto a dj set mono-toni e alla lunga piuttosto statici.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":29905,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,170],"tags":[32,39,53],"class_list":["post-10036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-017","tag-clubbing","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dave Clarke, Superstar Dj... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-017\/dave-clarke-superstar-dj\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dave Clarke, Superstar Dj... &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]It&#039;s quite unusual putting up in this magazine an interview with a dj. 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