{"id":10028,"date":"2006-07-03T12:00:00","date_gmt":"2006-07-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-016\/onedotzero-10-moving-adventures\/"},"modified":"2020-10-21T14:58:09","modified_gmt":"2020-10-21T13:58:09","slug":"onedotzero-10-moving-adventures","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-016\/onedotzero-10-moving-adventures\/","title":{"rendered":"Onedotzero 10, Avventure In Movimento"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<div align=\"justify\">\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Onedotzero<\/span>, uno dei pi\u00f9 importanti festival internazionali di immagini digitali, si \u00e8 appena concluso a Londra. Una rassegna che, fin dalla sua nascita, si concentra su tutti gli aspetti che l&#8217;immagine digitale oggi ci offre, con un occhio sempre attento verso i giovani e l&#8217;industria creativa. Onedotzero \u00e8 una sorta di piattaforma di incontro e di lancio per giovani videomakers e creativi provenienti da diversi settori artistici e da tutte le parti del mondo. La prima edizione del festival risale al 1996 come un appuntamento di un week end: \u00e8 poi cresciuto negli anni fino alla sua veste attuale della durata di dieci giorni all&#8217;interno del prestigiossissimo <span class=\"testo_iframebold\">ICA (Institute of Contemporary Art) di Londra. <\/span><\/p>\n<p>Il team di onedotzero ha avuto gli occhi puntati sul futuro fin dall&#8217;inizio. Tutti i programmi proposti mostrano infatti i segni evidenti di come l&#8217;immagine digitale abbia subito un processo di costante innovazione ormai inarrestabile. L&#8217;edizione di quest&#8217;anno, la decima per la cronaca, risulta per forza di cose essere una riflessione su quello che \u00e8 passato sugli schermi del festival durante tutti questi anni. Per osservare come le cose sono cambiate e per gettare uno sguardo sulle visioni future. Alcuni dei programmi presentati sono una costante in ogni edizione del festival da <span class=\"testo_iframebold\">wavelength (selezione di video musicali) a extended play (selezioni di cortometraggi e animazioni) passando per wow+flutter (video sperimentali d&#8217;animazione e motion graphic). <\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/videoart_alessandramigani01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong class=\"testo_iframebold\">Wavelength 06 <\/strong><span class=\"testo_iframebold\">\u00e8 una selezione di video musicali<\/span> che misura fino a dove si spinge la fantasia sia di registi acclamati che di nuovi talenti. Uno spaccato, dunque, sulle ultimissime evoluzioni del music video, uno dei formati pi\u00f9 sfruttati dai giovani registi in cerca di un trampolino di lancio. Infatti se, da una parte, il videoclip resta un mero strumento di promozione commerciale, dall&#8217;altra appare come un territorio ideale per la sperimentazione pi\u00f9 libera e surreale. Una selezione esaustiva mette insieme, in questo programma, promos di artisti eccezionali quali <span class=\"testo_iframebold\">Pleix<\/span> con il pezzo per Vitalic, &#8216;Birdy&#8217;,<span class=\"testo_iframebold\"> U.V.A<\/span>. ed il loro primo music video, una scultura di luce per Colder &#8216;To the music&#8217; o <span class=\"testo_iframebold\">Ne-o<\/span> che mettono in sincro il pezzo di Coldcut &#8216;The state we are in&#8217;. Si tratta inoltre, in questo caso, di una prima mondiale di un video inserito nella compilation in dvd in uscita per Coldcut, appunto. Questi, naturalmente, sono solo alcuni dei nomi inseriti in un programma della durata circa di settanta minuti.<\/p>\n<p>Quanto a <span class=\"testo_iframebold\">Wow+flutter 06, <\/span> questo programma offre piuttosto una visione di stili che attraversano l&#8217;animazione, la motion graphics e la sperimentazione astratta. Ogni mezzo \u00e8 valido, ma ricordiamo che \u00e8 pur sempre utilizzato dalla fantasia umana per esprimere mondi e riflessioni interiori. Quello che pi\u00f9 emerge di video in video \u00e8 un doppio aspetto, da una parte un senso costante di alienazione nei confronti della societ\u00e0 contemporanea, dall&#8217;altra la voglia di fuga in altre dimensioni o altri mondi con la voglia ancora di sorridere sulle disavventure umane.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/videoart_alessandramigani02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Lo sguardo sul passato si materializza invece con due programmi chiamati <span class=\"testo_iframebold\">Spectrum # 1 e Spectrum # 2<\/span>. Infatti ripescando dall&#8217;archivio del festival, i due programmi offrono una selezione esaustiva di lavori selezionati passati sugli schermi negli ultimi negli ultimi dieci anni.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">New british talent <\/span> \u00e8 invece una celebrazione rivolta al talento creativo britannico. Nasce come nuova realt\u00e0 nel panorama del festival e in collaborazione con <span class=\"testo_iframebold\">Film Network<\/span>, uno showcase interattivo della BBC per nuovi talenti inglesi.<\/p>\n<p>Riguardo invece <span class=\"testo_iframebold\">i lungometraggi<\/span>, la selezione di quest&#8217;anno, mantenedo l&#8217;intento celebrativo, ha raccolto una serie di sette film, tutti opere prime di registi passati attraverso i music videos, spot pubblicitari e disegno grafico. Nomi ad altissimo livello e riconosciuti oramai a livello mondiale, da <span class=\"testo_iframebold\">Spike Jonze A Michel Gondry, da Jonathan Glazer passando per Mike Mills<\/span>. All&#8217;interno di queste selizioni, ho assistito a un interessantissimo incontro con il regista <span class=\"testo_iframebold\">Dave Mckean<\/span>. Talento prolifico, mitico disegnatore di saghe a fumetti (il disegno di Mckean per <span class=\"testo_iframebold\">Sandman o Cages<\/span> \u00e8 caratterizzato da visioni cupe inserite in un mondo fantasioso; lavora inoltra da anni in profonda simbiosi con lo scrittore <span class=\"testo_iframebold\">Neil Gaiman<\/span>), illustratore, regista di music videos, Dave Mckean lavora e compone musica per BBC radio e realizza, il suo primo lungometraggio, <span class=\"testo_iframebold\">Mirrormask<\/span>, lo scorso anno. Un passaggio al lungometraggio non del tutto ovvio per chi proviene soprattutto dall&#8217;illustrazione grafica e dai fumetti, ma probabilmente necessario per questo autore abituato a pensare per immagini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/videoart_alessandramigani04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Proseguendo,<span class=\"testo_iframebold\"> Innervision<\/span> \u00e8 da sempre il momento del festival pi\u00f9 importante a detta di <span class=\"testo_iframebold\">Shane Walter<\/span>, direttore del festival, in quanto \u00e8 possibilie incontrare i registi e avere l&#8217;oppurtunit\u00e0 di rivolegere loro domande e approfondire al meglio la conoscenza dei loro lavori. Un momento estremamente interessante all&#8217;interno di Innervision \u00e8 stato senz&#8217;altro lo showcase della <span class=\"testo_iframebold\">Warp<\/span>, sia come etichetta musicale che come casa di produzione cinematografica <span class=\"testo_iframebold\">WarpFilms<\/span><\/p>\n<p>Presenti all&#8217;incontro <span class=\"testo_iframebold\">Phil Canning, il manager dell&#8217;etichetta, Barry Ryan, capo della produzione, Alex Rutterford, regista, Robin MacNichols e Matt Bateman dei Flat-E [www.flat-e.com]<\/span> che hanno realizzato tantissimi visuals pe ri tour della Warp. La produzione cinematografica dell&#8217;etichetta \u00e8 in crescita e tanti e nuovi progetti sono in vista.<\/p>\n<p>Infine, una celebrazione del tutto dovuta al lavoro del regista <span class=\"testo_iframebold\">Richard Fenwick<\/span>. Una sala dell&#8217;ICA \u00e8 stata aperta al pubblico per l&#8217;intera durata del festival con una serie di postazioni che permettevano di accedere ai singoli video del regista. Fenwick porta avanti il suo progetto chiamato <span class=\"testo_iframebold\">rnd#<\/span>, una serie di film sperimentali da realizzarsi nel corso della sua vita, cento in totale. L&#8217;incontro col regista avviene in un&#8217;atmosfera intima, quasi come una conversazione fra amici pronti ad esplorare il mondo immaginifico di questo artista e con la curiosit\u00e0 di sapere da dove queste visioni nascono e quali sono gli intenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/videoart_alessandramigani06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Da menzionare infine la presenza di un giovane talento di Firenze, <span class=\"testo_iframebold\">Alessandro Pacciani<\/span>. Il suo corto <span class=\"testo_iframebold\">Jinniku<\/span> \u00e8 inserito all&#8217;interno del programma <span class=\"testo_iframebold\">J-Star<\/span> (lavori di grafica e animazione di alcuni dei pi\u00f9 interessanti talenti giapponesi. Il regista italiano realizza il suo film in collaborazione con il Giappone). Una sorta di horror altamente tecnologico, un lavoro allucinatorio che mette insieme filosofia orientale e toni oscuri pi\u00f9 occidentali e se quindi in passato la presenza degli artisti italiani era praticamente nulla, quest&#8217;anno credo che una nota positiva arrivi proprio dall&#8217;ottimo lavoro di questo giovane regista.<\/p>\n<p>La bellezza di onedotzero risiede quindi non solo nella possibilit\u00e0 per i giovani talenti di mostrare i propri lavori in tutto il mondo (durante il tour mondiale che tocca ormai tutte le maggiori citt\u00e0 del pianeta), ma anche quella di evidenziare come i confini fra le arti siano ormai talmente labili nell&#8217;elettronica che architetti possono lavorare assieme a musicisti, designers con videomakers, disegnatori di fumetti con esperti di animazione digitale e cos\u00ec di seguito ed il tutto in un panorama assolutamente internazionale.<\/p>\n<p>Come dice Shane Walter nella sua introduzione sul catalogo: &#8216;Mettendo insieme pensatori creativi provenienti da campi cos\u00ec diversi, onedotzero ha agito come catalizzatore per nuove invenzioni, creando una collisione di menti ed idee che produce risultati inaspettati&#8217;.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.onedotzero.com\/home.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.onedotzero.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Onedotzero, uno dei pi\u009d importanti festival internazionali di immagini digitali, si \u008f appena concluso a Londra. 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