{"id":10025,"date":"2006-07-03T12:00:00","date_gmt":"2006-07-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-016\/santarcangelo-06-emozioni-quotidiane\/"},"modified":"2020-10-21T14:55:04","modified_gmt":"2020-10-21T13:55:04","slug":"santarcangelo-06-emozioni-quotidiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-016\/santarcangelo-06-emozioni-quotidiane\/","title":{"rendered":"Santarcangelo 06. Emozioni Quotidiane"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Una nuova direzione artistica guidata da <span class=\"testo_iframebold\">Olivier Bouin<\/span>, con la condirezione di Paolo Ruffini , firma la 36^ edizione del <span class=\"testo_iframebold\">Festival di Santarcangelo<\/span>, in programma dal 10 al 16 luglio 2006, a Santarcangelo di Romagna e dintorni. Un nuovo sottotitolo accompagna la storica manifestazione: <span class=\"testo_iframebold\">International Festival of the Arts<\/span>, ad indicare uno sguardo consapevole della transdisciplinariet\u00e0 che caratterizza ormai la creazione contemporanea e attento a esplorare nessi, convergenze e fratture tra le arti, attraversando teatro, danza, performance, arti visive, letteratura, musica e cinema. Ma anche uno sguardo che si fa sempre pi\u00f9 internazionale, ospitando realt\u00e0 artistiche tra le pi\u00f9 dirompenti e acclamate della scena europea, con debutti da Francia, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Israele e Norvegia.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Questa edizione del Festival si presenta come occasione privilegiata d&#8217;incontro degli artisti tra di loro e con gli spettatori, con particolare attenzione ai giovani gruppi italiani che qui possono trovare una realt\u00e0 di crescita e di produzione ma anche uno spazio aperto al confronto con artisti internazionali, studiosi, critici e spettatori. Per il pubblico il Festival ha pensato due preziosi strumenti per aprire un dialogo reale: <span class=\"testo_iframebold\">Santarcangelo 06. Scritti sulla contemporaneit\u00e0<\/span> , un volume edito da Fandango Libri, con interventi di alcuni degli artisti della 36^ edizione e di studiosi, critici e sociologi impegnati in una riflessione sul senso della contemporaneit\u00e0, e uno spazio, fisico e di pensiero, il disimpegno \u0096 spazio <em>lounge <\/em>, in cui incontrare artisti, trovare libri, riviste, DVD, CD, video, giornali, documenti.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Che cosa accade oggi nella vita quotidiana? Quali sono gli stimoli, le urgenze, gli appelli che l&#8217;arte riceve dalla realt\u00e0 di ogni giorno quando entra in dialogo con essa? A domandarselo sono molti degli artisti ospiti e nei loro lavori propongono una riflessione, una critica, una denuncia dei corpi-oggetti immersi nella quotidianit\u00e0 dei consumi, dell&#8217;apparire, del supermercato, delle metropoli e delle periferie, fra monolocali, salotti, amori finiti e storie di confine, mescolando mondi surreali alla frenesia che ogni giorno ci accompagna.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">L&#8217;argentino <span class=\"testo_iframebold\">Rodrigo Garcia<\/span> , irriverente star internazionale che denuncia contraddizioni e ingiustizie con performance provocatorie e violente, affidate al suo gruppo spagnolo <span class=\"testo_iframebold\">La Carnicer\u00eca teatro<\/span>, \u00e8 a Santarcangelo in prima nazionale con <span class=\"testo_iframebold\">Borges + Goya<\/span>. Si tratta di due monologhi l&#8217;uno affidato a un mostro azzurro, uscito da un incubo, voce delle violenze del regime in Argentina, e l&#8217;altro ad un padre di famiglia chedecide di portare i propri figli al Museo del Prado sottraendoli da Disneyworld e dal consumismo dei fast food al grido di: &#8220;<em>Preferisco che mi tolga il sonno Goya piuttosto che un qualsiasi figlio di puttana <\/em>&#8220;.Per quanto riguarda la drammaturgia, la performing art e la danza non c&#8217;\u00e8 che una imbarazzante scelta d&#8217;\u00e9lite. <span class=\"testo_iframebold\">Tim Etchells e i Forced Entertainment<\/span> , inglesi dirompenti e anticonvenzionali, presentano in prima nazionale <span class=\"testo_iframebold\">Exquisite Pain <\/span>, un lavoro ispirato al testo dell&#8217;artista <em>Sophie Calle <\/em>, che vede lo storico gruppo di Sheffield per la prima volta alle prese con la scrittura di un testo. I <span class=\"testo_iframebold\">Forced <\/span>si aprono alla drammaturgia nel segno di un minimalismo che scatena forti emozioni, per narrare storie di dolore e di abbandono, scaturite da esperienze di uomini e di donne che, come in un baratto, si scambiano racconti personali, ciascuno legato ad un oggetto del quotidiano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">L&#8217;Accademia degli Artefatti<\/span>, uno dei gruppi italiani cult degli anni &#8217;90, presenta due tappe di un percorso dedicato all&#8217;opera di uno dei maggiori drammaturghi inglesi degli anni &#8217;80, <span class=\"testo_iframebold\">Martin Crimp <\/span>. In anteprima nazionale per il festival, il gruppo romano diretto da Fabrizio Arcuri propone una coproduzione dello studio sul nuovo spettacolo Il Misantropo Moli\u00e8re\/Crimp e poi presenta <span class=\"testo_iframebold\">Attempts on her life \/ 17 soggetti per il teatro<\/span> <em>, <\/em>17 racconti alla ricerca dell&#8217;identit\u00e0 di una donna tra diversi momenti e oggetti della sua vita quotidiana. <span class=\"testo_iframebold\">Alessandro Berti , fondatore de L&#8217;Impasto<\/span>, in Confine coprodotto dal festival e presentato in prima nazionale, unisce il lavoro sul corpo alla drammaturgia, sperimentandosi per la prima volta nella scrittura di un testo che ha per protagonisti tre personaggi di &#8220;confine&#8221; e racconta di una famiglia di oggi, che vive in periferia. Mentre una <em>band <\/em> esegue dal vivo musiche dei <em>R.E.M. <\/em>, immagini di terre di confine si affastellano sullo sfondo, e il corpo solo dell&#8217;artista \u00e8 trafitto dalle voci dei personaggi che neppure riescono a dialogare tra di loro.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Ascanio Celestini e Nicola Piovani <\/span>sono grandi protagonisti di <span class=\"testo_iframebold\">Letture da Pier Paolo Pasolini<\/span> in cui la lettura del racconto <em>Mignotta <\/em> tratto da <em>Al\u00ec dagli occhi azzurri <\/em> e del testo inedito <em>Poeta delle ceneri, <\/em>si intreccia alle note composte ed eseguite appositamente per l&#8217;occasione da Piovani. Non manca uno sguardo attento ai giovani autori italiani vincitori di importanti premi come Maurizio Camilli , Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche Dante Cappelletti 2005 con Ccelera e Stefano Massini , vincitore della sezione Premio Tondelli nell&#8217;ambito del Premio Riccione per il Teatro 2005 con L&#8217;odore assordante del bianco , presente a Santarcangelo con La gabbia (figlia di notaio) . Dopo la presentazione nell&#8217;ambito del progetto ArgoNavis \u00e8 a Santarcangelo NicoNote con Porpora: una suite barocca performance di Nicoletta Magalotti con la drammaturgia di Luca Scarlini.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Tre artisti stranieri di grande livello sono presenti con performances e installazioni video sonore. Il norvegese <span class=\"testo_iframebold\">Ane Lan <\/span> presenta <span class=\"testo_iframebold\">The Dream Chamber<\/span> e una video installazione di quattro canzoni performative . Il francese <span class=\"testo_iframebold\">Pierre Giner<\/span> con il gruppo rock <span class=\"testo_iframebold\">Playdoh propone Elesewhere<\/span> Japan un tuffo nel Giappone di oggi tra frenesie quotidiane, periferie, moda e consumi. L&#8217;israeliana, Miri Segal , classe 1965, presenta una video-installazione per un solo spettatore Place de la bonne heure , un viaggio ad alto tasso emozionale e fortemente metaforico nella realt\u00e0 israeliana di oggi, dove convivono distruzione, denuncia politico-sociale, sogni, poesia e l&#8217;innocenza infantile.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Non mancano tre grandi nomi della scena italiana che hanno caratterizzato molte delle edizioni del festival di Santarcangelo: <span class=\"testo_iframebold\">Pippo Delbono , Soc\u00ecetas Raffaello Sanzio e Motus. Pippo Delbono<\/span> \u00e8 in scena con un percorso nella memoria del festival e del teatro italiano che, come in un viaggio di andata e ritorno, si intitola Racconti da Santarcangelo a Santarcangelo. Vent&#8217;anni di teatro<em>. <\/em>Un attore e uno spettatore che si scambiano emozioni. Questo \u00e8 il segreto del teatro ed \u00e8 anche il cuore di questo lavoro che nasce a partire da <em>Racconti di giugno<\/em>, un incontro emozionante di Delbono con il pubblico, creato nel 2005 in occasione della rassegna Garofano verde. Ora Delbono torna ad attraversare la sua biografia narrata a voce alta, fra storie, persone, spettacoli che hanno segnato anche la vita degli ultimi 20 anni del teatro. Si tratta, scrive, di &#8220;<em>una sorta di diario di bordo, di introspezione sul senso nascosto delle relazioni, sul lato dei desideri non espressi ma mostrati, sulla curiosit\u00e0 per gli altri, il filo rosso degli invaghimenti, l&#8217;ardore delle scene della vita e nelle scene del teatro, l&#8217;estasi delle cose che ti perdono e che gli altri non ti perdonano, quel qualcosa di se stesso mai detto forse perch\u00e9 mai chiesto. Le coincidenze (tante) del mese di giugno, il mese in cui sono nato <\/em>.&#8221;<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Soc\u00ecetas Raffaello Sanzio<\/span> presenta <span class=\"testo_iframebold\">Crescita XII, Avignon dalla Tragedia Endogonidia<\/span>, un&#8217;azione teatrale della durata di 15 minuti aperta a 30 spettatori per volta cui \u00e8 affidata la funzione del coro nell&#8217;antica tragedia greca, ossia capire e spiegare quel che accade nella realt\u00e0. Con la musica di <em>Scott Gibbons <\/em> il percorso creato da Romeo Castellucci sviluppa un aspetto preciso dell&#8217;episodio avignonese, generando un&#8217;azione autonoma. Crescita\u0085da qualcosa o di qualcosa. In questo caso \u00e8 qualcosa che cresce <em>da <\/em> un corpo e si sviluppa singolarmente bench\u00e9 collegato a quel corpo. La Crescita \u00e8 un&#8217;azione teatrale che dota l&#8217;intero arco della Tragedia Endogonidia, da cui essa dipende, di una particolare gemmazione. La Crescita non \u00e8 dunque un&#8217;azione autonoma: deriva dall&#8217;Episodio cui fa riferimento e ne sviluppa un aspetto, un oggetto.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">L&#8217;idea che sta al fondo della Tragedia Endogonidia \u00e8 infatti quella di un pensiero che si muove e che si moltiplica in rapporto alle citt\u00e0 e agli spettatori. Avendo abolito il Coro, la cui funzione classica era quella di spiegare i fatti che si avvicendavano, ora tocca soltanto agli spettatori &#8220;spiegare&#8221;, nel vero senso della parola: porre mano in prima persona alla dura indifferenza dei fatti. Gli occhi vedono molto bene quello che succede, ma nessuna parola che provenga dal palco orienta la comprensione. Qui occorre accettare una sospensione che non \u00e8 abolizione della parola, ma dell&#8217;analogia che riduce la parola a utensile comunicativo. La comunicazione \u00e8 la tragedia che viene trattata come una commedia. E il teatro, che \u00e8 la culla delle rappresentazioni tragiche e comiche, non pu\u00f2 ignorare questa realt\u00e0 e deve porre rimedio a questa micidiale confusione che induce alla credenza e alla indifferenza.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Se il teatro ha oggi una funzione, \u00e8 quella di andare a fondo della propria specificit\u00e0, che non \u00e8 quella della comunicazione e dell&#8217;analogia, ma quella della rivelazione e dell&#8217;interruzione attuate singolarmente: partecipate o condivise, ma derivanti da un rapporto personale con la scena, non preparato o orientato da un mediatore esterno. Ecco allora che quello che capita in scena sorprende gli spettatori come autonomi <em>artisti <\/em> del pensiero..<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni07.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Motus<\/span> propone <span class=\"testo_iframebold\">a place.[that again]<\/span><em>, <\/em>un progetto con azioni dal vivo e immagini di <span class=\"testo_iframebold\">Enrico Casagrande e Daniela Niccol\u00f2<\/span> dove tornano a lavorare su Beckett dopo dieci anni: risale infatti al 1994-95 lo spettacolo che ha coalizzato la compagnia rendendola capace di abitare-trasformare luoghi non teatrali con delle vere e proprie &#8220;invasioni&#8221; artistiche, ovvero <em>L&#8217;occhio belva <\/em>. Gi\u00e0 il titolo dello spettacolo deriva da una definizione beckettiana, quella che usa per nominare la camera da presa\u0085 e lo spettacolo tutto ruotava attorno a questa ossessione per lo sguardo, anche se i principali riferimenti erano <em>Quad e lo Spopolatore <\/em>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">L&#8217; Occhio Belva \u00e8 stato un grande atto d&#8217;amore per le liriche visive di Beckett, per il periodo &#8220;bianco&#8221;, fatto di &#8220;atti senza parole&#8221;; prima di iniziare le prove per l&#8217;anomalo e irripetibile spettacolo avevamo fatto un breve video in super 8 su <em>All Strange Away<\/em>, come indagine appunto, sul rapporto fra occhio della macchina e corpo\/pelle dell&#8217;attore. Lo spettacolo nasceva in un luogo straordinario come Interzona di Verona, divenuto poi crocevia e fulcro creativo per la generazione teatrale anni 90, e ogni successivo atto teatrale di Motus ne \u00e8 rimasto impresso cos\u00ec come il circuito stampato su cui si muovevano gli attori \u00e8 ancora tatuato sul pavimento della grande cella frigorifera.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Claudia Triozzi<\/span>, danzatrice e coreografa italiana ormai francese d&#8217;adozione, in <span class=\"testo_iframebold\">Stand<\/span> fa del suo corpo una merce da mettere in mostra in appositi spazi espositivi, gli stand appunto, che oggi stanno dilagando in ogni settore. Immagini la ritraggono in spazi domestici, spezzoni di film e foto di oggetti appaiono giganteschi sullo sfondo mentre l&#8217;artista, in carne e ossa, si riserva uno spazio defilato ai bordi della scena da dove commenta l&#8217;invasione dell'&#8221;apparire&#8221; con una sorta di pre-linguaggio spettrale. Kinkaleri , dopo tre tappe di lavoro conclude a Santarcangelo il progetto Nero , con la fase finale dal titolo Nerone , frutto di un forte desiderio di svolta e rinnovamento, di riflessione sull&#8217;arte e sulla vita. Claudia Dias , una delle pi\u00f9 intriganti interpreti della nuova danza portoghese, nella sua Visita Guiada estrae da un sacchetto del supermercato oggetti di uso quotidiano e intimo e, legandoli al suo corpo, ne fa una mappa di Lisbona, accompagnando lo spettatore in un racconto di memorie personali e collettive che dall&#8217;immondizia urbana sa ritrovare l&#8217;identit\u00e0 segreta degli affetti.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Catherine Diverr\u00e8s<\/span>, da oltre 20 anni protagonista ribelle della danza europea, intraprende in Solides &#8220;un viaggio in tempo reale nella creazione artistica&#8221; alla ricerca di ci\u00f2 che ha contribuito a dar forma alla danza contemporanea. Attraverso le parole di grandi coreografi, esplorando decenni di scuole e tendenze, <em>Diverr\u00e8s <\/em> crea un evento poetico che nasce a stretto contatto con il pubblico chiamato ad immergersi nell&#8217;azione per &#8220;capire come \u00e8 fatta la danza&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni09.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Roberto Castello<\/span>, fondatore del collettivo Sosta Palmizi , propone in prima nazionale e in coproduzione con il festival Racconta. Prima tappa <em>, <\/em>una nuova sezione del percorso Il migliore dei mondi possibili , in cui il pubblico osserva un frammento di vita quotidiana attraverso le relazioni tra gli spettatori. <span class=\"testo_iframebold\">MK<\/span>, protagonisti della danza italiana contemporanea, creano per il festival Funzione, un evento che unisce danza e musica e sigla la collaborazione del gruppo con <em>I Sinistri <\/em>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Rampelli<\/span> , giovane coreografa, nello scenario scarno di Ragazzocane proposto dal gruppo Habill\u00e8 d&#8217;eau , terra di confine fra danza e teatro, d\u00e0 vita ad una performance intensa e spiazzante che si aggiunge alla presentazione di un nuovo percorso dal titolo Atto performativo . Anche per la danza il festival si apre ai giovani ospitando Francesca Proia in Il non fare e Vincenzo Carta &amp; Benjamin Vandewalle in We-Go vincitori del Progetto Moving, sostenuto in collaborazione con Cango e Fabbrica Europa, Gruppo Nanou in Namoro e Le-gami in Studio per una relazione , due giovani gruppi promossi dalla nuova rete Anticorpi e infine il gruppo Umpalumpa prodAction in Neon, ambienti sottopassione .<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Il festival infine dedica spazio al cinema instaurando diverse collaborazioni: con Fandango presenta il film <em>Texas <\/em>dell&#8217;attore\/regista Fausto Paravidino , con la Fondazione Fellini una rassegna di film d&#8217;autore di registi italiani e stranieri , con il produttore inglese <em>Artangel <\/em> alcune recenti video produzioni e film sperimentali di vari autori tra cui Cameron Jamie , Jeremy Deller , Richard Billingham e Sophie Finnes . In collaborazione con il Riccione TTV, vengono presentati alcuni video sugli anni &#8217;90 e le opere dei finalisti del Concorso Italia di quest&#8217;ultima edizione: David Zamagni e Nadia Ranocchi con <em>Morning Smile <\/em>, Davide Pepe con <em>Body Electric #1 <\/em>, Silvia Storelli con <em>Sotto quel che abbiamo costruito \u0096 Immagini dal Teatro del Pratello <\/em>e Pietro Lassandro con <em>Qualcuno arriver\u00e0 <\/em>.<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\">Un&#8217;attenzione particolare \u00e8 rivolta alla presentazione di libri sul teatro e una collaborazione importante \u00e8 in atto con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto per il progetto Letteratura di svolta , dedicato a diverse forme letterarie capaci di segnare una &#8220;svolta&#8221; in questo momento storico.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><strong><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.santarcangelofestival.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.santarcangelofestival.com<\/a><\/strong><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova direzione artistica guidata da Olivier Bouin, con la condirezione di Paolo Ruffini , firma la 36^ edizione del Festival di Santarcangelo di Romagna e dintorni. 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