{"id":10020,"date":"2006-07-03T12:00:00","date_gmt":"2006-07-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-016\/contaminating-vicissitudes-of-art-and-scienze\/"},"modified":"2020-10-21T14:54:06","modified_gmt":"2020-10-21T13:54:06","slug":"contaminating-vicissitudes-of-art-and-scienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-016\/contaminating-vicissitudes-of-art-and-scienze\/","title":{"rendered":"La Vicenda Contaminante Di Arte E Scienza"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">La tradizione del pensiero storico moderno ci induce a pensare all&#8217;arte e alla scienza come due sfere separate. Da una parte la scienza, il regno del razionale, del cognitivo e dell&#8217;indagine, dall&#8217;altra l&#8217;arte il campo della creativit\u00e0, della sensorialit\u00e0 e dell&#8217;intuitivo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec come sottolinea <span class=\"testo_iframebold\">Martina He\u00dfler<\/span> nel saggio &#8220;Bilder zwischen Kunst und Wissenschaft. Neue Herausforderungen f\u00fcr die Forschung&#8221; (&#8220;Le immagini tra arte e scienza. Nuove sfide per la ricerca&#8221;, in <em>Geschichte und Gesellschaft <\/em>, nr. 2, 2005) \u00e8 solo a partire dal 18simo secolo che tale polarizzazione di scienza e arte ha assunto un corpo istituzionale: su di un versante incontriamo l&#8217;artista, immerso in un mondo di gallerie e mostre, nonch\u00e9 nel circuito borghese del mercato dell&#8217;arte, dall&#8217;altro lo scienziato, immerso negli istituti di ricerca, nelle organizzazioni militari, spesso chiuso nell&#8217;ambiente del laboratorio, talvolta pi\u00f9 impenetrabile di un atelier, con tutto l&#8217;immaginario sociale che circonda entrambe le figure.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tale modello dicotomico, che riflette l&#8217;orizzonte antropologico della cultura occidentale di natura-cultura, si \u00e8 rivelato fondamentale nell&#8217;elaborazione dell&#8217;idea di progresso positivista e nella costituzione di una filosofia della scienza che ha avuto il merito di porre le basi della &#8220;scientificit\u00e0&#8221;, ovvero di un metodo razionale di ricerca e verifica di settori quali la sociologia, la politica, la psicologia, ecc. che tradizionalmente venivano affrontati come attivit\u00e0 spirituali e non, come in seguito, &#8220;scienze dello spirito&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/ia_gigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Esistono tuttavia delle forti analogie, contaminazioni e comunanze tra l&#8217;operativit\u00e0, le fonti e i risultati di queste due sfere che lasciano presupporre la porosit\u00e0 del confine. Innanzitutto la vicenda storica dell&#8217;arte e della scienza affonda le proprie radici nel terreno comune del Rinascimento, dove le due aree erano unificate e difficilmente distinguibili (la scienza veniva infatti considerata &#8220;filosofia naturale&#8221;) e gli scienziati-artisti non distinguevano tra le speculazione artistiche e quelle scientifiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcuni testi come <em>Picturing Science, producine Art <\/em>di <span class=\"testo_iframebold\">Caroline A. Jones o di Ernst. P. Fischer<\/span> <em>Das Sch\u00f6ne und das Biest. \u00c4sthetische Dimension in der Wissenschaft <\/em>hanno messo in evidenza come scienza e arte utilizzino entrambe in maniera massiccia le immagini come strumento di visualizzazione del sapere, ma anche di riflessione, e quindi come esse diventino, spesso involontariamente nella scienza, fonte di riflessione estetica, tali da lasciar presuppore l&#8217;esistenza di una &#8220;estetica della scienza&#8221; ( Wissenschafts\u00e4sthetik ).<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/ia_gigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da queste importanti intersezioni tra arte e scienza parte il consorzio di ricerca <span class=\"testo_iframebold\">Sci-Art<\/span> finanziato dalla Wellcome Trust (in collaborazione con British Council, la Calouste Gulbenkian Foundation, The Arts Council of England, The Scottish Arts Council, Nesta, The Wellcome Trust). Nelle parole della direttrice del progetto <span class=\"testo_iframebold\">Verity Slater<\/span> (in un&#8217;intervista rilasciata ad <span class=\"testo_iframebold\">Alessia Erlingher<\/span> che sul tema ha scritto una tesi di laurea) &#8220;il progetto Sci-Art favorisce e finanzia collaborazioni tra artisti e scienziati che esplorano le tematiche sociali, etiche e culturali della biomedicina. Gli artisti hanno in questo modo la possibilit\u00e0 di lavorare con ogni mezzo creativo, collaborare con ricercatori scientifici e professionisti.&#8221; Lo scopo fondamentale di questa collaborazione \u00e8 la ricerca di forme di comunicazione della scienza a diverse tipologie di pubblico che possano superare le barriere specialistiche del linguaggio scientifico perch\u00e9, cos\u00ec continua Verity Slater &#8220;penso che al giorno d&#8217;oggi l&#8217;interazione con il pubblico sia pi\u00f9 importante che in passato: si cerca di informare gli individui e le comunit\u00e0 in modo che possano riflettere in modo costruttivo sulle id\u00e9e proposte dalla scienza medica&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma le affinit\u00e0 tra gli artisti e gli scienziati non si esauriscono nelle collaborazioni gomito a gomito. Quando gli artisti si rivelano degli ottimi mediatori della cultura scientifica, l&#8217;indagine deve proseguire oltre, nella direzione cio\u00e8 degli elementi comuni dell&#8217;operativit\u00e0 scientifica e artistica che ha come fondamento la creativit\u00e0 e la sperimentazione, mentre lo scopo ultimo \u00e8 la ricerca dell&#8217;innovazione e l&#8217;indagine universale del mondo partendo da modelli teorici. Antesignano e profondo studioso di questo aspetto \u00e8 il filosofo della scienza <span class=\"testo_iframebold\">Paul Feyerabend.<\/span><\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/ia_gigighezzi05.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;epistemologia tradizionale individua nel metodo il problema principale della ricerca scientifica: ovvero, come creare una prassi della &#8220;ricerca della verit\u00e0&#8221;? <span class=\"testo_iframebold\">Popper<\/span> suggerisce attraverso ipotesi, esperimenti, raccolta di dati, osservazioni, scarto di supposizioni o riformulazione di ipotesi. Secondo <span class=\"testo_iframebold\">Feyerabend <\/span>invece, forte critico di Popper, questa \u00e8 una semplificazione della logica della scienza. Essa non consta solo di fatti e di conclusioni, ma anche di interpretazioni, di errori, di sentimenti e pregiudizi che lo scienziato porta con s\u00e9 nell&#8217;universo della scienza. Il punto di vista \u00e8 pluralistico e la dinamica \u00e8 storica e interculturale (vanno recuperate anche le tradizioni culturali premoderne come scientifiche e non etichettate semplicemente come irrazionali).<\/p>\n<p align=\"justify\">La scienza non \u00e8 n\u00e9 superiore ad altri campi del sapere, n\u00e9 essenzialmente &#8220;ragionevole&#8221; e &#8220;metodica&#8221;. Vale a dire che essa non progredisce solo quando \u00e8 compresa nei rigidi steccati della ragione e del metodo, ma \u00e8 appunto quando supera questi steccati, grazie alla casualit\u00e0, a interpretazioni devianti, a paragoni infondati, che spesso accade qualcosa di notevole. In <span class=\"testo_iframebold\">Science as an art<\/span> del 1984, Feyerabend propone la visione della scienza come di un&#8217;arte della ricerca della verit\u00e0, mentre l&#8217;arte, cos\u00ec come la consideriamo noi, ha il compito di offrire le scelte multiple della verit\u00e0 e della realt\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.fas.harvard.edu\/~hsdept\/faculty\/galison\/picturing_science.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.fas.harvard.edu\/~hsdept\/faculty\/galison\/picturing_science.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wellcome.ac.uk\/node2530.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.wellcome.ac.uk\/node2530.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.scienzarte.it\/attivita\/attivitaintervistasciart.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.scienzarte.it\/attivita\/attivitaintervistasciart.htm<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tradizione del pensiero storico moderno ci induce a pensare all&#8217;arte e alla scienza come due sfere separate. 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