{"id":10018,"date":"2006-07-03T12:00:00","date_gmt":"2006-07-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-016\/biomapping-emotive-shared-atmospheres\/"},"modified":"2020-10-21T14:59:51","modified_gmt":"2020-10-21T13:59:51","slug":"biomapping-emotive-shared-atmospheres","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-016\/biomapping-emotive-shared-atmospheres\/","title":{"rendered":"Biomapping, Ambienti Emotivi Condivisi"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;Technology appears to be a heady and unstable mix of authoritarian control and anarchic mischief. My take is to slip into the gap between these two poles(&#8230;) &#8221; &#8211; Christian Nold<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Biomapping<\/span> lo metti in tasca prima di uscire di casa, proprio come un mp3: questa volta sei per\u00f2 invitato a levarti le cuffie e ad abbandonare la solitaria <em>soundtrack <\/em> dei tuoi spostamenti per guardare e vivere ci\u00f2 che ti circonda in modo diverso. Artista, accademico, attivista, <span class=\"testo_iframebold\">Christian Nold<\/span> \u00e8 uno di quei personaggi che si muove lungo l&#8217;ibrida intersezione tra Arte e Scienza. E lo fa in modo critico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il suo progetto di ricerca Biomapping da circa due anni sta girando i pi\u00f9 importanti festival di new media art, ultimo fra questi il Sonar di Barcellona all&#8217;interno dell&#8217;esibizione ALWAYS ON dedicata alla tecnologia e cultura mobile. Ma il suo lavoro tende a distinguersi dai vari progetti artistici che spesso sembrano a tutti i costi volere ostentare l&#8217;uso delle nuove tecnologie perdendo di vista il reale contenuto del progetto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questo 30enne inglese propone un&#8217;idea semplice, poetica e intelligente, la cui attuazione va ben al di l\u00e0 di angusti spazi espositivi. Oltre alla filosofia dei media tattici, Biomapping attraversa infatti i domini della <span class=\"testo_iframebold\">scienza biometrica, della tecnologia mobile e della cartografia,<\/span> per invertirne il senso di rotta e visualizzare&#8230; le emozioni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/hackart_saratirelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">La convergenza fra la tecnologia wireless e quella mobile<\/span>, ha reso il nostro corpo, lo spazio e la percezione di esso tracciabili, individuabili, archiviabili, stravolgendo la nostra tradizionale esperienza del mondo. La tecnologia di sorveglianza e controllo, che negli ultimi anni si \u00e8 moltiplicata nell&#8217;emisfero occidentale, non ha a che fare solo con la sicurezza pubblica, bens\u00ec innerva un ben pi\u00f9 ampio sistema di monitoraggio delle nostre vite di consumatori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Produciamo informazioni, senza poter averne accesso e senza rendercene conto. Come flussi di dati ci muoviamo e viviamo lungo i tracciati prestabiliti della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, come veri e propri attori attuiamo le nostre scelte quotidiane fra percorsi guidati e opzioni pre esistenti, come diligenti utenti scorriamo il menu dell&#8217;interfaccia pubblica, quella del suolo urbano e quella del wild world web, abitando una sofisticata archittetura informatica di cui non scorgiamo le mura, ma a cui ogni giorno il nostro corpo e mente reagisce.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma cosa accade se il desiderio di ubiquit\u00e0 wireless va oltre a quello consumistico proposto dalla luccicante e incalzante vetrina high-tech? Se ci interessiamo alle biotecnologie e decidiamo di rovesciare il convenzionale punto di vista della nostre mappe? Cosa accade se desideriamo guardare oltre la <em>backdoor <\/em>delle nostre connessioni e ri-definire lo spazio delle nostre quotidiane esperienze fisiche ed emotive?<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/hackart_saratirelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\">Christian Nold<\/span> pensa che la tecnologia non sia neutrale e unidirezionale come ci fanno credere: \u00e8 solo una questione di riconfigurazione del potere. E il potere in questione \u00e8 quello individuale, corporeo, fisico, quello che impercettibilmente ogni giorno irriga le nostre vite. Come un bambino che rompe il giocattolo per vedere cosa c&#8217;\u00e8 dentro, Nold sovverte le tradizionali coordinate spazio-socio-economiche, inverte lo sguardo delle tecnologie di controllo e progetta <span class=\"testo_iframebold\">Biomapping<\/span>.<\/p>\n<p align=\"justify\">E lo fa nella libert\u00e0 creativa concessagli dall&#8217;incontro tra il mondo dell&#8217;arte, del design e della ricerca scientifica, combinando la<span class=\"testo_iframebold\"> tecnologia mobile GPS con quella biometrica GSR (galvanic skin response)<\/span> destinata a rilevare il livello di stress del nostro corpo. Grande come un I-pod e dotato di una webcam abbinata al rilevatore di pressione da indossare sul gomito, Biomapping altro non \u00e8 che un ricevitore portabile connesso a tre satelliti che registra il nostro stato emotivo in determinate coordinate geografiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da anonima presenza di passaggio lungo gli schermi dei sistemi di sorveglianza a circuito chiuso, la nostra fisicit\u00e0 si trasforma in consapevole corporeit\u00e0 che genera dati, o meglio contenuti, e solleva interessanti questioni circa la definizione e produzione di ci\u00f2 che chiamiamo spazio.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/hackart_saratirelli04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Biomapping accresce la nostra percezione e rende visibile alla comunit\u00e0, ma in primo luogo a noi stessi, gli stati d&#8217;animo che determinati luoghi e situazioni provocano in noi. Il risultato \u00e8 infatti tangibile nella <span class=\"testo_iframebold\">visualizzazione di vere e proprie cartografie personali che, condivise con altri utenti arrichiscono via via la mappatura del territorio che ci circonda<\/span> e aprono alla vista un inaspettato e nuovo modo di guardare ad esso: l&#8217;invisibile interazione della massa anonima rompe il solitario procedere contemporaneo, ed emerge in colorati tracciati re-interpretando il paesaggio digitale, in cui spazio e tecnologia diventanto, questa volta, tela e pennelli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma che cos&#8217;\u00e8 che ci circonda realmente? Rigide e statiche coordinate geografiche o uno dinamico spazio sociale? Come quest&#8217;ultimo si produce e come lo raggiungiamo? Il fenomeno dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\"> Emotion Mapping <\/span>ha molto da dare alla tradizione dei media tattici; con un sorriso, mi fa pensare a una futuristica attuazione dei vagabondaggi psicogeografici situazionisti che ludicamente interagivano con lo spazio urbano circostante.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p>E&#8217; sicuramente un nuovo approccio alla cartografia che, in netto contrasto con quella istituzionale, sfida l&#8217; iconografia imposta dall&#8217;alto, e lascia intravedere alternativi modi di partecipazione dal basso: questione di potere di visione, ma non solo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/hackart_saratirelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Ma per l&#8217;autore di <span class=\"testo_iframebold\">Mobile Vulgus <\/span>il discorso non si ferma infatti qui, ma piuttosto ne \u00e8 il punto di partenza. Tattico non \u00e8 tanto lo strumento in s\u00e8, ma l&#8217;intero progetto di ricerca, un progetto che lui stesso definisce di strategia. Una strategia sottile, a lungo termine, che non ha per scopo nessuna rivoluzione politica immediata, se non quello di produrre un&#8217; attiva e critica riflessione sulle tecnologie biometriche. Ne abbiamo parlato direttamente con Christian Nold.<\/p>\n\n<\/div>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"justify\"><strong>Sara Tirelli<\/strong>: Com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea di questo progetto? La tua sfida scaturisce da ragioni politiche o mira piuttosto ad un innovazione nel campo del design della tecnologia wireless portatile?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Christian Nold<\/strong>:<\/span> Direi che il mio progetto \u00e8 una combinazione fra queste due cose, l&#8217;aspetto sociale e politico sono sempre implicite nel mio lavoro e scolpiscono l&#8217;estetica e funzionalit\u00e0 dei miei progetti. Usate e abusate le tecnologie biometriche stanno entrando nella nostra vita: sentiamo parlare di retina scanning, di mappatura fisiognomica e attualmente nel Regno Unito c&#8217;\u00e8 la proposta di inserire il codice dna per definire e riconoscere la nostra identit\u00e0. Voglio trovare il modo di invertire questa direzione, di generare un&#8217;altro tipo di discorso attorno a queste tecnologie e renderle utili per il singolo individuo .<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/hackart_saratirelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Sara Tirelli<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Hai mai pensato a Biomapping come strumento di partecipazione democratica da dare in dotazione ai cittadini per consapevoli scelte sociali e politiche? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Christian Nold<\/strong>:<\/span> Questa \u00e8 per me una domanda molto difficile. E&#8217; tutta una questione di interpretazione e della possibilit\u00e0 di offrire alla gente un modo diverso di creare una personale visione del mondo. Visualizzare ci\u00f2 che ci circonda \u00e8 molto di pi\u00f9 di creare mappe e in questo senso Biomapping non \u00e8 solo un oggetto. Il mio progetto \u00e8 piuttosto una pi\u00f9 complicata interrelazione fra pi\u00f9 strumenti e non credo di avere creato il nuovo media rivoluzionario che cambier\u00e0 radicalmente qualcosa a livello politico, ma certo, penso di aver contribuito allo svecchiamento di un concetto bloccato in una vecchia metafora, quella dello spazio sociale. E&#8217; quest&#8217;ultimo qualcosa di individuale o piuttosto qualcosa da condividere? E&#8217; qualcosa di pre-esistente o qualcosa da costruire con le altre persone?<\/p>\n<p align=\"justify\">Avere accesso ai propri dati biometrici contribuisce ad una pi\u00f9 consapevole esperienza del vissuto personale visualizzando come la nostra percezione reagisce all&#8217;ambiente. Mi piace l&#8217;idea di poter possedere i nostri dati personali, tangibili nelle nostre mani, e decidere se e quando condividerli con qualcun&#8217;altro: condividere queste infromazioni e pensare collettivamente al nostro spazio \u00e8 il punto cruciale del mio progetto. Immettere dati biometrici e coordinate in un database affinch\u00e8 le persone possono seguire i reciproci spostamenti \u00e8 qualcosa che non mi interessa affatto, aumentare e rinforzare il potere individuale di partecipazione, s\u00ec.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag16\/articoli\/img\/hackart_saratirelli08.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Sara Tirelli<\/strong>:<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Biomapping \u00e8 un progetto di ricerca che esce dai confini ristretti dell&#8217;arte. Quali sono le tue personali esperienze riguardo al ruolo dell&#8217;artista che si serve degli strumenti dell&#8217; industria tecno-scientifico ? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Christian Nold<\/strong>:<\/span> Penso che ogni artista debba essere consapevole del proprio lavoro, e valutare realisticamente , oltre ai personali desideri, i possibili e potenziali sviluppi del proprio progetto nel mondo l\u00ec fuori. Le reazioni che ho ricevuto a Biomapping sono state delle pi\u00f9 varie e curiose: da una parte molto interesse \u00e8 arrivato dalla scena dei media tattici e locativi pi\u00f9 radicale, ma allo stesso tempo molte aziende e professionisti si sono dimostrati interessati: medici per monitorare crisi di panico, architetti per progettare nuovi piani urbani, promotori di feste per localizzare il miglior party in citt\u00e0 (!)&#8230;.. Il mio scopo non \u00e8 per\u00f2 immettere nel mercato un nuovo prodotto, sono entusiasta ma allo stesso tempo spaventato da alcune proposte di collaborazione che ho ricevuto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel mio caso, la questione del controllo globale dei dati informatici \u00e8 un argomento molto delicato, ma se ricrei questi meccanismi in una tecnologia speculare dal basso \u00e8 molto meno probabile che le nostre informazioni personali vengano abusate. Certo non possiamo mai controllare e dirigere tutto, ma l&#8217; artista non tende mai a creare spaventose e potenti armi. <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.biomapping.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.biomapping.net<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.softhook.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.softhook.com<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biomapping lo metti in tasca prima di uscire di casa, proprio come un mp3: questa volta sei per\u0098 invitato a levarti le cuffie e ad abbandonare la solitaria soundtrack dei tuoi spostamenti per guardare e vivere ci\u0098 che ti circonda in modo diverso. Artista, accademico, attivista, Christian Nold \u008f uno di quei personaggi che si muove lungo l&#8217;ibrida intersezione tra Arte e Scienza. 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