{"id":10003,"date":"2006-06-01T12:00:00","date_gmt":"2006-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-015\/lemur-robots-electric-music-players\/"},"modified":"2020-10-21T14:45:46","modified_gmt":"2020-10-21T13:45:46","slug":"lemur-robots-electric-music-players","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-015\/lemur-robots-electric-music-players\/","title":{"rendered":"Lemur Robots, Musicisti Elettrici?"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"justify\">Ebbene si, le creature meccaniche non smettono di esercitare il loro fascino, nonostante la digital culture sembri andare sempre di pi\u00f9 nella direzione del visual, degli slittamenti semantici del web, o verso le poetiche combinatorie e sovversive dei codici informatici. Ma noi parliamo di robots che, al di l\u00e0 del successo della dimensione dell&#8217;immateriale, continuano a resistere e a stupire. La genia di <span class=\"testo_iframebold\">Karel Capek<\/span> insomma non fa che moltiplicarsi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa volta le creature in questione sono i <span class=\"testoscuro\"> LemurBots<\/span>, veri talenti musicali: robots in grado di sfidare qualsiasi grande musicista per velocit\u00e0 e precisione. I loro artefici avreste potuto incontrarli a Milano, o l&#8217;avrete fatto, probabilmente, ospiti del grande evento di cultura elettronica <span class=\"testo_iframebold\">MixedMedia<\/span>. Sono i <span class=\"testo_iframebold\">Lemur <\/span>(<span class=\"testo_iframebold\"> League of Electronic Music Urban Robots<\/span>), un gruppo popoloso di artisti ed ingegneri di Brooklyn.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;opera, da loro presentata alla manifestazione dell&#8217;Hangar Bicocca, era <span class=\"testo_iframebold\">ForestBots<\/span>. Una suggestiva installazione interattiva composta da venticinque lunghi steli ancorati a dei piedistalli e terminanti con dei sonagli di plastica a forma di uovo. Gli steli, inarcati dal peso dei sonagli, sollecitati dai visitatori, erano in grado di emettere suoni di diversa armonia. E questo a seconda della massa e la posizione degli arbusti elettronici. Una vera e propria foresta robotica, ma intrisa di poesia e dal soffio musicale di una nuova spiritualit\u00e0, diciamo pure elettrica.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/ia_teresadefeo01.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma ForestBots \u00e8 solo uno dei numerosi <em>Lemurbots <\/em>progettati dal collettivo Lemur. Tutti controllabili via MIDI i piccoli o grandi robots vantano una grande versatilit\u00e0 e variet\u00e0 sonora. Portiamone ad esempio qualcuno: <span class=\"testo_iframebold\">GuitarBot <\/span>, composto da quattro slide guitar, <span class=\"testo_iframebold\">TibetBot <\/span> formato da sei braccia robotiche che percuotono tre piccoli gong tibetani, <strong class=\"testo_iframebold\">!rBot <\/strong> che si presenta nell&#8217;aspetto come una conchiglia contenente dei sonagli in grado di emettere dei suoni solo aprendosi e chiudendosi. Sul sito del gruppo \u00e8 possibile vedere ed ascoltare le loro acrobatiche esecuzioni. Questo tanto per farci un idea della particolarit\u00e0 del lavoro dei Lemur.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il gruppo di Brookllyn, fondato nel 2000 dal musicista ingegnere <span class=\"testo_iframebold\">Eric Singer, <\/span> conta una schiera di talentuosi collaboratori, tra programmatori, video artisti, compositori, musicisti, anche selo zoccolo duro \u00e8 composto dai magnifici cinque: <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lemurbots.org\/whatislemur.html#eric#eric\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Eric Singer <\/a>, <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lemurbots.org\/whatislemur.html#jeff#jeff\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jeff Feddersen <\/a>, <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lemurbots.org\/whatislemur.html#milena#milena\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Milena Iossifova <\/a>, <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lemurbots.org\/whatislemur.html#willis#willis\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bil Bowen <\/a> e <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lemurbots.org\/whatislemur.html#luke#luke\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Luke DuBois <\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">La filosofia e l&#8217;obbiettivo dei Lemur \u00e8 apparentemente molto semplice. I ragazzi di Brooklyn si propongono di costruire strumenti musicali robotici in grado di suonare se stessi e dialogare con musicisti in carne e ossa, ma soprattutto capaci di fare cose impossibili a qualsiasi talento musicale umano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/ia_teresadefeo02.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ne \u00e8 testimonianza uno dei loro ultimi progetti, veramente sorprendente. Dal 12 al 19 di Marzo \u00e8 infatti andato in scena, alla <span class=\"testo_iframebold\">National Gallery of Art, di Washington DC<\/span>, la prima versione interamente meccanica del <span class=\"testo_iframebold\">Ballet m\u00e9canique <\/span> di <span class=\"testo_iframebold\">Fernand L\u00e9ger e Dudley Murphy<\/span>. L&#8217;opera, musicata dal giovane americano<span class=\"testo_iframebold\"> George Antheil<\/span>, aveva creato, nel corso delle sue svariate riproposizioni, non pochi problemi, legati alla difficolt\u00e0 di esecuzione della partitura e alla sincronizzazione dei numerosi strumenti, alcuni veramente bislacchi. Ai Lemur \u00e8 stato affidato il compito di risolvere l&#8217;annosa questione e permettere cos\u00ec, grazie alle loro creature meccaniche, di realizzare il sogno di Antheil: trovare un orchestra capace di eseguire per intero la sua straordinaria partitura, che voleva miscelati suoni dell&#8217;et\u00e0 industriale, musica atonale e jazz. Un&#8217;impresa assolutamente nell&#8217;anima dei Lemur.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma cerchiamo di approfondire con loro alcuni aspetti del loro lavoro. Li abbiamo intervistati. Rispondono Eric Singer e Jeff Feddersen, in differita, Eric da Brooklyn e Jeff da Milano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/ia_teresadefeo03.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" align=\"justify\"><strong>Teresa De Feo<\/strong>: Cominciamo dall&#8217;installazione presentata a MixedMedia, ForestBots. Analizzando il vostro lavoro sembrerebbe che ForestBot sia il primo bots a coinvolgere lo spettatore in modo interattivo. E&#8217; stata una scelta occasionale o sar\u00e0 vostra intenzione seguire la strada dell&#8217;interattivit\u00e0 anche nei prossimi lavori?<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>LEMUR _ Eric<\/strong>: <\/span>Gran parte delle nostre installazioni sono ormai interattive. Le nostre prossime installazioni saranno per esempio esposte all&#8217; <span class=\"testo_iframebold\">Schenectady Museum<\/span> di New York, e sar\u00e0 possibile da parte dei partecipanti controllare, interagire e suonare con i robots.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>LEMUR _ Jeff<\/strong>: <\/span>Ogni lavoro dei Lemur, nella natura delle propria implementazione tecnica, \u00e8 aperto a differenti situazioni installative future, e come ricorda Eric, l&#8217;esplorazione di varie possibilit\u00e0 interattive \u00e8 una di loro. In ogni modo, parlando di ForestBot il discorso dell&#8217;interattivit\u00e0 \u00e8 stato raggiunto partendo da questa premessa: creare qualcosa n\u00e9 di troppo semplice n\u00e9 di eccessivamente complesso per poter essere apprezzato. Questo, considerando la situazione in galleria, dove il tempo, di cui un visitatore dispone per fare esperienza di un opera, potrebbe essere limitato.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/ia_teresadefeo04.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Teresa De Feo<\/strong>:<\/span><span class=\"testo_iframebold\"> Molti dei bots, come TibetBot, !rBot, FrestBot mettono in gioco elementi semantici naturali e spirituali. Robotica e tecnologia, natura e spiritualit\u00e0 sono mondi molto distanti. Quale \u00e8 secondo la vostra filosofia il terreno di incontro di queste due espressioni? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>LEMUR _ Eric<\/strong>:<\/span> Individualmente alcuni artisti del gruppo possono usare questi elementi per ispirarsi, ma in generale, la nostra filosofia \u00e8 semplicemente creare strumenti robotici che suonino bene, si presentino bene e siano capaci di attuare nuove tecniche nel creare musica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>LEMUR _ Jeff<\/strong>: <\/span> Un modo di guardare la natura \u00e8 considerarla un sistema complesso consistente di semplici elementi. La ricchezza e la variet\u00e0 della natura emerge dall&#8217;interazione delle istruzioni di base dei singoli elementi. Questo \u00e8 il modello a cui mi piace riferirmi nel mio approccio con la robotica e il linguaggio dei computers. Io trovo anche da una sorta di scala naturale: l&#8217; enormit\u00e0 e la lentezza della natura, la mia ispirazione. In ForestBots ho provato a portare qualcosa di tutto questo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag15\/articoli\/img\/ia_teresadefeo06.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"210\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Teresa De Feo<\/strong>:<\/span><span class=\"testo_iframebold\"> Mi sembra che il fine dei vostri robots musicali sia il superamento dei limiti della relazione tra musicista e strumento. Quale \u00e8 il vostro sogno pi\u00f9 audace a riguardo? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testoscuro\"><strong>LEMUR _ Eric<\/strong>: <\/span>Questa \u00e8 solo una parte della storia. Noi non stiamo necessariamente cercando un superamento dei limiti umani intesi come estensione delle loro capacit\u00e0. Gli umani sono capaci di fare alcune cose, i robots altre. Creando strumenti musicali robotici noi mettiamo nelle mani di compositori e musicisti umani nuovi mezzi, offrendo loro l&#8217;opportunit\u00e0 di creare musica seguendo strade nuove.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>LEMUR _ Jeff<\/strong>: <\/span>Questa \u00e8 un argomento molto importante. Io sono un musicista e faccio musica anche con strumenti non robotici e non elettronici. I strumenti musicali hanno sempre rappresentato una tecnologia al perfetto servizio dell&#8217;arte. Mentre ogni strumento potrebbe avere limitazioni intrinseche, io non trovo che queste limitazioni inibiscano la libert\u00e0 creativa in modo negativo; anzi potrebbero fare l&#8217;opposto. Potremmo considerare proprio le particolari difficolt\u00e0 nella relazione tra musicista e strumento, quel qualcosa in grado di portare fuori qualit\u00e0 espressive altrimenti non utilizzate. Cos\u00ec nel fare robots con propriet\u00e0 musicali e sonore, per lo meno nel caso del mio lavoro, io non sto cercando di fare strumenti migliori in termini performativi \u0096 velocit\u00e0, maggior ampiezza del suono, etc. Infatti nel fare Forestbots ho avuto modo di incontrare i limiti della macchine ancora pi\u00f9 da vicino. Sebbene la parte di lavoro di meccanica sia moderatamente semplice, il movimento delle parti flessibili \u00e8 decisamente non deterministico; ci sono sottili movimenti che io posso solo controllare manualmente, cio\u00e8 comportamenti che non possono essere programmati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma certamente, ci sono cose che una macchina pu\u00f2 fare che sono difficili da realizzare in qualsiasi altro modo. Una macchina pu\u00f2 funzionare in una galleria o in un&#8217;installazione per un periodo di tempo molto esteso. E io posso accendere ForestBots e camminare tra gli steli, circondato dal suono prodotto dai loro movimenti nell&#8217;aria. Posso diventare insomma spettatore della mia stessa musica.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.lemurbots.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.lemurbots.org\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lemur robots, musicisti elettrici. 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