Dalla metà degli anni Novanta, L’uiversità “Roma Tre” e il suo Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo (Di.Co.Spe.), riflette sui cambiamenti nel cinema e nelle altre arti, analizzando nuove tendenze e nuove prospettive legate all’evoluzione dei linguaggi, delle mode e della produzione dei film. La Conferenza del 2010 si è quindi concentrata sulla relazione tra “Cinema e Energia”, essendo l’energia un concetto che abbraccia la vita sociale in tutto il mondo (a fianco della ricerca scientifica e di quella sulle scienze umane).

Hidden Worlds
Conferenza sui Film Studies
Teatro Palladium, Università “Roma Tre”

Videoscreening “Hidden Worlds” a cura di Marco Mancuso, prodotto da Università Roma Tre

Conferenza “A myriad of vibrant phenomena” a cura di Marco Mancuso

Altri inviti: Sincronie Festival 2009, Subtle Technologies Festival 2011


Digicult è stato invitato dal Prof. Marco Maria Gazzano a presentare il saggio/lecture dal titolo: Una miriade di fenomeni vibranti. I mondi nascosti della audiovisual art-science, a fianco del videoscreening Hidden Worlds prodotto dall’Università Roma Tre.

Entrambi sono frutto della ricerca condotta da Marco Mancuso sulla Audiovisual Art/Science acontemporanea, incominciata nel 2008 con il saggio scritto per il workshop di Bruce Sterling a Fabrica, proseguita con la lecture tenuta alMuseo della Scienza di Napoli nel 2009 e assimilata nell’ambito della curatela per il Sincronie Festival 2009.

Videoscreening: “Hidden Worlds”
A cura di Marco Mancus

La rassegna Hidden Worlds rende omaggio a uno dei territori più stimolanti e ancora oscuri della ricerca artistica audiovisiva contemporanea: quello del rapporto tra arte e scienza. Il videoscreening colleziona  lavori che inducono  una riflessione critica sulla relazione esistente tra gli ambiti di ricerca dell’arte audiovisiva (in relazione alle esperienze del cinema, del video e del digitale) e delle scienze applicate

Un progetto che, anche nell’alternarsi degli esempi artistici proposti che indagano nuove forme espressive nella rappresentazione del rapporto suono-immagine, evita espressamente di concentrarsi su un’estetica o su un possible linguaggio comune, quanto piuttosto propone una panoramica su specifici sistemi di percezione sensoriale, su meccanismi emozionali di “saturazione” indotti attraverso l’uso di tecniche ibride che espandono, oggi come mai in passato, la tradizione del cinema sperimentale analogico fino al più moderno audiovisivo digitale.  

 Il videoscreening Hidden Worlds trasporta il pubblico verso bellissimi “mondi nascosti”, resi manifesti dalla curiosità di artisti e scienziati che sempre più spesso collaborano e condividono esperienze sulla ricerca di nuove potenzialità espressive insite in specifici processi matematici, nonchè fenomeni fisici, ottici, chimici ed elettromagnetici.

 Dalla rappresentazione audiovisiva dei fenomeni energetici ed elettromagnetici in atto sulla superficie del Sole nonchè delle interferenze generate dall’interazione dei campi elettromagnetici del Sole stesso e della Terra, come possibile strumento di estetizzazione dei fenomeni esistenti nello spazio, da parte del duo Semiconductor (nei lavori Black Rain e Brilliant Noise), risulta straordinariamente breve il passaggio alla rappresentazione audiosiva di reazioni chimico-fisiche-ottiche del duo Portable Palace (Evelina Domnitch & Dmitri Gelfand), che nel primo lavoro presente in rassegna (Camera Lucida) studiano il fenomeno chimico-fisico della “sonoluminescenza”, mentre nel secondo contributo (10000 Peackcock Feathers in Foaming Acid) analizzano le potenzialità dei fenomeni ottici generati dall’indagine della luce laser nelle struttura nanometrica di una schiuma. E ancora, se il lavoro sui “chemiogrammi” del videomaker Jurgen Reble (Materia Obscura) evidenzia le strutture che nascono dalla corrosione chimica di una pellicola, così il primo lavoro di Thorsten Fliesch presente in rassegna (Energie!) mette in evidenza le bruciature su carta fotografica prodotte da un flusso energetico ad alto potenziale di un fascio di elettroni contenuti in un tubo catodico.

Il concetto di numero è sempre presente ed è l’elelento costituivo di qualsiasi formula matematica o algebrica che sottende non solo un singolo fenomeno energetico presente in natura, ma anche una serie di fenomeni di disturbo e/o sovrapposizione come l’interferenza, il battimento, l’accumulazione, l’armonia nonchè fenomeni ottici come quelli di Moirè (illusione ottica generata da sequenze geometriche di fenomeni di interferenza), come accade nei lavori puramente glitch e software di Carsten Nicolai (Spray).Il numero, nella sua massima astrazione di elemento di rappresentazione codificata della quarta dimensione, è presente ancora nel video di Thorsten Fleisch (Gestalt), una ricognizione nel mondo dei quaternioni (i frattali quadridimensionali) visualizzati però, tramite software opportuni, in uno spazio tridimensionale.

Ma è forse il capolavoro di John Campell (LI: The Patterns of Nature), che evidenzia, in conclusione, le strutture geometriche presenti spontaneamente in Natura, in una sorta di documentario audiovisivo, magico e ipnotico, esempio perfetto di una profonda convizione critica: l’arte audiovisiva contemporanea ha oggi, come mai in passato, gli stumenti tecnologici e il dovere etico di confrontarsi con il mondo empirico che ci circonda e le tecnologie “naturali” che lo abitano. Tecnologie da raccogliere, osservare e manipolare, come l’uomo ha già dimostrato di sapere fare con la luce, il suono, l’immagine e lo spazio.  

 

Screening (durata totale 42’35”’):

– Semiconductor Black Rain (2009, GB) – col., sound, 3’02”, HD Format: 16:9 widescreen

– Evelina Domnitch & Dmitri Gelfand Camera Lucida: Sonochemical Observatory (2006 – Rus, Bel) – col., sound, 8’57”

-Thorsten Fleisch Energie! (2007, Ger) – col., sound, 5’18”

– John N. Campbell Li: The Patterns of Nature (2007 – Usa) – col., sound 9’06”, original format: 16mm

– Evelina Domnitch & Dmitry Gelfand 10000 Peackcock Feathers in Foaming Acid (2009 – Rus, Bel) – col., sound, 2’52”

– Alva Noto Spray (2006, Ger) – col., sound, 8′

– Thorsten Fleisch Gestalt (2003, Ger) – col., sound, 5’20”