Dedicato alla sempre maggiore diffusione di risorse informatiche ‘aperte’, l’Open Source Meeting intende far incontrare soggetti residenti nel territorio, come Confinidigitali e Umane Energie, con la loro piattaforma open source Beduino derivante dall’internazionale Arduino project alla base del ‘parco multimediale’ allestito, con ospiti nazionali e internazionali, per approfondire e divulgare le possibilità, sia artistiche che progettuali che politico/sociali, offerte dalle risorse informatiche open source nell’ambito delle arti digitali e della comunicazione multimediale.

Le Arti in Città Festival

A cura di: Marco Mancuso e Moreno Barboni


Il 10 ottobre, presso la Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, il gruppo Umane Energie e la sezione Flussi del festival “Le Arti in Città”, promuovono un incontro denominato Open Source Meeting.

Marco Mancuso e Moreno Barboni hanno quindi immaginato una giornata di lectures e dibattiti, organizzati attorno a un tavolo di lavoro che potesse riunire esperti, studiosi, curatori e artisti di settori ed estrazione diverse ma assolutamente complementari. Un momento di riflessione e analisi, in grado di evidenziare le enormi potenzialità (in gran parte ancora inespresse) delle tecnologie digitali “aperte”, nonché del loro impatto sul contesto sociale, operativo e politico nel quale viviamo, sulle dinamiche di condivisione nella nuova società dell’informazione, ma anche sulle modalità di interazione con le architetture e gli spazi sociali delle nostre città, e la comprensione dei percorsi emotivi che condizionano la nostra percezione di nuove forme d’arte e nuovi linguaggi di espressione creativa.

Evan Roth e James Powderly sono gli ospiti internazionali del Meeting, fondatori del progetto Graffiti Research Lab, per la seconda volta in Italia dopo la performance pubblica Laser Tag, curata da Marco Mancuso lo scorso Dicembre 2007 a Roma, sulle facciate del Colosseo e della Piramide Cestia. Graffiti Research Lab è un progetto dedicato interamente allo sviluppo di tecnologie e media sperimentali rivolti all’arricchimento diretto delle risorse pubbliche per la comunicazione urbana. I GRL sono quindi invitati a parlare del loro progetto artistico/attivista, delle loro performance nelle città di mezzo mondo, dei possibili rischi ma anche delle enormi possibilità comunicative offerte dalle tecnologie open source applicate alla graffiti art e alla media art in senso ampio.

Pier Luigi Capucci è critico, docente e si occupa di sistemi e linguaggi di comunicazione e, dai primi anni Ottanta, di relazioni tra tecnologie, cultura e società e tra forme artistiche, scienze e tecnologie. Suo il compito, all’interno del Meeting, di avviare una riflessione e una discussione, sugli aspetti di impatto collettivo e sociale delle tecnologie open source. Le opportunità di scelta e di accesso alle informazioni e a nuovi strumenti, ha infatti attivato nuove  possibilità di comunicazione e di condivisione del sapere, estendendo la consapevolezza dell’impiego cognitivo e operativo, sociale e politico, di questi strumenti.

Laura Colini, ricercatrice presso il dipartimento di Architettura, Media e Sociologia Urbana presso la Bauhaus University di Weimar, concentrerà il suo intervento sul concetto di partecipazione nel progetto di city making e uso di tecnologie. L’intervento al Meeting mette a fuoco il concetto di partecipazione nella teoria di pianificazione urbana e lo confronta con il concetto di partecipazione alla città che viene riproposto con le ICT. Si tratta di una specie di tassonomia di pratiche partecipative (o finte partecipative) al city making, che viene chiamata ICT spatial practices, che permettono di costruire un pensiero critico sul tema della città come progetto collettivo. Umane Energie, parleranno invece delle loro installazioni multimediali e in particolare del parco multimediale Umane Energie, una fusione tra tecnologia e materia in cui si cerca di instaurare nello spettatore una riflessione critica sull’utilizzo delle tecnologie ambientali a salvaguardia del nostro ecosistema. Per raggiungere tale obiettivo essi fondono insieme, nelle istallazioni multimediali, software avanzati e hardware di ogni genere; si usano, smontano e rimontano oggetti di uso comune (telefoni o quant’altro, ad esempio girelli e biciclette che diventano generatori di elettricità e attuatori dell’interazione e codificatori di un messaggio. La risultante è la creazione di ambienti interattivi che permettono al visitatore un approccio non consono alla realtà.

Infine, Confini Digitali in collaborazione con Umane Energie, presenta al pubblico Beduino, un dispositivo elettronico open source ideato per lo sviluppo di installazioni artistiche interattive.Controller audio, per VJ, interfacciamento con sensori, controllo led e motori. Poco piu’ grande di un pacchetto di sigarette, Beduino, basato sulla più conosciuta piattaforma hardware/software Arduino, è pensato per poter essere utilizzato senza scrivere una riga di codice e senza conoscenze approfondite di elettronica: uno strumento per tutti. Può essere usato per controller audio e video in tempo reale, strumenti midi, dance triggers, installazioni interattive, led, controlli motorizzati, controlli robotici e molto altro ancora.

Conferenza: Open Source Audiovideo
di Marco Mancuso

L’Arte Audiovisiva, la capacità cioè di creare opere artistiche, narrative o astratte, mediante l’utilizzo del suono e delle immagini, ha subito nel corso degli ultimi anni una considerevole spinta innovativa: nell’ambito più ampio della così detta new media art, essa si è ormai ritagliata un ruolo polivalente, sicuramente più complesso e sfaccettato di quello che apparentemente la limita al contesto puramente performativo, cinematico o installativo.

Prendendo linfa vitale dai progressi tecnologici compiuti nell’ambito di hardware e software open source (e non solo) per la gestione di flussi audiovisivi in tempo reale, l’Arte Audiovisiva contemporanea appare oggi come un territorio sul confine tra pura espressione artistica e creativa, sperimentazione e design. Una riflessione critica sull’utilizzo di software open source in questi contesti, sulle dinamiche di creatività condivisa in Rete, sui codici liberi e sul livello di condivisione e commistione sempre più ampio tra arte, design e hyper architecture consente di osservare come il concetto di spazio rifletta l’esistenza di un luogo/non-luogo fluido da esplorare, un elemento di progettazione, un universo materiale e immateriale con il quale confrontarsi per ridefinire i rapporto tra l’uomo moderno e i nuovi paesaggi multimediali che lo circondano.

Focalizzandosi quindi sull’impatto delle tecnologie open source nell’Audiovisivo digitale, attraverso una panoramica sui progetti artistici e creativi più interessanti a livello internazionale, l’intervento suggerisce una riflessione critica sull’utilizzo di questi strumenti, sulle dinamiche di creatività condivisa in Rete, sui codici liberi e sul livello di condivisione e commistione sempre più ampio tra arte, design e hyper architecture.