DiDstudio (Danza Interattiva Digitale) è stata fondata nel 2005 a Milano per offrire ai giovani artisti un luogo di ricerca, formazione, sperimentazione e produzione nel settore della danza in relazione alle nuove tecnologie. Equipaggiato con i sistemi interattivi sviluppati da AiEP, DiDstudio è un atelier di produzione coreografica per l’azienda e un luogo di residenza creativa e di studio per giovani artisti. Ogni anno, artisti, musicisti e informatici che desiderano avvicinarsi a un settore così complesso e articolato come la tecnologia interattiva nelle arti della scena, possono partecipare a workshop e conferenze sui media digitali, ai corsi di danza e ai laboratori. Allo stesso tempo, DiDstudio ospita un festival dedicato ai progetti più innovativi realizzati da artisti nazionali e internazionali per far conoscere le potenzialità artistiche dei nuovi software interattivi.

DiDstudio – Danza Interattiva Digitale

Fabbrica del Vapore

Lecture a cura di: Marco Mancuso


Marco Mancuso è stato invitato da Ariella Vidach e Claudio Prati di DiDstudio a tenere una conferenza sulle applicazioni artistiche delle ricerche in studi audiovisivi applicati all’interaction design e le sue teorie con particolare riferimento alla danza e teatro, nonchè ai rapporti tra corpo in movimento e lo spazio che lo circonda. Questa conferenza si è tenuta alla Fabbrica del Vapore a Milano durante il progetto DiD 08-09.

L’interaction design è la progettazione delle attività di interazione che avvengono tra gli esseri umani e i sistemi meccanici e informatici. È una disciplina che appartiene al contesto di ricerca dell’interazione uomo-computer (HCI). Un obiettivo fondamentale dell’interaction design è rendere possibile e facilitare al massimo, per un essere umano, l’uso e l’interazione con macchine (meccaniche e digitali) e la fruizione di servizi e sistemi complessi in modo proficuo e soddisfacente.

Lecture: I-Performing Media

Uno degli obiettivi principali dell’interaction design è quello di rendere macchine, servizi e sistemi usabili dagli utenti per cui sono stati progettati e realizzati. Uno dei principali e normalmente più visibili campi d’intervento è la progettazione delle interfacce, attraverso cui avviene l’interazione uomo-macchina.

I-performing media vuole essere inteso come un paradigma di produzione che tiene conto del concetto d’interattività spostato verso la compenetrazione tra l’attore / performer e la tecnologia. In questo senso, l’I-performing media è intesa come uno spettacolo di esibizioni dal vivo in cui il soggetto umano interagisce con la tecnologia multimediale in audio-visivo o come uno strumento audio-visivo che, nelle mani di un artista, può diventare un oggetto espressivo e performativo.

Secondo questo paradigma non viene preso in considerazione il concetto d’interattività in termini di design e installazioni, oggetti, e progettazioni secondo schemi prestabiliti per attirare la partecipazione attiva del pubblico che probabilmente genererà un ambiente audiovisivo preordinato L’I-performing media spinge alla ricerca di una rappresentazione astratta e analitica del corpo in relazione ai media digitali, tra coreografia, fotografia e scenografia, danza, musica e architettura.

Attraverso l’analisi critica di differenti opere, artisti e festival che uniscono il movimento del corpo, il rapporto con lo spazio, il suono, le immagini e le luci, questa conferenza apre i confini della danza teatrale contemporanea e raggiunge la sua massima espressione nel momento in cui la scuola e la tradizione di comporre, dirigere e narrare si uniscono e lavorano assieme alle potenzialità delle moderne tecnologie digitali e delle applicazioni software, hardware e i codici d’interazione e produzione audiovisiva contemporanea.