La Città della Scienza Spa è l’agenzia della Regione Campania che sostiene l’innovazione e l’internazionalizzazione del sistema regionale. Come rappresentante della regione, organizza tutti i programmi e le attività strategiche della regione. La Fondazione IDIS – Città della Scienza è una giovane comunità che vive e lavora in una vecchia fabbrica chimica, recuperata grazie ad un’elegante operazione di archeologia industriale e che si affaccia sulla baia di Napoli, sotto la collina di Posillipo, tra Nisida e Bagnoli.

Città della scienza: The Congress Center

Lecture by Marco Mancuso


Digicult è stato invitato al seminario “Art and Science” che, organizzato presso la Città della Scienza il 20 e 21 marzo e promosso dalla Fondazione IDIS – Città della Scienza e Le Nuvole – Teatro Stabile di Innovazione, ha avtuo un grande successo di pubblico. Marco Mancuso è stato invitato a parlare del possibile collegamento tra arte e scienza al confine tra tecnologiche contemporanee e design.

Due giorni di studio sull’incontro / confronto riguardo la convergenza tra i linguaggi dell’arte e della scienza nel campo della comunicazione scientifica. Il programma, molto denso e variegato, è stato animato dal peso e dal prestigio dei relatori, e si è concentrato sul rapporto tra l’estetica e il museo d’arte contemporanea di ultima generazione, il teatro all’interno del museo e gli esperimenti come l’interfaccia tra arte e scienza.

Lecture: Art & Science
Una panoramica critica contemporanea

Il rapporto tra arte e scienza è sempre stato molto unito e non è una scoperta di questi giorni. Il rapporto, però, è cambiato perché parte di ciò che viene comunemente chiamato scienza, è in realtà un’applicazione tecnologica: l’”homo faber”, solitamente coinvolto nell’arte, è coinvolto anche per attuare la tecnologia stessa, impiegando la sua intelligenza e la sua immaginazione. Un progetto di tecnologia integrata, invece, può legare scienziati e artisti.

Lo studio dei materiali viene realizzato dagli scienziati, mentre la proprietà delle forme estetiche dagli artisti (design e architettura sono arti). Da questo punto di vista, le nuove generazioni, che già vivono in un clima di tecnocultura, non sollevano il problema di una separazione più convenzionale tra scienza e arte. La cultura contemporanea non è una cultura di “ars” e “scientia” (come mondi a parte), ma una tecnocultura, un ibrido in cui l’alterità ha la precedenza sull’identità.

E non possiamo più chiamarla una “cultura occidentale” perché oggi, sia l’arte che la scienza, sono valori universali, riconosciuti in tutto il mondo. Gli obiettivi sono perseguiti da artisti e scienziati di tutte le nazioni. Le caratteristiche della conoscenza globale del ventunesimo secolo sono già trasmesse attraverso le reti di telecomunicazione.

Le somiglianze tra gli artisti e gli scienziati non si limitano alle collaborazioni. Quando gli artisti si rivelano ottimi mediatori della cultura scientifica, l’inchiesta deve andare anche in direzione degli elementi comuni che le ricerche artistiche e scientifiche hanno in comune. L’obiettivo finale è la ricerca d’innovazione e l’indagine generale del mondo partendo da modelli teorici.