Radiator Gallery – New York
07 / 06 / 2019 - 11 / 08 / 2019

Radiator Gallery è lieta di annunciare The Cured, una mostra collettiva che comprende cinque artisti le cui opere delineano la relazione logica che intercorre tra politica sociale ed etica degli studi biologici collocati in un contesto post moderno, nella speranza di suscitare delle domande sulla natura dinamica e ambigua dell’essere umano.

Mentre secondo Heidegger la filosofia classica sta scomparendo, la cibernetica diventa filosofia per il XX secolo. Heidegger sosteneva che il tecnicismo vero e proprio dissolve anche l’oggettività, comincia a diventare una “riserva in attesa” al servizio della volontà di potere. La sua applicazione alla biologia è chiara: i sistemi sanitari sono stati fondati con il solo scopo di controllare.

Dalla famosa lobotomia agli apparecchi ortodontici di tutti i giorni, le ricerche mediche finanziate dallo stato si sono trasformate in propaganda o in merce redditizia. L’intera società si aspetta di essere curata, corretta e ottimizzata. In realtà, le preoccupazioni morali sono sempre state controverse per quanto riguarda le ricerche biologiche: fino a che punto dobbiamo permettere alla tecnologia di riscrivere la natura, al fine di creare nuove condizioni di vita e quanto lontano possiamo spingerci.

Ai tempi, la politica razziale della Germania Nazista ha prodotto una serie di politiche e leggi basate sulla dottrina della razza specifica affermando la superiorità della razza ariana, che rivendicava la legittimità scientifica. Oggi, con una nuova acquisizione di potere da parte della modificazione genetica che suggerisce che una serie di geni è superiore a un’altra, stiamo ancora camminando su un sottile strato di ghiaccio.

Eva Petric, mettendo i tessuti di un vero cuore umano sotto una cupola di cristallo, ci ricorda che un cuore è in grado di sopravvivere da solo in un container di ossigeno. Ma il funzionamento degli organi vitali è veramente una vita? Il dibattito sulla necessità dell’eutanasia è stato portato sotto gli occhi di tutti come mai prima d’ora.

Pablo Garcia Lopez, invece, ha unito immagini microscopiche di cellule cerebrali con frammenti provenienti dalle tetre e inquietanti Pitture nere di Goya che furono associate al PTSD, illustranti l’armamento delle neuroscienze moderne. Attraverso l’ingrandimento delle immagini delle cellule staminali, Suzanne Anker si concentra sulla considerazione della morale nella ricerca includendo lo sviluppo, l’uso e la distruzione degli embrioni umani.

Comunque, la nostra specie non è l’unica a essere stata colpita dagli studi biologici. Kathy High ha creato delicati globi in vetro a forma di cellule bianche, contenenti le ceneri di topi da laboratorio transgenici per ritualizzare il loro contributo alla scienza in modo compassionevole. Ultima ma non meno importante, un’installazione che include due spalline dalla consistenza carnosa e sanguinosa, che sembrano voler suggerire un corpo intrappolato nella dimensione dell’artista – Anh Thuy Nguyen visualizza la natura politica di un corpo e racconta il dilemma che sta tra un’identità prestabilita e una scelta.


La prima mette in scena Smile, Please di Winnie Yoe, un dispositivo di intelligenza artificiale che consente la prevenzione e la correzione dei sorrisi sotto qualificati. Un’alta percentuale di vendite provenienti delle opere selezionate verrà donata a organizzazioni benefiche locali come The Fibromuscalr Dyslpasia Society of America e The Johns Hopkins Center for Alternatives to Animal Testing.

Artisti: Suzanne Anker, Kathy High, Pablo Garcia Lopez, Anh Thuy Nguyen, Eva Petric.

Curatore: Tansy Xiao


Link:

http://www.radiatorarts.com/