E-flux – New York
11 / 12 / 2015 – 12 / 12 / 2015

Superconversation: Machines that Matter riunisce una serie di pensatori e artisti che studiano il punto d’incontro tra la tecnologia e l’immanenza, mettendo in dubbio la logica del vitalismo ma sviluppando quella del meccanismo. Il simposio si costruisce su diversi temi tratti dal progetto di e-flux Supercommunity/ Superconversations per la 56esima Biennale di Venezia e costituisce l’ultimo numero di Symposia 2015 del New Centre, una serie planetaria di videoconferenze di persona e in simultanea iniziata a Graz e Melbourne a luglio e agosto.

Il panel New Art esamina lo stato in cui si trova l’arte nell’era dell’utilizzo del computer. Se l’estetica è stata storicamente definita nei termini del binomio techne e poiesis, che impressione potrebbe dare un’arte delle macchine che raggiunge la terza fase dell’impiego della compostezza attraverso la techne?

Le implicazioni di questo ripensamento indirizzeranno l’estensione e la revisione dell’essere umano attraverso metodi di virtualità come una forma di immaginazione collettiva. Il panel cerca una sintesi delle teorie precedenti sulla relazione tra arte e tecnologia, aprendo la strada a nuove azioni.

Superconversations 2

Il panel Science Fiction esamina la questione dell’emancipazione transgalattica presentata nella forma e nel contenuto dei film, della letteratura e della musica di fantascienza. Analizza la collettività nell’era dell’uso del computer a livello interplanetario, allontanandosi dalle precedenti pietà di terrestrialità e incarnazione, con grandi implicazioni per l’inumano.

Invece che iniziare con l’ubiquità della vita, il panel si concentra sulla fantascienza partendo dall’ubiquità delle macchine, annunciando nuove possibilità per la trasformazione collettiva che sono irriducibili al sociale e ancora inseparabili dal politico.

Il panel Computation esamina il pan-computazionalismo, secondo cui: “se le leggi dell’universo possono essere ridotte al codice binario, non esisterebbe una vera e propria differenza tra l’universo e il computer”, e il computazionalismo critico, secondo cui le macchine intelligenti sono discendenti della lunga direttrice delle protesi inumane che correggono e allungano l’essere umano oltre il suo substrato biofenomenologico. Esaminando la progressiva affermazione dell’intelligenza artificiale, il panel si occupa del processo attraverso il quale i molti calcoli sovrapposti portano a una sempre maggiore virtualizzazione.


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