Il cosiddetto “test di Rorschach” è uno strumento psicodiagnostico per l’analisi della personalità così chiamato in relazione al nome del suo ideatore: lo psichiatra svizzero Hermann Rorschach (1884-1922). Durante il test, è richiesto al paziente di interpretare una serie di dieci tavole con macchie di colore simmetriche. Secondo i sostenitori di questo metodo diagnostico, le diverse risposte soggettive a queste immagini ambigue – se opportunamente registrate e analizzate – rivelerebbero il profilo della personalità del soggetto in esame, eventuali patologie psichiatriche o disordini del pensiero.

Da questa complessa e discussa metodologia prende spunto il titolo Rorschach Audio. Art & Illusion for Sound: l’ultimo libro di Joe Banks, meglio conosciuto per i progetti artistici firmati, sin dal 1995, con il nome di Disinformation. Frutto di più di un decennio di ricerche, il libro si sviluppa a partire da una critica tagliente dell’uso artistico e della dimensione para-scientifica dell’EVPElectronic Voice Phenomena, ma allarga il suo raggio d’azione per affrontare il tema più ampio delle illusioni uditive, delle ambiguità psicoacustiche, delle percezioni erronee di stimoli sonori. Al centro del libro, la tesi secondo cui è la mente a proiettare significati illusori, familiari e soggettivi in suoni ambigui, indefiniti e sconosciuti, al pari di ciò che avviene, in campo visivo, con le macchie di Rorschach.

L’EVP è un fenomeno acustico che ha attratto l’attenzione e la curiosità, sin dall’invenzione del fonografo, di artisti, scienziati e studiosi a partire da Thomas Alva Edison per culminare con Friedrich Jürgenson (e il suo celebre trattato Sprechfunk Mit Verstorbenen, 1967 [1]) e con lo psicologo Konstantin Raudive, autore di numerose pubblicazioni fra cui Breakthrough, il libro uscito nel 1971 corredato da centinaia di registrazioni [2]. Spesso interpretato come fenomeno paranormale di matrice spiritista che permetterebbe un contatto con l’aldilà, l’EVP si concretizza nella manifestazione di voci sconosciute e ambigue all’interno di registrazioni sonore su nastro magnetico, ricezioni radiofoniche o amplificazioni tramite strumentazioni elettroniche.

Proprio questa ambiguità di fondo e il fascino dell’immaginario connesso agli slittamenti fra scienza e occultismo sono alla base dell’ampio uso di queste voci nella pratica musicale contemporanea, a partire almeno dal 2002, anno in cui Sub Rosa pubblica The Voices of the Dead: una selezione di tracce dall’archivio di Raudive con remix di artisti del calibro di Carl Michael von Hausswolff, Lee Ronaldo, Scanner e David Toop. Anche nelle arti contemporanee molti artisti hanno tratto ispirazione dalle ricerche legate all’EVP abbandonando ogni vocazione para-scientifica per abbracciarne, invece, il potenziale evocativo ed enigmatico o l’oscillazione fra metodologie scientifiche e pensiero irrazionale, come nell’affascinante Magic Lantern di Susan Hiller (1987) [3].

Rorschach Audio si struttura in capitoli tematici sviluppati a partire da saggi o lectures inizialmente separate: ne deriva una struttura circolare in cui i rimandi interni prolificano e le strade argomentative spesso si incrociano. Il primo capitolo si concentra sull’EVP e lo riconduce a fenomeni legati a processi percettivi e proiezioni acustiche soggettive attingendo a piene mani a una pluralità di riferimenti interdisciplinari: dagli studi neurologici e psicologici (il cosidetto “McGurk Effect”, il “Cocktail Party Effect”, il “Picket Fence Effect” e così via), alla teoria della percezione, dagli studi sulle comunicazioni radio durante la seconda guerra mondiale fino ad Art and Illusion di Ernst HJ Gombrich (e alla sua partecipazione al Monitoring Service della BBC durante questo conflitto). Il secondo capitolo, intitolato Burning an Illusion, aspira a ricostruire quella che l’autore definisce “una storia sociale dell’EVP” [4] seguendone le tracce attraverso riferimenti letterari e storici e indagando la fortuna culturale delle interpretazioni pseudo-scientifiche del fenomeno a partire da Edison, passando attraverso lo Spiritismo e dedicando ampio spazio a Jürgenson, Raudive e William Burroughs. Il terzo capitolo, volge lo sguardo alla relazione fra ricerche artistiche ed EVP, fra letteratura e mishearings con citazioni tratte, fra gli altri, da Raymond Roussel, Isidore Isou e Jean Genet. Il capitolo conclusivo si concentra invece sulle corrispondenze fra illusioni uditive e visive e, più in generale, sul tema della “mis-percezione” e del suo potenziale estetico.

Chi cercasse un trattato scientifico e accademico di psicoacustica non lo troverà in questo libro, così come chi cercasse un’indagine approfondita sull’uso dell’EVP e delle illusioni acustiche nelle arti e nella musica contemporanee da una prospettiva storico-artistica. Rorschach Audio offre, invece, una pletora di riferimenti letterari, scientifici e culturali, di aneddoti, esperimenti e associazioni che ruotano attorno alle affascinanti relazioni fra tecnologie audio, percezione acustica e psicologia dell’ascolto.

Joe Banks ha presentato Rorschach Audio nel panel intitolato Acoustic Ambiguities che si è tenuto all’ICA-Institute of Contemporary Arts il 15 settembre scorso e in The Voice Simposium allo Science Museum’s Dana Center di Londra il 16 novembre. A partire da queste occasioni, ho affrontato con lui alcuni problemi al centro della sua ricerca.

Elena Biserna: Il librosembrastrettamente legatoalla tua attività artistica, a partire dai tuoiprimi progetti che utilizzano il rumoreradio a metà anni Novanta. Da dove nascequesto interesse perle trasmissioni radio, l’EVP e le illusioni acustiche?

Joe Banks: Ho iniziato un progetto di musicaelettronica e sound art chiamato Disinformation conducendo le primericerchee sperimentazioni con leregistrazioninel 1995. Nel 1996 ho pubblicato i primiLP e CD conl’etichettaAshInternational,sorella diTouchRecords.In quel periodol’ideadi baseera essenzialmente quella di immettere sul mercato registrazioni radiofonichescientifiche –registrazionidi interferenze elettromagneticheprodotte dafulmini, tempesteelettriche, vento solare,corrente elettrica, ecc. come se fossero equivalenti elettronici difield recordings di natura. Ilprogetto traeva ispirazione, per gli aspetti temporali e compositivi,dalle convenzioniassociate al field recording, ma adattandole a ciò che era – filosoficamente parlando e specialmente in quel periodo – un oggettonon convenzionale, di cui andavano “scoperte”alcune delle ideepiùsentimentalie antropomorfe che, spesso, erano invece legate alle registrazionidi natura. In pratica, molti dei primi brani dell’EP Ghost Shells, dell’LP Stargate e dei CD R&D, erano field recordings non modificati, mentre i remix inclusi in Antiphony e Al-Jabr utilizzavano il rumore radio come materia prima per manipolazioni musicali. Subito dopo, Disinformation è passato al campo dell’installazione esponendo la prima installazione sonora, National Grid, a Londra nel 1997.

Un problema che si può riscontrareregistrando, ad esempio, il rumore elettromagneticonaturale è la quantitàdi comunicazioni vocali voci umaneche interferiscono con leantennesullacosiddettabanda radioVLF(dall’inglese Very Low Frequency). La banda VLF èdominata dainterferenze dicorrente elettrica, quindi non è molto utilizzataper le comunicazionie le trasmissioni radio. I ricevitori VLF – appositamente progettati per raccogliere i fenomeni radio che si manifestano in natura – operano sulle stesse frequenze dell’udito umano (sebbene più a livello elettromagnetico che acustico), e le onde lunghe, medie e corte possono anche demodulare sulle antenne VLF, producendo delle voci. Nell’ambito del movimento EVP, l’apparecchio di registrazione utilizzato dai ricercatori raccoglie queste voci quando, ad esempio, i cavi dei microfoni fanno da antenne, canalizzando i segnali VLF nei circuiti di amplificazione dei dispositivi di registrazione, che, in questo modo, funzionano come radio primitive. Ciò che è straordinario rispetto al movimento EVP è che queste voci, che emergono come prodotti secondari di un problema di ingegneria relativamente semplice, sono state interpretate come prove dell’esistenza dei fantasmi.

Quando ho iniziato il progetto Disinformation, il mio interesse per il movimento EVP era quasi pari a zero. Poi nel 1998 mi è stato chiesto di intervenire insieme all’artista Robin Rimbaud in un evento che la rivista The Wire stava organizzando al Lux Centre di Londra. Robin intendeva parlare di EVP, così ho pensato di affrontare l’argomento alla luce di un articolo di una rivista scientifica americana che descriveva una registrazione di suoni di voci ambigue fatta da Diana Deutsch, esperta di psicoacustica. La registrazione consiste in sillabe confuse che vengono ripetute in modo che i suoni vengano inizialmente percepiti come privi di senso; poi gli ascoltatori iniziano a proiettare in quei suoni delle illusioni, talvolta piuttosto vivide, di parole riconoscibili. Mi sembrava ovvio che il meccanismo che ha permesso agli appassionati di EVP di proiettare percezioni di una presunta attività spettrale su suoni vocali distorti fosse lo stesso meccanismo dimostrato dalla registrazione di Diana Deutsch – con un’evidente analogia con la percezione di immagini di angeli, pipistrelli, demoni, volti ecc. nelle macchie del famoso psicoanalista Rorschach. La conferenza di The Wire si tenne quel dicembre, ma Robin abbandonò l’idea di parlare di EVP. Tuttavia, nel 1999, Ash International co-produsse un CD di registrazioni EVP dal titolo The Ghost Orchid, quindi ho sviluppato questa idea nel primo articolo Rorschach Audio, che è comparso nelle note di copertina di questo CD. Va sottolineato, però, che mentre il libro Rorschach Audio è collegato ad una pratica artistica, non riguarda questa pratica. Anche se i due progetti si intersecano, Disinformation è soprattutto un progetto artistico, mentre Rorschach Audio è in primo luogo un progetto di ricerca, il cui scopo è molto ampio.

Elena Biserna: Parliamo di questo scopo. Sebbene l’EVP sia stato al centro di ricerche pseudo-scientifiche e progetti artistici, credo possa essere considerato come un argomento di nicchia. Nel libro sostieni, al contrario, che un’analisi approfondita e una critica dell’EVP e, soprattutto, delle “credenze” soprannaturali legate all’EVP possano avere una portata più ampia e attrarre un interesse più generale. Perché?

Joe Banks: Il punto di partenza di Rorschach Audio è il tentativo del progetto di dimostrare che la ricerca sull’EVP è una forma di Spiritualismo e non una forma di ricerca scientifica, di mostrare come i significati che alcuni ascoltatori proiettano sulle Voci elettroniche derivano da illusioni acustiche. Quindi, almeno in questo senso (anche se va molto più nel dettaglio rispetto alla maggior parte delle critiche già esistenti dell’EVP), il libro non è assolutamente unico nel suo genere. La parte più innovativa e interessante del libro è la messa in questione della tendenza a pensare sia alle credenze spiritualiste sia alle illusioni in generale come al risultato di una psicologia anomala. Anche se questa descrizione, in una certa misura, è corretta, quello che emerge dal progetto è il grado in cui gli errori percettivi che possono portare a percepire erroneamente i suoni come illusioni non siano affatto anomali, ma siano invece prodotti dagli stessi meccanismi che consentono di percepire la realtà.

Come dici tu, l’EVP è di per sé un argomento di nicchia, ma i meccanismi che producono la percezione delle voci e di quasi tutte le altre illusioni sonore e visive, sono, in primo luogo, condivise da tutti e, in secondo luogo, aspetti della normale percezione. Questo paradosso è alla base dell’importanza libro, perché le conseguenze di questi fatti sono molto profonde.

A rischio di dare troppe anticipazioni: il libro sostiene che i ricercatori di EVP conducono, in realtà, degli esperimenti di psicologia da loro stessi fraintesi e mostra che il confronto tra esperimenti di psicologia e l’EVP si dimostra valido non solo nel caso della registrazione di Diana Deutsch, ma anche per altri esperimenti e altri aspetti dell’EVP. Il libro afferma che i processi mentali che portano a fraintendere le voci elettroniche come voci di fantasma hanno origine nelle facoltà proiettive, immaginative e interpolative della mente, nella capacità della mente di creare, “riempire” e “livellare” le interruzioni e le lacune percettive, e che questa capacità è emersa come risultato di un processo evolutivo naturale per consentirci di comprendere un mondo complesso e rumoroso. Il libro cerca di mostrare che i processi mentali che generano quelle che percepiamo come illusioni sono gli stessi processi che generano ciò che sperimentiamo come realtà. Così, mentre si può dimostrare che molto di ciò che percepiamo come realtà è pertanto in parte illusorio, il paradosso è che le illusioni che la mente genera per aiutarci a descrivere il nostro mondo sono, per la maggior parte degli scopi pratici di tutti i giorni, rappresentazioni fedeli e precise della realtà.

Potrebbe sembrare piuttosto esagerato giungere a questo tipo di conclusioni partendo dallo studio di qualcosa di così eccentrico come l’EVP. Tuttavia, l’argomento diventa convincente quando l’intuizione è confermata dal confronto delle illusioni uditive proiettive con altre illusioni – in particolare con l’illusione ottica nota come effetto cinetico di profondità (KDE – Kinetic Deph Effect) – e con il fenomeno del punto cieco. Come forse sai, una sezione sorprendentemente ampia all’interno del campo visivo è “cieca” e la mente compensa copiando le informazioni dalle zone circostanti i punti ciechi e, quindi, incollando le informazioni sui punti ciechi per colmare i vuoti. La mente crea l’illusione di un campo visivo completo così rapidamente e senza difficoltà che quasi mai ci rendiamo conto che alcune delle cose che i nostri occhi vedono sono in parte immaginarie. Vi sono forti analogie tra questo processo e alcune illusioni uditive. Così, dopo aver appurato che l’interpretazione dell’EVP come voci degli spiriti deriva da illusioni sonore, il libro compie una panoramica molto più ampia su ciò che le illusioni ci raccontano sulla percezione in generale. Ciò che è veramente unico nell’EVP è, in primo luogo, il fatto che il fraintendimento di questi processi sia stato promosso attivamente e, in secondo luogo, che abbia dato origine a un sistema di credenze organizzato.

Elena Biserna: Rispetto all’uso artistico dell’EVP – che un po’ stigmatizzi nel libro – direi che forse sono meno interessata alla “realtà” o alla “natura soprannaturale” di queste voci e suoni che ai modi in cui sono utilizzati dagli artisti e al loro potenziale evocativo… Ma più in generale, quali sono, secondo te, le possibilità estetiche di illusioni acustiche e “mishearings”?

Joe Banks: La ragione per cui il libro porta il sottotitoloArt & Illusion for Sound è legata ad una discussione importante sul ruolo che questi processi proiettivi svolgono nell’ascolto documentata in una nota circolata all’interno del Monitoring Service della BBC durante la seconda guerra mondiale. Primo Levi parlavadella “Babele radiofonica della guerra” e il Monitoring Service era il dipartimento della BBC incaricato di registrare i servizi segreti politici e militari dalle trasmissioni all’estero stilando dei rapporti per Winston Churchill e per l’MI6 (Military Intelligence, Sezione 6). Mio nonno ha lavorato per il BBC Monitoring Service e l’autore della nota in questione era un suo collega: lo storico dell’arte E.H. Gombrich, che poi scrisse il libroArt & Illusion. Rorschach Audiosottolinea un’anomalia storiografica precedentemente trascurata dalla teoria delle arti visive e della sound art: l’influenza che l’intelligence al tempo di guerra col suono ha avuto su una delle opere più importanti della teoria delle arti visive mai pubblicata, Art & Illusion. In poche parole, ciò che Gombriche, per esempio, lo psicologo Richard Gregory hanno concluso, è che la percezione stessa è un processo attivo e creativo di per sé, e che la creatività percettiva e la creatività artistica sono espressioni della stessa facoltà mentale. Questo ha importanti implicazioni per il dibattito sull’inclusività e la democratizzazione dell’arte, sui concetti di arte alta in contrapposizione alla cultura popolare, ecc.

Per rispondere alla tua domanda in modo più diretto: il libro espone un vasto numero di esempi in cui le illusioni acustiche e i fraintendimenti sono stati sfruttati per fini artistici. Ci sono splendidi esempi dalla cultura popolare, alcuni usi affascinanti nella letteratura giapponese e indiana, ma l’uso più sistematico di illusioni uditive che ho incontrato è nel lavoro dello scrittore francese Raymond Roussel, la cui opera, al di là di essere eccellente di per sé, ha avuto un enorme impatto sulle arti visive, in particolare sul primo Surrealismo. Le possibilità estetiche sono quasi certamente … senza fine.

Elena Biserna: Leggendo il libro, mi ha sorpreso una tua dichiarazione sul rapporto tra arte e scienza: sostieni che “mentre l’arte non è necessariamente scienza, la scienza è sempre arte” e più avanti che gli artisti non solo dovrebbero imparare dalla ricerca scientifica, ma anche contribuire alla scienza. Ci puoi parlare di questo, anche in relazione al tuo lavoro?

Joe Banks: La citazione originale proviene da un libretto che ho scritto per una mostra presso la Royal British Society of Sculptors nel 2001. L’idea che la percezione stessa sia un processo attivo e creativo si può far risalire perlomeno alla nozione di “ipotesi percettive” che Richard Gregory riprende dal lavoro del fisiologo Hermann Helmholtz. Il termine si riferisce al fatto che la mente utilizza e si basa su ciò che, in parole semplici, possiamo chiamare “supposizioni intelligenti”. Se c’è un raffronto da fare tra la creatività della percezione e la creatività artistica, c’è anche un raffronto da fare tra la formazione di ipotesi percettive e la formazione di ipotesi scientifiche. Le idee che Gombrich ha sviluppato in Art & Illusion non erano influenzate soltanto dalla sua conoscenza nel campo dell’illusione e della percezione, ma anche dalla sua conoscenza della teoria dell’informazione e dalla sua amicizia con il filosofo scientifico Karl Popper.

In ogni caso, la percezione è un processo in cui la mente, con una velocità incredibile, fa supposizioni fondate sul mondo, e quindi verifica e accetta, respinge o modifica tali ipotesi in quanto provate o confutate da ulteriori interazioni con il mondo. Allo stesso modo, anche la scienza è un processo, seppure molto più lento, in cui la mente fa supposizioni fondate sul mondo, e quindi verifica e accetta, respinge o modifica tali ipotesi in risposta a ulteriori interazioni con l’ambiente. In questo senso, la percezione non è solo un processo che può essere considerato artistico, la percezione può anche essere pensata come una forma di misurazione, come una forma di ricerca.

Da questo punto di vista, e anche solo intuitivamente, personalmente mi è sempre apparso evidente che il livello di creatività e di conoscenze filosofiche nella ricerca scientifica e tecnologica spesso supera quello dell’arte contemporanea. Inoltre, mi pareva che gran parte del lavoro tecnico alla base della ricerca e dello sviluppo fosse egualmente (se non più) gratificante, dal punto di vista estetico, di molta arte contemporanea. Ad esempio, opere come le registrazioni vocali di Diana Deutsch sono casi che battono facilmente gli artisti contemporanei al loro stesso gioco. Altri esempi comprendono i fantastici Sound Mirrors di difesa aerea sulla costa britannica celebrati nella video-installazione e nella foto di copertina del CD Antiphony che Barry Hale e Julian Hills hanno realizzato per Disinformation nel 1997.

Come dicevo, Rorschach Audio è perlopiù un progetto di ricerca, ma progetti sonori collegati sono stati esposti al Goldsmiths College e alla Usurp Art Gallery e commissionate dal Muu Helsinki e dal Palais de Tokyo di Parigi. Ma, in termini di ricerca, gli ultimi capitoli del libro passano dal cercare di promuovere la comprensione pubblica della psicologia scientifica e della metodologia scientifica, al tentativo di dimostrare attivamente il legame tra illusioni percettive e biologia evolutiva.

Le opere di Disinformation che con maggior successo indagano le idee esplorate dal libro, però, sono probabilmente le opere video o con oscilloscopio che creano illusionivisive e quindi le sfruttano per cercare di illustrare e illuminare alcune narrazioni. Spellbound, ad esempio, è un ritratto video dello scienziato nucleare J. Robert Oppenheimer che, molto lentamente, articola l’assioma di San Girolamo secondo cui “gli occhi, senza parlare, confessano i segreti del cuore”. In termini di contributi diretti alla scienza,The Analysis of Beauty è un’altra installazione che utilizza i pattern di un oscilloscopio da laboratorio per esprimere l’idea del pittore del XVIII secolo William Hogarth alla luce delle moderne osservazioni sulla struttura del DNA.

Questo lavoro funziona abbastanza bene come una dimostrazione tecnica degli effetti cinetici di profondità: The Analysis of Beauty mostra delle ipotesi percettive che, letteralmente, si formano e si contraddicono tra loro scomparendo e riformandosi. Mentre l’illusionismo rende esplicito che tutti gli spettacoli e le opere d’arte avvengono all’interno delle menti delle persone che le vivono, The Analysis of Beauty dimostra questo punto cambiando costantemente nelle menti delle persone che lo vivono.

 

Note:

[1] Friedrich Jürgenson, Sprechfunk Mit Verstorbenen(Freiburg: Hermann Bauer KG 1967).

[2] Konstantin Raudive, Breakthrough: An Amazing Experiment in Electronic Communication with the Dead (Colin Smythe, 1971).

[3] Data la natura di questo breve articolo, rimando ad altri testi per un’analisi delle relazioni fra arti contemporanee ed EVP. Un recente articolo di Jelena Miskin fornisce una valida introduzione, soffermandosi in particolare sulla lunga ricerca di CM von Hausswolff (che ha portato anche alla fondazione della Friedrich Jürgenson Foundation e alla conservazione dell’intero archivio di Jürgenson stesso allo ZKM – Zentrum Für Kunst und Media di Karlsruhe): Jelena Miskin, “Electronic Voice Phenomena”, Diorama, 3 (2012), disponibile online su UnDo.net: http://www.undo.net/it/magazines/1351152569.

[4] Joe Banks, Rorschach Audio. Art & Illusion for Sound (London: Strange Attractor Press, 2012), vi.

 


 

http://rorschachaudio.wordpress.com/

strangeattractor.co.uk/shoppe/rorschach-audio

http://thevoxlab.org/symposium/

http://www.ica.org.uk/?lid=33812