La nona edizione del Mapping Festival http://www.mappingfestival.com/2013/ si è svolta dal 2 al 12 Maggio in diversi luoghi della città di Ginevra (Svizzera). Sono stata invitata da Ana Ascencio, co-curatore del festival a seguire il week-end conclusivo di Mapping che quest’anno ha presentato un intero programma denso di performance audiovisive, installazioni, workshops, club nights, conferenze, tavole rotonde, e proiezioni video all’aperto.

Le installazioni erano collocate presso Le Commun (Bâtiment d’art Contemporain, BAC) http://www.centre.ch/, un edificio dedito all’arte contemporanea che durante il festival funzionava anche da quartier generale e punto di ritrovo per artisti e spettatori. Sono rimasta molto affascinata da Constellation Neverland di Sembilan Matahari http://www.sembilanmatahari.com/home/, un collettivo di artisti con base in Indonesia fondato da Adi Panuntum. L’installazione consiste in un gruppo di nuvole artificiali sospese e di fili che creano un ambiente simulato di pioggia, neve, e tuoni. Constellation Neverland combina contenuti visivi e sonori ed esplora come aspetti intangibili dell’ambiente naturale possano ispirare i nostri pensieri e la nostra immaginazione.

Quando sono entrata nella sala dove l’opera Chiaroscuro di Sougwen Chung http://sougwen.com/ era collocata, ho provato la sensazione di essere trasportata improvvisamente in una visione fatta di forme organiche e in un ambiente onirico di luci e suoni. Sougwen, artista Canadese (di origine Cinese) con base a Brooklyn nei suoi lavori combina armoniosamente tradizione ed innovazione. In Chiaroscuro ha creato un ambiente immersivo usando l’interscambio tra luce ed ombra in modo da illuminare ed oscurare le forme disegnate e posizionate sul pavimento e sulle pareti della sala espositiva. Mi soffermerò più a lungo su Sougwen e la sua arte in un prossimo articolo dedicato ai suoi lavori ed un’intervista che ho condotto durante il Mapping Festival.

 

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Squidsoup http://www.squidsoup.org/, un gruppo di artisti che provengono da Regno Unito, Norvegia e Nuova Zelanda ha presentato Submergence, installazione molto coinvolgente nella quale il visitatore è trasportato in un ambiente immersivo fatto di luci dai colori pop e suoni elettronici. I colori intermittenti dell’installazione sembrano evocare i differenti stati d’animo dell’essere umano; il visitatore cammina attraverso le luci e vive un senso di perdita della percezione spazio/temporale immerso all’interno dell’opera stessa.

Un’altra installazione molto suggestiva e di notevole impatto emotivo è sicuramente Isotopes di Noemi Schipfer e Takami Nakamoto, un duo di base a Parigi conosciuto con il nome Nonotak http://www.nonotak.com/. Isotopes ricorda la forma di una gabbia le cui pareti sono fasci di luci. Le luci pulsanti invitano lo spettatore all’interno dell’installazione; una volta giunto al centro il visitatore vive un crescendo di luci combinate a suoni che all’improvviso diventano quasi inquietanti e violente. L’idea che ha ispirato il progetto è il disastro di Fukushima che provocò qualche anno addietro in Giappone numerosi decessi e danni ambientali e strutturali.

L’ultima opera presente al BAC era Graphics Speak del progettista grafico Malese Weng Nam Yap http://www.wengnamyap.com/. L’opera coinvolge il visitatore attraverso l’utilizzo di pattern grafici a forma di disco ‘ascoltabili’ per mezzo di giradischi e ‘visibili’ tramite televisori analogici.

 

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Navigare attraverso le varie installazioni è stata un’esperienza incredibile durante il festival, e il BAC ha rappresentato il luogo perfetto per questo meraviglioso viaggio in ambienti virtuali e reali. Il BAC è anche stato il luogo dove si è svolto l’incontro dal titolo Musical Mapping, un’interessante riunione moderata e presentata dall’artista audio-visivo e giornalista Peter Kirn http://pkirn.com/. Kirn, supportato dalla presenza di Sougwen Chung ed Alex Smoke, ha spiegato le differenze tra composizione tradizionale/classica e composizione digitale/generata da computer, illustrando con molteplici esempi i primi esperimenti di animazioni astratte e sculture sonore, e spiegando come l’intersezione di suoni ed immagini può cambiare la percezione della musica.

Il culmine del festival sono state le varie performance audiovisive svoltesi presso la Fonderie Kugler http://www.usinekugler.ch/Fonderie_Kugler, uno spazio culturale parte della Fédération des Artistes de Kugler (FAK). Il FAK è una piattaforma collettiva dedita alla ricerca ed alla produzione artistica, ed anche uno spazio che promuove forme diverse di culture emergenti e progetti multidisciplinari.

Alex Smoke http://alexsmoke.com/ è stato il primo artista che ho visto durante il week-end conclusivo di Mapping. Ha presentato il suo ultimo progetto Wraetlic, una performance audiovisiva con visuals eccellenti creati per l’occasione dall’artista Giapponese noto con il nome ArchProject http://www.arch-project.com/. Alex Smoke ha un’esperienza nella musica classica ed una formazione musicale in violoncello e pianoforte; oggi è uno degli artisti più talentuosi della scena musicale elettronica. In Wraetlic, un termine che deriva dall’antica parola Anglo-Sassone ‘wraith’ e significa uno spirito visibile, Alex realizza una spettrale combinazione di suoni e voce distorta che crea un’oscura performance eseguita dal vivo e supportata dai bellissimi visuals che si combinano perfettamente con il tappeto sonoro. Ho avuto la fortuna di intervistare brevemente Alex prima del sound-check, prossimamente questa intervista sarà pubblicata su Digicult.

 

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Un altro evento importante che si è svolto Venerdì 10 Maggio alla Fonderie, è stato lo showcase dell’etichetta discografica Tedesca Raster-Noton http://www.raster-noton.net/. In quell’occasione abbiamo assistito alle performance di Grischa Lichtenberger (GER), i bravissimi Robert Lippok (GER) & Dimitri Delcourt (Svizzera), ATOM™ (GER), e Kangding Ray (FR). Uwe Schmidt noto con il nome di ATOM™ http://www.atom-tm.com/ era senza dubbio l’artista più atteso nella lista di Raster-Noton. Ha presentato la prima Europea del suo ultimo lavoro HD, una performance audiovisiva nella quale Uwe controlla dal vivo il suono e le immagini. ATOM™, figura rinomata della scena elettro-pop mondiale presenta un live molto gradevole, con una combinazione perfettamente eseguita di musica ed immagini. Inoltre, la sua seriosa, impeccabile ed austera presenza aggiunge ulteriori elementi attrattivi alla performance complessiva.

Il Mapping festival ha anche offerto una grande selezione di club nights con DJs di prim’ordine come Jon Hopkins (GB) http://www.jonhopkins.co.uk/ e Clark (GB) presso il club Zoo; un’interessante serie di workshops che mira alla divulgazione di nuove sperimentazioni su vari aspetti della creazione digitale, come stage design, video interattivi, VJ-ing, pittura e data art; un concorso per VJ; ed infine, diverse proiezioni di film e video presso il Cinema Spoutnik http://www.spoutnik.info/.

La notte conclusiva del festival è stata segnata dalla performance audiovisiva di Onionlab (SP) http://www.onionlab.com/ che ha presentato Evolució al Musée d’Art et d’Histoire http://www.ville-ge.ch/mah/. Onionlab è un gruppo multidisciplinare con base a Barcellona che crea progetti interattivi, film e show audio-visivi. Evolució è uno spettacolare esperimento di mappatura architettonica che si basa sull’interazione tra immagini proiettate in 3D e l’edificio del museo. L’opera si basa sul tempo ed il cambiamento, e si conclude con la simbolica decostruzione dalla facciata del museo attraverso le immagini proiettate.

 

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Nonostante la crisi economica generale e i tagli ai finanziamenti che oggi rendono l’organizzazione di eventi culturali più complicata, il Mapping Festival rappresenta un esempio indicativo di quanto sia importante il legame tra il festival e la città. La selezione di diversi luoghi sparsi per Ginevra, il coinvolgimento di parecchi spazi urbani ed edifici pubblici, e la presenza di artisti locali sono elementi importanti che rafforzano l’identità del festival. Il Mapping Festival si sta evolvendo nel corso degli anni grazie agli sforzi dei curatori e di tutto il team. Oggi il Mapping è largamente riconosciuto come un festival che incoraggia l’incontro tra le persone e gli artisti e promuove lo scambio di idee nel campo della cultura e delle arti audio/visive.

Grazie Mapping, ci rivediamo l’anno prossimo.

 


http://www.mappingfestival.com/2013/en