All’inizio di quest’anno, i visitatori del Fact Liverpool sono stati coinvolti nel progetto unfold di Ryoichi Kurokawa, un medley audiovisivo multisensoriale incentrato sugli aspetti mistici e scientifici dell’universo. Kurokawa ha inoltre indagato la sinestesia, condizione che può investire i sensi delle persone, permettendo loro di percepire stimoli visivi e uditivi attraverso altri sensi, ad esempio vedendo i suoni come colori.

Nonostante questo tema non risultasse istantaneamente ovvio al pubblico, che semplicemente osservava senza cercare una “letteratura” dietro la mostra, credo che le installazioni fossero così particolarmente immersive da poter suscitare questo tipo di fenomeno. unfold, installazione audio-video, nonché opera principale della mostra, dominava lo spazio cinematografico con tre imponenti monitor che facevano vibrare i sensi degli spettatori attraverso rumori statici e un’infinita serie di colori.

Il film gioca con tutti gli aspetti del design e delle dimensioni, passando da piccolo e silenzioso a grande e rumoroso, caleidoscopico e monocromatico. Linee, punti, movimenti e forme geometriche in 3D appaiono tra nuvole di polvere di stelle, per trasformarsi in profondi abissi e spazi montagnosi. Tutto ciò risultava molto fastidioso per alcuni spettatori, che decisero di non rimanere per l’intera durata della proiezione, mentre altri volevano viversi e abbandonarsi totalmente all’intensità del film.

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Più calmo e intimo è il lavoro constrained surface, che riduceva l’intensità con due televisori molto simili a quelli che potremmo trovare nelle nostre case, seppur posti perpendicolarmente l’uno all’altro. Pensatela come una versione di unfold per principianti. Kurokawa lo descriveva così al pubblico del FACT: “constrained surface è stato creato come pura esperienza sinestetica”. Questo capolavoro visuale esplorava luce e colore, con gradienti lineari e radiali che si immergevano in segmenti di luce da uno schermo all’altro, mescolandosi e amalgamandosi in un modo simile a un tequila sunrise. I colori forti inducevano sensazioni di sapore (o forse solo a me), il che non è inusuale dal momento che il rosso è famoso per suscitare fame e sete.

I pubblicitari potranno utilizzare il potere di queste potenti sfumature per vendere, a livello subliminale, cibi e bevande anche se, in tutta sincerità, ciò che veramente interessa a Kurokawa è che i visitatori sperimentino uno spettro dinamico dei sensi. unfold.mod ha spostato l’attenzione direttamente sul suono, sostituendo il video con stampe fisse e spingendo il pubblico a imbarcarsi, con l’aiuto di apposite cuffie, in un viaggio faccia a faccia all’interno del paesaggio sonoro spaziale.

Partendo da dati scientifici grezzi, Kurokawa utilizza la logica scientifica per mostrare, secondo la propria interpretazione, il modo in cui l’energia pura proveniente dallo spazio venga trasformata in suoni e immagini misurabili. Anche se non riesco proprio a credere che queste melodie entreranno mai nella Top 40 delle classifiche musicali, c’è qualcosa di innegabilmente matematico, ritmico e intenzionale nel modo in cui tale energia ci viene riprodotta. Ciò, unito ai lavori precedenti, suggerisce l’idea che, se dovesse decidere di abbandonare le arti visive, Kurokawa potrebbe benissimo diventare un musicista.

Kirsten Hawkins: Che rapporto hai con la sinestesia?

Ryoichi Kurokawa: Anche se si tratta di un fenomeno neurologico importantissimo per me sin dall’inizio della mia carriera, non ho mai fatto esperienze sinestetiche. La consapevolezza delle percezioni sinestetiche varia da persona a persona. Tuttavia, il mio lavoro presenta dei fenomeni condivisibili e in questo senso può essere visto come annesso tanto al senso comune quanto al simbolismo sonoro.

Kirsten Hawkins: Cosa credi che coglieranno le persone dalle installazioni unfold e constrained surface? È una mia impressione o con constrained surface si dovrebbe avere la sensazione di bere i colori?

Ryoichi Kurokawa: Cerco sempre di fare in modo che il pubblico/visitatore riceva piacere e sorpresa. Tuttavia, non c’è nulla in particolare che mi aspetto. Ognuno vive l’esperienza a modo proprio. Ritengo che ciò che hai provato sia qualcosa che appartiene solo a te e che mi restituisce un feedback decisamente colorato.

Kirsten Hawkins: Come credi sia migliorato il tuo lavoro negli ultimi dieci anni?

Ryoichi Kurokawa: Non saprei ma credo che il mio lavoro non sia poi così diverso. Cerco di stare sempre al mio di passo in quanto preferisco lo sviluppo naturale e organico ai cambiamenti improvvisi o alle trasformazioni drastiche.

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Kirsten Hawkins: Sembra esserci un parallelismo tra unfold e rheo: 5 orizzonti, dove viene mostrata una serie di monitor che stanno in verticale. Con constrained surface, i monitor sono perpendicolari, e vi sono molti altri esempi di rottura con la forma e gli angoli consueti degli schermi della TV. Hai volutamente rifiutato la convenzione in questo modo o si tratta di una coincidenza?

Ryoichi Kurokawa: Per l’utilizzo di schermo e proiezione, sto cercando di liberarmi dai metodi convenzionali e trovare nuove possibilità all’interno dei bordi di una cornice, e gli effetti dell’esterno della cornice. Non rifiuto la convenzione; sto, invece, cercando solo delle alternative.

Kirsten Hawkins: Perché hai scelto di paragonare l’astronomia con la sinestesia?

Ryoichi Kurokawa: Non era mia intenzione farlo. Con unfold, sono stati utilizzati i dati dell’astrofisica e, allo stesso tempo, il pezzo fornisce un’esperienza sinestetica. Dare esperienze sinestetiche è un aspetto fondamentale per l’idea di molte mie opere d’arte, mentre constrained surface si focalizza esclusivamente su tale fenomeno neurologico, utilizzando solo una sfumatura di colore come pura luce, per eliminare tutti i componenti che portano un significato, in modo da creare un’esperienza più intensa di cromestesia.

Kirsten Hawkins: Le sequenze statiche dei suoni che utilizzi, provengono dalle stelle nelle galassie. Esse sono in tempo con le immagini sullo schermo. Il ritmo completa le immagini, e nonostante io personalmente non comprerei un album con queste tracce, ti definiresti un musicista oltre ad essere un artista visivo?

Ryoichi Kurokawa: Non dico di essere un musicista. Il mio interesse consiste nel comporre, come progettare il tempo nello spazio, e dal momento che la maggior parte dei miei lavori sono pezzi audiovisivi, anche il suono è un elemento molto importante.

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Kirsten Hawkins: Guardando al tuo precedente lavoro, ground.alt, dove hai optato per un approccio più semplice al singolo schermo, le immagini sono state caratterizzate dalla musica o è stato l’elemento visivo a ispirare la colonna sonora?

Ryoichi Kurokawa: Dipende dal tipo di lavoro, sono presenti entrambi gli elementi, altrimenti la componente sonora e quella visiva sarebbero sconnesse. Per esempio, a volte vi sono delle immagini innescate dal suono; a volte contiene suoni indipendenti del tutto slegati dalle immagini. Quando mi viene in mente un’idea per un audio-visivo, l’astrazione sonora e visiva avviene contemporaneamente, non separatamente.

Kirsten Hawkins: Uno dei progetti con cui avrei voluto aver a che fare è Octfalls. Le immagini in movimento delle cascate sono molto potenti/forti/evocative, e la sala in cui ha avuto luogo era sensazionale. Quanta importanza ha il luogo nel tuo lavoro? Credi che mostrare un lavoro in due posti possa aggiungere o sottrarre qualcosa all’esperienza della tua opera?

Ryoichi Kurokawa: Lo spazio è fondamentale per l’installazione e influisce molto sul pezzo. Aspetti inusuali del posto possono fornire un buon risultato, tuttavia non mi aspetto che conferisca un valore aggiunto. Un’opera mostrata in ambienti diversi può dare facilmente un’impressione più caratteristica. Alcuni dei miei lavori non richiedono necessariamente una conoscenza legata allo spazio, ma alcuni dovrebbero essere esposti secondo determinate condizioni ben studiate, per far avere all’opera d’arte l’intensità desiderata.

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Kirsten Hawkins: Pare che tu abbia un’abilità nel tirar fuori una qualità naturale dai media digitali. Appare chiaro in rheo: 5 orizzonti, in cui le onde del mare e le correnti elettriche intermittenti collegano gli schermi televisivi. Inoltre, sconvolgi il pubblico grazie alla giustapposizione di momenti rilassanti ad altri si shock, ai quali si aggiungono effetti di luce stroboscopica. Per quale motivo combini queste caratteristiche? Non vuoi che gli spettatori si sentano troppo rassicurati dalle tue opere?

Ryoichi Kurokawa: Nonostante nella creazione ci siano molte componenti importanti, le dinamiche giocano un ruolo fondamentale nelle mie opere, ciò implica che le interferenze contano quanto paragoni e contrasti. Non voglio creare un ambiente solo confortevole per gli spettatori.


http://www.ryoichikurokawa.com/