“Fucking Good Art” è un progetto editoriale di Rob Hamelijnck e Nienke Terpsma, artisti olandesi di base a Rotterdam e Berlino. Fucking Good Art è interessato alle nuove modalità di giornalismo (estetico), alle contro culture e alle subculture, oltre che alle forme di auto-organizzazione e attivismo come modelli al di fuori del mercato dell’arte. 

Il primo magazine prodotto dal duo risale al 2003 e fu concepito come una sorta di guida incentrata sull’arte contemporanea per la città di Rotterdam. Da quel momento Rob e Nienke hanno preso in esame diverse situazioni europee ponendosi sempre come outsiders e senza avere una conoscenza pregressa approfondita del luogo che andavano ad analizzare, considerando il potenziale dell’essere privi di pregiudizi e aperti totalmente al dialogo con i loro interlocutori. Infatti, dal loro statement si può dedurre come la modalità di lavoro sia incentrata su pratiche partecipative cogliendo come aspetti fondamentali il racconto orale, l’etnografia, l’auto organizzazione, i modelli alternativi al mercato dell’arte e nuovi modi per investigare e raccontare la realtà contemporanea.

Sviluppando quotidianamente questo percorso, dopo Rotterdam, Monaco, Berlino, Dresda, Copenaghen, Riga, la Svizzera e Bruxelles, su invito delle curatrici della Nomas Foundation (http://www.nomasfoundation.com/) Cecilia Canziani e Ilaria Gianni, Rob e Nienke hanno pubblicato lo scorso anno la loro indagine sull’Italia, “Italian Conversations – Art in the age of Berlusconi”, frutto di una residenza itinerante durata quasi un anno. Il libro è acquistabile online all’indirizzo http://www.neromagazine.it/n/?page_id=6484

La pubblicazione è pensata come una sorta di guida turistica che prende in esame, in modo critico, la situazione dell’arte contemporanea in Italia lasciando molto spazio alle considerazioni dei lavoratori dell’arte nel nostro paese. Le conversazioni non sono mai banali e raccontano di come sia a volte impossibile lavorare in questo campo nell’era in cui “Berlusconi è diventato un simbolo culturale e non solamente una persona”. Un momento storico di transizione quindi, in cui si sta passando piano piano dal supporto dello Stato al supporto dei privati. “Senza il supporto di queste iniziative, non ci potrebbe essere una scena così florida ed eterogenea in Italia”, è la conclusione unanime degli artisti.

Il libro è articolato in sette capitoli più un’appendice finale che illustra una lista di 136 iniziative indipendenti e non-profit che operano sul territorio italiano divise tra spazi, progetti editoriali, teatri indipendenti, fanzine, riviste, collettivi curatoriali e così via; Roma, Bologna, Milano, Torino, Lecce, Napoli, Palermo e di riflesso il territorio regionale, sono l’oggetto di un’attenta analisi attraverso interviste a artisti, curatori, giornalisti, galleristi, fotografi e direttori di museo.

Il risultato è una vera e propria indagine non solo artistica, ma anche sociale e politica attraverso gli occhi e le parole di “testimoni attivi” nel processo. E’ interessante notare come, durante il Grand Tour, siano stati toccati anche luoghi periferici come Lugo (RA), Viganella (VB), Rivoli (TO), Matera, Santa Maria di Leuca (LE) e Gibellina (TP) in cui sono però presenti iniziative che partono dall’indagine sul locale per connettersi a un discorso internazionale.

Oltre alle tante interviste e racconti in prima persona, sono presenti all’interno della pubblicazione alcuni progetti di artisti: una cronologia degli eventi drammatici più significativi dal titolo Genealogy of Damnatio Memoriae Italy 1947-1993 redatta da goldiechari, alcune immagini che fanno parte del progetto Foresta Nascosta, di Matteo Balduzzi, Daniele Cologna e Stefano Laffi, una interessante selezione di fotografie di Carlo Mollino e alcune immagini che compongono Napoli Captions, progetto di Stefano Graziani.

“Italian Conversations” è un libro utile per capire la situazione in cui i lavoratori dell’arte contemporanea italiana sono chiamati a lavorare oggi, ed è sicuramente  uno strumento adeguato per orientarsi all’interno di un panorama costellato da numerose iniziative e progetti sparsi su tutto il territorio. Negli ultimi anni infatti, nuovi spazi, modalità e approcci hanno ridisegnato la mappa della scena culturale italiana, mentre l’ordine economico e politico in Europa andava nuovamente cambiando: lo scenario descritto da Rob e Nienke nel loro viaggio è quello di un paese che nonostante tutto è ancora capace di produrre cultura, anche se, come emerge dalle parole degli artisti: “In Italy you’ll always have Italy. We have met such wonderful people, and have seen and smelled such indescribably beautiful landscapes. And the art world in Italy is not as bad as some would have us believe. If we could get a job, then…”

 

Colophon

Fucking Good Art HQ – Rotterdam / Berlin
Autori– Rob Hamelijnck and Nienke Terpsma
Pubblicato da: Post Editions, Rotterdam; NERO publishing, Rome; and Fucking Good Art
Book design e tipografia: Nienke Terpsma
ISBN NL: 9789460830624
ISBN IT:9788897503101
224 pagine / colore & BW / 210 x 290 mm / copertina morbida
Edizione in Inglese / Italiano


http://www.fuckinggoodart.nl/

http://www.nomasfoundation.com/

http://www.neromagazine.it/n/

http://www.post-editions.com/