La Pelanda, Macro Testaccio - Rome
09 / 10 / 2015 - 06 / 12 / 2015

ELEKTRA presenta Québec Digitale Roma, dal 9 Ottobre al 6 Dicembre 2015, a Roma. Questa mostra di artisti digitali del Quebec viene presentata come parte della mostra Digitalife Luminaria nel corso del Romaeuropa festival.

Grazie ad oltre due mesi di esposizione presso La Pelanda – Macro Testaccio di Roma, incluso un weekend di apertura ricco di performance e con l’International Marketplace for Digital Art (IMDA), ELEKTRA prosegue nel suo ruolo di ambasciatore e promotore internazionale di telenti provenienti dal Quebec attraverso una serie di anteprima europee.

Un po’ di Quebec quindi nel cuore del Rome Romaeuropa: il pubblico avrà l’occasione di scoprire ad esempio l’ultima collaborazione tra Louis-Philippe Demers e Bill Vorn: Inferno. Questo progetto di robotica è ispirato dalla differente rappresentazione dei livelli dell’inferno descritti nell’Inferno di Dante, nonchè su altre rappresentazioni come il Ten Courts of Hell di Haw Par Villa e altre. Ciò che rende unica questa performance partecipativa è che gli spettatori stessi utilizzano degli esoscheletri, creando quindi una spece di coreografia (inaspettata e nvolontaria), programmata e controllata da un computer, allo scopo di rendere il pubblico parte attiva della performance stessa.

Questa versione performativa dell’opera verrà invece presentata il primo weekend della mostra, seguita da una versione installativa per tutto il periodo dell’esibizione.

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Performance: 9 – 10 Ottobre, 8:30 p.m. – 11 p.m.

Louis-Philippe Demers presenterà inoltre Blind Robot, un’installazione in cui gli spettatori sono invitati a prendere posizione di fronte a un robot cieco, per iniziare quindi una specie di dialogo non verbale. Il robot esplora delicatamente il corpo dello spettatore, nello specifico il viso, in modo analogo a ciò che le persone non vedenti fanno per identificare una persona o un oggetto.

Performancs: 9 Ottobre, 8:30 p.m. – 11 p.m. | 10 October, 4 p.m. – 11 p.m.

Imperdibile è anche la performance di Myriam Bleau, compositrice, multimedia artist e musicista di Montereal, che presenta la performance audio-video Soft Revolvers, che il pubblico del festival ELEKTRA aveva già visto nel corso della sedicesima edizione del festival nel Maggio 2015. Quattro tavoli luminosi controllano il suono di una composizione elettronica e diventano essi stessi strumenti musicali, riconsiderano i limiti stessi delle performance e dell’arte digitale.

Performance: 9 – 10 Ottobre, 10 p.m.

Il lavoro di Maxime Damecour si basa generalmente sulle possibilità create dall’utilizzo di oggetti comuni in modo inaspettato. Con il lavoro TemporAIR, l’artista ha realizzato un’interfaccia che da vita ad una serie di materiali elastici con lo scopo di creare effetti simil-cinematografici in tempo reale. Il risultato è una specie di scultura in movimento, che crea un forte contrasto con la realtà.

In programma c’è anche la performance Frequencies (light quanta) di Nicolas Bernier, basata per l’appunto sul concetto di quanto, l’unità di misura più piccola esistente in natura. L’artista di Montreal esplora la relazione concettuale tra i principi della fisica quantistcia e l’arte audioluminescente. I segni, le linee e i punti scolpiti su dei pannelli, prendono vista sotto l’effetto della luce, creando una serie di composizioni audiovisive attraverso un gioco complesso di riflessioni.

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Samuel St-Aubin presenta il lavoro De choses et d’autres, una serie di scultue cinetcieh che mostra l’aspetto giocoso di una serie di oggetti di uso quotidiano. Il lavoro era già stato esposto nel corso della seconda edizione della International Digital Arts Biennial (IDAB) a Montreal nel 2014. Gli oggetti selezionati sono disposti in modo tale da evidenziare una serie di proprietà di equilibrio, forza e casualità che rivelano il lato poetico delle cose che ci circondano, che raramente siamo in grado di osservare.

Con l’installazione BOÎTE NOIRE, Martin Messier, inoltre, utilizza un fascio di luce proiettato su un prisma trasparente e lo trasforma in suono e movimento. Cercando di definire i confini di questi elementi così elusivi, l’artista materializza l’estensione delle forme e le decompone in frequenze che vengono udite dallo spettatore. Questa serie di segnali fantasma, contiene tracce di eventi passati e gli spettatori sono invitati a cercare di ricostruire le storie che essi raccontano.

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Infine, la video installazione interattiva Tourmente di Jean Dubois consente agli spettatori di dare forma a una serie di ritratti che vengono poi proiettati su uno schermo, soffiando all’interno del microfono del loro cellulare. In funzione di quanto forte si soffia, il volto rappresentato sullo schermo sarà accarezzato da una brezza di luce, o colpito da una violenta fiammata.


http://www.elektramontreal.ca