La divulgazione, la conoscenza e la democratizzazione dell’arte passa anche (e soprattutto) attraverso le piazze – intese come spazio pubblico – dove la popolazione crea relazioni e comunicazioni libere, reciproche e acculturate. Sulla scia della danza urbana e delle performance site-specific dei festival di arte di strada/circensi e delle manifestazioni all’aperto, la danza già da anni si è emancipata da teatri e botteghini, per conquistare e avvicinarsi alla gente.

L’evento estemporaneo e occasionale, che “invade” il quotidiano o che rientra nei circuiti socio-educativi, riesce ad avere un maggiore fascino, una pregnanza collettiva, una freschezza che poi è un ritorno alle origini della Civiltà. Lo spazio della danza si è civilizzato e, dilatandosi nell’immateriale, esso colma lo scarto tra cultura popolare e cultura dotta. Di conseguenza, il corpo che abita lo spazio funziona come ponte e legante di energia comunitaria nell’inarrestabile polisemia dei luoghi quotidiani che, grazie a gesti, sensazioni e percezioni individuali accolgono la “comunità del senso”. Più di quanto si possa immaginare, l’intuizione e il sentimento antropologico umano si sono incarnati nell’anima dell’artista on the road.

Artisti di danza che amano il rischio, un po’ Philippe Petit e un po’ George Balanchine, al confine tra Cirque du Soleil e Momix, tra Tatiana Baganova e Jaciel Neri. Amalgamano coreografia e scenografia, ginnastica acrobatica e teatro di strada, free climbing e installazione multimediale, illusionismo e sonoro. Poliedrici e comunicativi, scalano danzando edifici e dighe, torri medievali e grattacieli di vetro, alberi e mongolfiere, catapultandosi o solamente roteando su se stessi.

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L’Aerial Dance è un genere artistico che utilizza tecniche coreutiche (e stili) più o meno contemporanee – combinate con altre discipline – in sospensione gravitazionale; proveniente dalla Modern Dance statunitense, alla fine degli anni Settanta si sgancia per un’indipendenza oggi riconosciuta. Danza verticale, teatro, parte del nouveau cirque o circo contemporaneo (danza con tessuto, corda, cerchio, amaca, trapezio, ruota tedesca, trampoli elastici ecc.), mapping 3D architetturale con annesso danzatore e ogni performance che esplori lo spazio in tre dimensioni, sono espressioni di quest’arte in pieno fermento. Imbragature da scalatore e cavi sottilissimi tra il campanile di Notre Dame e le cascate del Niagara, fra trombe di scale e parchi naturali, dove il grado di forza, flessibilità e coraggio sono proporzionali alla grazia dei movimenti.

Se i vari Anna Halprin, Trisha Brown, Lucinda Childs e Forsythe ri-conquistarono la quotidianità – per sperimentare nuovi contesti ed equipaggiamenti – oggi bisogna rinnovarsi e catapultarsi nell’originalità per un equilibrio sensato. E come nuotatori si tuffano nello spazio en plein air, dove nascono le nuove Street Dance, Blueprint, City of Abstracts o Saut dans le vide nei circuiti e nei festival dedicati: America Dance Festival, International Aerial Dance Festival, Irish Aerial Dance Festival, Les Hivernales, Festival Chemins des Arts.

Fra i precursori annoveriamo Bruno Dizien e Laura de Nercy/Compagnia Roc In Lichen, oltre  al sempre attuale Antoine Le Menestrel. Quest’ultimo, scalatore e cultore della danse-escalade, dagli anni Ottanta attiva collaborazioni con maestri internazionali (Compagnie Les Piétons, Compagnie ilotopie, Compagnie Artonik, Romeo Castellucci, Charlo Lemoine ecc.), fondando nel 1992 insieme a Franck Scherrer la Compagnia Lézards Bleus, entro la quale nasceranno spettacoli dal sapore acro-romantico sfidando paure e utopie come L’aimant, La bourse ou la vie? e Le voyage du pére Noël. Antoine si sente un artista di strada perché – scrive – è legato all’ambiente urbano, dove la qualità del movimento è  poesia: Un saltimbanco al servizio del movimento”

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Geneviève Mazin dal 2008 inizia un percorso coreografico personale all’interno della Compagnie Geneviève Mazin l’Archanthrope, all’interno della quale dialoga con la città attraverso sospensioni impossibili in Hauts-Lieux; accostando respirazione e stati emotivi alla natura in Présences déracinées o in Petites formes géographiques. Vero e proprio esploratore energetico, riesce a combinare lo yoga con la potenza di un corpo in movimento. Non sfida la gravità ma la cavalca. A una mia domanda sulla poetica e sul senso dell’arte aerea replica: Mi sento come un ballerino in grado di affrontare sempre diversi contesti: stadio, strada, foresta, giardini, rocce e l’architettura della città. E sono sempre molto poetico. L’arte aerea sta diventando sempre più popolare, perché gli spettacoli donano alla gente sogni ed è più facile avvicinarsi al pubblico perché spesso gli spettacoli sono gratuiti. […] I miei pezzi coreografici dipendono dalla forma dell’edificio o dell’albero, devono essere adattati anche se la maggior parte è definita. […] Il verticale è molto stressante per il corpo, e per arrivare a un esito interessante c’è dietro molto lavoro, con dolore e talvolta lesioni.”

Anche Fabrice Guillot appartiene alla scuola francese e con la Compagnie Retouramont esplora le tante possibilità dello spazio e del rapporto uomo-oggetto attraverso giochi di luce e multimedialità; ambienti plastici dove la danza e la musica si abbracciano per vivere un’esperienza percettiva unica. Lo si può vedere in Les Ondes Gravitationnelles, in La Danse des Cariatides e in Cette Immense Intimité, mentre riesce a mostrare teatro e abilità nell’ultimo Environnement Vertical. Per lui la danza verticale è un incontro con le altre arti e un’ ibridazione di discipline”.

In questa panoramica transalpina bisogna citare anche Fred Deb, la quale, in collaborazione con Jacques Bertrand, rientra negli storici artisti di danza, essendo fra i fondatori del tessuto aereo; eclettica ed affascinante le sue “poesie celesti” hanno incantato il mondo intero fra colori e corpi aggraziati. Infine, ma non per minore importanza, citiamo Philippe Riou e Christine Bernard creatori nel 1988 della memorabile compagnia Les Passagers.

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A Oakland vive Terry Sendgraff, che nel 1976 grazie alla sua danza d’improvvisazione con trapezio (Motivity) rinnovò tutto l’ambiente performativo americano divenendo così esempio e modello per le attuali generazioni. Sempre in America ricordiamo altri pionieri in attività come Joanna Haigood con la Zaccho Dance Theatre (ZDT), Amelia Rudolph direttore artistico e coreografa della Compagnia Bandaloop, che ha davvero sperimentato ogni angolo della terra fra musei, teatri, siti, scogliere e montagne: Forgotten Walls, Harboring e Bound(less) sono alcune delle performance più recenti.

La compagnia Blue Lapis Light in Texas trasforma gli ambienti istituzionali-amministrativi in spazi di attrazione come i grandiosi spettacoli nella City Terrace & Hartman Concert Park o nello Space Center di Houston.

Da menzionare senz’altro la Brenda Aerial Dance Company fondata da Brenda Angiel in Argentina negli anni Novanta, la Maestra Anne Bunker direttore artistico di O-T-O Dance in Arizona e Heliummm Aerial Dance and Entertainment di Heather Hammond. Per l’innovazione e la multidisciplinarietà abbiamo Gravity & Levity di Lindsey Butcher, NoFit State, Fidget Feet Aerial Dance Theatre, Kitsou Dubois, Shayna Swanson, Lauren Breunig, Abel Navarro, Hallgrim Hansegård, Odile Gheysens, Noémie Lafrance, Andrew Leach, Mary Wolfe Nielsen, Lynn Sabin LunnyMeg SkillJackie Zalewski, Nicole Kehrberger e la conferma Alissa Feller.

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Nel nostro Paese – oltre Wanda Moretti con la Compagnia Il Posto – da alcuni anni c’è un vero exploit di artisti che si misurano con quest’arte nelle differenti specialità dallo stile tutto italiano, sconfinando in altri “ambienti performativi”, anche se insistono problemi organizzativi per le istituzioni; economici, logistici e di mezzi per gli artisti. Iniziando dal talentuoso Riccardo Strano (Compagnia Onarts), andiamo a menzionare Martina Nova, Loretta Morrone, Elena Manni, Barbara Vitangeli/Lunaquiches, Lucia Fusina, Cosetta Graffione, Valentina Franchino, Cafelulé Danza Contemporanea Verticale, Art Gravity, Eventi Verticali, Mattatoio Sospeso, Compagnia Les Ninettes e molti altri.


www.cnac.fr

www.lezardsbleus.com

www.genevievemazin.com

www.retouramont.com

www.drapes-aeriens.com

www.compagnielespassagers.com

http://www.terrysendgraff.com

http://www.zaccho.org

http://bandaloop.org

http://bluelapislight.org

http://www.danzaerea.com.ar/home.html

http://www.orts.org

http://www.heliummm.com

http://www.ilposto.org