Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art, Budapest
24 / 01 / 2020 - 26 / 04 / 2020

Quest’anno il Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art celebra il suo progetto Media Art Preservation con una conferenza di due giorni MAPS 2020 e una mostra inerente. La conferenza continua il lavoro iniziato nel 2015 nel discutere le problematiche della conservazione e preservazione della media art, coinvolgendo restauratori, storici d’arte ed esperti da tutto il mondo.

Conferenza MAPS 2020

13-14 febbraio 2020

I principali relatori internazionali sono invitati a tenere delle presentazioni sulla preservazione della media art. Sono esperti accademici di spicco e professionisti nella conservazione, uniti nel conseguimento di una preservazione sostenibile. Con esperti internazionali dal Brooklyn Museum (New York), Victoria and Albert Museum (London), National Trust (London), M+ (Hong Kong), LIMA Amsterdam, o restauratori e professori dalla York University (Toronto), la conferenza MAPS 2020 si concentra sull’aspetto pratico dell’argomento, mentre un’esibizione inerente, chiamata The Dead Web – The End, tenta di far emergere nuovi dubbi riguardo alla preservazione e conservazione della media art.

Alcune pratiche artistiche contemporanee sono legate agli sviluppi tecnologici, facendo sì che venissero rinominate, con gradi di distinzione variabili, “media art”, “new media art” o “digital art”.

Nell’ambito dell’esibizione The Dead Web – The End, artisti canadesi, svizzeri e ungheresi, le cui pratiche rientrano nella media art, inizieranno una discussione sul superamento di internet. Il progetto e l’esibizione si occupano del possibile collasso del World Wide Web.

THE DEAD WEB – THE END

24 gennaio – 26 aprile 2020

Tutto ha avuto inizio nel maggio del 2015, quando un articolo su lemonde.fr ha trattato della possibilità di un collasso del World Wide Web. Nonostante questo fatto sia ampiamente ipotetico, si sono scritti diversi articoli sull’argomento in risposta al simposio scientifico organizzato dalla Royal Society sull’Internet Capacity Crunch.

In un contesto in cui il network potrebbe collassare prima ancora della fine della sua “adultolescenza” (nel 2023 il Web come lo conosciamo oggi avrà poco più di 25 anni), possiamo cercare di immaginare la caduta del Web e il mondo successivo che ne deriverebbe: carcasse vuote di server e un mare di spazzatura digitale? Un oblio digitale su tutti gli schermi? Un deserto digitale in cui perdersi? Macchine che emulano il Web? Un internet artigianale? Voci e testimonianze su cosa fosse Internet? Una ricerca disperata di una connessione sparita?

Sulla scia di queste riflessioni, i propositi artistici che fanno da eco alle considerazioni sono già stati radunati. Nonostante in principio l’esibizione comprendeva artisti del Québec, altri ungheresi sono stati aggiunti per l’occasione: da un invito a presentare proposte, come anche dalla Ludwig Museum’s Collection, e di materiali illustrativi iniziali progettati con il web dagli archivi del C3 Center for Culture & Communication Foundation; in aggiunta a materiali illustrativi di artisti svizzeri, parte dell’esibizione The Dead Web all’ultima edizione del Mapping Festival. Così questo approccio offre una prospettiva con cui costruire e smontare la nostra concezione di Web e, al contempo, la sua assenza.

Curatori: Nathalie Bachand, Kónya Béla Tamás

Artists: Julien Boily, Bori Bálint, Csontó Lajos, Romain & Simon de Diesbach, Forgács Péter, Komoróczky Tamás, Frédérique Laliberté, Roman Ondak, Projet EVA (Etienne Grenier & Simon Laroche), Dominique Siroir & Baron Lanteigne, Société Réaliste, Sugár János, Szegedy-Maszák Zoltán, Julie Tremble, Lukas Truniger & Nicola L. Hein, Várnai Gyula, Zics Brigitta


ludwigmuseum.hu