Phi Foundation for Contemporary Art - Montréal
08 / 11 / 2019 - 15 / 03 / 2020

Con umorismo e irriverenza, Eva & Franco Mattes sezionano, testano e ridefiniscono i confini dell’arte e di Internet. Dalla metà degli anni Novanta, il duo artistico ha indagato e si è rapportato al modo in cui le società contemporanee hanno plasmato il mondo in rete e, cosa forse più importante, come questo ha plasmato noi (in quanto persone e nelle relazioni sociali).

Inoltre, il loro lavoro contiene la vitalità del Web: masse di anonimi utenti online copiano e modificano immagini, testi e video online, per poi ricanalizzarli in Internet in quello che potrebbe essere chiamato un nuovo folklore Web; tale vitalità sia di pratiche che di contenuti alimenta il lavoro degli artisti e gli conferisce una vicinanza critica ai materiali e ai temi che esplorano.

Il lavoro di Eva & Franco Mattes è apertamente politico, impegnato in questioni come la moderazione dei contenuti, pratiche come la “condivisione della vita”, e i nostri sentimenti e le nostre reazioni mentre guardiamo e condividiamo. Curata da Erandy Vergara, questa mostra include opere che si occupano di contenuti Internet come Ceiling Cat (2016), una scultura basata sul popolare meme LOLcat di un gatto che sbircia attraverso un buco nel soffitto.

Il meme è solitamente accompagnato da una didascalia: “Il gatto nel soffitto ti osserva…”. Secondo le parole degli artisti, Ceiling Cat è come Internet stesso: “Carino e spaventoso allo stesso tempo” (una tensione in gioco in questa e in altre opere in mostra). Più spaventoso che divertente, forse, è Dark Content (2015) un’opera basata su più di un centinaio di interviste condotte dagli artisti con moderatori anonimi di contenuti Internet. Basato su testimonianze reali, Dark Content consiste in una serie di video installazioni in cui avatar generati al computer raccontano le storie spesso drammatiche dei moderatori di contenuti Internet.

Personal Photographs (2019) rende concreto ciò che spesso consideriamo immateriale: i dati. In questo caso, le informazioni, che passano quasi letteralmente dal secondo al terzo piano della Phi Foundation, sono tutte le fotografie scattate dagli artisti nel corso di gennaio nel 2012. In questo lavoro, Eva e Franco Mattes continuano la loro tradizione di “condivisione della vita”, a eccezione del fatto che il pubblico non incontra nessuna delle 239 immagini degli artisti. Ciò che incontrano, invece, è una serie di unità modulari di canaline e fili, che serpeggiano e si snodano per tutta la mostra.

La mostra presenta anche due opere che esaminano i sentimenti e le reazioni relative a ciò che facciamo online. My Generation (2010) consiste in una serie di video da webcam di videogiocatori che sperimentano crisi e scatti violenti mentre giocano. Il video viene riprodotto su un vecchio computer, che a sua volta sembra essere stato distrutto da qualche giovane giocatore frustrato.

Emily’s Video (2012) presenta venti minuti di reazioni dei telespettatori a un video che non possiamo vedere, ma che sembra essere piuttosto scioccante. Per creare l’opera, gli artisti hanno pubblicato una call online sollecitando i volontari a guardare un video orribile, che gli artisti avevano trovato sul Dark Net. Una donna di nome Emily è poi andata a trovare i partecipanti nelle loro case, mostrando a ciascuno di loro il misterioso video mentre le loro reazioni venivano registrate con una webcam.

Anch’esso ispirato a un meme LOLcat è What Has Been Seen (2017), dove un gatto imbalsamato siede sopra un microonde che contiene un disco rigido rimosso. L’opera si chiede: possono i dati essere davvero cancellati? Dai nostri dischi rigidi? Dalle nostre memorie? Il motto assiomatico “ciò che è stato visto, non può essere non visto”, che appare di frequente su internet, si riferisce di norma alle reazioni del pubblico di fronte a contenuti inquietanti e, più precisamente, di fronte a un’immagine mentale che un utente non riesce a cancellare dopo aver visto video o fotografie paurose e scioccanti.

Il titolo What Has Been Seen traccia un collegamento tra quest’opera e le altre nella mostra, in cui vedere, essere visti e reagire a ciò che si vede comprende una continua negoziazione. I lavori di Eva & Franco Mattes qui esposti ci invitano all’interno di questa negoziazione e ci portano a riflettere e a reagire di fronte alla nostra condizione contemporanea in rete.

Eva & Franco Mattes (classe 1976, Italia) vivono e lavorano a New York. I loro lavori sono stati esposti al Museum of Contemporary Art di Chicago; al Mori Art Museum, a Tokyo; alla ventesima edizione della Biennale of Sydney; alla Whitechapel Gallery di Londra; al Performa, al MoMa PS1 e al New Museum, a New York; al Manifesta di Francoforte e alla Biennale di Venezia. La loro opera Ceiling Cat è stata di recente acquistata per la collezione del SFMOMA a San Francisco.

Erandy Vergara è una curatrice e ricercatrice di Montreal. I suoi principali interessi di ricerca includono femminismo, storie di arte globale, studi curatoriali e post-colonialismo, con un particolare interesse per la cultura del remix, l’intelligenza artificiale e l’etica ed estetica di partecipazione. Ha conseguito una laurea specialistica alla Concordia University e un dottorato di ricerca in storia della arte alla McGill University. Recenti mostre includono: Speculative Cultures: A Virtual Reality Art Exhibition, a cura di Tina Sauerländer (Anna-Maria e Stephen Kellen Gallery, Parsons School of Design, New York, 2019) e Art et Intelligence artificielle: Explorations artistiques à Montreal (Printemps numériques, Montreal, 2019).

Phi Foundation for Contemporary Art

Fondata nel 2007 da Phoebe Greenberg, la Phi Foundation for Contemporary Art, in precedenza conosciuta come DHC/ART, è un’organizzazione no-profit dedicata all’esposizione di arte contemporanea. Ospitata all’interno di due edifici storici nel cuore della vecchia Montreal, la Fondazione offre una programmazione che ha riscosso un plauso della critica sia in casa che nel resto del mondo. Ogni anno, la Phi Foundation presenta da due a tre importanti mostre, una serie di eventi pubblici, particolari progetti di collaborazioni e un programma di educazione progressista e impegno pubblico. Di portata internazionale oltre che reattiva al contesto di Montreal, la sua programmazione è offerta gratuitamente per rafforzare il suo impegno nell’accessibilità, promuovendo allo stesso tempo una discussione su come l’arte contemporanea sia investita di tematiche e idee che riflettono e riguardano la vita di tutti i giorni.


www.phi-foundation.org