11 / 09 / 2020

Panel ideato e organizzato da Marco Mancuso

Kilowatt – Bologna


Nell’ambito del programma di conferenze e incontri del Festival Resilienze, Marco Mancuso è stato invitato da Lorenzo Burlando di Kilowatt a ideare e organizzare il panel di apertura dell’edizione 2020 del festival, dal titolo “Vedere e immaginare: ambiente e cambiamento nello sguardo dell’arte”, per discutere del ruolo dell’arte nel mostrarci i legami invisibili che regolano la complessità del mondo e degli ecosistemi, per un cambiamento verso un modello di sviluppo più illuminato e sostenibile.

Panelist: Marco Mancuso, Valentina Tanni, Sara Tirelli, Alessandro Alliaudi

In un’epoca a suo modo “storica” come quella che stiamo vivendo, caratterizzata da una crescente relazione tra corpi fisici e virtuali, da un rapporto sempre più consapevole con gli spazi aumentati e delocalizzati, da una comprensione crescente dell’espansione delle nostre identità biologiche e digitali nel rapporto con nuove dimensioni complesse di ambiente, come biosfera da preservare, reti da coltivare e relazioni da alimentare, questo panel vuole indagare il ruolo che può avere l’arte nel mostrarci i legami invisibili che regolano la complessità del mondo e degli ecosistemi, tenendo in equilibrio la vita, preservando le risorse, indicando un cambiamento verso un modello di sviluppo e di vita collettiva più illuminato e sostenibile.

Resilienze Festival è un progetto ideato e prodotto da Kilowatt che vuole parlare di grandi trasformazioni planetarie mostrando le interazioni, i legami e le connessioni tra ambiente, società, economia e cultura, interrogando i linguaggi dell’arte per esplorare punti di vista alternativi. E’ una quattro giorni di incontri, dibattiti, installazioni artistiche, presentazioni di libri, workshop, proiezioni, concerti, degustazioni per esplorare, attraverso i linguaggi dell’arte, quei fili invisibili che ci uniscono al nostro ecosistema.

Il tema centrale dell’edizione espansa 2020 sono i Legami Invisibili, ossia le tantissime connessioni e relazioni che non si vedono, quei fili invisibili che ci uniscono al nostro ecosistema e determinano a tutti i livelli i delicati equilibri tra gli esseri viventi.