10 / 01 / 2013

Incontro pubblico a cura di Marco Mancuso

Design Library – Milano


Nato nell’ambito della partecipazione al bando “Che Fare” del 2013, “Trasformazioni affini” è un evento pensato come una giornata di incontri e presentazioni, con lo scopo di raccontare storie ed esperienze, monitorare progetti di eccellenza a livello nazionale e internazionale, che indagano l’impatto delle tecnologie digitali e delle scienze sull’ambito creativo, artistico e sociale contemporaneo.

Testo di presentazione dell’incontro

Relatori: Paolo Rigamonti, Adam Ardvisson, Ivana Pais, Katia Anguelova, Costantino Bongiorno e Zoe Romano, Luca Pertegato e Luca Isabella, Tiziano Bonini, Massimo Botta, Massimo Menichinelli, Simona Lodi, Anna Vasta, Antonio Incorvaia, Alessandro Rimassa.

Grazie all’esperienza accumulata in 7 anni di direzione dell’osservatorio online Digicult e quasi il doppio di ricerca, analisi e contatti professionali nel mondo della Media Art nazionale e internazionale, Marco Mancuso con questa conferenza pubblica intende operare per allargare i confini di questa disciplina, mettendo in evidenza il suo impatto sulla cultura e la creatività nel mondo che ci circonda, i suoi rapporti interdisciplinari con i campi del design, del cinema e della musica, le sue dinamiche produttive e di diffusione in rete, i suoi insegnamenti in ambito universitario e accademico, nonché la sua interdisciplinarietà professionale.

Lo scopo dell’evento è dare voci a professionisti provenienti da differenti campi disciplinari e lavorativi, allo scopo di riflettere in senso ampio sui temi della cultura, dell’arte e del design e di come essi possano essere trasformati in reali fattori di innovazione sociale da una generazione di professionisti ibridi che operano e si muovono a cavallo tra sperimentazione tecnologico/scientifica, dinamiche professionali in networking e peer-to-peer, filosofie scalabili di collaborazione e co-produzione, filiere produttive tra start up e investitori del settore IT, tecnologie open source e di rete atte a innescare dinamiche profittevoli e meritocratiche per la produzione di un oggetto artistico-culturale.