La sfida più grande dell’arte contemporanea è valicare le “ataviche abitudini” – così come le definiva Ernst Gombrich nel suo celebre saggio, pubblicato in Sentieri verso l’Arte – ovvero andare oltre il conservatorismo e l’abitudine percettiva, superando la ripetizione di pratiche e linguaggi già conosciuti. Con l’avvento del digitale la provocazione è stata maggiore e più complessa, lì dove artisti e curatori di spicco della scena italiana ed internazionale hanno utilizzato le forme della modernità in particolare per ri-attivare la nostra memoria storica, si pensi all’uso di tool multimediali ed interattivi che hanno permesso di fare la visita virtuale di una mostra, ricostruire un sito archeologico, narrare la storia peculiare di una cultura o di un luogo.

Coniugare la nostra memoria con l’innovazione artistica e tecnologica – dunque abbattere le barriere tra passato, presente e futuro – è anche la vocazione di un nuovo spazio per l’arte contemporanea, inaugurato nel febbraio 2022 ai Fori imperiali di Roma. Qui l’attitudine naturale di Giovanna Caruso Fendi a mettere in dialogo i linguaggi del presente con l’archeologia, ha dato vita a FOROF, un centro multidisciplinare sito al piano terra di Palazzo Roccagiovine, che sorge sui resti della Basilica Ulpia al Foro di Traiano. FOROF – che si qualifica come venue unica e speciale, trovandosi nell’area archeologica urbana più importante al mondo – è stato sia restaurato recentemente dal versante archeologico, sia affidato ad un noto studio di architetti (It’s), che si è occupato degli interni per poter sfruttare al meglio gli ambienti, ospitando eventi culturali, mostre di arte contemporanea e residenze di artisti.

FOROF_Lovotic_bby Soundwalk Collective_Ph Jacopo Tomassini

La prima iniziativa, titolata LOVOTIC, verte sulle sonic art, in particolare sulla interrelazione e intersezione del suono con altre discipline quali pittura, scultura, installazione, cinema, filosofia, antropologia, sociologia, presentando il lavoro degli artisti sonori Soundwalk Collective, tra le realtà più innovative e stimolanti del XXI secolo. Nato dall’assunto dell’omonimo testo di Paul B. Preciado del 2021 – che vede tra i personaggi protagonisti il collettivo di artisti internazionali, l’attrice Charlotte Gainsbourg  e lo stesso filosofo spagnolo – il progetto espositivo LOVOTIC esplora la commistione tra genere umano e robot, che genera nel futuro nuovi rapporti emotivi, relazioni sessuali e d’amore (su cui si focalizza l’iconografia della mostra). Il testo fantascientifico di Preciado è una sorta di relazione sull’Archivio della Terra, fatta nel 2300 circa dai nostri posteri o possibili alieni che indagano lo stato del nostro pianeta, grazie allo studio di diversi reperti tecno-archeologici. Da tale analisi, redatta dal dipartimento di “Archeologia cosmica del Centro per la Semio-Storia Planetaria”, si evince soprattutto “un cambiamento climatico accelerato – digitalizzazione alimentata da energia fossile avviata – ciclo di depatriarcalizzazione e decolonizzazione avviato.”

Inoltre, tra i frammenti trovati, si enucleano resti di nichel ed alluminio e carta a pasta semichimica ottenuta da una miscela di fibra di cellulosa e soluzione di carbonato alcalino. È proprio dai frammenti di pasta di cellulosa che vengono codificati alcuni messaggi semiotici, inviati da uomini o animali terresti ad altri abitanti del cosmo. Pare che i creatori di questi messaggi potessero essere i Soundwalk Collective, un gruppo costituito forse da uomini e intelligenza artificiale intento a produrre una comunicazione interumana, attraverso la produzione di un disco d’oro, The Sounds of Earth, ritrovato appunto sulla sonda spaziale Vojager nel 1977.

Il documento si chiamava presumibilmente LOVOTIC – vista l’iscrizione sui frammenti di cellulosa –un termine inesistente, nato dalla fusione di differenti parole della lingua inglese come love, lover, lovability, lovebag, lovesick, asymtotic, antibiotic, erotic, hypnotic, narcotic, robotic, symbiotic ecc.

Il messaggio è rivelatore di un processo di mutazione sociale e politica, avvenuta alla fine della modernità industriale e della vita terrestre, a causa dell’eccessivo consumo dei combustibili fossili e della sovrapproduzione di plastica, ma soprattutto dell’avanzata transizione da una tecnologia sessuale e riproduttiva binaria ad una tecnologia amorosa aperta tra corpi umani femminili e trans con tecnologie cibernetiche di prima generazione (internet primitivo). Così come le tracce di voci, né maschili né femminili, attribuibili allo scrittore mutante Preciado, all’animale umano Charlotte Gainsburg, all’artista vocale sperimentale Lyra Pramuk, al dissidente politico Willem Defoe o all’inventore di codici musicali conosciuto come AtomTM, Atom Heart o Senor Coconut, corrispondano al collasso definitivo del regime eterosessuale e patriarcale-coloniale.

Questo testo imperscrutabile e allo stesso tempo profetico, ha inspirato l’intervento di Soundwalk Collective, coinvolgendo gli spettatori in un enigmatico percorso percettivo e multisensoriale tra reperti antichi e opere futuriste, transfemministe e queer. All’entrata di FOROF sono esposti gli acquerelli, realizzati dal fondatore del gruppo Stephan Crasneanscki, che sono l’ostensione di organi genitali fluidi e liquidi sia nella forma sia nel colore, appartenenti agli esseri ibridi e asessuati descritti nel testo di Preciado. Nella stessa sala sono presentati quattro giradischi, come se fossero colonne ataviche o meglio totem musicali del Novecento, con i quali è possibile ascoltare tramite cuffie le sonorità sperimentali del vinile LOVOTIC, sempre prodotto dai Soundwalk collective, con voci di Charlotte Gainsbourg, Feat Atom TM, Lyra Pramuk, Paul B. Preciado, William Defoe. I suoni diffusi nello spazio sono diversi da quelli ascoltati nei dischi, guidando i visitatori al piano sotterraneo dove i muri sono ricoperti da parole e segni che evocano il testo predittivo di Preciado – trascritto per esteso sulla parete della prima sala di accesso alle antiche rovine della Basilica: si ha l’impressione di fare un viaggio nel tempo e nello spazio dal passato al presente e al futuro e viceversa. La scultura mostrata in una teca di vetro nella sala successiva – che ricorda la forma di un uovo e della fertilità originaria – è stata realizzata con materiali che simulano il marmo verde africano, lo stesso marmo delle lastre dei primi ritrovamenti risalenti all’epoca romana. Nel percorso finale – che diventa sempre più immersivo e sensoriale – si entra nella cripta della Basilica dove è possibile ammirare colonne, mosaici e decorazioni di straordinaria bellezza e inestimabile valore culturale. Conclude l’excursus immaginario e fisico, una installazione luminosa che mette in rilievo la presenza di una cavità dalla quale probabilmente è stato ricavato il reperto fossile dalla forma ovale.

FOROF_Lovotic_bby Soundwalk Collective_Ph Jacopo Tomassini

Il progetto espositivo – che ha previsto Episodi diversi per carattere e ritmo – ha proposto il terzo Episodio dal titolo LOVOTC – Y sabato 23 aprile, con ospiti di spicco della scena mondiale come la splendida ed affascinante attrice Charlotte Gainsbourg in conversazione con Massimo Torregiani, fondatore di Fantom organizzazione senza scopo di lucro incentrata su fotografia, suono e arti visive. L’incontro, dedicato agli studi di genere e al futuro della sessualità, ha coinvolto attivamente il pubblico in un dibattito aperto sui “percorsi di trasformazione e progressiva consapevolezza necessari a una lettura più consapevole del presente”. Gainsbourg ha prestato la sua voce seduttiva e senza sesso all’installazione LOVOTIC (2022), mentre nel 1969 usciva lo scandaloso singolo Je t’aime dei suoi famosi genitori Serge Gainsbourg e Jane Birkin che, in piena rivoluzione sessuale, interpretavano con le loro voci e i loro gemiti un rapporto sessuale vibrante e appassionato tra un uomo ed una donna, che lasciava trasparire la carica erotica e sensuale, ma allo stesso tempo “la fragilità e l’aura malinconica tipica dell’ambientazione francese” del Ventesimo secolo.

A dare continuità al meraviglioso LOVOTIC saranno i nuovi Episodi di LOVOTIC -X, che nei prossimi mesi coinvolgeranno gli artisti che hanno preso parte direttamente alla realizzazione del progetto, o che sono in sintonia ed empatia con la ricerca dei Soundwalk Collective, ospitando talk, performance e happening inediti. FOROF è uno spazio dove si guarda in prospettiva, dove si volge lo sguardo alla ricerca ed alla sperimentazione, offrendo esperienze “in una realtà creata dall’incontro tra il contemporaneo e la memoria delle rovine antiche, tra un linguaggio che porta alla mente l’hic et nunc dei nostri giorni e le tracce di quello che siamo stati”. E lo fa partendo dal tema universale della diversità, mettendo al centro l’essere umano che funziona in modo diverso; la macchina che non funziona più secondo gli standard convenzionali.