Rotterdam

‘Living Painting: Nature’_ Refik Anadol inaugura il Kunsthal di Rotterdam al Friday Night LIVE [Foto: Marco De Swart]

Il 17 novembre, durante la Friday Night LIVE, il museo Kunsthal di Rotterdam ha inaugurato la mostra personale di Refik Anasol “Living painting: Nature”.  

Nel cuore di una delle aree architettoniche più caratteristiche di Rotterdam, il museo offre alla città un ventaglio di artisti contemporanei promuovendo allo stesso tempo attività per coinvolgere la comunità locale. Con l’intento di entrare in contatto con la vita della città e dei suoi abitanti, la peculiarità del museo è quella di rendere le mostre accessibili a tutti.

‘Living Painting: Nature’_ Refik Anadol all’inaugurazione del Kunsthal di Rotterdam durante il Friday Night LIVE [Foto: Marco De Swart]

Sin dall’inaugurazione nel 1992, il museo ha perseguito l’obiettivo di portare l’arte contemporanea a un pubblico più vasto e di impegnarsi in diversi dibattiti. Grazie alla sua struttura, il museo riesce a combinare più mostre contemporaneamente, incoraggiando così diversi tipi di persone ad interfacciarsi con una prospettiva diversa attraverso le arti.  L’inaugurazione della mostra di Refik Anadol, dopo un discorso introduttivo dell’artista, è stata accompagnata da musica ed esibizioni mentre i visitatori erano liberi di girare nel museo. 

Nella sala 1, la mostra personale “Living Painting: Nature” era allestita in un’enorme stanza nera. Sulle pareti laterali, dipinti digitali colorati rappresentavano paesaggi californiani trasformati in accattivanti modelli generativi digitali. Sebbene i visitatori fossero catturati dalle evoluzioni dinamiche, non riuscivano a comprendere immediatamente i complessi processi tecnici alla base dei dipinti. Proseguendo nella stanza, uno schermo enorme spiegava come lo studio dell’artista raccoglieva e trasformava i dati in splendidi quadri viventi. I modelli generativi sono il risultato dei dati raccolti dai sensori del vento di Los Angeles, di immagini del parco nazionale della California e delle previsioni pubbliche dei dati raccolti dall’Oceano Pacifico. Trasformando più dati con tecniche di fluidodinamica per visualizzare i modelli di dati, l’artista spinge i limiti tecnici oltre l’elaborazione di diversi set di dati per immaginare nuove narrazioni per il futuro.

‘Living Painting: Nature’_ Refik Anadol inaugurazione del Kunsthal Rotterdam [Foto: Marco De Swart]

‘Living Painting: Nature’_ Refik Anadol inaugurazione del Kunsthal Rotterdam [Foto: Marco De Swart]

Invece di focalizzarsi sui complessi processi computazionali e sulle collaborazioni interdisciplinari necessarie per creare le opere d’arte, la mostra ha dimostrato come la nostra relazione con la tecnologia possa cambiare e come noi esseri umani possiamo giocare e sperimentare con le macchine. Di fronte allo schermo principale, quasi invisibile ad un primo sguardo, al centro della stanza si trovava l’iconica Infinity Room. Entrando in una piccola porta che conduceva a una scatola nera, i visitatori venivano immediatamente immersi in un mondo digitale senza confini che si autogenerava. Dando l’impressione di essere sospesi tra disegni e colori generativi, il pubblico poteva immergersi in disegni in evoluzione, quasi dimenticando i limiti fisici della piccola scatola.

‘Living Painting: Nature’_ Refik Anadol inaugurazione del Kunsthal Rotterdam

All’uscita dalla mostra, i visitatori avevano potuto ascoltare anche un discorso dell’artista riguardo i suoi progetti e i suoi processi presso la Erasmus Rotterdam University, creando nuove connessioni tra le opere della mostra. Come ha ricordato la curatrice Shehera Grot, Refik Anadol è uno dei pionieri fra gli artisti che lavorano con l’intelligenza artificiale, andando oltre i limiti della tecnologia con creatività e sperimentazione. Con una formazione in architettura e design, la sua firma è l’elusione dei limiti nello spazio fisico trasformando edifici e stanze con modelli generativi. Collaborando con uno studio interdisciplinare, il lavoro di Anadol traduce complessi processi computazionali con l’IA e la raccolta dei dati in esperienze interattive ed estetiche.

La mostra ha giocato con l’intimità dell’allestimento curatoriale e l’idea dell’infinita profondità delle opere d’arte. Presentando queste esplorazioni digitali come dipinti, i visitatori hanno potuto immaginare un futuro diverso grazie alla tecnologia, senza essere intimiditi dalla complessità del processo. Il lavoro dell’artista e l’allestimento intimo rappresentano l’intenzione del museo di aprire le porte a tutti e rendere l’arte contemporanea accessibile alla comunità locale. Invece di presentare l’eccessiva complessità del tema, lo spazio espositivo della mostra presenta queste tecnologie in una forma interattiva e meno intimidatoria, aprendo nuove discussioni sul nostro rapporto con la tecnologia e il futuro.

Inoltre, i visitatori hanno potuto passeggiare tra la mostra personale di Ai WeiWei “In Search of Humanity”, incentrata sulle complesse questioni sociali riguardanti i diritti umani e la libertà, e la mostra collettiva “Fancy Some Friction, Honey?”, che presenta i lavori della Cokkie Snoei Gallery. Presentando diverse opere di arte contemporanea, il museo incoraggia un mix di pubblico e discussioni, utilizzando le pratiche artistiche come punto di partenza per creare nuove connessioni sul presente e una diversa comprensione della nostra società in evoluzione.